SUONO&STUDIO
Stanze per l’Home Theatre
a cura del dr. marco Fringuellino*
Per molti anni i formati cinematografici furono dettati dalle
case di produzione (THX, Dolby, ecc.), fino a che degli enti internazionali di
codificazione, come SMPTE ed EBU, decisero allora di adottare un nuovo standard
per il cinema su
Caratteristiche
È la nascita del cinema con audio digitale a sei canali in PCM a 20 bit, consistenti nei canali sinistro (L), centrale (C), destro (R), surround sinistro (LS), surround destro (RS) ed il canale per le basse frequenze (LFE). Il riferimento attuale sul multicanale, formato 5.1, è la norma ITU-R BS. 775, di cui abbiamo già parlato nell’articolo n° 3 del 2007, che definisce i posizionamenti delle sorgenti e le loro caratteristiche:
2. La distanza fra i canali L e R
(detta larghezza base stereo B) è regolata per le sale di ascolto dalle norme
ITU-R BS. 1116, e può variare da un minimo di 2 ad un massimo di
3. Il raggio della circonferenza è
legato all’ampiezza dello schermo per le immagini, e può essere compreso fra
3,3 e 6,6 volte l’altezza dello schermo;
4. I diffusori elettroacustici che
riproducono i canali devono essere tutti uguali, a radiazione diretta, full
range, posti alla stessa altezza (consigliata
6. Il subwoofer deve avere una
banda di riproduzione da
L’introduzione del supporto laser DVD ha permesso la nascita dei cosiddetti home theatres, avendo una capacità di memoria che permise di ospitare sia il contenuto video, sia l’audio multicanale. Sempre più persone dotano le loro abitazioni di impianti per la riproduzione di audio multicanale (anche di elevato valore), collocandoli solitamente nei propri salotti, con un risultato di ascolto il più delle volte deludente. Il problema è l’acustica dell’ambiente, che se non è corretta rovina totalmente l’ascolto. Sarebbe dunque necessario dedicare una stanza apposta a questo impiego, cosicché la si possa allestire acusticamente ad hoc.
Necessità
Le necessità acustiche inerenti alle stanze dedicate ad home theatre sono le seguenti:
1. innanzi tutto migliorare la distribuzione modale per controllare le onde stazionarie, utilizzando stanze preferibilmente grandi, possibilmente con assenza di pareti parallele, aventi un corretto rapporto dei lati;
2. trattare acusticamente tutte le superfici con opportuni elementi assorbenti e diffondenti, per evitare l’interferenza fra le prime riflessioni ed il campo diretto;
3. inserire degli assorbimenti progettati per ottenere una certa linearità della risposta in bassa frequenza, così che i bassi siano pieni ma non risonanti;
4. contenere il tempo di riverberazione a valori inferiori di quelli di una stanza comune, il che migliora moltissimo l’intelligibilità del parlato e non va a sovrapporsi con l’effetto dell’ambiente già registrato nella colonna sonora;
5. aumentare la diffusione del campo per creare l’effetto psico-acustico di sentirsi in una sala più grande e favorire il surround;
6. posizionare correttamente sorgenti ed ascoltatore, in conformità alle norme ITU-R BS. 775.
Tutte queste correzioni devono essere meno invasive di quelle analoghe che si progetterebbero per una regia professionale (in cui lo scopo non è la fruizione, ma l’analisi chirurgica del segnale musicale), in quanto l’audiofilo comune in genere non gradisce ambienti con un'acustica troppo “spinta”, ossia troppo diversa dai suoi ambienti di riferimento naturali. Nelle due foto possiamo osservare gli interni di una TV Room realizzata a Milano per un privato dalla ditta S-M di Lissone.
Consulente della S-M di Pino Stillitano