DOSSIER
VIDEO MOBILE


La tv in tasca è qui e adesso

 di Barry Tew

 

I trascorsi Campionati mondiali di calcio sono stati la piattaforma perfetta  per dimostrare al pubblico i servizi di televisione in mobilità. I fortunati abbonati italiani sono stati in grado di guardare tutti gli incontri  in diretta sui loro telefoni cellulari usando le reti DVB-H mentre i partecipanti al test tedesco sono stati in grado di fare lo stesso attraverso il T-DMB. Alcuni commentatori hanno già evidenziato alcuni problemi che stanno emergendo, tra cui il fatto che sia complicato vedere gli incontri su schermi così piccoli in condizioni di illuminazione sfavorevoli (p.e. con la luce diretta solare) e con il problema della copertura negli stadi gremiti di pubblico. A prescindere da questi ostacoli, la tv mobile  ha dimostrato senza dubbio di esserci e di poter offrire servizi di buona qualità.  I diretti concorrenti nella tv mobile, relativamente alla guerra in atto tra i diversi standard, sono 3G, DVB-H, DAB-IP, T-DMB, ISDB-T, MediaFLO e probabilmente anche uno standard cinese emergente; ma la vera domanda è: chi sarà il vincitore, alla fine?

I servizi di streaming in 3G sono operativi da diverso tempo, ma trattandosi di servizi “one-to-one”, lo streaming video si mangia molta banda e già una decina di utenti può arrivare a bloccare una cella. Per contrastare questo problema, è stato sviluppato lo standard Multimedia Broadcast Multicast (MBMS); questo consentirà di distribuire stream video a molti utenti contemporaneamente riservando un po’ di capacità della rete al solo streaming, su una base di tipo broadcast (ovvero di trasmissione da uno a molti). Sfortunatamente, anche questo sistema limita la banda utile per gli altri utenti e viene visto solo come tecnologia di transizione, da usarsi prima che arrivi qualcosa di meglio. L’ISDB-T, utilizzato in Giappone per la distribuzione di televisione digitale, suono e servizi dati supporta anch’esso la televisione in mobilità. Un singolo canale televisivo viene suddiviso in 13 segmenti di frequenza separati, per la maggior parte utilizzati per la normale distribuzione televisiva. Solo uno di tali segmenti viene utilizzato per la distribuzione della tv mobile, ma trattandosi solo di un tredicesimo della banda disponibile, esso non consente di veicolare molti servizi tv separati. Recenti prove hanno mostrato che l’accesso a 20 o 30 servizi è un servizio giudicato positivo dalla maggior parte degli utenti mobili e dunque sistemi, come l’ISDB-T, con capacità limitata, non possono per contro essere molto popolari. Al momento l’ISDB-T viene usato solo in Giappone e ora il Brasile lo sta considerando per la distribuzione televisiva digitale, sebbene è abbastanza evidente che sarà un’altra tecnologia a distribuire servizi di tv mobile “popolari” e con una soddisfacente varietà di opzioni di visione.

 

Le opzioni DAB

Il Digital Audio Broadcasting (DAB) è stato per molti anni utilizzato per distribuire audio digitale e è nei fatti la tecnologia di base su cui è stato basato il sistema di televisione digitale DVB-T.  Un gruppo di ingegneri coreani ha sviluppato una nuova configurazione di sistema per le reti DAB, chiamata T-DMB, specificamente progettata per distribuire video a dispositivi mobili ed è già disponibile commercialmente in Corea. Vi sono test di vario genere attualmente condotti in diversi Paesi. Il World DAB Forum ha anche lavorato su un sistema di distribuzione video basato su IP e chiamato DAB-IP. È progettato per consentire uno scambio semplificato di pacchetti IP, che è un elemento vitale per uno scambio di dati “morbido” su piattaforme quali l’Internet. Un progetto pilota di DAB-IP è attualmente in corso di realizzazione a Londra e offre ai clienti di Virgin Mobile la possibilità di ricevere programmi dall’operatore di rete BT Movio. Un altro test a Dublino, anche lì in collaborazione con BT Movio, è stato di recente annunciato. Entrambi derivati del DAB, tali sistemi possono offrire un numero limitato di servizi televisivi a causa dei ridotti slot di canale che sono stati riservati al DAB. Inoltre, per ricevere dei segnali adeguati su un terminale mobile è necessario disporre o di un’antenna esterna o di una potenza di trasmissione maggiore. La rivendicazione che possono essere usate le reti esistenti non è  vera se si vuole raggiungere la copertura totale senza costi addizionali considerevoli. Il DVB-H sembra invece essere particolarmente interessante in Europa, vista la trentina di sperimentazioni che sono state condotte in giro per il Continente. Il sistema è anche stato scelto da alcuni utilizzatori negli USA quali Modeo, che sta lanciando il DVB-H in una trentina di diversi segmenti di mercato utilizzando una allocazione di banda a 5 MHz nella gamma degli 1,6 GHz. Più recentemente Aloha, una sussidiaria della Hiwire Partners negli USA, ha annunciato una rete DVB-H usando la sua allocazione a 700 MHz. In Europa, l’Italia è diventata il primo Paese  al mondo ad installare un servizio commerciale DVB-H, per operare il quale viene utilizzata la banda UHF. Anche la Finlandia sta per iniziare un servizio, al quale farà seguito la Germania nel 2007: entrambi i Paesi usano l’allocazione in gamma UHF. La distribuzione multicanale e le capacità di risparmio energetico dell’approccio basato su IP e a suddivisione di tempo usati nel DVB-H si sono dimostrati molto attrattivi per i potenziali utenti sia in Europa sia negli USA, specialmente dove lo spettro è già disponibile. Sfortunatamente negli UK e in alcuni altri Paesi lo spettro per il DVB-H non sarà disponibile sino al completo spegnimento della tv analogica. A causa di ciò, i servizi DAB che già hanno delle allocazioni potrebbero essere modificati per la distribuzione video e tali servizi potrebbero essere avviati prima che altre tecnologie possano in qualche modo svilupparsi.

 

Le sfide di MediaFLO

MediaFLO, un sistema proprietario della Qualcomm, è il contendente più recente per la distribuzione televisiva mobile; secondo i comunicati stampa della società, può supportare oltre 30 canali in streaming in qualità QVGA (320x240 pixel) e dovrebbe, secondo la medesima fonte, si afferma che abbia prestazioni superiori in diverse aree rispetto al DVB-H. British Sky Broadcasting (BSkyB) sta effettuando dei test sulle dichiarazioni di Qualcomm con una prova di MediaFLO un su canale televisivo nell’area di Cambridge, UK. Si tratta dell’area dove ha sede il mio ufficio, così, con un po’ di fortuna, dovrei scoprire di più sulle  prestazioni di MediaFLO rispetto al DVB-H.

Qualcomm ha anche confermato che sta lavorando con Verizon Wireless per diffondere la tecnologia FLO negli Stati Uniti e di aver costituito inoltre una alleanza con KDDI per esplorare le possibilità di sviluppo di MediaFLO in Giappone. Sfortunatamente, MediaFLO ha le medesime limitazioni di allocazione dello spettro del DVB-H e anche se si presenta interessante, i sistemi DAB potrebbero comunque risultare vincenti nei mercati con limitazioni di spettro disponibile.

Certamente sta succedendo di tutto nell’ambito della televisione in mobilità, in questo periodo, almeno dal punto di vista della sperimentazione, anche se le soluzioni non sperimentali, ovvero le reti basate su utenti finali “veri” ancora devono essere realmente provate. Il DVB-H sembra al momento essere il sistema con le maggiori potenzialità, ma, a causa delle limitazioni spettrali, in alcuni mercati i sistemi DAB inizialmente potrebbero decollare. MediaFLO è il “cavaliere nero”, e il suo fautore Qualcomm  è un player di un certo peso nelle reti cellulari un po’ in tutto il mondo, il che fa supporre che in più di un mercato, in DVB-H e MediaFLO finiranno per coesistere. Alcuni produttori di chip hanno già annunciato che renderanno disponibili chipset in grado di ricevere “tutti i sistemi”. Così, indipendentemente da quale sarà il sistema adottato da ciascun paese, il “telefono magico” sarà in grado di decodificarlo. Per concludere, la Cina non ha intenzione di pagare alcun diritto di proprietà intellettuale agli sviluppatori di tecnologia di altri Paesi, e sta infatti progettando i propri sistemi di tv digitale terrestre per contrastare ciò che arriva dall’estero; diversi sistemi sono già stati sottoposti a test, ma la Cina deve ancora decidere quale sceglierà per il proprio mercato interno di massa.

 


Nuove soluzioni per la Mobile Tv da un consorzio internazionale

Tre autorevoli fornitori europei di tecnologia, il costruttore francese di telefoni cellulari Wiz4com, la finlandese Axel Technologies fornitrice di software per mobile Tv ed Elettronika, costruttore italiano di sistemi per il broadcasting radiotelevisivo, hanno annunciato la nascita di un consorzio internazionale che unirà le forze per sviluppare soluzioni innovative per i mercati in rapida crescita della Mobile Tv. Il consorzio ha presentato la nuova collaborazione in occasione della fiera Broadcast Asia e rilancerà la news ad IBC, ad Amsterdam. Il primo prodotto della collaborazione verrà introdotto sul mercato a inizio 2008. “Siamo davvero orgogliosi di far parte di questo consorzio” ha detto George Phinoson, Presidente e CEO di Wiz4com. “Il consorzio possiede una capacità completa ed esclusiva, necessaria per sviluppare soluzioni innovative nel campo della mobile Tv. Scorgiamo un potenziale significativo in questa collaborazione e crediamo nella capacità di questo consorzio di ottenere un business di successo”.  “Crediamo che il futuro della Tv sarà caratterizzato da mobilità, interattività, convergenza e ubiquità”, ha affermato Petri Kalske, CEO di Axel Technologies. “Inoltre, crediamo fermamente negli standard aperti, nella cooperazione e nella flessibilità di aziende di piccole dimensioni ma tecnologicamente avanzate. Grazie a questo consorzio, siamo adesso in grado di migliorare soluzioni aperte e basate su degli standard”. “Abbiamo cercato da tempo una soluzione del genere e siamo pienamente soddisfatti di questo modello di business” ha ribattuto Raffaele Fasano, CEO di Elettronika. “I nostri clienti e partner attendevano una soluzione totale di tipo end-to-end per il DVB-H e credo fermamente che il consorzio rafforzerà il nostro margine di competitività. Ciò rappresenta un’ottima novità in special modo per gli operatori televisivi di dimensioni medio-piccole di tutto il mondo, finora in attesa di soluzioni di mercato che fossero aperte e flessibili”. La Mobile TV rappresenta oggi uno degli argomenti più caldi dell'intero business del broadcasting e delle telecomunicazioni. Il DVB-H, tecnologia che ha avuto il primo battesimo commerciale a Giugno 2006 in Italia, rappresenta infatti il primo vero anello di congiunzione fra il mondo del broadcasting televisivo e le reti telefoniche cellulari di ultima generazione. L’enorme potenziale di business dei servizi di mobile Tv è ampiamente riconosciuto. Tuttavia, i leader di mercato non sono sempre in grado di fornire soluzioni adatte per broadcasters di dimensioni medio piccole o mirate a nuovi progetti pilota basati su standard aperti. Ciò è vero in modo particolare in gran parte dei mercati emergenti. Uno degli obiettivi chiave del nuovo consorzio è quello di offrire nuove soluzioni end-to-end dedicate a questi mercati. Il consorzio completerà la sua offerta anche con soluzioni di terze parti, ulteriori informazioni su questo argomento saranno fornite in seguito.

 

Uno sguardo su Wiz4com

Wiz4com Technologies SAS è un fornitore di soluzioni end-to-end per terminali wireless portatili e tecnologie correlate, dalla fase di definizione del prodotto fino alla fase terminale della vita del prodotto stesso. La società progetta e sviluppa telefoni cellulari e gestisce la relativa catena di fornitura, l’introduzione di nuovi prodotti, l’assistenza post-vendita, i test sul campo e le certificazioni.

Wiz4com conta su uno staff professionale di più di 200 persone in tutto il mondo e possiede centri di ricerca e sviluppo di telefoni cellulari ed uffici commerciali in Europa e in Asia. Ad oggi più di 30 milioni di telefoni cellulari basati su suoi progetti sono stati venduti in tutto il mondo e distribuiti mediante operatori e venditori al dettaglio, marcati con famosi brand globali e con brand regionali come Philips, TCL & Alcatel, Benq-Siemens, Gradiente e Haier. Per ulteriori informazioni: www.wiz4com.com.

 

Uno sguardo su Elettronika

Elettronika s.r.l. è una azienda che opera da tempo nel campo degli apparati per il broadcasting radio-televisivo, presente in più di 40 nazioni ed in tutti i continenti attraverso distributori, partners e joint ventures. È una delle poche aziende che produce apparati per broadcasting radio, Tv e digitale. La sua produzione standard o custom ricopre qualunque necessità e richiesta, dai singoli accessori alle installazioni chiavi-in-mano di alta potenza, sempre accuratamente seguite passo dopo passo, dallo studio di fattibilità alla assistenza post-vendita. Per ulteriori informazioni: www.elettronika.it.

 

Uno sguardo su Axel Technologies

Axel Technologies è una azienda software finlandese specializzata sulle tecnologie relative alla mobile Tv. È una della aziende con la più elevata esperienza nel campo dell’IP Datacasting. Il team portante dell’azienda è all’avanguardia sulle tecnologie IPDC e DVB fin dal 2000. Questa notevole esperienza, insieme ad un pregiato laboratorio di test, fornisce una base altamente affidabile per lo sviluppo di prodotti professionali. Axel Technologies offre Salmonstream Mobile, uno stack middleware DVB-H dedicato a costruttori di dispositivi, fornitori di semiconduttori ed utenti DVB-H. Lo stack implementa con successo tutti gli standard essenziali IPDC su DVB-H insieme alle relative linee guida per l’implementazione. Per ulteriori informazioni: www.axel.fi.

 


Il DAB-IP sorpassa il T-DMB in Olanda

Nei test condotti nella capitale olandese, il DAB-IP supera il T-DMB.  Mentre i Paesi Bassi sono il primo Paese in Europa ad aver definitivamente cessato, in autunno 2006, le trasmissioni televisive in tecnica analogica, la battaglia dello spettro radioelettrico per la radio, la tv mobile e altri servizi dati è ben lungi dal concludersi. Infatti, mentre la posizione ufficiale delle autorità è che il DAB sia la logica prosecuzione ed evoluzione della radio analogica FM, non è ancora chiaro se poi nei fatti tale tecnologia verrà utilizzata per trasmettere programmi radiofonici diversi da quelli dei canali pubblici. Questi ultimi stanno già trasmettendo sui propri multiplex DAB, ma il rimanente spettro in Banda III e in Banda L verrà molto probabilmente allocato su basi tecnologicamente neutrali. Willem Toerink, direttore del Centro di eccellenza per le trasmissioni digitali (CoEfDB), una delle società che sta  cercando di ottenere una licenza per sperimentare in Banda III e Banda L originariamente pensate per le trasmissioni radio digitali attraverso il DAB, vede enormi potenziali per l’IPTV e altri servizi dati basati su IP in queste bande utilizzando il DAB-IP. Toerink rivendica il fatto che all’interno dello spettro disponibile, unendo il più efficace sistema di codifica AAC+ con una rete di trasmissione a bassa potenza, può facilmente allocare tutte le emittenti radiofoniche commerciali nazionali e le emittenti pubbliche regionali e locali, conservando banda sufficiente per trasportare servizi dati e IPTV. Dice Toerink : “Possiamo aumentare la capacità di un multiplex da 1.152 a 1.728 kbps come  risultato di una intensità di campo omogenea creata da questa rete “densa” a bassa potenza e bassa altezza. Possiamo diminuire il livello di protezione e ottenere un uso più efficiente della larghezza di banda. In quel modo possiamo allocare 20 stazioni radio commerciali a 64 kbps in AAC+ e avere ancora 448 kbps per dati e video. E abbiamo poi ancora un secondo multiplex nazionale”. Toerink poi aggiunge: “In altre parole, non vi saranno abbastanza radio commerciali per occupare l’intero spazio disponibile! Abbiamo piani avanzati per lavorare assieme con la BT, che ha già un’ampia esperienza con la IPTV, mentre con T-Systems stiamo cercando il modo per trasmettere, ad esempio, aggiornamenti dei prezzi delle autostrade per sistemi di monitoraggio del pedaggio.” Secondo Toerink, il DAB-IP è l’unica tecnologia disponibile sino a ora per  sfruttare i vantaggi della IPTV su dispositivi portatili. Uno degli obiettivi delle trasmissioni di test condotte durante la precedente edizione dell’IBC di Amsterdam, è stato quello di mostrare che il DAB-IP può veicolare video ai dispositivi portatili in maniera più efficace e più flessibile del DMB, che non è invece IP-compatibile. Quest’ultima tecnica è, secondo Toerink, una strada senza uscita. “Ci stiamo tutti muovendo verso un ambiente basato su IP: UMTS, Wi-Max.... qualunque cosa sarà basata su IP, il che consentirà di avere servizi quali l’interattività e il time shifting. I broadcaster e i content provider seguiranno questa tendenza, consentendo di usare gli stessi contenuti su diverse piattaforme, tutte basate su IP.” Per verificare se il DAB-IP possa distribuire l’audio, oltre che il video, in un ambiente competitivo, Toerink ha fatto richiesta e ha ottenuto una licenza temporanea per le già citate prove condotte all’IBC, ha realizzato un multiplex e quindi ha trasmesso sia in DMB che il DAB-IP. Le apparecchiature utilizzate comprendevano un trasmettitore DAB/DMB della Plisch, un multiplex RadioScape, un encoder audio e video Pixtree DMB, un gateway e multiplex DMB della Radioscape, un encoder software Musicam RadioScape, nonché antenne Kathrein. Volker Wessel Telecom ha  gestito le installazioni, mentre i link in microonde sono stati forniti dalla Siemens. I contenuti video sono stati veicolati dalla ANP, Talpa e RTL, mentre i contenuti radio erano di 100%NL, CityFM e Radio Noord Holland. Per verificare le prestazioni del DMB e del DAB-IP, Toerink ha usato un videoclip di musica dance del DJ olandese Tjesto, che ha molti cambi rapidi di immagine; nelle prove, ha verificato che il DMB a 384 kbps offre risultati comparabili a quelli del DAB-IP a 192 kbps. “Il vantaggio del DAB-IP non è solo che esso segue lo standard IP internazionale del futuro, ma anche che utilizza la banda disponibile con il doppio di efficienza; il DMB è stata una buona soluzione sul finire degli anni ’90, ma ora il DAB-IP, o DAB-2, come qualcuno lo chiama, sorpassa il DMB su tutti i fronti” ha aggiunto Toerink.

Vi è naturalmente un’altra alternativa per veicolare contenuti IPTV a dispositivi portatili, ed è il DVB-H. L’operatore di telecomunicazioni KPN sta testando anche questo servizio. “Tutto quello che ho sentito su questi test è che hanno avuto dei problemi di sincronizzazione. Ma non penso che sarà una situazione alternativa, nel senso che probabilmente il DAB-IP e il DVB-H potranno tranquillamente coesistere.” Toerink ha poi concluso: “La principale differenza è che in molti paesi lo spettro è già stato riservato al DAB. In Olanda possiamo iniziare subito con il DAB-IP non appena le autorità concederanno le licenze. E, dopo molti rinvii, probabilmente lo faranno proprio all’inizio del 2007.” (Cesco Van Gool)

 


BT Movio è già in onda con il DAB-IP

Con le nuove tecnologie è sempre accesa la gara per essere i primi sul mercato, sia per i servizi offerti che per i ricevitori. Dopo l’HDTV, la televisione mobile è la prossima area di espansione sia per i broadcaster che per i service provider. Nel corso degli ultimi anni sono stati condotti numerosi test e mentre il DVB-H, il T-DMB e altre tecnologie hanno attratto la maggior parte dell’attenzione, una tecnologia rivale, il DAB-IP, rappresenta la base del primo vero servizio di tv mobile nel Regno Unito. BT Movio sta offrendo tv dal vivo, radio digitale, una guida ai programmi settimanale e un “pulsante rosso” per l’interattività agli utilizzatori di telefoni cellulari della Virgin Mobile, che utilizza la rete di T-Systems.  Questo servizio è entrato in funzione in UK lo scorso autunno, con il pieno supporto di una campagna pubblicitaria di alto profilo dove si è vista Pamela Anderson promuovere sia la tv mobile che i telefonini. Il presupposto di BT Movio e di Virgin Mobile è che il sistema tecnologico che veicola tutto questo non sia interessante per gli utenti finali; tanto più il servizio funziona come promesso, tanto meno interesserà sapere come le immagini raggiungono il telefonino, tranne che per i più “smanettoni” o per le persone con maggiori sensibilità verso la tecnologia. Il lancio di questo servizio in risposta alla competizione in essere è stato considerato di cruciale importanza, ed è per tale ragione che il DAB-IP è stato visto come l’unica scelta possibile.

Il DAB-IP è di diretta derivazione dallo standard di trasmissioni audio digitali per la radio numerica equivalente all’FM; un’altra variazione del DAB per Internet e le applicazioni multimediali è il T-DMB (che è il Terrestrial digital multimedia broadcasting), mentre il DVB-H è la versione “portatile” della specifica per la tv digitale DVB; vi sono poi il DRM (Digital Radio Mondiale) che è la “sostituzione” digitale della radio AM (e, in futuro, potrebbe esserlo anche di quella FM, n.d.t.) e le specifiche satellitari; sono tutti sistemi in competizione per le trasmissioni di servizi tv in mobilità. Vi è infine una terza variante del DAB, l’S-DAB, che è oggi una soluzione ibrida di tecnologie satellitari e terrestri. Dominic Strowbridge, direttore marketing di BT Movio, spiega che la ragione principale per scegliere il DAB-IP è semplicemente stata che esso esiste ed è disponibile per i servizi sin da ora: “Potremo testare una domanda circoscritta per i servizi di tv in mobilità, con servizi che potrebbero essere erogati non appena lo spettro diverrà disponibile. E ciò che si è reso disponibile per primo è stata la Banda III ed essa è molto adatta a supportare il DAB.” A un primo colpo d’occhio, la scelta del DAB-IP potrebbe apparire un puro espediente, ma Strowbridge afferma che sono state esaminate tutte le opzioni in relazione alle esigenze per la trasmissione di programmi televisivi in mobilità. “Il T-DMB funziona, ma è più basato sul tradizionale modello televisivo. Un altro svantaggio è che un servizio T-DMB richiede circa 512 kbps per il video e le portanti DAB in UK non possono sostenere una simile necessità. Anche se il rapporto tra dati e radio è stato incrementato all’inizio dello scorso anno, portando i dati a circa il 30 percento e la radio al 70 percento, non  appare esserci comunque abbastanza spazio per veicolare tv mobile. Così com’è, il T-DMB non va bene.”

Strowbridge sostiene che la BT è “a favore del DVB-H” in quanto è un sistema basato su IP, ma poiché le portanti potrebbero non essere disponibili sino al 2012 il DAB-IP è stata la scelta più ovvia. “Era l’unico sistema adatto in quanto sapevamo che  avremmo potuto inserire da quattro a cinque canali Tv e tutte le stazioni radio digitali nel servizio e dal nostro schema pilota sapevamo che  era la combinazione che la gente desiderava.” Altri fattori a favore del DAB-IP sono che esso fa parte di uno standard ETSI già esistente e la capacità disponibile per la guida ai programmi elettronica (EPG), il testo dinamico DLS e le caratteristiche di interattività. “Tutto ciò sta arrivando sul DAB e l’elemento IP ci permette di realizzare queste caratteristiche aggiuntive sin da ora- ha commentato Strowbridge -. Vi sono opzioni quali il 3G e il WLAN, ma crediamo che il mondo della televisione e della radio non verranno dominati da un unico soggetto, da un’unica tecnologia; piuttosto, vi saranno diversi veicolatori di questi servizi, e il DAB andrà avanti ancora per anni.” La capacità IP consente inoltre di includere i software per la gestione digitale dei diritti nello streaming e, dunque, di tener traccia del materiale diffuso. Un problema del DAB nella sua versione originale era che i nuovi servizi radiofonici erano lenti ad apparire, ma non così lenti come è stata la presentazione e la distribuzione di ricevitori presso il pubblico. BT Movio ha lavorato con il produttore di ricevitori portatili HTC per produrre il telefonino con ricezione tv Lobster 700, che Virgin sta diffondendo con il nome di “tellyphone”. In aggiunta alla ricezione di canali tv e radio, il Lobster può essere anche usato come browser Internet, con Windows mobile e Media Player. Virgin Mobile sta vendendo il servizio a 199 sterline (circa 300 euro) per il telefono nella formula prepagata, con tv e radio gratuiti per i primi tre mesi dopo dei quali il servizio costerà 5 sterline al mese (circa 7 euro e mezzo). Al momento vengono offerti quattro canali televisivi: BBC1, disponibile gratuitamente per i primi 12 mesi, ITV1, Channel 4 e il suo canale “parente” di entertaiment digitale, E4.  Per il periodo dei test C4 verrà fornito sottoforma di C4 Shorts Cuts, una versione  per tv mobile prodotta appositamente, anche se l’intenzione è di offrire il simulcast del canale in futuro. A seconda di dove vivono gli utenti, sono anche disponibile tra 30 e 50 canali radio digitali. Altre prove di televisione in mobilità hanno coinvolto più canali e Strowbridge  spiega che BT Movio è attualmente  ristretto come servizio dalla capacità dei multiplexer. “Vi sarà maggiore capacità in futuro”. Alcuni radioascoltatori  si sono lamentati circa la  ridotta capacità dei multiplex DAB che hanno ristretto la banda disponibile per alcune stazioni, specialmente quelle che trasmettono musica classica. Avere nuovi codec significa che i servizi emergenti basati sul DAB saranno più efficienti; anche per tutte le restrizioni nella qualità video, Strowbridge ha commentato: “La maggior parte delle persone si limiterà a guardare le news o  giusto un episodio di una soap opera, oppure ascolteranno la radio… ed essi molto probabilmente non lo faranno in un’atmosfera rarefatta, ma lo faranno quando prendono l’autobus!”

Il regolatore britannico Ofcom ha annunciato una seconda rete nazionale DAB e che dovrebbe prevedere capacità extra per la televisione mobile. Esiste una possibilità che il nuovo multiplex sia in banda L e BT Movio è stato coinvolto nei test di tv mobile utilizzando il DAB-IP proprio in quella porzione di spettro. Per il futuro, Dominic Strowbridge dice che la tv mobile sarà disponibile su un certo numero di piattaforme – satellite, 3G e DVB-H, oltre al DAB-IP. “La cosa importante da ricordare è che i servizi non saranno solo tv e radio, e per il mercato di massa l’IP può veicolare qualunque dei tradizionali modelli di broadcast”. (Kevin Hilton)

 


Contenuti “facili” per ogni tipo di tv mobile

Il sogno dei possessori di contenuti di “produrre una volta e distribuire ovunque” è un semplice obiettivo e una formidabile sfida tecnica. Sin dagli albori della televisione, i produttori di programmi e i distributori sono stati limitati dai formati video. Questo era il caso di quando tutta la televisione veniva prodotta per un unico tipo di piattaforma, quella standard dei normali televisori in formato 4:3, con diverse varianti sul numero di linee e sullo standard colore. Il problema si è ingigantito con l’introduzione dei televisori in formato 16:9, dei contenuti digitali e del formato ad alta definizione. Ora è cresciuto esponenzialmente, con l’emergere di nuovi tipi di piattaforme per la tv in mobilità, inclusi l’iPod, i Pda e i telefoni mobili. Ciascuna di queste nuove piattaforme ha formati e standard multipli; vi sono inoltre due cose in comune: una è che sono soggetti alle limitazioni di banda che tendono a estremizzare le tipologie di compressione utilizzate, mentre l’altra è che l’area visuale è una frazione di quella normalmente offerta dai tipici ricevitori casalinghi. Ciò significa che debbono avvenire diversi processi affinché un segnale prodotto in 16:9 HD possa essere convertito in una forma che sia usabile e in grado di offrire un’esperienza visiva piacevole su un iPod o su un telefono cellulare. Questi processi includono la conversione al formato e al frame rate più appropriati per i dispositivi mobili nonché la compressione delle immagini in modo tale che il bitrate sia minimizzato, mantenendo al contempo la massima fluidità e definizione delle immagini, nonché il ridimensionamento delle immagini, effettuato affinché il punto naturale di interesse di una inquadratura venga evidenziato frontalmente, anziché scomparire nello sfondo sottoforma di microscopico puntino. Helios è una nuova piattaforma della Snell & Wilcox, basata su software, progettata per la creazione di contenuti e il mantenimento della interoperabilità e ideata per soddisfare tutti i compiti precedentemente elencati. Tale piattaforma consente di ottenere dai programmi sempre il massimo su qualunque piattaforma distributiva, sia essa la televisione tradizionale, l’IPTV, il video on demand, la larga banda, i dispositivi mobili o qualunque altra cosa. Raccogliendo gli oltre 30 anni di esperienza trascorsi nel cercare di eliminare le barriere di incompatibilità create dai diversi standard adottati in tutto il mondo, la piattaforma Helios unisce diverse tecnologie proprietarie della Snell & Wilcox, tra cui FormatFusion per la compatibilità intra-piattaforme e Ph.C, strumento per la correlazione di fase e la stima del movimento per la compressione dei dati, che consente  ai suoi utilizzatori di prendere un file master e di trasformarlo in una opportunità di produzione di guadagni su piattaforme multiple, automaticamente e senza la necessità di alcun intervento umano. Funzionante come ponte tra il dominio degli stream e quello dei file, Helios è applicabile a qualunque tipologia di contenuto o piattaforma, ma per gli scopi di questo articolo ci limiteremo a focalizzare l’attenzione su come Helios consente ai proprietari dei contenuti di distribuire gli stessi su piattaforme per televisione in mobilità.

 

Le speciali esigenze della tv in mobilità

Vi sono due aspetti fondamentali da tenere in considerazione per migliorare l’esperienza visiva nella televisione mobile. Uno di questi  è correlato a come viene creato il contenuto. Nel tradizionale rapporto d’aspetto di 4:3, i movimenti della telecamera vengono ampiamente usati per dare dinamismo a una scena, con molte riprese che tracciano il movimento di una palla che vola in aria o di un giocatore che corre sul campo. Il formato widescreen ha introdotto un differente concetto estetico; ora l’azione è più facile da seguire andando con lo sguardo attraverso lo schermo e infatti vengono maggiormente utilizzate le visuali panoramiche, approfittando del rapporto d’aspetto delle immagini. Mentre questo può preservare l’utenza domestica  dagli effetti spiacevoli degli eccessivi movimenti periferici, la tecnica si traduce male per i piccoli schermi quali sono quelli dei telefonini, rendendo l’oggetto di interesse (ad esempio la palla) praticamente invisibile. L’altro problema con le riprese ampie in uno stadio sportivo o in qualunque altro ambiente con pubblico da vivo è che inevitabilmente include immagini della stessa folla, che, a causa dei movimenti casuali della stessa, crea problemi al processo di compressione dei dati e finisce per far sprecare bit preziosi per qualcosa che, in realtà, non è il punto di attenzione dei telespettatori. Il risultato è tipicamente uno spreco di banda per il service provider e/o un compromesso di riduzione del frame rate per il telespettatore. Una soluzione a questo problema è quella di avere un secondo set di telecamere  e un secondo switcher che taglia una versione alternativa del programma, specificamente intesa per i telespettatori in mobilità. Installate nella parte superiore di uno stadio, ad esempio, queste telecamere alternative possono inquadrare il campo sottostante, mettendo sullo sfondo l’erba invece della folla. Con questo background maggiormente statico, le immagini risultanti necessiteranno di una minore larghezza di banda quando compresse per ottenere un determinato frame rate. Frattanto sarà necessario un secondo switcher per ritagliare il programma al momento. È una tecnica applicabile, anche se richiede un notevole incremento di apparecchiature e di personale. Helios affronta il problema in maniera molto più efficiente, automatica e sofisticata, prendendolo da due diversi angoli. Il primo è la tecnologia di compressione, per cui Helios utilizza la stima del movimento effettuata attraverso la correlazione di fase Ph.C., che è un metodo di stima del movimento video particolarmente potente e accurato. Dei vettori di movimento accurati, assieme a una misura reale del movimento, sono elementi fondamentali; specialmente quando vi siano contenuti “rapidi” come gli eventi sportivi visti a bassi bitrate su iPod e telefoni cellulari. Dato che crea il più accurato vettore di movimento possibile, la tecnologia di stima del movimento Ph.C contribuisce alla creazione di un master “pulito”. È nel processo di adattamento dei contenuti digitali ad un bitrate più basso che un master Mpeg pulito farà una significativa differenza in termini di qualità finale. Una seconda funzione assolta da Helios per la televisione in mobilità è quella di evidenziare e tracciare gli oggetti di interesse in una scena – ad esempio il giocatore con la palla su un campo di calcio – per renderlo maggiormente visibile su un piccolo schermo mobile. Nello stesso modo in cui un registra cinematografico utilizza la messa a fuoco per creare maggiore enfasi, Helios enfatizza l’oggetto di interesse reinquadrando la scena dinamicamente e stringendo sull’oggetto stesso, mentre de-enfatizza lo sfondo. Non solo questa funzione rende l’immagine più gradevole per i piccoli schermi, ma anche aiuta il processo di compressione, concentrando l’energia dell’encoder sull’oggetto di interesse, invece che buttare via dei bit preziosi codificando qualcosa dello sfondo, come la folla, cui il telespettatore non è affatto interessato. Helios così va ben oltre alla mera transcodifica e preserva il contenuto emotivo della produzione originale. Se tutte queste funzioni si fossero dovute fare manualmente, i possessori di contenuti avrebbero avuto un enorme ostacolo nel monetizzare gli stessi su piattaforme multiple. Con Helios, di contro, si può creare un unico file master, con un video principale e diverse tracce audio, e quindi creare vettori che prendano i contenuti e automaticamente li ri-orientino a seconda della piattaforma finale – che sia un telefono mobile in Germania, un VOD in Francia o un iPod in UK. Gli strumenti di controllo qualità della Snell & Wilcox inseriti nel motore di conversione file Helios, aggiungono ulteriori benefici nell’automatizzare molti dei processi di controllo qualità; in tal modo, Helios è in grado di processare i contenuti e creare i file richiesti dagli utenti praticamente senza alcun intervento umano. I nostri utilizzatori finali stanno notando che il numero di piattaforme di cui necessitano per  distribuire contenuti sta crescendo; la stessa tv mobile è una straordinaria diversa categoria e non vi sono limiti al numero di nuovi dispositivi per vedere video che ci possiamo aspettare sul mercato nei prossimi anni. È già evidente, comunque, che l’unica via per portare avanti una strategia economica per l’adattamento dei contenuti è nel dominio dei file, con un motore di conversione degli stessi file che abbia un efficiente controllo di qualità. (Bruce Devlin, vicepresidente della tecnologia alla Snell & Wilcox)


Frame e H3G: un esempio di successo con la TV Digitale Mobile

Frame collabora con la società H3G per la gestione del canale La3Sport, che va in onda con la TV digitale mobile del gestore telefonico 3. Nel centro di produzione  televisivo H3G di Milano è allestita la regia full digital video e audio, con stazioni di editing, speakeraggio, ingesting e una regia luci. Sfruttando il sistema di trasmissione DVB-H, il Centro di Produzione gestisce la messa in onda dei  canali Tv de La3Sport, su cui si è avviata l’esperienza trasmettendo le partite casalinghe di Milan, Inter, Roma, Lazio, Torino, Atalanta, Livorno, Messina e Reggina, e tutti gli incontri di Serie B di Juventus, Napoli e Genova. Inoltre è stata organizzata la messa in onda di diversi programmi dagli studi di Milano dove La3Sport ha fttoa scendere in campo i suoi esperti per commentare, analizzare, vedere l’evolversi del campionato più bello del mondo in diretta sul videofonino. In produzione: “Tutti i goal minuto per minuto”, per collegarsi in diretta dagli stadi e commentare che con gli ospiti i momenti salienti e tutti i goal di serie A e B; “1,X,3” per aprire con leggerezza la giornata calcistica; “Champions Night”, già in onda tutti i martedì e mercoledì di Champions League con un pre-partita con le ultime dai campi, le formazioni ufficiali, le indiscrezioni, e un post-partita con commenti ed approfondimenti.

Oltre ai programmi sul calcio, La3Sport ha anche trattato varie esclusive, tra le quali quelle per la trasmissione dei campionati mondiali di motociclismo, di tennis ed altri eventi sportivi di importanza internazionale. Nel suo ruolo di partner progettuale Frame ha seguito sia la fase di pianificazione che di allestimento tecnologico di tutto il sistema, occupandosi sin dall’avvio del progetto anche della. gestione quotidiana del centro di produzione con uno staff di tecnici qualificati.