DOSSIER
AUDIOVISIVO OVER IP
Il futuro del playout sta
nei contenuti
Supponiamo di catapultarci nel 2015. Siamo ormai lontani dallo data di spegnimento definitivo della televisione analogica e da qualunque ricordo della vecchia, cara televisione in definizione standard, mentre l’HDTV è ormai una realtà consolidata su schermi a LCD, probabilmente con risoluzioni attorno a 1080/50 o 60p. Vi sono diverse nuove generazioni di set top box tuttofare, mentre il D-Cinema è ampiamente accettato dai cinefili. Qualunque oggetto legato ai consumatori viene attivato vocalmente o al tatto. Con la crescita della gamma di prodotti video per l’utenza finale – le strade sono quelle di connettere i set televisivi standard alla IPTV tramite larga banda, PDA, dispositivi mobili 3G e Mp3 video – anche il playout, ovvero la messa in onda cambierà oltre ogni immaginazione. E mentre attendiamo un ambiente completamente privo di nastri – non sarà senza dischi o senza UMD – ma i dispositivi saranno abbastanza piccoli da poter essere tenuti in tasca.
Il diritto ai contenuti
Non è sorprendente che questo significhi che tutti i possessori e produttori di contenuti dovranno comprendere la necessità di inviare i propri programmi a una più grande varietà di media e, in molti formati differenti. Ridefinire il materiale esistente o archiviare i contenuti sta inoltre diventando uno dei maggiori impulsi di carattere economico. Vedremo broadcaster costruire e integrare nuove communities di utenti, usando nuove piattaforme media (o anche vecchi media) quali l’IPTV e la Tv mobile per aiutare ad attirare gli utenti verso la loro programmazione. Per fare ciò i broadcaster adotteranno la filosofia del “un originale si adatta a tutte le future applicazioni”, sia questa la riproduzione di un clip su un telefono mobile o la trasmissione di una semplice immagine per l’HDTV. Non vi è dubbio che questa filosofia richiederà di accettare alcune sfide, a partire dalla complessa questione della gestione digitale dei diritti (DRM, Digital Rights Management). Al momento, è difficile vedere come la tecnologia si raffronterà correttamente con le diverse problematiche legate alla gestione dei diritti in quanto vi sono milioni di variabili. In un mercato lineare, dove i meccanismi di distribuzione sono perfettamente conosciuti, tale complessità risulta quantomeno gestibile. In un mercato di tipo “senza dischi” (ovvero senza supporti fisici di distribuzione e, dunque, immateriale -NdT) è molto difficile capire come tutto ciò possa funzionare. Auspicabilmente prevarrà il senso comune e noi tutti lavoreremo assieme, convergendo su un modello “autoregolato” dove ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Ma tutto ciò richiederà un nuovo modo di pensare a partire proprio dai detentori dei diritti. Per i distributori di playout ci aspettiamo che ci si focalizzi maggiormente sull’integrazione di applicazioni e sulla consulenza intellettuale e meno sulle singole piattaforme hardware. Non appena i proprietari di contenuti verranno a patti con la velocità di cambiamento dell’impiego e della distribuzione dei media, essi vorranno gestire direttamente la piattaforma per i ridotti costi della tecnologia, ma si avvarranno della collaborazione di specialisti esterni per la conoscenza e competenza che essi portano. Ma forse i broadcaster si focalizzeranno più sulla loro specializzazione e lasceranno i consulenti di playout a possedere e gestire direttamente le piattaforme. L’alta definizione con il “suono surround di qualità professionale” (e oltre) saranno la norma dato che i broadcaster tenteranno di produrre e mettere in onda le immagini più nuove. Ciò stimolerà l’incremento della domanda da parte dell’utenza finale di televisori più sofisticati ed economici. Mentre soggetti quali Sky, Discovery, HBO, la BBC ed ESPN dimostrano già chiaramente le proprie ambizioni per l’alta definizione, la maggioranza degli altri broadcaster si trova allo stadio del “dobbiamo essere pronti all’HD”. Nel 2015 senza dubbio ci guarderemo indietro e citeremo il Blu-ray, i Mondiali di Football e di Rugby e i Giochi Olimpici di Bejing come degli “acceleratori” del mercato HD. L’unica grande cosa che permettrà concretamente un grande balza avanti sarà la nuova tecnologia di realizzazione delle batterie, in quanto questa abiliterà in maniera sostanziale la mobilità. Non vi è ragione per cui la televisione domestica del futuro non possa alimentarsi tramite una batteria e la batteria in sé si collegherà alla rete solo quando necessiterà di essere ricaricata. La batteria deve essere compatibile con l’ambiente, avere una vita sufficientemente lunga ed essere ricaricabile in un modo semplice (come mettere l’acqua in un ferro a vapore o versare il caffé in una tazza) tale da non complicare inutilmente la vita.
Ma, nonostante tutti i nuovi sviluppi su come gli utenti orientano la domanda di nuovi contenuti veicolati attraverso piattaforme innovative, ci aspettiamo che diverse cose rimangano pressoché uguali a oggi. Non pensiamo ad esempio che il broadcasting lineare scomparirà completamente, ma esso diventerà semplicemente uno della miriade di opzioni disponibili per intrattenere i consumatori. Ciò che l’industria del broadcast (e in particolare i fornitori di playout) hanno bisogno di fare è di capire e di essere costantemente sulla cresta di questi cambiamenti.
Sfide future
Nel 2015 la tecnologia supporterà gli sviluppi del mercato; ma i livelli di preparazione richiesti dalla gente che lavorerà in questo settore nei prossimi dieci anni non sono ancora chiaramente definiti. Questa è forse la sfida pià grande, in quanto il broadcast non sarà più adagiato in una nicchia protetta. L’industria necessita personale con un’ampia gamma di conoscenze nel campo del broadcast, dell’IT, delle reti e dei cosiddetti “new media”. I tradizionali confini tra i “tecnici” e i “creativi” si confonderanno significativamente. Il playout era inteso come tv playout quando ho iniziato alla BBC come tecnico di trasmissione negli anni ‘70. Nel 2015 tutto ciò di cui avrete bisogno saranno i contenuti, e il mondo potrà essere dovunque vogliate che sia. (Bob Gentry - Senior Vice President della Ascent Media Network Services Europe).
L’IPTV va in Mpeg-4
Il lancio del bouquet televisivo di MaLigne “Le Bouquet TV” è stato un grande passo per la società partecipata dalla France Telecom. Al suo debutto, avvenuto lo scorso mese di febbraio, sono stati offerti trenta nuovi canali esclusivi, veicolati attraverso le connessioni a larga banda degli abbonati direttamente sui televisori degli stessi, oltre al primo servizio di registrazione televisiva basato su ADSL e una nuova guida ai programmi elettronica (EPG). Da notare che l’EPG ha consentito agli utenti di vedere sette canali “esclusivi” interamente dedicati alle Olimpiadi simultaneamente, un servizio questo che verrà presto esteso agli altri incontri di calcio e ai French Open di tennis. La stessa MaLigne Tv, citata dal suo fornitore come “l’unico pacchetto televisivo digitale completo sul mercato” ha debuttato a Lione nel dicembre del 2003. Oggi dichiara di avere oltre 200mila abbonati in tutta la Francia che accedono ai 200 canali offerti ai suoi partner TPS, CanalSat e Canal+. Vi sono tre grandi differenze tra il lancio di quest’anno di “Le Bouquet” e l’esordio di MaLigne nel 2003. Rispetto agli esordi, questa volta France Telecom sta:
1) fornendo un proprio line-up di programmi;
2) gestendo un centro di controllo 24/7;
3) offrendo un’opzione interattiva, in base a quanto affermato da Bernard Schwarz, il responsabile dello sviluppo IPTV internazionale della società.
“Alla fine di quest’anno - ha detto Schwarz - il multicast pieno diventerà “dinamico”, così che gli abbonati saranno in grado di guardare uno spettacolo e registrarne un altro nello stesso momento, oltre che vedere diversi programmi sui diversi televisori di un appartamento”.
L’MPEG-4 in azione
Elemento chiave del progetto, secondo Schwarz, è stato l’impiego integrale del trasporto con protocolli Internet (IP in sostituzione dell’ATM); XNMP, un protocollo di gestione della rete basato su XML per l’aggiornamento dei set top box e il Real Time Streaming Protocol, che consente il cambio dei canali nei meccanismi costituiti dal Digital Subscriber Line Access Multiplexer (DSLAM). Schwarz ha spiegato che gli stessi cambiamenti di contesto (da canale a canale oppure all’interno di un’EPG) richiedono meno di due secondi per avere effetto. Il cambio dall’EPG a un canale dovrebbe richiedere circa il doppio del tempo. Ma nella lista dei cambiamenti visibili vi è certamente in testa la compressione Mpeg-4, che migliora immediatamente la qualità del servizio oltre alla sua portata. “I segnali video richiedono meno larghezza di banda per transitare sulla linea telefonica rispetto a quanto non richiedano con la compressione Mpeg-2; più lontano un utente vive dalla centrale di commutazione telefonica, minore è la banda disponibile, dato che il segnale perde gradualmente di intensità e la linea stessa diventa più rumorosa.” Schwarz ha aggiunto che “Possiamo raggiungere il 25 percento in più di utenti – usando l’MPEG-4 – senza ulteriori sviluppi nella tecnologia DSL. Contiamo di ottenere un miglioramento del 50 percento, rispetto all’Mpeg-2, entro il prossimo anno.” Molti utenti utilizzano attualmente il servizio Adsl, che offre velocità sino a 8 Mbps. Ma tutto ciò sta cambiando. “Un numero sempre maggiore dei nostri clienti è ora appoggiato alle nuove linee ADSL2 e ADSL2+, che garantiscono velocità sino a 18 Mbps. Nei prossimi mesi testeremo delle soluzioni FTTH e VDSL con 2000 utenti nell’area parigina, che dovrebbero consentirci velocità sino a 100 Mbps.”
Set top box in HD per i Mondiali di calcio
France Telecom si è impegnata al fine di poter inviare ai propri utenti (almeno ad un gruppo test) i primi set top box IP al mondo in alta definizione prima dell’inizio dei Mondiali di calcio, lo scorso giugno. Al momento della redazione di questo articolo, precedente l’evento, alcuni clienti avevano dei set top box in definizione standard Sagem ITAD80 IP MPEG-4; altri utenti usavano modelli in MPEG-2 sempre della Sagem e della Thomson. I modelli ITAD80 vengono controllati da un decoder su singolo chip con accesso condizionato incorporato fornito dalla Viacess, una società controllata da France Telecom specializzata nella protezione dei contenuti digitali. Su questi decoder è stato abilitato “Mon Magneto”, ovvero la funzionalità di registrazione dei programmi trasmessi. Schwarz intenderebbe avere Mon Magneto collegato alla sua guida ai programmi elettronica nei prossimi mesi, cosicché gli abbonati possano guardare un programma e registrarne un altro. Un’altra società controllata da France Telecom, Globecast, specializzata nella gestione e nella distribuzione di contenuti, è stata funzionale nel rendere interoperabili gli encoder e i set top box, effettuando test sulle apparecchiature e suggerendo le modifiche da apportare. La società ha inoltre progettato e gestisce la nuova stazione di controllo di Parigi. “Mettiamo tutta la nostra conoscenza nella progettazione di stazioni di controllo per soddisfare le richieste di France Telecom e farle collimare con l’IP e la tecnologia DSL” ha detto Jean-Denis Vigato, direttore dello sviluppo prodotti e innovazione a Globecast-. Il segnale video viene inviato in multicast dalla stazione di testa attraverso la rete IP principale di France Telecom sino a un ECI DSLAM. Il protocollo IGMP viene usato per selezionare il canale che verrà inviato dal DSLAM ai set top box tramite una connessione su doppino di rame. Per la stazione di testa sono stati scelti degli encoder Tandberg EN5930 Mpeg-4, accoppiati con un gateway Scientific Atlanta D9600, che ha adattato lo stream MPEG alla rete IP di France Telecom”.
“Un mux non era sufficiente, così abbiamo dovuto aggiungere un nuovo Tandberg MX5600 - ha detto Vigato della Globecast, aggiungendo che - altri due mux sono stati inseriti per garantire la ridondanza del servizio”. Lo stesso Vigato ha anche aggiunto che i dipartimenti di ricerca e sviluppo di France Telecom e di Globecast hanno progettato uno strumento – IneoQuest – per monitorare l’Mpeg-4 in uno stream IP, dato che non esisteva un siffatto prodotto sul mercato. La soluzione replica il portale usato dagli abbonai per testare il video su ciascun canale. Questo ultimo strumento unisce una vasta gamma di tecnologie impiegate da France Telecom, tra le quali Witbe Rebots della società di monitoraggio IP Witbe (www.witbe.net), che simula l’esperienza dell’utente per misurare i parametri quali il cambiamento di canale, la qualità video e la disponibilità di un determinato servizio”.
Prospettive future
France Telecom e Globecast stanno attualmente predisponendo il sistema per l’Hdtv e le più avanzate capacità di registrazione, mentre si migliorano le prestazioni di banda. Le due società lanceranno inoltre una seconda stazione di controllo a Madrid.
RadioNet: la rivoluzione
della radio su Internet continua
Tempo fa ci eravamo soffermati sull’arrivo, a lungo atteso negli USA, di apparecchi radiofonici che consentissero l’ascolto di trasmissioni in rete senza la necessità di utilizzare un computer. Abbiamo già parlato della Wi-Fi Radio della Acoustic Energy e della WebRadio prodotta dalla Solutions Radio; questo mese continuiamo a dare un’occhiata al mondo dei ricevitori su Internet cominciando con l’impressionante Roku SoundBridge Radio.
Roku
Labs SoundBridge
La SoundBridge Radio è la versione con altoparlanti aggiunti del Roku SoundBridge Network Music Player (NMP). Progettata per riprodurre musica digitale memorizzata su Pc oltre che per accedere alle radio su Internet senza necessitare di un Pc connesso in rete, la gamma SoundBridge ha stimolato la fantasia del mercato. Infatti “a oggi sono stati venduti oltre 50mila NMP-dice il Ceo della Roku Labs Anthony Wood-. Dato il successo già ottenuto dall’NMP, probabilmente l’unica cosa che aveva senso fare era di inserirlo in un alloggiamento che si presentasse come un classico radioricevitore, con tutte le tradizionali caratteristiche di un normale tuner”. Il risultato di questa operazione, la SoundBridge Radio, è in grado di “sintonizzare 10mila stazioni senza fili- dice Wood-, sia collegando la SoundBridge Radio a una rete 802.11 b/g attraverso un router WiFi o semplicemente sintonizzando le stazioni in Am o Fm. Abbiamo costruito la versione radiofonica del SoundBridge per raggiungere il mercato di massa, in quanto ci siamo resi conto che vi sono molte persone che non riescono a capire il motivo per cui dovrebbero acquistare una Internet radio priva di altoparlanti. Creando una Internet radio che funziona in maniera convenzionale, abbiamo messo una pietra miliare sulla streda del Web audio, in una forma che è molto simile a quella di un classico ricevitore analogico da tavolo.”
Simile, sì, ma non uguale: le caratteristiche offerte dalla SoundBridge Radio vanno ben oltre quelle che fornisce una qualunque radio Am/Fm. Oltre a sintonizzare migliaia di stazioni radiofoniche su Internet, con le informazioni mostrate sul display fluorescente VFD posto sulla radio stessa, questo apparecchio può anche acquisire e riprodurre una collezione musicale su Pc mostrandola ordinata per genere, brano, album, artista o compositore. Inoltre, la qualità audio è assolutamente comparabile a quella della maggior parte dei ricevitori analogici di fascia alta, grazie ai particolari altoparlanti stereo “Linear Magnetic Drive” e a un potente subwoofer con design Delta Tunnel. L’apparecchio dispone inoltre di un orologio atomico incorporato e di uno slot per schede SD/MMC per riprodurre direttamente i file musicali dalle flash memory cards. Insomma, questa SoundBridge Radio è una impressionante “Audio Machine”.
Onkyo NetTune NC-500
Mentre l’Onkyo NetTune può sembrare un convenzionale tuner sterofonico, in realtà è tutto tranne che quello. Invece, l’NCC-500 è un vero ricevitore radio su Internet che si collega al web mediante una porta Ethernet incorporata. Collegate l’NCC-500 a una rete domestica et voilà, si può subito accedere a tutti i file musicali disponibili su un Pc per la riproduzione tramite l’impianto stereo di casa. L’NCC-500 può anche ricevere le stazioni radio Am e Fm e dispone di appositi connettori a clip per collegare i diffusori direttamente al ricevitore, oltre che di porte Rca per l’integrazione con un sistema di home enterteinment. È anche possibile navigare attraverso una collezione musicale e attraverso le stazioni radio disponibili su Internet utilizzando come monitor un apparecchio televisivo opportunamente collegato, grazie a una porta OSD “On Screen Display”.
Sonos Music System
Delle tre piattaforme di Internet radio che vediamo in questo articolo, il Sonos Multi Zone Digital Music System è probabilmente la più innovativa. Invece di utilizzare la classica forma di un a radio o di uno stereo casalingo, il Sonos usa un telecomando senza fili (Sonos Controller) con la rotella per lo scroll, schermo LCD e un box rettangolare in alluminio chiamato Sonos ZonePlayer. Equipaggiato con un amplificatore stereo da 50 W e connettività WiFi, ZonePlayer preleva l’audio da un massimo di 16 computer o direttamente dal Web e lo riproduce attraverso qualunque altoparlante o diffusore sia collegato a esso. L’architettura del sistema Sonos rende possibile installare sino a 32 ZonePlayer separati in una stessa casa, con ciascuno che riproduce differenti brani. Oppure gli ZonePlayer ZP100 possono essere organizzati in “zone” (da qui il nome) così che mentre in soggiorno, in cucina e in sala da pranzo viene riprodotta una sorgente audio, nella camera da letto al piano sopra ne viene riprodotta un’altra. Il sistema crea inoltre una rete proprietaria denominata “Sonos MESH”, che assicura la riproduzione sincronizzata in tutta la casa senza rubare banda dal router wireless locale. Grazie all’interfaccia grafica del controller Sonos, tutti gli ZonePlayer possono essere controllati utilizzando un unico dispositivo senza fili. Ora sembra sia proprio arrivato il momento che qualcuno si metta a sviluppare una Internet radio per l’automobile... (James Careless, editorialista di RadioWorld US)