RADIOTV IN UGANDA
Il sogno ugandese di Kenneth
Interessante
esperienza di come sia possibile realizzare una realtà televisiva di qualità
anche in un mercato caratterizzato da
una gran quantità di difficoltà logistiche ed economiche, pur rispettando il
budget
di James Careless
Kenneth Tiven è
un uomo con un sogno: egli desidera contribuire a sviluppare la democrazia e il
progresso sociale aiutando i broadcaster a sviluppare strutture di qualità in
ambito nazionale a un prezzo che essi si possano realmente permettere. Questo è
il motivo per cui questo manager del settore broadcast – in passato è stato
vicepresidente dei sistemi televisivi
alla CNN – si trova ora in Africa, ad aiutare gli Ugandesi a realizzare e
gestire la loro emittente televisiva. “La stazione è una emittente generalista
che occuperà circa
Qualità e rispetto
del budget
Conscio della realtà dell’Africa moderna, la missione di
Tiven è quella di installare una struttura televisiva che si presenti bene in
onda, sia relativamente semplice da gestire e conveniente da mantenere. “Ciò
spiega perché il mio obiettivo sia quello di rendere la gestione del canale
relativamente immune dagli errori umani” afferma Tiven. Per raggiungere il suo
scopo, la società di Tiven, Television
Information Video Inc., ha contattato
“Ho una grande fiducia in Rush Beesley (presidente e “motore propulsivo” alla Rushworks), egli è un gran sognatore, ma anche un uomo molto concreto” ha detto Tiven. Newsrush è solo uno dei tre prodotti utilizzati da Tiven a Kampala, in un pacchetto che Beesley ha definito “una stazione in una scatola”; gli altri due prodotti sono ToastMaster e DTV/Multicast.
“ToastMaster integra le prestazioni e la potenza
dell’economico switcher, generatore di caratteri, mixer audio e DDR
VideoToaster, insieme a un encoder Mpeg-
Con il software Rushworks “station-in-a-box”, un sistema di
grafica computerizzata VizRT, alcuni
deck digitali su nastro HDV e alcuni Macintosh
sui quali è stato montato Final Cut
Express (“che fa il 98 percento di quello che vogliamo”), Tiven sta creando
un sofisticato sistema di presentazione che “è così semplice da far funzionare,
anche un ragazzino di sette anni potrebbe farlo”. Sul piano dello studio, egli
sta costruendo un set trivalente – uno servirà per lo show televisivo dell’ora
di colazione, uno per le interviste e uno per la trasmissione dei notiziari –
basato sul lavoro di progettazione del GraphicExpress
Group di San Diego. Le roprese avvengono mediante l’impiego di sistemi
remotati con telecamere Sony BRC-300.
“Non voglio gettare denaro nel gestire lo studio, quando lo stesso denaro può
essere speso per avere una forza lavoro di sei giornalisti in più” spiega
Tiven. Le Sony BRC-300 sono camere destinate principalmente alla copertura di
incontri pubblici e religiosi, piuttosto che al broadcast; tuttavia, a un costo
inferiore ai 3.000 euro queste unità dispongono di chip con 3 CCD a colori,
rapporto d’aspetto commutabile tra 4:3 e 16:9, e una qualità video eccellente.
A tutto ciò si aggiunga la possibilità di controllare remotamente le funzioni
di pan, tilt e zoom direttamente dalla control room e Tiven è definitivamente
convinto. “Ovviamente Sony non ha fatto molto rumore attorno a questa
telecamera; loro preferiscono infatti vendervi una telecamera da più di 10.000 euro,
ma il fatto è che
Per quanto riguarda le riprese in esterno, Tiven sta
equipaggiando le 25 troupe destinate alle news con dei camcorder HDV Sony, cui vanno aggiunti dei laptop iBook equipaggiati con Final Cut Express, microfoni senza
fili, luci, treppiedi e una suite di microfoni. “In totale, ciascuno di questi
kit per la produzione delle news completi – che possono essere gestiti
interamente da una sola persona – costano meno di 5.500 euro” ci ha spiegato.
“Perché dovrei voler spendere 30.000 euro al pezzo per dei sistemi XDCAM,
quando possiamo avere in giro così tante troupe per le news spendendo gli stessi
soldi e utilizzando telecamere HDV?”. “Oltretutto - aggiunge Tiven -, avere
così tanti camcorder HDV ci garantisce un elevato livello di ridondanza. Se un
apparato si rompe, ne abbiamo ancora altri
Più stazioni
La stazione di Kampala del Nation Media Group in Kenya è solo una di quelle ricomprese nel
progetto di Kenneth Tiven. Egli ha infatti già utilizzato un simile modello per
ingegnerizzare un canale all news in India e sta aiutando a creare
infrastrutture simili in Tanzania, Ghana, Namibia e Pakistan. In tutti i suoi
progetti, il tema è sempre lo stesso: aiutare i nuovi broadcaster a produrre
notizie accurate e ben realizzate nei propri mercati locali utilizzando
apparecchiature economiche in grado di produrre contenuti almeno paragonabili,
in termini qualitativi, a quelli disponibili sulla tv satellitare. E, sebbene
Tiven abbia 62 anni, dichiara allegramente “Ho un grande entusiasmo per questo
tipo di lavoro e non ho certo intenzione di fermarmi ora. Inoltre, il mio
riferimento, ossia Burt Reinhardt, che ha costruito
L’INTERVISTA A KENNETH TIVEN
Un progetto ENG miniaturizzato ed economico che guarda
al futuro
D. Che tipo di
sistemi ENG pensa che verranno impiegati nei prossimi due anni? E nei prossimi
cinque? E dieci?
R. Penso che la convergenza di sistemi quali il Wi-Fi, il 3G e il 4G con piccole telecamere che riprendono in alta qualità porterà la semplicità del live reporting alla tv e ai media basati su Internet esattamente nello stesso modo in cui la telefonia mobile ha cambiato le news per la radio. Questo è il logico percorso all’impiego di Inmarsat e dell’Internet per veicolare i report dal vivo invece che usare gli uplink satellitari; naturalmente, occorre distinguere tra le situazioni urbane e i Paesi sviluppati e le corrispondenze da località remote. Ma, man mano che le tecnologie di compressione riescono a comprimere un maggior quantitativo di dati in una minore larghezza di banda, questo sembra il percorso più logico. L’opposto sta accadendo con il concetto di reinviare l’attuale programma video al giornalista sul campo tramite sistemi compressi senza fili, così che il giornalista stesso sia in grado di capire meglio ciò che stanno facendo il conduttore, gli altri ospiti e gli eventuali altri reporter. Si tratta di un grande passo rispetto al solo feedback audio che si è finora avuto. Come punto di riferimento, alcuni dei nuovi camera/phone della Nokia offrono una eccezionale qualità. La telecamera incorporata nel nuovo computer Mac Book Pro è eccezionale considerando le sue dimensioni e il fatto che sia inserita all’interno dell’hardware di un computer.
Per il mondo delle news, la relazione tra qualità di immagine e immediatezza è sempre stata chiara: la seconda ha sempre avuto il sopravvento sulla prima. Nel 1992, i tecnici della CNN avevano avuto da dire contro l’impiego del famoso video del pestaggio di Rodney King che diede il via ai disordini di Los Angeles in quanto si trattava di materiale ripreso con una telecamera amatoriale VHS e le riprese notturne erano virtualmente in bianco e nero. Ovviamente il video è stato usato. In alcuni casi la qualità del video può essere l’opposto dell’importanza, ma, naturalmente, cerchiamo sempre di avere le migliori immagini possibili. Se il materiale prodotto dalla gente e l’internet, come mezzo di distribuzione, continueranno con l’attuale curva di crescita, potrà non fare molta differenza ciò che i broadcaster utilizzano in quanto l’audience sarà diminuita. Ma le preoccupazioni sul fatto che la televisione avrebbe ucciso il cinema, negli anni ’50, sin sono rivelate infondate; i film hanno cambiato i loro contenuti e la cinematografia ha iniziato una nuova vita. (Così) c’è spazio per qualunque cosa, fino a quando i venditori possono trovare una linea di base economica che funziona.
D. Quale elemento
dell’attuale kit di ENG necessita del maggiore lavoro?
R. Se uno dei maggiori produttori riuscisse a costruire una
telecamera delle dimensioni della telecamera Sony HDV HDR-HC1 (
Tratteggiare una grande distinzione tra telecamere professionali e prosumer, sulle dimensioni o sul prezzo, diventa seriamente sempre più complicato. Oggigiorno ci sono poche persone che sono in grado di evidenziare le differenze tra una telecamera Sony o Panasonic da 4000 dollari e telecamere da 30000 dollari, se il cameraman che effettua le riprese è capace.
D. Cosa ne pensa
della nota azione di Reuters di manipolare delle fotografie in Photoshop per
fini politici? Dovremo aspettarci qualcosa di simile anche in ambito video?
R. Chi dice che non sia già accaduto? Certamente in campo video la scelta della posizione della telecamera, cosa riprendere, cosa editare e tagliare, cosa enfatizzare sono elementi che hanno già accresciuto la probabilità di manipolazione editoriale. Non c’è bisogno di Photoshop per ottenere tali risultati. In ciascuno dei numerosi sistemi di editing non lineare, si può tagliare o ingrandire l’immagine sul raster per, ad esempio, tagliare fuori dei particolari.
D. Quanto è ancora
possibile tagliare i costi per consentire alle emittenti, ad esempio, di
mettere in campo più telecamere?
R. Ovviamente, nell’equazione delle news, quante più telecamere un canale ha a disposizione, quante più sono le storie da cui si può scegliere per ottenere una programmazione interessante. Lo scorso anno, mentre stavo prestando una consulenza per un grande broadcaster europeo, vi è stata una agguerrita battaglia su quali telecamere acquistare; il canale disponeva di 12 vecchi Betacam utilizzati da 24 troupe per le news. Anche tutta l’attrezzatura di supporto era evidentemente arrivata alla fine della sua vita utile; i consulenti avevano raccomandato, nello specifico caso, 30 telecamere Panasonic DVX100B DV assieme a nuove luci, microfoni, filtri, treppiedi e borse per le telecamere. L’idea di fondo era quella di assegnare una telecamera a ciascuna squadra per creare un senso di responsabilità nel mantenimento e nella cura delle apparecchiature. In aggiunta, dato che i regolamenti sindacali prevedono che le squadre siano costituite da due persone, l’operatore audio dovrebbe effettuare i missaggi sul campo. Il costo per ciascun set di apparecchiature completo si aggirava sui 10mila dollari (circa 7500 euro), ovvero 300000 dollari (230000 euro) per oltre il doppio delle telecamere attualmente a disposizione, oltre a una riduzione dei costi di mantenimento. Il direttore tecnico voleva 14 nuove XDCAM, a 30000 dollari ciascuna (23000 euro circa) senza alcuna apparecchiatura di supporto. “Non voglio telecamere da matrimonio” aveva detto. Così però nessuno dei problemi di base sarebbe stato risolto, tranne il fatto che sarebbero state acquistate delle telecamere molto pesanti per essere maltrattate nell’impiego quotidiano in pool (infatti, nessun cameraman avrebbe avuto la stessa telecamera per due giorni consecutivi, di media).
Sembrava che ci fossero ulteriori elementi di dissidio tra
il tecnico e il venditore, così non è sembrato sorprendente che, alla fine di
tutto, l’avesse avuta vinta l’ingegnere. Se la gente che prende queste
decisioni avesse speso una settimana del proprio tempo sul campo con in spalla
una telecamera da
Mi sono ricordato della discussione nel 1974, quando ho acquistato due telecamere Handy Looky Ikegami HL-33, le prime telecamere elettroniche portatili; “portatile”, sia ben chiaro, era un termine molto relativo... Il direttore tecnico le aveva denigrate come “economici giocattoli giapponesi”. Io penso che egli, all’epoca, indossasse un fermacravatta della RCA. “La pellicola va giusto bene per le news”, diceva. “Ma come facciamo le coperture dal vivo” gli avevamo chiesto. E lui aveva risposto “Quello è per i grandi eventi, come le convention politiche”.
D. Come la tecnologia
ha cambiato sino a oggi il modo di fare news televisive, e come lo cambierà in
futuro?
R. Il grande salto per la televisione americana è stato la copertura dal vivo quotidiana degli eventi esterni, cominciata nel 1974. Dal 1978, l’idea della pellicola per la copertura delle notizie quotidiane è definitivamente morta. Da allora vi sono stati miglioramenti continui nella facilità e della velocità di gestione della copertura live. Questa capacità ha portato a migliori programmi e news televisive più utili? Non è chiaro, sebbene ci piaccia pensare di sì. Il problema è che come l’informazione, stampa o video, diventa più diffusa e presente da piccoli terminali mobili, il cambiamento che molto facilmente si potrà avere è una riduzione dell’audience delle news televisive, che già oggi hanno un pubblico sempre più vecchio. Io suppongo che potreste a questo punto argomentare che il cambiamento nei metodi di distribuzione riduce la probabilità che le news televisive possano ulteriormente migliorare in quanto l’economia sta collassando