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Finalmente, anche se ben oltre il tempo massimo che sarebbe stato logico, l'AGCOM ha approvato la regolamentazione per la numerazione automatica dei canali. Riportiamo al riguardo le posizioni delle associazioni di categoria.
Tratto da TELERADIOFAX di AERANTI-CORALLO
NUMERAZIONE AUTOMATICA DEI CANALI: APPROVATA LA REGOLAMENTAZIONE DA PARTE DELLA AGCOM.
NECESSARIA ORA LA RAPIDA ATTUAZIONE DA PARTE DEL MINISTERO
NONCHE’ L’IMMEDIATO DIVIETO DI UTILIZZO DEI C.D. “CLONI”
Lo scorso 15 luglio, il Consiglio della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha formalizzato la decisione assunta l’8 luglio sul piano di numerazione automatica dei canali (Lcn) della tv digitale terrestre.
Tale piano era assolutamente necessario, in quanto la mancanza di regolamentazione in materia ha causato gravissimi disagi alle imprese e ai telespettatori nelle sei aree del Paese già digitalizzate. In particolare, il provvedimento della Agcom ha recepito la proposta in materia formulata congiuntamente da AERANTI-CORALLO e Frt Tv Locali, che complessivamente rappresentano la stragrande maggioranza delle tv locali, confermando l’impostazione relativa alle prime numerazioni, e cioè 1-9 per le tv nazionali e 10-19 per le tv locali.
L’assegnazione dei numeri da 10 a 19 alle tv locali consente alle stesse di disporre di 10 numeri consecutivi sul telecomando sui quali possono trovare collocazione quasi 400 tv locali sul territorio nazionale, posto che le emittenti provinciali e interprovinciali, in molti casi, possono condividere una stessa numerazione con altre emittenti provinciali e interprovinciali della medesima area.
Inoltre, l’assegnazione dei numeri 10-19 evita discriminazioni tra le diverse tv locali, favorendo così il pluralismo e la concorrenza nel settore, poiché in tal modo viene prevista una numerazione a due cifre per ogni emittente.
Si rende ora indispensabile che il Ministero dello Sviluppo economico proceda con estrema rapidità e comunque non oltre il mese di settembre all’assegnazione delle numerazioni nelle sei aree già digitalizzate (Lazio, Campania, Piemonte occidentale, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Sardegna).
Infatti, il disorientamento nella individuazione dei programmi generato dall’assenza della numerazione ha causato anche una contrazione degli investimenti pubblicitari, con gravi ripercussioni sui bilanci delle emittenti locali e con forte rischio per l’occupazione nel settore.
E’ infine fondamentale che sin dal momento dell’entrata in vigore del regolamento (che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, a seguito della pubblicazione del provvedimento) cessino le duplicazioni delle numerazioni (i cosiddetti “cloni”), cioè le utilizzazioni di più numeri per identificare uno stesso programma. Tale duplicazione, infatti, ha con-tribuito in modo significativo alla caoticità dell’offerta digitale in assenza di regolamentazione in materia.
TRATTO DA FRT NOTIZIE DEL 19 LUGLIO
TV LOCALI: FINE DEL CAOS NELLE AREE ALL DIGITAL
Il Presidente dell’Associazione Tv Locali FRT, Maurizio Giunco, in un comunicato stampa di venerdì scorso esprime la sua soddisfazione e quella del Consiglio Direttivo dell’Associazione per la delibera adottata dall’Agcom sull’ordinamento automatico dei canali che, “fornendo un quadro di regole certe, pone fine al caos generato nelle aree operanti in digitale terrestre.
Il provvedimento ha accolto le richieste delle TV locali FRT sia in ordine alla numerazione sia in ordine ai criteri da applicare per l’attribuzione della singola posizione all’interno dei blocchi riservati alle tv locali. I criteri che dovranno stabilire a quale emittente dovrà essere assegnata una determinata numerazione si rifanno a dati oggettivi come le graduatorie Corecom e gli ascolti Auditel.
Il provvedimento – ha aggiunto Giunco - consentirà di affrontare, almeno sul piano dell’LCN, con maggiore serenità i prossimi appuntamenti previsti dal calendario di spegnimento dell’analogico. In assenza di conflitti sul posizionamento le emittenti potranno programmare le loro strategie commerciali per la promozione del proprio marchio dando con ciò garanzia di visibilità agli inserzionisti pubblicitari che potranno riprendere a veicolare sulle emittenti locali la pubblicità”.
E SEMPRE DALLO STESSO FRT NOTIZIE, ANCHE SE DI DIVERSO TONO
LCN: LUCI ED OMBRE
L’Agcom, con una decisione già presa nella seduta dell’8 luglio e formalizzata nel consiglio di giovedì scorso con il voto contrario del Commissario Enzo Savarese e l’astensione del Commissario Gianluigi Magri, ha sciolto il nodo dell’LCN assegnando i canali:- dall’1 al 9 e dal 20 al 70 alle tv nazionali generaliste: -dal 10 al 19 e dal 71 al 99 alle tv locali.
Gli stessi blocchi sono stati ripetuti anche nel secondo e terzo arco (101 – 199 e 201 – 299).
Alle tv locali va anche l’intero settimo arco di numerazione (700-800).
La regolamentazione, che ha trovato la decisa opposizione di alcune emittenti regionali e di molti esponenti politici, è senza dubbio un importante passo avanti nel martoriato processo di digitalizzazione della televisione portato fin qui faticosamente avanti senza una vera regia istituzionale. In attesa di conoscere i dettagli della delibera non ci si può esimere dall’esprimere forti perplessità sulla metodologia utilizzata dall’Agcom al fine di verificare attitudini e preferenze degli utenti.
Tale verifica è stata effettuata mediante “un sondaggio condotto da una società specializzata che ha evidenziato la sintonizzazione dei canali del sistema digitale”. E’ evidente a tutti come un’indagine sulla “sintonizzazione dei canali del sistema digitale”, sistema operativo nelle regioni già digitalizzate, che ha stravolto l’ascolto tradizionale delle TV locali, non può stabilire la posizione storica sul telecomando in ambiente analogico. I dati basati sugli ascolti dicono tutt’altro.
DA CNT - TPD del 24 luglio
LCN: ORA LA PALLA PASSA AL MSE-COM
QUANTO ANCORA DA ASPETTARE? INCOMBONO I RICORSI
Torniamo sulla questione della numerazione automatica dei canali. Adesso che l’Agcom ha finalmente partorito il tanto atteso schema regolamentare, è bene ricordare che la questione non è affatto chiusa.
Si tratta solo di uno step. Adesso, infatti, tocca al MSE-Com attuare gli indirizzi dell’Agcom e attribuire alle emittenti il numero sul telecomando. Questa operazione andrebbe fatta in tempi rapidi per porre definitivamente fine ad uno dei più grossi handicap del passaggio al digitale terrestre in Italia.
Andrebbe fatta prima dello switch off che a breve coinvolgerà il nord del Paese. Prevediamo, però, che non sarà semplice rendere pienamente operante la regolamentazione. Si consideri, inoltre, che lo schema così come licenziato dall’Agcom ha lasciato scontente molte emittenti locali, soprattutto le più forti, che contavano di posizionarsi su 8 e 9 del telecomando, e che hanno annunciato ricorso al TAR.
Ci sono poi le tv locali più piccole che rischiano di finire dopo il 71 rischiando così di scomparire per sempre e anche loro si associano alla pioggia di ricorsi. Per adesso il mese di agosto che è alle porte servirà solo come brevissima tregua prima di nuove battaglie che si preannunciano toste e sanguinose già in settembre.
Dal 15 ottobre inizierà lo spegnimento definitivo del segnale analogico al Nord Italia e non resta molto tempo per sparare gli ultimi colpi di cannone.
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