Il mercato coreano del video su terminali mobili è in crescita

 

di Martyn Green

 

Lo standard utilizzato in Sud Corea per trasmettere la tv su cellulari, PDA e financo in unità Gps per auto predisposte per il T-DMB è veramente decollato, o così sembrerebbe. Conosciuto con il nome di T-DMB, il sistema ha potuto contare, nel Paese asiatico, sulla vendita di circa un milione di terminali negli ultimi otto mesi. Kim Young-Seok, un ingegnere dell’emittente televisiva sudcoreana MBC Television, spiega che il T-DMB è derivato dalla tecnologia DAB, lo standard nato in Europa per la trasmissione radiofonica digitale. “Il DAB offre sia il servizio audio che il servizio dati e noi inseriamo i nostri contenuti video in cima al formato dati. Noi offriamo sia l’audio digitale che i servizi video, nonché alcuni servizi dati, quali le informazioni sul traffico, che chiamiamo “T-Pac” (è il nome dello standard per le informazioni sul traffico) e che inseriamo sopra al DAB. T-Pac è un servizio standard con cui un broadcaster può inserire qualunque tipo di dato sul T-DMB. Il data-rate totale di ciascun ensemble DAB in Corea è di circa 1 Mbps. “Quella di come organizzare e dividere la banda  è una questione gestita direttamente dall’operatore di rete – dice Kim – Si possono avere solo servizi audio, oppure audio, video e dati. Circa la metà della banda, ovvero 544 kbps, viene utilizzata per il video. Più o meno il 30-35 percento, ovvero 300-400 kbps, va nel servizio audio, mentre circa 160 kbps vengono impiegati per i servizi dati quali il traffico, news, informazioni finanziarie, ecc.” L’informazione video è adatta a schermi con risoluzione Vga di meno di sette pollici di diagonale. “La qualità è buona per telefoni mobili, ma se guardate il video su uno schermo da sette pollici, la qualità non è un granché. Crediamo che il mercato di massa per il DMB sia rappresentato dai telefoni mobili, che hanno schermi più piccoli rispetto a quelle dimensioni. Dobbiamo però anche considerare i ricevitori da auto, dove le dimensioni degli schermi sono maggiori, sebbene vi siano alcuni visualizzatori per tv mobile stand alone già disponibili. Attualmente vi sono già sette canali video DMB disponibili a Seoul, , sebbene molti programmi siano gli stessi normalmente trasmessi dalla tv tradizionale. A quanto afferma Kim, la MBC sta pianificando di incrementare il numero di programmi specifici per il DMB. La MBC ha iniziato un servizio T-DMB regolare a dicembre dello scorso anno; attualmente vi sono cinque service provider, con uno di essi che offre due canali, per un totale, appunto, di sette diversi programmi disponibili. Ma, sebbene i canali siano spesso gli stessi trasmessi normalmente in ambito broadcast, gli annunci commerciali trasmessi ai terminali telefonici sono differenti.

“Vi è anche un altro tipo di DMB, l’S-DMB – spiega Kim – per esempio il telefono mobile Samsung Anycall può ricevere entrambi i sistemi. Ma l’S-DMB funziona con l’abbonamento; i flussi di dati sono diversi – il T-DMB ha un data-rate più elevato dell’S-DMB, sebbene non sia facile rilevare la differenza in termine di qualità video. La grande differenza tra i due sistemi è nel frame rate; con il T-DMB si hanno 30 frame al secondo, mentre con l’S-DMB si hanno solo quindici frame al secondo. Anche in questo modo il risultato è abbastanza guardabile – e gli utenti hanno sino a 12 canali video da cui scegliere con il servizio satellitare. Inoltre la ricezione è migliore, dato che i service provider hanno investito una quantità di denaro nei loro sistemi. infatti, poiché essi dispongono di una certa quantità di gap-filler nella capitale, essi possono garantire in quelle aree una ricezione pressoché perfetta. Inoltre, questi servizi hanno copertura nazionale, mentre il T-DMB serve solo l’area metropolitana di Seoul. Ai sistemi S-DMB e T-DMB vi è però collegato un problema. Kim sostiene che in Corea sono gli operatori di telefonia mobile che distribuiscono i terminali o i ricevitori. SK Telecom, o SKT, è il principale operatore di telefonia mobile del mercato coreano. E, come TU Media, essi sono anche il maggior azionista dell’S-DMB.

“Così, naturalmente – dice Kim, essi non sono felici d vendere telefoni mobili per il DMB terrestre. Essi preferirebbero vendere telefoni mobili per DMB satellitare, ma se essi desiderano vendere telefoni, debbono includere la possibilità di impiego su reti terrestri. Frattanto, per migliorare la ricezione S-DMB, la SKT ha installato numerosi piccoli gap filler dove già ha i propri trasmettitori per le reti di telefonia cellulare.

 

Forze di mercato

Nel caso del T-DMB, i broadcaster convenzionali stanno utilizzando i loro attuali trasmettitori ad alta potenza collocati in cima alle montagne che circondano la capitale, assieme a ripetitori a bassa potenza. “Questo è conosciuto anche come sistema gap filler – spiega Kim – sebbene la potenzxa sia maggiore rispetto alle stazioni gap-filler per S-DMB. Vi è una grande differenza nelle frequenze utilizzate – noi stiamo utilizzando la banda VHF alta, ma l’S-DMB impiega la gamma dei 2,6 GHz, che significa che vi è anche una grande differenza nella pianificazione delle reti. Con frequenze così elevate, la propagazione è molto evanescente, il che significa che vi sono anche problemi con le costruzioni più alte, come abbiamo a Seoul. Così stanno pianificando una rete che è piccola, ma, dato che in VHF si lavora attorno ai 200 MHz, si ha una buona propagazione, anche tra gli edifici più elevati. I tradizionali broadcaster possono utilizzare sistemi di trasmissione di potenza elevata; così possiamo ridurre le dimensioni della rete. Sino ad ora abbiamo solo tre gap filler , sebbene abbiamo attivato la rete solo lo scorso anno; abbiamo tre stazioni trasmittenti ad alta potenza e circa 14 ripetitori televisivi a Seoul.” Nel frattempo, rendendosi conto che vi deve essere un mercato per terminali capaci di ricevere entrambe le tipologie di trasmissione, la Samsung ha sviluppato il cosiddetto “telefono mobile multi-DMB”. “Poiché il T-DBM è diffuso gratuitamente, né SKT né TU Media vogliono venderlo, in quanto esso sarebbe in grado di ricevere i concorrenti – spiega Kim. Comunque, vi sono altri due distributori  più piccoli, KTF ed LG Telecom, e se la SKT non vuole vendere telefoni mobili multi-standard, la gente ha comunque altre possibilità di procurarseli.” Così il primo operatore di telefonia cellulare della Corea, SKT, si è cacciato in una situazione dove sia che venda i terminali multi-standard, sia che non li venda, ha comunque da perdere. Nello stesso tempo, KTF ed LGT hanno iniziato a immettere sul mercato in modo molto aggressivo i terminali T-DMB già dallo scorso anno, ma la SKT ha aspettato sei mesi e si è quindi resa conto che non avrebbe potuto attendere ulteriormente in quanto erano già stati venduti numerosissimi terminali T-DMB. Ma la gente preferisce vedere i contenuti video solo a pagamento offerti dal servizio satellitare di TU-Media? Spiega Kim: “Attualmente sono oltre 650mila le persone che stanno usando in tutta la nazione telefoni S-DMB, a confronto con i 350mila utenti dei telefoni T-DMB dell’area metropolitana di Seoul. E la SKT non vuole vendere il telefono multi-DMB con la funzione T-DMB abilitata (infatti l’ha bloccata), così è possibile solo vedere trasmissioni in S-DMB. Perciò, sino ad oggi, gli utenti possono solamente usufruire di uno o dell’altro servizio, non di entrambi. I produttori di telefoni mobili vogliono naturalmente sviluppare telefoni con entrambi i sistemi, ma i service provider non vogliono che i loro clienti siano in grado di guardare i servizi offerti dai loro concorrenti. E in Corea del Sud, dato che i telefoni mobili sono venduti solamente dai service provider, non possiamo rifornirci da altre fonti. Kim prosegue poi dicendo: “A oggi garantiamo più o meno la copertura completa delle linee metropolitane – abbiamo iniziato a dicembre e terminato il progetto in giugno. Ma vi sono numerosi ricevitori T-DMB installati nelle auto – quel tipo di mercato è iniziato prima rispetto al mercato dei telefoni mobili – e ora si può avere una buona ricezione di tali segnali in quanto la ricezione avviene comunque all’esterno. La copertura delle linee della metropolitana è stata ritardata in quanto i broadcaster hanno avuto talune difficoltà nel condurre i negoziati con la società di gestione delle metropolitane, in quanto era richiesto un pagamento per l’impiego della loro infrastruttura. “Per circa metà delle linee metropolitane non abbiamo potuto usare nessuna delle infrastrutture già esistenti per i ripetitori di telefonia mobile, ha detto Kim. Abbiamo dovuto installare LCX, ovvero cavi coassiali fessurati in quanto in quelle linee non ve n’erano, poiché venivano utilizzati sistemi d’antenna per le chiamate telefoniche. Il costo complessivo dell’operazione è stato di circa 20 miliardi di won coreani (circa 18 milioni di euro). Ad ogni modo, i costi sono stati suddivisi tra sei ensemble televisivi – noi, la KBS, la SBS e tre nuovi entranti, YTN, un canale di news, U-1 e Korea Media.

Con riferimento allo standard cinese proprietario per il T-DMB, Kim ha detto: “La principale differenza sta nella larghezza di banda , in quanto nel T-DMB tale valore è lo stesso del DAB, che usa circa 1,5 MHz di banda. Con la tv, la larghezza di banda minima è di 6 MHz, mentre la Cina impiega 8 MHz per canale. In Corea utilizziamo i canali televisivi, ma con una larghezza di banda di 6 MHz noi li separiamo in tre parti, per tre ensemble T-DMB.” La Cina può avere  una maggiore efficienza, ritiene Kim, in quanto utilizza uno standard più nuovo, non basato sul DAB “così loro possono usare una tecnologia allo stato dell’arte”. Il DMB è di per sé uno standard che fa uso di una tecnologia abbastanza datata. In Cina hanno chiamato il loro standard per le trasmissioni digitali DMB che comprende il servizio DAB e il servizio di televisione digitale. “Se lo vogliono, può essere anche utilizzato con la tv satellitare, sebbene sino a oggi stiano impiegando il DVB-S, che è lo standard satellitare europeo. Il DMB-T comprende sia i servizi audio che quelli video. E’ molto diverso dal T-DMB” spiega Kim.  Frattanto, aggiunge, “la Corea si è affidata  all’ATSC come standard per la tv digitale terrestre e abbiamo ora praticamente terminato l’installazione della rete di trasmissione a livello nazionale. Il problema è naturalmente che non vi sono molte persone che hanno comprato televisori digitali – solo circa il sei percento della popolazione ne possiede uno. Così tutti noi broadcaster, il Governo e il Ministro dell’informazione e delle comunicazioni stiamo lavorando assieme per promuovere la diffusione della tv digitale. Ma, per quanto riguarda il T-DMB e i ricevitori mobili, il futuro promette certamente bene.