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Eccezionale produzione
realizzata dalla Direzione Produzione TV- Centro di Produzione di Torino,
Direzione Strategie Tecnologiche - Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica e dal
Settore Comunicazione - Divisione Cultura, Relazioni Pubbliche, Marketing
Urbano e Promozione della Città del Comune di Torin. Protagonista la tecnologia
4K al Prix Italia
di Daniele Airola Gnota* e Massimo Visca**
*RAI- Direzione
Strategie Tecnologiche
Centro Ricerche e
Innovazione Tecnologica
** RAI - Direzione
Produzione TV
Centro di Produzione
di Torino
Ora che l’Alta Definizione
Televisiva è diventata una realtà commerciale, i centri di ricerca e
l’industria del broadcasting si interrogano su come sarà la televisione del
futuro e sperimentano nuovi formati di ripresa per rendere ancora più
coinvolgente e realistica l’esperienza di fruizione degli spettatori. Con questo spirito è stata realizzata una sperimentazione per verificare la fattibilità
di una produzione in formato “4K” comprensiva di tutte le lavorazioni
previste dal processo produttivo televisivo, inclusa la
possibilità, grazie all’evoluzione degli standard di trasmissione/modulazione
che consentono di raggiungere il Set Top Box con un bit-rate adeguato alla
trasmissione di tale formato, di realizzare servizi verso l’utente. Il
modello produttivo impiegato, in termini di tempi di lavorazione e figure
professionali coinvolte, è quindi stato quello della reale produzione
televisiva, in cui sono state sperimentate sia le differenti condizioni di
ripresa e di montaggio che l’interoperabilità dei mezzi tecnici. Il risultato
finale è “Turin Time Lapse – Sguardi in
4K”: un cortometraggio che, per durata e contenuti, risulta di difficile
collocazione in uno specifico genere televisivo e deve piuttosto essere
considerato frutto di una sperimentazione tecnica. La produzione è stata
realizzata in collaborazione tra
Per effettuare le riprese in formato 4K è stata utilizzata una telecamera Red-One equipaggiata con ottiche Angenieux (modelli HR 25-250 T3.5 e 17-102 T2.9). Il segnale è stato memorizzato sull’hard disk in dotazione alla camera in formato 4K (4096x2304)/25p compresso a 288 Mbit/s JPEG2000 nel formato RedRaw. La camera fornisce in uscita un segnale di monitoria in formato 1280x720/50p che, visualizzato su Reference Monitor BVM-L230 Sony, era l’unico segnale a disposizione delle figure professionali tecniche ed artistiche responsabili delle riprese. In alcune location sono stati effettuati movimenti di camera utilizzando un braccio e un carrello Cam Mate mod series 2000. Il periodo dedicato alle riprese è stato di 10 giorni con due o tre location per ogni giornata di ripresa. Tra le principali criticità riscontrate vanno citate il peso del gruppo camera/ottica, l’importante differenza di risoluzione tra segnale disponibile per il controllo video e quello acquisito dalla camera e, infine, la difficoltà nell’eseguire movimenti di camera a così bassa velocità da mantenere la percezione del dettaglio durante gli stessi.
La Post-Produzione è stata realizzata in due fasi.
Nella prima fase il materiale registrato dalla camera è stato importato, tramite il software Avid Metafuze, su piattaforma Avid Media Composer per produrre la versione off-line. E’ stato quindi possibile procede con un normale montaggio in formato HD (1920x1080/25p).
Nella seconda fase il progetto in versione off-line è stato importato su piattaforma Avid DS, utilizzando il formato AAF – Advanced Authoring Format, per procedere con la color correction e la finalizzazione in formato 4K.
La fase di post-produzione si è rilevata particolarmente complessa a causa di alcuni problemi, in parte noti a priori ed in parte inattesi, dovuti ad una non perfetta compatibilità tra i due sistemi di NLE ed alla necessità di effettuare i processi di color correction senza una monitoria in tempo reale. Tutte le operazioni di finalizzazione erano soggette a tempi di rendering significativi (1 ora di tempo macchina per 1 minuto di montaggio su workstation HP xw8600 – dual Intel quad core) e non era disponibile un display di riferimento (grado 1) in formato 4K.
La trasmissione del segnale 4K verso l’utente finale è stata sperimentata considerando le diverse tecnologie disponibili per la trasmissione, la decodifica e la visualizzazione del suddetto formato.
Per la trasmissione è stata utilizzata
Particolare attenzione è stata
dedicata al sincronismo dei 4 flussi video componenti il segnale 4K nelle fasi
di codifica, di generazione del multiplex TS ed in fase di visualizzazione (i decoder
HD devono essere sincronizzati in modo da evitare la percezione della suddivisione
in quadranti del frame 4K). In prospettiva tale attenzione sarà superflua
grazie alla codifica H.264 @ Level 5.1, attualmente in fase di sperimentazione,
in grado di codificare l’intero frame 4K.
La presentazione al pubblico di “Turin Time Lapse – Sguardi in 4K” è stata realizzata
utilizzando 2 diverse tecnologie: un display LCD da 56’’ che supporta la
risoluzione nativa 3840x2160 (il DM3400 prodotto da Astro) ed un proiettore Sony
SRX-T110 (in grado di supportare risoluzioni sino a 4096 x 2160 pixel). La
presentazione con il proiettore, effettuata in occasione della Conferenza a
cura di HD Forum Italia all’interno
del Prix Italia
La sperimentazione con la camera Red–One ha rappresentato per RAI una prima importante esperienza con il formato 4K evidenziando le potenzialità espressive di tale formato di ripresa.
Le tempistiche in fase di produzione e di allestimento delle riprese sono risultate molto più vicine alla realtà cinematografica che alla produzione televisiva. La futura adozione di tale formato di ripresa in ambito televisivo dipenderà sicuramente dalla disponibilità sul mercato di schermi con risoluzioni superiori all’attuale Alta Definizione, che cominciano ad essere annunciati da alcune industrie del settore.
La possibilità di raggiungere la casa dell’utente con un bit-rate adeguato al formato è realistica fin da oggi grazie alla tecnologia DVB-T2. I vantaggi attesi dal formato 4K sono legati alla possibilità di realizzare prodotti di pregio, come film, fiction e documentari, in un formato che potrà essere distribuito anche in un circuito di tipo cinematografico, senza dover affrontare i costi elevati della pellicola e la perdita di qualità dovuta alle copie di distribuzione della stessa e, in secondo luogo, alla possibilità di offrire all’utenza televisiva un prodotto di altissima qualità tecnica, distribuito direttamente nel formato nativo oppure scalato in Alta Definizione.
Per quanto riguarda l’aspetto registico, la parola alla regista Ariella Beddini: “Il 4K è un’esperienza registica per certi versi esaltante, e per questo va maneggiata con cura. Si vede ovviamente molto meglio e molto di più che con l’HD, si vede talvolta anche troppo, anche quello che l’occhio non percepisce naturalmente, o almeno che non si è coscienti di percepire. E poi ci sono gli effetti speciali, concessi anche ai registi comuni mortali, e la possibilità di entrare in luci imperfette o pericolose e poi ancora di poter modificare “tutto” in post. Ma non è vero: nessuna ripresa cattiva diventa buona dopo, ma una buona ripresa può diventare stupefacente. Il brutto è che non vedi nulla di tutto ciò mentre giri perché i monitor di riferimento in ripresa sono “opachi”, e poi nemmeno mentre monti, perché non vedi mai il filage del film che è troppo pesante, e così non sei mai sicuro del ritmo e della color. E poi la camera è complicata da muovere e da comandare, quindi nulla o quasi può essere fatto all’impronta, certo non cogli l’attimo fuggente. Ma quando l’attimo si ferma, sull’occhio di un ritratto, o sul sole contro all’alba, o si dilata nelle scie di luce nella notte, o si materializza dando corpo a quella che credevi solo un’ombra, beh, sì, allora è davvero emozionante.”