SUONO&STUDIO
L’intelligibilità del parlato negli studi radiofonici
I primi studi sulla intelligibilità del parlato furono promossi per valutare e migliorare la qualità dell’ascolto in ambienti rumorosi, nei collegamenti radio e telefonici, nella percezione di avvisi di allarme. Una semplice valutazione dell’acustica di una sala, a riguardo della comprensione del parlato, può essere condotta attraverso il metodo diretto, che consiste nel ricavare il numero delle parole riconosciute correttamente da un ascoltatore in rapporto al numero totale di parole pronunciate da un oratore. Questa percentuale di riconoscimento delle parole corrette sul totale è stato il primo indice definito e normalizzato per giudicare la qualità dell’ascolto in una sala. Per intelligibilità s’intende dunque il rapporto, espresso in percentuale, tra il numero delle frasi correttamente comprese e il numero delle frasi pronunciate durante una normale conversazione. Il metodo con cui è definita l’intelligibilità della parola, è oggetto della norma ISO TR 4870. Per intelligibilità soddisfacente s’intende una comprensione corretta delle frasi con percentuale non inferiore al 95%. Per superare questo indicatore diretto ma soggettivo, legato cioè ad una indagine psico-acustica realizzabile su un campione di persone, sono stati effettuati molti studi per definire indici di valutazione della qualità dell’ascolto della voce attraverso la misurazione di parametri acustici oggettivi, con metodi e criteri di valutazione normalizzati. Queste ricerche hanno condotto alla introduzione di alcuni indicatori, tutti derivanti da uno stesso principio che vuole la comprensibilità della parola, in ciascun punto dell’ambiente di ascolto, legata al rapporto pesato tra intensità del segnale utile e intensità del rumore di fondo. La riverberazione del locale, la distorsione del segnale amplificato, l’effetto del mascheramento uditivo etc. sono concetti che possono essere trattati come fonti di disturbo nella ricezione del segnale; sono inseriti nel calcolo degli indici o come fattori correttivi o come parametri di funzioni analitiche utilizzate per i diversi test. Fra questi indicatori spicca l’indice di trasmissione della parola STI (Speech Transmission Index, Houtgast, Steeneken), definito dalla norma IEC 60268-16 attraverso la funzione di trasferimento della modulazione MTF (Modulation Transfer Function) ricavato inviando in sala segnali con ampiezza modulata al 100%. Per avere tutti i valori della MTF che concorrono alla definizione dell’indice STI, occorre completare una matrice di 14 indici di modulazione per le 14 frequenze modulanti e relative a 7 frequenze portanti di rumore filtrato per bande di ottava da 125 Hz a 8000 Hz. La valutazione della bontà della sala per l’intelligibilità della parola è riportata nella proposta di norma ISO 9921 – anno 2002. Vengono fissati cinque livelli di qualità caratterizzati dai valori dell’indice STI, rispettivamente: “eccellente” se l’indice STI è maggiore di 0,75, “buona” per valori dello STI compresi fra 0,75 e 0,60, “accettabile” se compresi fra 0,60 e 0,45, “scadente” se l’indice ha valori fra 0,45 e 0,30 e “cattiva” se il valore di STI è inferiore a 0,30. Nello scorso articolo (n°6 del 2005) si è messa in evidenza l’importanza della risposta all’impulso (definita per ogni coppia di punti sorgente – ricettore) come metodo prioritario di indagine delle caratteristiche acustiche di un ambiente dedicato alla produzione e l’ascolto della musica e della parola. Non è possibile in questa sede enunciare i complessi metodi analitici e sperimentali che portano alla determinazione della risposta all’impulso, ma è importante sapere che anche l’indice di intelligibilità STI può essere da essa dedotto. Gli studi radiofonici necessitano di un elevata intelligibilità del parlato, in quanto la quasi totalità degli eventi acustici che si svolgono in essi coinvolgono il parlato (DJ, conduttori di trasmissioni, interviste) in quanto le tracce musicali sono già presenti su un supporto audio, dal quale sono direttamente inviate on air senza coinvolgere l’acustica dell’ambiente. Come esempio si può citare l’analisi svolta nei nuovi studi di Radio 101, realizzati dalla S-M, in via Ventura a Milano. Al fine di valutare i risultati ottenuti si è svolta un’ampia analisi acustica delle varie sale, basata appunto sulla risposta all’impulso. In figura si può vedere la simulazione di uno speaker (il manichino binaurale utilizzato come sorgente). L’indice di trasmissione del parlato STI ottenuto in tutte le sale è stato decisamente elevato: nella sala “ON AIR 1” (quella più grande) è risultato pari a 0,90, corrispondente ad un giudizio sulla comprensione della parola “eccellente”. In tutte le altre sale lo STI aveva valori ancora superiori, a riprova del fatto che gli ambiente erano ottimi per lo scopo radiofonico per cui sono stati progettati.
Dr marco Fringuellino
Musicista ed Esperto di Acustica
Consulente della S-M di Pino Stillitano
www.s-m.it