NEWS

 

Radio InBlu: un bell’esempio di rinnovamento senza sprechi

La CEI Conferenza Episcopale Italiana è impegnata come noto anche sul fronte radiotelevisivo: molto belli e in espansione gli studi romani in via Aurelia di Sat2000 e di Radio InBlu.

Nel fervere del rinnovamento e potenziamento, anche la radio ha avuto diritto ad una quota di investimenti, anche se (qui come altrove) la radio ha dovuto fare il meglio possibile con un obbligo alla massima “oculatezza” nell’investimento. La gatta è stata comunque pelata a dovere da Marco Giubileo, responsabile tecnico di InBlu, che nell’incontarci ha esordito spiegando che “ In questi spazi non c'era già uno studio radio, ma si trattava di spazi a uso ufficio. Quindi la prima questione è stata la ridestinazione d'uso e un intervento in strutture, insonorizzazioni e cablaggi.

Intervento curato dalla SM di Pino Stillitano, che dai 25 metri quadri di un unico ambiente, ha ricavato una funzionale regia con annessa comoda sala speaker”.

Questo studio si è reso necessario per garantire le produzioni tipicamente di intrattenimento, con conduttori in studio (uno o due in diretta), e programmi a carattere culturale, con conduttore e sino a 3 ospiti. Conclusi i lavori sulla struttura, A&DT ha provveduto alla fornitura degli apparati.

Lucio Gerelli, dell’azienda monzese, spiega che “Il cuore dello studio è rappresentato dal banco Studer OnAir 3000 in configurazione con 12 fader, per 4 ingressi micro, 24 ingressi linea analogici e 16 ingressi AES/EBU. In output ci sono 16 linea analogiche e 16 AES EBU”. Altri apparati nuovi forniti sono stati i CD player Denon, i Codec ISDN AEQ, 2 microfoni Neumann, mentre la monitoria Genelec 1030 era già presente in sede, così come è rimasto in esercizio il sistema di messa in onda ELTE. Considera Giubileo: “Non serviva altro per garantire adeguatamente le 4 ore di produzione giornaliera, suddivise tra mattina e pomeriggio”. E così lo studio, che sin dal primo impatto non ha nulla a che invidiare a sedi radio commerciali “agguerrite” è stato anche un modello di… misura: per l'intero intervento l'ordine di grandezza dell'investimento è stato sui 70mila euro.

Puntualizza ancora Giubileo: “La scelta di guardare avanti è stata fatta al fine di dare un senso concreto all'investimento rispetto alla sostituzione del materiale ormai obsoleto. Oggi a Roma possiamo quindi vantare uno studio digitale, che è funzionale alle varie esigenze di produzione – che come detto sono alquanto eterogenee -, ed esteticamente (aspetto tutt’altro che trascurabile, soprattutto agli occhi dei numerosi ospiti) moderno e ben riuscito”.

Aspetto importante è l'espandibilità del sistema. Per ora è adeguato alle esigenze di produzione, ma potrebbe essere sviluppato senza problemi. Da rimarcare come il training del personale tecnico per adattarsi alla nuova interfaccia Studer è stato particolarmente semplice e veloce. Da quando lo Studer è stato installato, sono bastate poche ore di formazione per preparare i fonici all'uso del nuovo strumento.