DOSSIER

Il PUNTO SULL'HD

 

La Coppa del Mondo un anno dopo: a che punto siamo con l’HD?

 di Barry Tew

 

La copertura di eventi sportivi è uno degli elementi di maggior attrazione per la vendita dell’alta definizione e, senza dubbio, la Coppa del Mondo di calcio ha rappresentato in questo ambito una delle più interessanti opportunità. Sky aveva annunciato di aver raggiunto in UK 36mila nuovi abbonati e la prenotazione di 90mila nuovi abbonamenti a giugno 2006, per il suo nuovo servizio satellitare in HD. Di solito queste curve tendono ad appiattirsi o a diminuire dopo che un evento è terminato, ma la crescita degli abbonamenti ha, in questo caso, continuato a registrare un incremento. Nel Regno Unito a novembre  2006, il numero degli abbonati HD era di 96mila e nel report del primo trimestre 2007, pubblicato dalla autorità britannica di regolazione OFCOM, il numero degli abbonati è ancora cresciuto, con la cifra di 184mila della fine 2006 che ha raggiunto quota 244mila alla fine del primo trimestre 2007. Queste informazioni riguardano solo i servizi di Pay Tv e, più di recente, la BBC ha cominciato a offrire dei servizi di prova gratuiti in HD sulla piattaforma Sky. Lanciati inizialmente il 21 di maggio 2007 per un periodo limitato, la data finale di questi test è stata poi spostata al 21 novembre, che è la data in cui il “Public Value Test (PVT) dell’emittente britannica era destinato a trarre le conclusioni (al momento non ancora note). Lo scopo del PVT è di investigare sulle esigenze del pubblico nell’ambito della tv ad alta definizione e sul valore che questa può aggiungere ai servizi tv della BBC. A questo punto dovrei spiegare che la BBC viene sovvenzionata da un canone annuo che ogni famiglia britannica deve pagare. Questo canone deve essere pagato anche dagli abbonati ai servizi via cavo ADSL e da chi riceve la tv via satellite, e va ad aggiungersi a quanto dovuto al service provider. Forse questa è la maggior giustificazione alla “HD 4 All campaign” (Alta Definizione per tutti) che viene condotta per far sì che venga reso disponibile dello spettro elettromagnetico  quando inizierà lo spegnimento dei servizi in analogico. Invece, alcuni antagonisti raccontano che il logo “HD ready”, creato per indicare quali sono i televisori adatti a mostrare immagini in alta definizione, abbia indotto i telespettatori a credere che  i loro nuovi acquisti  sarebbero stati in grado di ricevere i servizi HDTV terrestri non appena avessero collegato gli apparecchi stessi. Come molti governi, anche in UK si pensa di mettere all’asta lo spettro liberato dallo switch off dell’analogico, e vi sono resistenze nell’allocarlo per l’impiego in alta definizione. Una delle mosse del Governo in questo dibattito è stata il recente annuncio che tutto lo spettro destinato al broadcast – sì, proprio tutto, compreso quello usato dalla BBC – verrà tassato dall’inizio nel 2014. Le ragioni di questa mossa si dice siano quelle di incoraggiare l’efficiente uso dello spettro, ma io credo che sia un modo di dire ai broadcaster che essi potranno usare le loro allocazioni per trasmettere in HD, se credono sia necessario, ma se vorranno maggiore spazio, dovranno pagare per averlo. Gli UK sembrano essere vittime del proprio successo, avendo reso la tv digitale molto più attraente con l’aggiunta di nuovi canali e conseguentemente usando tutto lo spazio disponibile, di modo che non vi sia più spazio per l’HD. Come gli UK, la Francia ha una grande base di utenti che ricevono la tv via etere terrestre, circa il 64 percento, ma sono stati più lenti nell’introdurre i servizi DTT e questo, assieme ad alcune ulteriori considerazioni, ha consentito all’autorità di regolazione, il CSA, di pianificare un po’ di HD. Il CSA ha recentemente emanato dei bandi di concorso per operare dei servizi HDTV sul quinto multiplex nazionale, R5. I partecipanti al bando devono accettare di fornire il 25 percento dei propri programmi in HD nativo tra le ore 16 e mezzanotte durante tutto il 2008, percentuale che verrà incrementata al 30 percento nel 2009. Un Paese che ha già attivato servizi HD sulle reti terrestri è la Svezia, che ha cominciato le trasmissioni nell’area di Stoccolma il 21 maggio 2007. Tali servizi verranno presto estesi per comprendere Västerås, Uppsala e Södertälje, portando il totale di potenziali famiglie tv a 1 milione, il 27 percento del totale svedese. Come risultato, l’MPEG-4, AVC è ora la scelta tecnologica per i set top box, sebbene la maggior parte continuerà a essere compatibile anche con l’MPEG-2. L’MPEG-4 ha almeno un’efficienza doppia in termini di larghezza di banda richiesta sia per l’SDTV che per l’HDTV, liberando più spazio per nuovi servizi. Molti nuovi entranti nel DTT hanno annunciato che offriranno anche l’HDTV sulle loro piattaforme DTV – tra questi la Croazia, la Repubblica Ceca, l’Estonia, l’Irlanda e la Norvegia. La mia focalizzazione sulla DTT può aver dato l’impressione che  la maggior parte dell’alta definizione sia disponibile su piattaforme terrestri, ma, nei fatti, è ancora vero il contrario. La maggior parte dei servizi HDTV è disponibile su piattaforme satellitari e, secondo una recente indagine di IMS Research sul futuro dell’HDTV, il mercato mondiale crescerà pesantemente nei prossimi quattro anni, per raggiungere 148 milioni di famiglie, delle quali il 41 percento riceverà i programmi via satellite. Il rapporto suggerisce anche che  il lento avanzare del cavo digitale in Europa ha aiutato a rendere il satellite la più comune piattaforma di ricezione dei servizi HDTV a pagamento, ma che il recente consolidamento dei mercati televisivi in molti Paesi aiuterà la crescita della diffusione dell’HDTV via cavo nel lungo termine. Questo sarà sicuramente il caso di Paesi come la Germania, l’Austria, l’Olanda e il Belgio, che sono già fortemente cablati. L’MPEG-4, AVC ha reso l’alta definizione possibile su tutte le piattaforme, ma ancora sembra non aver raggiunto il suo pieno potenziale, almeno secondo Thomas Wrede, vicepresidente per la gestione prodotto alla SES-Astra. All’ultimo C-Cor IP Summit tenutosi a Cannes ha affermato di aver detto che anche usando l’MPEG-4, AVC, la SES-Astra rimarrà ancorata a 14 Mbps per la trasmissione dell’HD e che essi non credono di essere ancora in grado di offrire un HD di buona qualità sotto ai 10 Mbps, mentre per una qualità accettabile a 8 Mbps ci vorranno ancora due o tre anni. Dunque, un anno dopo i Mondiali di calcio, l’HDTV è viva e in buona posizione per crescere e prosperare. La disponibilità di spettro continua a limitare l’espansione dell’alta definizione sulle reti DTT, ma l’HD satellitare è dappertutto.

Il cavo sta lentamente progredendo, ma forse il vero cavallo di Troia sarà l’HD IPTV su Internet. Forse sono troppo avanti nelle mie previsioni, ma per la mia esperienza personale la banda disponibile su Internet continua a crescere e, nel mio caso specifico, si è più che raddoppiata in ciascuno degli ultimi due anni, senza alcun aumento di prezzo. Sicuramente arriverà presto il momento in cui anche la banda disponibile nei contratti di base diventerà sufficiente per offrire immagini SD a pieno schermo, e se questo trend continuerà, tale prospettiva si avrà anche per l’HD: in tal caso, avremo un altro canale di trasporto.

 

Alta Definizione, step tecnologico per TV e Cinema? Parla un “veterano”
Stefano Ferri - responsabile produzione di Aurent, una tra le prime aziende italiane ad affacciarsi sul mercato HD, offrendo noleggio di attrezzatura e servizi complementari – risponde alle nostre domande per fare il punto della situazione in Italia. Un incontro interessante anche considerando il fatto che il know how di Aurent deriva direttamene da esperienze pratiche, infatti Aurent opera nel settore HD da quando non esistevano ancora… "testi scritti" di riferimento. 
 
B&P: HD, 720p, 1080i,...: come orientarsi nella giungla di sigle e numeri che vengono proposti?
S.F.: Non sono i numeri il vero problema: l'obiettivo è l'immagine. E l’immagine è data da pixels e colori. Purtroppo si parla sempre troppo di pixel e troppo poco di colori. La Tv a colori non è più una novità, da decenni: siamo abituati a forti contrasti, a colori brillanti, ma non così brillanti come nell’HD. Non così disegnati, scolpiti, sfumati e cangianti. Certo al cinema ne abbiamo visti tanti, ma quella è pellicola: costa cara, se ne usa poca, e se sbagli finisce, è finita. La devi ricomprare. Ed è qui che guarda l'alta definizione, dove gli occhi più allenati puntano, scrutano, osservano. Noi noleggiamo una delle camere più richieste per produzioni HD: Panasonic Varicam. Nota come camcorder capace di riprendere slow motion reali, ritengo che la caratteristica della Varicam riguardi proprio i colori. Riprende e registra immagini che una volta proiettate sono di grande impatto. Per questo è uno dei camcorder preferiti da molti D.O.P. Per il suo camcorder di punta Panasonic ha puntato su un formato progressivo, 720p, dove i CCD hanno una elevata luminosità, e sulla cura dei colori, la cui curva di gamma si avvicina molto a quella della pellicola. Si è cercato di appagare "gli occhi" dello spettatore, trovando la dose giusta di pixel e colori, creando una "ricetta" registrabile su nastri digitali, mantenendo il plus del vantaggio economico. In un mondo - quello dell'HD - dove le diverse concorrenti si fanno sotto a "colpi di pixel", Panasonic ha saputo mediare riguardo a cosa dare più importanza in fase di campionamento e compressione. Scegliendo il colore, che disegna il dettaglio, là dove difficilmente quest'ultimo scoprirà un colore.
 
B&P: Torniamo ai numeri. Secondo Lei, 720p o 1080i?
S.F.: Senza dubbio 720p. Progressivo, contro interlacciato. Provate ad aumentare un po' la scala dell'immagine in fase di post produzione. Otterrete migliori risultati se l'immagine è tutt’una, e non divisa in sottili, e seppur sottilissime pericolose, linee orizzontali. E se sarà proprio necessario convertire a 1080i, alla fine si farà l'interlacciamento. L’importante è lavorare sempre nel formato nativo e fare le conversioni solo alla fine dell’editing. Attenzione quindi a quei camcorder che fanno la conversione in 1080i in fase di ripresa. Questi camcorder vi tolgono la possibilità di lavorare l’immagine nel formato nativo, il tutto a discapito della qualità.Il punto fermo è sempre “l’immagine”. Quando viene da noi un cliente che vorrebbe utilizzare in ambito cinematografico la Varicam, lo mettiamo davanti alla realtà. Prima guarda su monitor HD una demo girata con Varicam, poi lo portiamo in sala cinematografica e mettiamo sul proiettore la pellicola della stessa demo che abbiamo fatto stampare in 35mm. A quel punto sono gli occhi del cliente a decidere, non i dati scritti su una brochure! Perché quello che il cliente vede è ciò che gli spettatori vedranno al cinema.

 

B&P: Perché parlare oggi di HD se le trasmissioni sono ancora in SD?

S.F.: Chi produce in pellicola prodotti per la Tv (tipo i commercials), con l’HD ha alta qualità, minor costi e un passaggio diretto all’editing. Chi produce per la Tv in standard definition sa che continuando a produrre in SD spende risorse per realizzare opere già vecchie, perché quando l’HD sarà lo standard saranno fuori mercato. Aumentano così le produzioni HD destinate al mercato attuale. Si realizza il prodotto interamente in HD convertendolo solo alla fine in SD. Da una parte il prodotto finale in SD è di qualità superiore rispetto allo stesso ripreso in SD, dall’altra mantiene valore per il futuro e per l’estero in quanto il master in HD risponde agli standard richiesti.

Anche i produttori in campo cinematografico stanno cominciando a lavorare in HD e si rendono conto della sua convenienza. Sia indipendenti che produzioni internazionali si stanno avvicinando all’HD. Ultimamente “Borat” è stato girato con Varicam. Poi è stato stampato su pellicola, visto che in Italia i cinema con proiettori digitali sono veramente pochi. E qui si aprirebbe un altro argomento…

 

B&P: Oggi su quale tipologia di camcorder e formato consiglierebbe di investire per non fare un acquisto sbagliato?

S.F.: A parte i camcoder più piccoli (CCD 1/3”) che hanno limiti a prima vista meno evidenti, ma immediatamente lampanti quando si elaborano le immagini (color correction, chroma key,..), per quanto riguarda i camcorder da 2/3”, specie se economici, bisogna fare attenzione alle caratteristiche dei CCD e degli altri componenti. Ci sono camcorder molto economici 1080i che sembrano l’affare del secolo, ma poi l’immagine riprodotta mostra i limiti di tali  apparecchiature. Se costano molto un acquisto sbagliato può gravare pesantemente sul bilancio aziendale. Ci sono camcorder con testa full-hd (CCD da 2/3” ma con minor superficie sensibile per pixel), i quali però registrano dopo campionamenti e compressioni che fanno perdere molte informazioni importanti, altri invece fanno automaticamente una cross-conversion in fase di registrazione. Questi aspetti però spesso non sono messi in evidenza dalle case costruttrici. Va sempre verificato bene non tanto quello che è scritto ma quello che non è scritto! La scelta più sensata è sicuramente provare prima l’attrezzatura prendendo i mezzi a noleggio. Chi deve acquistare attrezzatura costosa avrà modo di valutare il camcorder ideale e chi produrrebbe con camcorder piccoli, prendendo a noleggio un camcorder hi-end  può permettersi di produrre ad altissimo livello collocandosi in un segmento di mercato molto più importante.

 

B&P: Chi sono gli utilizzatori di attrezzatura HD?

S.F.: Attualmente i clienti di Aurent sono più stranieri che italiani. National Geografic e varie TV americane ci richiedono Varicam per girare le loro produzioni più prestigiose. Tra i clienti italiani la parte del leone la fanno i commercials. Quello che veniva fatto in pellicola sta passando all’HD. Ultimamente la Aurent ha fornito i mezzi di ripresa per la produzione con Varicam di una serie di spot diretti dal regista Mirko Locatelli. Questi saranno stampati su pellicola per la distribuzione nei cinema. E quando il prodotto girato in HD è stampato su pellicola, sul grande schermo lo spettatore non ha più dubbi sulla qualità che oggi è stata raggiunta. Come al solito, sigle e numeri a parte, il modo più diretto per capire  la bontà di un’immagine è sottoporla allo spietato giudizio dello spettatore.

 

Chi è Aurent
Esperienza sul campo, quella di Aurent, messa a disposizione del cliente che lo richiede, tanto prima, che durante e dopo le riprese, offrendo consulenza sui formati, per arrivare ai supporti di registrazione; dai settaggi delle apparecchiature - per evitare gravi errori d'impostazione degli apparecchi - fino, finite le riprese, alla post produzione in sala editing, quest'ultima attrezzata alla lavorazione di HD non compresso, in grado di effettuare tutte le conversioni necessarie - "down" and "cross" conversions - senza trascurare anche quelle produzioni, sempre più frequenti, destinate al mercato non solo europeo, ma anche americano. Per poter valutare l’uso della Varicam in produzioni cinematografiche, la Aurent proietta in sala cinematografica per i clienti che lo desiderano una demo girata con la  Varicam e stampata su pellicola 35mm. Ecco un estratto dell’attrezzatura offerta da Aurent:

- Camcorder Panasonic VARICAM;

- VTR Panasonic AJ-HD1200A;

- Monitor LCD HD 17”;

- Monitor LCD HD 7”;

- Ottica Canon HJ11EX4,7BIASE;

- Cavalletto Sachtler CINE2000L+VIDEO25Plus;

- Kit alimentaz. IDX V-Lock;

- Matte Box Chrosziel;

- Microfoni Sennheiser;

- Registratore Audio Edirol R-4;

- Camcorder Sony HVR-A1E.

Per informazioni:
tel 0585886592
fax 0585379990
cell 3392629585
www.aurent.it
info@aurent.it

 

L’HD secondo JVC: camcorder e monitor

Le riprese video con equipaggiamento JVC sono arricchite da funzioni facilmente accessibili e dalla possibilità d’utilizzo di  ottiche professionali  intercambiabili. Il designer compatto ed ergonomico consente un’eccellente mobilita, sia per riprese palmari che a spalla. La sostituzione delle ottiche e la registrazione in 24p reale hanno reso questi camcorder ideali per riprese cinematografiche. Cineoperatori e scuole di cinematografia confermano la loro qualità e flessibilità.

I modelli GY-HD110, GY-HD200 e GY-HD 251 sono i testimoni di questo cambiamento tecnologico nel video e nella cinematografia. I formati di registrazione progressivo 1280x720/50p per le telecamere GY-HD200/251 e 1280x720/25p per il modello GY-HD110 evidenziano un nuovo modo di acquisire contenuti video e fare televisione ottenendo immagini fluide e nitide mai raggiunti prima. È disponibile in live l’uscita 1080i nei modelli GY-HD 200 e GY-HD251 e conversioni HD/SD sono possibili attraverso l’uscita component, una porta firewire garantisce la connessione a sistemi di editing non lineari. Una particolare attenzione merita il modello GY-HD251: con esso JVC ha raggiunto un prodotto ad alta tecnologia digitale ad un prezzo contenuto. Le caratteristiche salienti sono l’uscita HD/SD SDI con audio embedded, l’uscita/Ingresso Time code, l’ingresso Gen lock, l’uscita HD 720p, il Live/recorder, l’uscita1080i live, le configurazione da studio in multicore o fibra ottica e l’uso di adattatori cinematografici. Tutte queste peculiarità danno al GY-HD251 un’adattabilità unica per produzioni video HD/SD in studio in field e cinema. Oltre ai camcorder, da segnalare il videoregistratore BR-HD 50: lettore/registratore HDV/DV e lettore DVCAM, è il compagno ideale per le stazioni di editing. Attraverso l’uscita component è in grado di convertire la lettura HD progressiva in qualsiasi formato 16:9/4:3 PAL e 1080i. Le caratteristiche di ingresso/uscita FIREWIRE - Y/C – VIDEO, l’uscita HDMI e la porta RS-442 rendono questo “piccolo” videoregistratore adatto a qualsiasi connessione.

 

I monitor

La visione di tutti i formati HD/SD è garantita dai monitor LCD multiformato JVC della serie DT-V da 24”-20”-17”-9” adatti a tutte le esigenze sia in studio che in field, che offrono immagini nitide e colori naturali, grazie al loro processore a 10-bit. Gli ingressi HD/SD SDI, Component, Video, DVI inclusi danno la possibilista di visualizzare qualsiasi fonte video. Con questi monitor  JVC soddisfa i clienti più esigenti nella visione di contenuti video HD/SD. La ricerca continua per ottenere immagini con caratteristiche simili ai CRT è lo standard che JVC si è imposto per assicurare qualità e prestazioni, per i suoi monitor LCD. Il loro formato 16:10 dà la possibilità di un’area di servizio dove visualizzare dati del segnale d’ingresso come Time Code, Audio Embedded, identificazione della fonte. Come abitudine nella sua filosofia, JVC offre soluzioni HD ad alto livello tecnologico ad un prezzo oggettivamente interessante.

 

HD in Italia: Teleacras TV con P2HD evolve verso il tapeless di qualità

Teleacras TV, l’emittente regionale di Agrigento che estende il suo segnale sulla Sicilia centro occidentale, ha adottato la tecnologia P2HD Panasonic per l’acquisizione dei programmi e la registrazione delle notizie. La tecnologia P2 che memorizza su stato solido conferirà a Teleacras TV velocità, affidabilità e flessibili nella registrazione, nell’accesso e nel montaggio del contenuto acquisito. La Tecno Video System di Palermo ha curato il progetto relativo all’acquisto e all’integrazione di cinque camcorder AG-HPX500E operanti con tecnologia P2HD. Quest’ultima consentirà al canale televisivo di importare e visionare il materiale acquisito direttamente dalla card P2 nel sistema di montaggio abbreviando di conseguenza i tempi e i costi della post-produzione. Teleacras TV  potrà inoltre beneficiare della registrazione pluriformato offerta dalle camere P2HD. Ogni singolo prodotto puo’ essere settato per diversi formati quali DV, DVCPRO, DVCPRO 50 e DVCPRO HD. Il camcorder AG-HPX500 è in grado di operare sia in SD che in HD e può essere settato tra i 50 Hz e i 60 Hz. I 3CCD progressivi e l’ottica intercambiabile di 2/3” consentono l’acquisizione in alta definizione mentre la funzione di frame-rate variabile assicura una qualità filmica dell’immagine.La AG-HPX500 è dotata di quattro spazi (slot) per albergare le card P2 consentendo agli operatori un’estesa registrazione in alta definizione e veloci inizi operativi.

“Dopo una lunga  e critica valutazione dei vari prodotti presenti sul mercato,  abbiamo dedotto che il formato P2HD di Panasonic avrebbe offerto la migliore facilità d’uso e una grande versatilità. Inoltre la scelta di questo formato avrebbe implicato miglioramenti tecnici in grado di rispondere alla crescita operativa futura di Teleacras TV.” sostiene Giacomo Fattori, Direttore Tecnico dell’emittente. “I vantaggi primari della tecnologia P2HD venuti alla luce nella nostra ricerca, risiedono nella facile integrazione delle apprarecchiature P2HD al nostro processo esistente di produzione e post-produzione, nella flessibilità di registrazione in formati multipli e nella possiblità di facili upgrade futuri. Abbiamo inoltre considerato l’importanza del programma di garanzia di cinque anni offerto dalla Panasonic”. Il suddetto programma include un nuovo servizio che prevede il ritiro presso il sito del cliente, la riparazione o la fornitura di un prodotto equivalente entro cinque giorni lavorativi. “La P2HD é una tecnologia innovativa che assicura immagini di alta qualità” ha detto Giovanni Miccichè, Direttore Generale di Teleacras TV. “Oltre a questo contributo qualitativo, la tecnologia P2 ci consentirà di ridurre drammaticamente i costi di produzione e di beneficiare dell’intrinseca affidabilità. I prodotti P2HD di Panasonic sono veramente l’espressione più alta della tecnologia digitale”. La gamma P2 dei prodotti per il broadcast professionale utilizza la memoria a stato solido salvando le informazioni su card anzichè su cassetta. P2 significa “Plug-in Professionale” in quanto le card di memoria si inseriscono semplicemente negli slot appositi presenti nelle diverse apparecchiature P2. La tecnologia P2 registra infatti in memoria flash i dati che vengono successivamente scaricati, visionati, montati e distribuiti in rete. Ulteriori informazioni sulla tecnologia P2, sul formato P2HD  ed altri prodotti Panasonic sono disponibili collegandosi al sito www.panasonic-broadcast.com.

 


Con FOR-A Italia anche in HD su IP con Fujitsu. E i mixer…

FOR.A Italia ha avviato la distribuzione di una gamma di prodotti della Fujitsu legata alla codifica H.264 su IP, più precisamente si tratta di una nuova generazione di prodotti in grado di codificare sia i segnali standard TV che quelli ad alta definizione con un'elevata qualità e un basso bit rate.

Le caratteristiche principali di questa nuova gamma di prodotti sono le seguenti:

- impareggiabile qualità video ottenuta applicando le ultime tecnologie della compressione H.264 e uno speciale image processor basato su un algoritmo proprietario, che consente di ottenere risultati di ottima qualità, fino a 6 Mbit/s;

- trasmissione HD con protocollo IP e DVB-ASI;

- a parità di qualità d'immagine, l' H.264 riduce il bit rate di oltre la metà se paragonato all' MPeg2;

- bit rate impostabile da 4 a 20 Mbit/s, fino a 10 configurazioni possono essere memorizzate e richiamate dal pannello di controllo basato su web browser.

 

Bassa Latenza e non solo

La Bassa latenza è un aspetto molto importante quando si devono trasmettere programmi in diretta quali ad esempio sport, news etc... L' IP-9500 può arrivare a 500ms di latenza per IP e 300ms per DVB-ASI. Inoltre la soluzione vanta un efficace sistema di correzione errori: l'IP è progettato per sopportare gravose condizioni di lavoro, a tale scopo, sono stati implementati due sistemi di correzione colore utili quando vengono utilizzati Network IP (FEC Forward Error Correction e

ARQ Automatic Repeat Request). Le dimensioni sono contenute ad una unità rack, e sono disponibili diversi tipi di interfaccia: HD-SDI (Digitale); HDMI; 10Base-T / 100Base-T / 1000Base-T; DVB-ASI. Da non dimenticare le funzioni ausiliarie: l'IP-9500 supporta il collegamento Intercom, down converter (HD to SDI encoding), RS-232C, doppia codifica SD e HD.

 

E i mixer FOR-A

in HD…

Sul versante dello studio, il mixer video HVS-3800HS ha riscontrato un ottimo successo di vendita. Queste sono le sue caratteristiche salienti e dunque le ragioni del suo successo: 2 M/E, 16 ingressi autotiming standard, 28 opzionali; 6 key e 4 chroma key; fino a 4 3D DVE HD (opzionali); 10 Auxiliary Bus standard + 6 opzionali; funzionamento basato su Flash Memory senza hard disk e senza sistemi operativi.

Un aspetto interessante è che dall'accensione il mixer HVS-3800HS diventa completamente operativo in soli 4 secondi e inoltre i pannelli di controllo sono disponibili a 16 e a 24 pulsanti.

Ancora segnaliamo i display alfanumerici programmabili per ogni banco effetti e il design innovativo ed ergonomico della tastiera adatto ai programmi in diretta. Il mixer è facilmente upgradabile dalla versione SD alla versione HD e vanta funzioni di color corrector e up & down converter inseribili come opzioni, oltre ai 4 still store con animazioni (espandibili a 6) e un HD flash recorder n. 2 video + n. 2 chiavi opzionali.

 

 

HD subito con Network Electronics, prima che sia troppo tardi

In questo primo decennio del Terzo Millennio, il settore televisivo europeo sta rapidamente evolvendo verso lo standard digitale con il traguardo dell’alta definizione. A differenza di molti paesi del nord Europa che hanno già intrapreso la transizione alle piattaforme digitali in alta definizione, l’Italia a oggi sembra stia segnando il passo in questo cammino evolutivo.

Di contro però, alcune società di produzione italiane, consapevoli del fatto che l’Italia non è nuova a rapide inversioni di tendenza (vedi quanto accaduto in tema di telefonia cellulare), ma anche al fine di proteggere gli investimenti profusi nelle nuove produzioni audiovisive, si stanno dotando di apparecchiature  chiamate “Multi-definition”, ovvero in grado di  produrre sia in SD sia in HD.

 

Dove intervenire

La  transizione verso l’HD comporta  un  ammodernamento di tutte le apparecchiature della catena televisiva, dall’acquisizione dell’immagine alla messa in onda.

In questa catena, Network Electronics ASA (azienda norvegese, leader nella tecnologia televisiva)  con i suoi prodotti si colloca nel segmento riguardante il cruciale aspetto del trasporto e dello smistamento dei segnali in alta definizione: in pratica quella parte della filiera che rappresenta il “sistema nervoso”della catena produttiva, con le sue matrici di commutazione e i suoi link in fibra ottica. In risposta alla problematica in questione, sono stati sviluppati apparati atti ad operare con entrambi i formati nel totale rispetto degli standard attuali.

Network Electronics ASA è già da alcuni anni impegnata nello sviluppo di prodotti HD e grazie all’esperienza sul campo ormai ampiamente acquisita si propone quale valido partner anche per le società di produzione e broadcast italiane, così come lo è stata finora con quelli esteri.

Tra le referenze ormai consolidate di Network Electronics possiamo citare firme (ma non sono tutte) come BBC, RTL, BBSKY, ZDF, NRK e MTV: sono tutte imprese impegnate in modo rilevante sul fronte della produzione HD e che hanno già percorso questa nuova strada con impegno di respiro strategico.

 

La gamma delle soluzioni NE

I prodotti Network Electronics si integrano perfettamente nella catena broadcast  HD produzione, post produzione, messa in onda e si possono riassumere per categorie: le Matrici  Modulari (basso consumo di potenza (<500 W la 256x256); gestione di segnali multi formato HD/SD/ASI/AES; Bridge Line Bus, tramite un bus interno è possibile elaborare i segnali e trasportarli da e verso l’esterno tramite link ottici; moduli, alimentatori e controller hot plug); Matrici Sublime (estrema compattezza - es. 4RU, 5 cm di profondità la 64x64 HD/SD/ASI; controllo tramite NCB, Ethernet, RS 232; pannelli integrati fino alle 64x64; pannelli intelligenti con tasti programmabili; disponibili versioni per 1080p  2,97 Gbit/s  Single Link); Sistemi di trasporto in fibra ottica per segnali HD/SD/ASI (sistemi  Punto-Punto, CWDM, DWDM  per trasporto fino a distanze di oltre 100 Km; disponibili link per il trasporto del formato 1080p 2,97 Gbit/s Single Link; utilizzo di cestelli da 2 RU, 10 slot, doppio alimentatore, basso assorbimento (max 30 W per cestello) e assenza  di ventole per garantire maggiore affidabilità nel tempo; possibilità di controllare fino a 8 cestelli con un scheda di controllo (GYDA); non necessitano di software specifici utilizzando browser standard - I.E., Fire fox etc.); Conversioni e Processo (schede per conversione da HD a SD e PAL; schede  Embedder/De Embeddare audio, con possibilità di shuffle dei canali e dei gruppi con audio delay; schede HD Frame Syncronizer e distribuzione fino al formato 1080p).

 

Chi siamo

Network Electronics ASA, investe una parte rilevante delle sue risorse nella ricerca e a dimostrazione di ciò, dal 2006 ha introdotto apparati in grado di trattare i formati 1080p Single Link con un bit rate di 2,97 Gbit/s. che sarà l’evoluzione dell’attuale Dual Link. Inoltre, grazie alla partnership con i laboratori Dolby, le apparecchiature Network Electronics ora possono embeddare/de-embeddare anche i canali audio utilizzando il formato Dolby-E. Attualmente le apparecchiature per il trattamento ed il trasporto di segnali SD/HD sono utilizzate con soddisfazione dai principali broadcaster e centri di produzione italiani negli studi, ma anche sugli OBVan come interconnessione ottica tra il mezzo e le infrastrutture. In Italia la Network Electronics ASA (www.network-electronics.com) è rappresentata dalla Network Electronics srl con sede in via Vincenzo Tieri 113 (00123 Roma -telefono 06 3089.6623/.1881, fax 30899047, e-mail info@networkelectronics.it).

Infine ricordiamo che la filiale italiana completa la sua offerta  con prodotti di altre aziende rappresentate già affermate nella produzione di apparecchiature HD, che sono: Albiral   (www.albiral.com) per i monitor TFT-LCD per video analogico, SD e HD, Omnitek (www.omnitek.tv) per i generatori e gli strumenti di misura per segnali SD e HD e la Sat-Comm (www.sat-comm.com) per gli UP link satellitari per segnali SD e HD.

 

 

HD Forum Italia: l’Alta Definizione è già presente.

Si arricchisce l’agenda degli appuntamenti. Una sola priorità: evitare gli errori del passato.

di Michele Fazzalari

 

Tutti sono concordi: se non si affronta in maniera decisa e razionale il passaggio verso l’alta definizione si rischia di ripetere la debacle di tutto il comparto broadcast che ci fu negli anni settanta in coincidenza col passaggio dalla TV in bianco e nero a quella a colori. Dagli appuntamenti che Broadcast & Production sta seguendo emergono molteplici indicazioni e spunti per evitare che l’opportunità che offre all’industria italiana il passaggio all’alta definizione si trasformi nell’ennesima occasione mancata. Ci vorrebbe un piano di marketing globale per tutto il settore. Dato che è fantascienza (a volte non si riesce a comporlo per una singola impresa figurarsi per le centinaia di private e pubbliche coinvolte) il lavoro dell’HD Forum Italia risulta fondamentale, se non anche ricco di insidie. In Italia abbiamo la perniciosa abitudine del “muoia Sansone con tutti i filistei”. Creare “comunione di intenti” rinunciare ad un pezzetto dell’azienda in virtù di consolidamenti a medio e lungo termine sembrano concetti al di fuori della comprensione della maggior parte degli imprenditori delle PMI italiane.

 

Una tavola rotonda

Durante la tavola rotonda “Tecnologie e opportunità” dell’HD Forum (presidente Benito Manlio Mari) Maurizio Ghislandi di Sony ha posto l’accento sulla comunicazione verso il consumatore: ”Se è acclarato che la tecnologia c’è ed è disponibile, una comunicazione chiara ed un’educazione trasparente verso l’utente finale sono, allo stato attuale, totalmente assenti”. Sua è stata la prima esplicita richiesta di sostegni economici da parte del Governo. Del resto Luigi Vimercati (sottosegretario del Ministero delle Comunicazioni) si è sentito porre tale richiesta dalla maggior parte degli intervenuti. Interessanti alcuni numeri su cui basare alcune riflessioni circa l’evoluzione del mercato nella sua globalità. Gianluigi Pettazzi (Country Manager di ADB) sul lato apparecchi riceventi ha sottolineato che molti di quelli venduti  sono già “HD ready” e per dare un’idea dello stato della produzione ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi sono stati forniti 3 milioni di microchip HD. L’analisi del forum, del resto, ricalca le indicazioni che da più parti provengono: “Attualmente in Italia è stimata una quota di 3 milioni di apparati HD ready venduti, ma saranno 15 milioni nel giro di tre anni. Per quella stessa data (2010) è prevista sul mercato la presenza di 2 milioni di apparecchi Full HD (HDTV) nelle case italiane”. Sulla correlazione stretta tra rivoluzione tecnologica e quella culturale, sull’importanza del “racconto televisivo” e sulla produzione RAI si è incentrato l’intervento di Agostino Saccà (direttore Rai Fiction). Ripercorrendo le tappe del racconto nella storia dell’uomo ha sottolineato quanto ogni nuovo mezzo tecnologico che lo veicoli sia sempre in qualche modo invasivo rispetto al precedente. E’ successo con la televisione rispetto alla radio, al colore rispetto al bianco e nero e succederà inevitabilmente con l’alta definizione. Ancora una volta l’On. Vimercati ha partecipato ai lavori descrivendo le reazioni dell’ambiente istituzionale alle evoluzioni tecnologiche in atto. Ricordando gli errori, i ritardi gravi, i danni al sistema economico italiano causati dalla sottostima del passaggio dal B/N al colore, ha precisato che il governo farà tutto quanto in suo potere perché la storia non si ripeta e perché gli ingenti investimenti effettuati dalle aziende non debbano soffrire ritardi istituzionali. Vimercati ha però tenuto a precisare che gli sforzi devono essere indirizzati verso l’utenza “in chiaro”. “E’ importante” – ha sottolineato – “non creare caste di spettatori. L’alta definizione non può essere una tecnologia disponibile solo su abbonamento”. “Sarebbe deleterio per la sua espansione limitare il numero di spettatori riducendo di fatto il target per gli investitori e quindi i finanziamenti per le produzioni dei contenuti”.

La risposta del governo a supporto delle nuove tecnologie ha già avuto in realtà delle risposte. Nella finanziaria 2007, pur rigida, è stato previsto il sostegno all’innovazione tecnologica riferita ai media (banda larga, 30 milioni di euro a RAI per innovazioni tecnologiche, agevolazioni per decoder e apparecchi televisivi). In settembre è prevista l’introduzione di un beneficio fiscale a fronte dell’acquisto di un televisore di nuova generazione. Vimercati ha terminato il suo intervento ricordando alla platea che sarebbe un errore considerare di minore importanza il tema dell’alta definizione sulla banda larga IP. L’obiettivo delle istituzioni è infatti quello di portare la banda larga in ogni casa alla stregua di acqua, gas ed energia elettrica entro il 2011.

 

 

High Definition With The Stars

Il concorso per opere in HD della lunghezza massima di 30 minuti (quella ufficiale stabilita per i cortometraggi) si è svolto a Frascati (Castelli Romani) lo scorso luglio. Le  opere presentate sono state 15. La Imperium Visio e Alberto Simonetti (della Ianiro Aldo srl) sono sicuramente da lodare per aver accettato questa sfida nell’organizare l’evento. “Lo scopo della manifestazione è stato quello di creare un luogo di incontro e confronto tra operatori, registi, attori, direttori della fotografia e produttori impegnati nell’alta definizione” ci ha detto Alberto Simonetti, coordinatore della manifestazione e reduce dalla  presentazione delle tre serate. Durante la manifestazione, come dicevamo, sono state presentate 15 opere, 12 delle quali in concorso. Nelle prime due serate, in gruppi di sei, sono state votate dal pubblico che ha decretato l’accesso alla finale del 22 di sei cortometraggi.  Il vincitore della manifestazione (e di una telecamera HD Panasonic) è stato Cristiano Celeste con il suo corto “La sigaretta”, secondi classificati a pari merito “Il sig U” di Paolo Romano e “Surface” di Alessandro Tiberi, terzo classificato “Red Pause” di Italo Pesce Delfino. La qualità media è stata molto alta. Andrea Zaccariello, fuori concorso, ha presentato “La moglie” fotografia di Fabio Zamarion (vincitore del David di Donatello con “La sconosciuta” di Tornatore). Molto frequentati gli stand (dove potevano essere provate tutte le nuove attrezzature) e i vari incontri che si sono svolti nell’arco dei tre giorni. L’appuntamento è per il 2008! (M.F.)

 

 

 

L’illuminazione nell’HD secondo gli esperti internazionali

 

di Ken Freed

 

Riprendere video in HD richiede dei nuovi approcci alle problematiche dell’illuminazione, e coloro che vendono sistemi di illuminazione al settore sono in una posizione privilegiata per sapere quali sono le ultime novità e tecniche. “Nelle chiacchierate che abbiamo avuto con i nostri clienti – esordisce Duane Sherwood, direttore della comunicazione alla Lowel-Light di Brooklin, NY – abbiamo rilevato che le regolazioni di illuminazione ricadono in due aree, ovvero la quantità di luce necessaria e il modo in cui si illumina una scena.”  Sherwood afferma che il cambiamento nella quantità di luce necessaria per l’HD deriva dal cambiamento della tecnologia costruttiva delle telecamere. “Se si guarda all’evoluzione delle videocamere negli ultimi 10-15 anni, ogni generazione ha fatto meglio di quella precedente con meno luce. Ciò che abbiamo trovato sorprendente è che le nuove telecamere HD richiedono al momento più luce.”  La differenza potrebbe essere data dalla maggiore risoluzione o dai differenti circuiti usati nell’HD rispetto all’SD. Sherwood aggiunge: “Abbiamo già rilevato che coloro che fanno riprese in HD ha la tendenza ad aggiungere più luci ora, mentre in passato tendevano a diminuire continuamente l’impiego di lampade, tanto da arrivare al punto che spesso la luce ambientale dall’alto era sufficiente.” Forse, le ottiche avanzate spiegano il mutamento; in uno sforzo di rendere il video HD simile alle riprese con pellicola da 35 o 70 mm, specialmente nei film per la tv, i cameraman aggiungono degli estensori per ottenere lunghezze focali da teleobiettivo. “Quando si aggiungono degli estensori, è necessario aumentare l’illuminazione per compensare quello che le lenti aggiuntive sottraggono” spiega Sherwood. Indipendentemente dalle motivazioni che spingono a incrementare l’illuminazione, Sherwood afferma che la Lowel sta assistendo a una crescente richiesta di attrezzature per l’illuminazione più capaci, dotate di lampade di diversa potenza. “Si ha necessità di una maggiore flessibilità con l’HD che non con l’SD in quanto la più elevata sensibilità dell’HD rende gli errori come la luce vagante molto più evidenti.” Sherwood sostiene che l’HD sta anche migliorando le caratteristiche dell’illuminazione. “Sono molto soddisfatto di ciò; come nel campo della lavorazione del legno o in qualunque ambito creativo dove il proprio senso artistico rende diversi da tutti i concorrenti, qualunque direttore delle luci crea uno stile e un aspetto unici.”

Con l’HD, continua “potete usare le luci in modo più simile alla pellicola, prestando realmente attenzione ai dettagli. Si può creare un senso di profondità con un numero così elevato di gradienti tonali nell’immagine da ottenere quasi un effetto 3-D. E’ come la differenza tra un vecchio web browser con 256 colori e un nuovo browser che può mostrare milioni di colori.” L’opportunità di una maggiore perizia è molto più evidente con i programmi televisivi e i film per la tv, ma anche chi fa riprese per le news locali deve rifinire l’illuminazione per l’HD. “E’ necessario essere sensibili a tutti i particolari che verranno mostrati dalla propria telecamera”. Un punto di vista leggermente differente è quello di Gilles Galerne, presidente della K 5600 Lighting di North Hollywood, California. “A prescindere dall’ovvia considerazione che il nuovo formato di 16:9 richiede di illuminare un’area più ampia o più larga, l’illuminazione per l’HD non è fondamentalmente dissimile da quella per l’SD, sia che le riprese vengano fatte da un broadcaster che da un produttore.” I broadcaster solitamente sono soddisfatti con l’illuminazione che hanno su un soggetto, nota Galerne, ma quando l’HD viene impiegato per rimpiazzare pellicole a 16 o 35 mm, è richiesto un maggiore contrasto, cioè un ambiente più “tipo film”. “Da questo possiamo dedurre che qualunque operatore di ripresa chiamato per entrambi gli stili di produzione deve disporre di un equipaggiamento che si adatti a ciascun tipo di ripresa” afferma. La versatilità e la semplicità di installazione di un sistema di illuminazione sono elementi essenziali. “In un giorno, si possono fare riprese di diverso tipo, dall’intervista in piedi dove viene richiesta la massima uscita grezza per combattere il sole, sino a una bella ripresa da mandare in onda nel magazine in prime time. Il giorno dopo, si può essere impegnati nelle riprese di una tragedia o di un pezzo teatrale dove si devono unire i ruoli di direttore della fotografia e di responsabile dell’illuminazione. Si devono fare delle scelte e il vostro equipaggiamento deve essere pronto a soddisfare tutte le esigenze.”

Il tipo di ripresa determina le scelte di illuminazione, secondo Gary Thomas, responsabile vendite nazionali della Videoessence di El Monte, California. “Ho notizia che i nostri clienti che operano in HD stanno richiedendo delle luci più morbide per i loro conduttori che, per combattere i segni dell’età, cercano in tutti i modi di nascondere il maggior numero di imperfezioni che possono.” Allo stesso tempo, dichiara, “un numero sempre maggiore di set per le news vengono predisposti con una illuminazione incorporata sul tavolo, per illuminare da sotto il mento. Questa tecnica è stata utilizzata per anni, ma l’HD richiede in maniera più evidente che si eliminino le ombre sotto il mento, e questo diventa ancora più ovvio con dei conduttori non più giovani.”

Come  ex direttore delle luci, Thomas sostiene che gli angoli di illuminazione sono molto più critici in HD che non in SD, specialmente quando si lavora con più telecamere. “E’ necessario far collimare quei dettagli condivisi nello sfondo e nelle ombre che appaiono da diversi angoli di ripresa.” Come conseguenza, egli sostiene che “stiamo avendo una grande richiesta di sistemi di illuminazione portatili in quando le attrezzature da campo vengono spesso usate in studio per ottenere un’illuminazione totale da tutti gli angoli delle riprese effettuate con più telecamere. Nulla è peggio che andare in saletta di editing ed accorgersi che la stessa inquadratura, ripresa da più angoli, non ha la stessa illuminazione.” Un problema correlato è quello di avere una copertura totale delle aree di ripresa in formato panoramico. “I set per le news in alta definizione devono essere illuminati per coprire l’intera scrivania con le persone distribuite nell’intera inquadratura. L’illuminazione deve coprire anche gli angoli esterni della ripresa panoramica, cosicché può essere necessario utilizzare dei filtri che diffondano la luce su tutto il set.” Thomas ritiene che la tipologia di lampada più adatta a queste esigenze sia l’HMI. “Le nuove lampade HMI sono dotate di un ballast leggero, così che sono abbastanza piccole da poter essere montate sulla telecamera oppure trasportate facilmente in un kit portatile.”

 

Energia!

Anche le batterie sono un elemento critico nell’HD, sostiene Jim Crawford, presidente della Frezzi Energy Systems, una divisione della Freezzolni Electronics di Hawthorne, N.J. “Le nuove telecamere HD e le luci richiedono una eccezionale efficienza energetica, così stiamo assistendo a una crescente richiesta di batterie avanzate al litio che supportino un tempo di ripresa lungo e una illuminazione più forte, specialmente quando si fanno riprese con lampade HMI da 200 W montate sulla telecamera.” Crawford afferma che gli angoli multipli di illuminazione sono un elemento sempre più cruciale. “Abbiamo clienti che posizionano lampade HMI tutte attorno al soggetto per ottenere un’illuminazione appropriata, comprese le luci sullo sfondo e le luci principali, fatto questo che è relativamente nuovo con l’HD comparato all’SD” sostiene. Le telecamere HD tendono a comprimere la gamma di contrasto, afferma Frieder Hochheim, presidente della Kino-Flo di Burbank, California. “Così, a meno che non vogliate che il vostro conduttore sia altamente definito, le luci morbide sembrano rendere i visi molto meglio in HD rispetto alle riprese effettuate con luci nette. Posso garantire che, dal punto di vista dei conduttori, specialmente di quelli più attempati che si agitano quando si vedono per la prima volta ripresi in HD, la scelta migliore è quella delle luci morbide, che eliminano una parte del contrasto”. Il trucco nel gestire il contrasto in HD, spiega Hochheim, è di “mantenere un appropriato controllo sui punti luce e sui dettagli in ombra. Per ottenere il giusto colore della pelle, suggerisco di effettuare diversi test a differenti livelli di esposizione, con superfici di elevata consistenza come la iuta da una parte del viso e una card Kodak grigia al 18 percento dall’altro lato… Se non avete tempo di effettuare qualche prova per regolare in maniera appropriata l’illuminazione, usate un esposimetro sulle luci e sulle ombre e regolate l’esposizione più o meno a metà.” Hochheim avverte anche che è necessario rimanere all’interno dei parametri di colore dell’illuminazione usata. “Imparate a conoscere la gamma cromatica della vostra telecamera e correggete il bilanciamento di conseguenza. Se state miscelando luce naturale e tungsteno, per esempio, mettete qualcosa di blu attorno al vostro soggetto per semplificare il bilanciamento cromatico. Se avete un elevato contrasto sullo sfondo, a meno che non stiate effettuando riprese sportive, dove è importante che ogni dettaglio sia a fuoco, la messa a fuoco deve essere fatta sul soggetto, tenendo il diaframma aperto. Naturalmente, tutte queste sono considerazioni molto soggettive. I vostri gusti, alla fine, determineranno la vostra illuminazione.”