Facciamo il punto sulla RTV mobile
La Tv su cellulare è l’attuale “Sacro Graal” dell’industria
di settore e soddisfa ciò che secondo i content è ciò di
cui abbiamo bisogno nella nostra vita a “quattro schermi”: cinema,
televisione, Pc fisso e telefono cellulare. Vediamo a che punto siamo, in questo
speciale attento alla situazione internazionale: esperienze, protagonisti e
outsider per capire se siamo già alla fase del decollo o ancora nella
palude dei test
Possiamo dire che la TV mobile è
il “Graal”, poiché dei 4 schermi che veicolano il video è
l’unico schermo che può stare sempre con noi, accompagnarci in
ogni momento della vita e della giornata. La logica ha probabilmente un senso,
specialmente se il consumatore sta nella fascia da 15 a 25 anni. Gli operatori
di telefonia mobile europei hanno già effettuato sperimentazioni in DVB-H
nell’arco di alcuni mesi ed è stato affermato che il DVB-H sarebbe
stato lo standard accettato per l’Europa.
“Non così” risponde la Qualcomm, la società
di tecnologia americana che offre una soluzione alternativa su piattaforma di
Tv cellulare, chiamata MediaFlo. Rob Chandhok,
vicepresidente dell’engineering e dello sviluppo marketing della Qualcomm,
ha recentemente ammesso che la sua società aveva più o meno concesso
che l’Europa sarebbe stata un mercato DVB-H, ma quella visione è
cambiata come risultato delle richieste delle compagnie telefoniche europee.
“Siamo stati tirati dentro”, ha detto. “Ora ci stiamo muovendo
in maniera molto aggressiva in Europa e saremo presenti in Asia già dall’inizio
di questo nuovo anno.” Ancora, Dermot Nolan, autore di
un nuovo report di Screen Digest sulle prospettive della televisione
digitale mobile, avverte che una guerra di diversi standard di TV cellulare
è molto probabile, dato che le tre principali tecnologie in competizione,
DVB-H, T-DMB e MediaFlo stanno combattendo per i loro formati.
“Numerose variazioni in ambito regionale porteranno a diseconomie, ovvero
a perdere il vantaggio dato dall’economia di scala. I costi di sviluppo
sono fenomenali e in aggiunta, le aspettative degli utenti per la TV sul telefonino
sono molto elevate”.
Se 15 secondi vi sembran
troppi
Nolan ha sottolineato come le varie tecnologie, che attualmente sono in fase
di test in varie parti del mondo, debbano essere consolidate: “Vi sono
rapporti che indicano che una recente prova condotta con lo standard DVB-H ha
dato come risultato che vi sono tempi di cambio canale di circa 15 secondi.
Se questo fosse realmente il caso, la tecnologia è già morta prima
ancora di nascere…”
Nolan ha anche dubitato che vi sia margine per tutti, ovvero che chiedere dieci
“qualcosa” (siano dollari, euro o sterline) per offrire un servizio
possa generare sufficienti utili da ripagare gli investimenti necessari a ottenere
contenuti in esclusiva. “Inoltre, siamo pronti per l’enorme impatto
sull’ambiente che molti operatori e i loro tralicci avranno sul territorio?”
Egli ha anche detto che gli operatori stanno lottando con i differenti modelli
di prezzo e di business e stanno decidendo se un modello totalmente gratuito
(come con il T-DMB usato in Corea) possa funzionare, piuttosto che un sistema
basato sulla fatturazione del bitrate o un mix dei due. “Ma le autorità
di regolazione vorranno comunque in qualche modo essere coinvolte”.
Un fatto acclarato relativo al DVB-H, almeno con i telefoni Nokia 7710, è
che i tempi di cambio del canale tuttora variano effettivamente da 15 a 22 secondi;
in altre parole, il DVB-H sarebbe pienamente nel territorio che potremmo definire
del… “morto affogato”! “Non è così”,
ha risposto il gruppo promotore del DVB, sostenendo che “oggi il DVB-H
è uno standard dell’ETSI e sono impegnate ben 25 società
per la stesura del rapporto finale del gruppo di lavoro per la validazione.
Non ci sono segreti”, ha enfatizzato il responsabile del gruppo tecnico
DVB, Ulrich Reimers.
Guardando poi al sistema MediaFlo della Qualcomm, Reimers ha rilevato che “sino
al 9 di settembre scorso, tutto quello che è stato reso pubblico è
stato semplicemente una presentazione in PowerPoint. Se si guarda al DVB-H e
al sistema MediaFlo, essi sono così simili negli elementi tecnici e nelle
caratteristiche offerte che ci si meraviglia di come sia potuto emergere un
sistema che è così vicino a ciò che il DVB ha sviluppato
nell’arco di diversi anni…” Dal canto suo, Chaudhok della
Qualcomm ha indirettamente replicato che MediaFlo dovrebbe avere un ritardo
di commutazione dei canali di circa 1 secondo, e dovrebbe poter offrire circa
il doppio dei canali a parità di larghezza di banda disponibile. “MediaFlo
verrà introdotto negli Stati Uniti a ottobre di quest’anno”,
ha promesso Chaudhok.
Sul problema dei tempi di commutazione, Reimers ha accettato che 1,5 secondi
(come richiesto da Qualcomm), sia un requisito necessario per il decollo del
sistema: “Il tempo di commutazione dei canali è una conseguenza
di come si costruisce il servizio. Nel nostro caso si tratta di un servizio
IP datacast, con gli slot di un servizio individuale inseriti in uno stream
a diversi intervalli. Il ricevitore si accende, riceve il suo elemento di servizio,
si spegne e aspetta il pacchetto successivo. Se cambio canale – ha proseguito
– sto quindi commutando tra diversi servizi, ma, poiché l’idea
è che l’intera topologia del mio trasporto IP sia contenuta in
ciascuno dei piccoli slot, il mio ricevitore dovrà avere una mappa di
come esattamente le cose sono state pianificate in un determinato periodo di
tempo. Se commutate dei servizi, potrete avere un ritardo temporale che dipenderà
da come tali servizi sono stati costruiti e implementati. Ma se il ritardo supera
un secondo e mezzo, allora non va affatto bene”. Ha poi aggiunto: “Dermot
Nolan dice il giusto quando sostiene che la commutazione tra i canali sia un
fattore chiave, ma nessuno con un po’ di cervello implementerà
mai un servizio con tempi di commutazione di 15 secondi”.
Altre prove, altri problemi
Nolan cita poi il recente test effettuato in Finlandia con TeliaSonera,
ampiamente ripreso negli ultimi tempi dalla stampa finlandese. Il test ha coinvolto
500 utenti che hanno realmente pagato circa 5 euro al mese per un bouquet di
canali. I programmi familiari della TV finlandese sono stati i più apprezzati,
seguiti dallo sport e dalle news. Gli eventi più visti sono stati un
incontro mondiale di hockey su ghiaccio, due gran premi di Formula Uno e un
incontro di calcio europeo. In fase di sperimentazione non sono mancate le lamentele:
alcuni utenti hanno rilevato che l’immagine televisiva non era abbastanza
chiara, in particolare nelle riprese sportive con rapidi cambi di inquadratura
e movimenti veloci. La ricezione è stata problematica negli interni e
gli utenti hanno trovato che ci vuole troppo tempo per cambiare canale. “Si
attendeva 15 secondi o anche più, in alcuni casi”, ha detto Pekka
Pesari, un responsabile sviluppo alla TeliaSonera. Egli ha anche ammesso
che vi era ancora molto lavoro da fare: “Anche se abbiamo condotto un
test pilota con successo, vi sono cose che devono essere migliorate. Ci potrebbe
volere ancora un anno o giù di lì prima che il servizio sia presentabile
commercialmente”.
La società di analisi di mercato Gartner Inc. è
scettica riguardo al fatto che le trasmissioni televisive in mobilità
decolleranno realmente. “La nostra ricerca suggerisce che l’interesse
nel video è piuttosto basso” ha detto Daren Siddali,
principale analista media alla Gartner. “E se il servizio dovesse decollare
– ha aggiunto - gli utenti saranno maggiormente interessati ai servizi
“on demand” che consentono loro di scaricare programmi da vedere
quando vogliono piuttosto che dover dipendere da un palinsesto televisivo.”
Alcuni problemi di terminale
Nolan sostiene che i terminali televisivi basati su telefono cellulare devono
essere leggeri, supportare il video AVC, in grado di utilizzare una semplice
antenna per ricevere il servizio e i sistemi devono comunque avere consumi di
energia molto limitati, inferiori a 100 mW.
La ricezione della TV mobile deve inoltre coesistere con le altre interfacce
senza fili presenti nel terminale, compresi i canali RF del cellulare, il Bluetooth,
il WiFi, ecc.; in paesi dove le reti GSM usano la banda dei 900 MHz (reti GSM900,
come, ad esempio, accade anche in Italia, n.d.t.), un servizio che utilizza
lo stesso terminale dovrà adottare frequenze inferiori a 700 MHz (canale
49 UHF) per evitare interferenze con il servizio GSM900 nello stesso terminale.
Questi limiti non si applicano alle reti GSM che usano le bande di frequenza
di 1800 o 1900 MHz (reti GSM1800/1900) o alle reti 3G co-residenti con la MDTV
nello stesso apparecchio.
Attualmente la durata delle batterie rimane l’aspetto più problematico;
tutti i moderni sistemi di TV mobile implementano tecniche di risparmio delle
batterie (time-slicing o bandwidth shrinking) e le nuove soluzioni di silicio
MDTV sono ottimizzate per consumi veramente bassi. Tuttavia, il problema perenne
della durata delle batterie verrà peggiorato dalla contemporanea presenza,
nello stesso terminale, di GPRS/Edge, macchina fotografica, giochi, radio e
lettore Mp3.
Una delle maggiori battaglie nel controllo d’accesso dei telefonini si
svolgerà, probabilmente, nella gestione della Guida Elettronica ai Servizi
(ESG), che vede come protagonisti-belligeranti i produttori di telefonini, gli
operatori nonché gli sviluppatori di API per l’ESG e per il middleware
della televisione digitale. I sistemi di TV digitale in mobilità, come
gli altri sistemi di Pay TV digitale, richiedono un accesso condizionale (CA)
e soluzioni di gestione digitale dei diritti (DRM). QUesta è un’altra
battaglia di controllo degli accessi dei terminali, che è particolarmente
sentita nel DVB-H dove sta avvenendo una lotta commerciale tra i produttori
di telefonini e i tradizionali produttori di CA per il DVB. A meno che i proponenti
del DVB-H non si accordino per risolvere tale disputa e scegliere una soluzione
CA/DRM che preservi la scala globale e le funzionalità del servizio attraverso
i confini, la competizione tra diversi standard rivali è destinata a
rimanere. (C.F.)
In UK, a Oxford, la TV mobile oggi è accesa e funzionante
Oxford è famosa per le sue “spire”, le curve del fiume Tamigi
che fluisce attraverso la città e che qui è chiamato “Isis”,
ma anche per la sua gente intelligente, per un letterario detective scontroso,
per le molte biciclette e, quasi incongruentemente, per i numerosi camion dei
fast food. Durante lo scorso mese di settembre, la città ha ulteriormente
incrementato la propria celebrità in quanto è diventata la sede
della prima prova di televisione su telefoni mobili effettuata
nel Regno Unito. Nella regione, 400 persone stanno prendendo parte a questo
progetto: un lavoro congiunto dello specialista in trasmissioni Arquiva,
del network provider O2 e del produttore di terminali mobili
Nokia.
La prova di Oxford sta offrendo agli abbonati di O2 che si sono volontariamente
messi a disposizione per il test, 16 canali trasmessi in standard
DVB-H. Il progetto segue un analogo test commerciale del DVB-H effettuato in
Finlandia e una valutazione tecnica effettuata a Berlino.
I partner tecnologici nella prova britannica hanno considerato, come tecnologia-veicolo
per i segnali televisivi, anche il 3G e il DMB (Digital Multimedia Broadcasting).
Standard a confronto
Dave Williams, direttore tecnico di O2, ha esordito spiegando
che il 3G è risultato “perfetto” per integrare coperture
e per canali di nicchia, quale parte di un servizio “on demand”:
mentre il 3G è in grado di trasmettere in streaming un numero illimitato
di canali televisivi attraverso servizi dedicati, esso può però
raggiungere solo un numero assai limitato diutenti per ogni 5 MHz di segnale.
Relativamente al DMB va premesso che coloro che hanno aggregato
le infrastrutture per Oxford hanno precedentemente visitato la Corea, dove il
grosso della tecnologia DMB è già stata installata e sviluppata.
Tale standard lavora sia su satellite che su etere terrestre, e trasporta da
12 a 24 canali in buona qualità in 8 MHz, con un numero illimitato di
utenti. Williams ha notato che comunque il DMB è stato visto come meno
performante rispetto al DVB-H e oltretutto ad oggi vanta meno supporto da parte
dell’industria. Anche i rilevanti consumi di energia e le questioni di
licenza sulle tecnologie hanno portato ulteriori punti a favore dei detrattori
di tale standard.
Dal canto suo il DVB-H può alloggiare da 16 a 32 canali
di buona qualità in una banda di 8 MHz, anche qui con un numero illimitato
di utenti. Williams ha commentato che il DVB-H è stato scelto in quanto
si è meglio adattato alle tipologie di materiale trasmesso dai broadcaster
e dispone inoltre di uno spettro frequenziale dedicato per ospitare i servizi
integrativi. In quanto derivazione del DVB-T vi è già una conoscenza
della tecnologia chiave e non vi sono particolari problemi relativamente alle
licenze e ai diritti di proprietà intellettuale.
Prove per due anni
Arquiva ha iniziato a lavorare sulla rete di trasmissione e ad effettuare test
nel corso del 2004. Terry Howard, capo dello sviluppo business
media alla Arquiva, ha commentato che c’è voluto del tempo per
identificare i migliori siti per i trasmettitori al fine di evitare interferenze
con i trasmettitori locali della BBC. È stata quindi costruita una rete
su singola frequenza (SFN), con otto trasmettitori Harris DVB-H
operanti sul canale 31 UHF e collocati in siti attorno alla città e nell’immediata
periferia. Le persone reclutate per le prove sono state scelte per rappresentare
uno spaccato della popolazione. Ciascuno utilizza un Nokia 7710 smart
phone che dispone di un coder H.263, in grado di produrre immagini
in 4:3 a 12,5 frame al secondo, la metà della normale velocità
utilizzata in ambito broadcast. Arquiva spiega che mentre tutto ciò non
è ad oggi così avanzato come si poteva sperare, in futuro vi saranno
certamente consistenti miglioramenti, anche con formati panoramici previsti
nelle prossime versioni. Howard ha commentato che lo scopo era quello di provare
il servizio piuttosto che i terminali, con l’idea di verificare più
il concetto in generale che non la tecnologia nello specifico. A causa di ciò,
è stato messo un particolare impegno nel creare un pacchetto che gli
utenti potessero trovare attraente. Così, l’attuale selezione di
canali comprende BBC1, BBC2, ITV1, ITV2, Channel 4, Five, BBC News 24,
Cartoon Network, CNN, MTV, Discovery Channel, Sky News, Sky Sports News, Sky
Travel, British Eurosport e Shorts TV.
Un pacchetto di tal genere soddisfa le aspettative dei canali in chiaro e di
quelli a pagamento.
Mordi e fuggi
Come primo fenomeno che è stato rilevato si segnala che molti degli utenti
hanno continuato a cambiare programma: in fondo questa modalità di fruizione
della TV si presta ad un “mordi e fuggi” che esaspera l’abitudine
allo zapping. Questa attitudine non nuoce in particolare ai canali di informazione
di tipo “hard news” e a canali quali Shorts TV: un programma progettato
proprio per questo nuovo stile di visione della TV che offre 450 ore settimanali
di commedie, mini-film e altro, ma sempre rigorosamente editato in clip da massimo
dieci minuti di durata. Howard ha osservato che la TV mobile potrebbe anche
essere ben utilizzata da gente che non ha impostato il proprio videoregistratore
per registrare un determinato programma e che, quindi, potrebbe guardare l’inizio
mentre è sulla strada per casa, e tutto il resto sul proprio teleschermo
tradizionale, una volta arrivato nel proprio appartamento. Una donna che ha
preso parte al test ha osservato che ha utilizzato il telefonino per guardare
la televisione a letto, dato che non ha un sistema di ricezione digitale in
camera da letto.
Le prove effettuate a Helsinki, in Finlandia, si sono basate sullo schema di
televisione a pagamento, ove gli utenti che hanno preso parte alla prova che
hanno pagato da 5 a 10 euro al mese per il servizio, in aggiunta a quanto essi
stavano già pagando per la pay TV esistente. In questo esperimento, il
41 percento del campione ha detto che potrebbe essere interessato a una completa
trasposizione della TV in ambito mobile. Secondo la ricerca di mercato commissionata
da Arquiva lo scorso anno, almeno il 50 percento dei britannici è invece
interessata a tali servizi. È previsto che le prove di TV mobile a Oxford
dureranno almeno sino alla primavera 2006. I telefonini sono stati dotati di
un programma che monitora che cosa viene guardato e quando, così si spera
che alla fine del test possa emergere una fotografia verosimile di come può
essere costituito il pubblico dei telespettatori della TV mobile. Rimanete sintonizzati
su Broadcast&Production per sapere cosa succederà! (Kevin Hilton)
Juize.FM felice di provare il DVB-H
In quanto manager “interattivo” di Radio 538, Dennis Kokkelink
non necessitava di una particolare opera di persuasione per partecipare a una
prova di radio su DVB-H. Quando l’operatore di telecomunicazioni olandese
KPN Telecom ha offerto alla stazione consorella di Radio 538,
Juize.FM, l’opportunità di unirsi alla prova sul
DVB-H, Kokkelink è stato rapido ad accettare. KPN, insieme alla società
di trasmissione Nozema, al licenziatario DVB-T Digitenne
e alla società di consulenza tecnica e di ricerche TNO
erano alla ricerca di partner affidabili che potessero offrire contenuti per
il test, finalizzato alla trasmissione di audio e video adattato ai piccoli
schermi.
Un’opportunità
extra
Secondo il responsabile marketing di KPN, Robbert Klein Twennaar,
la scelta della stazione hip hop & R&B Juize.FM è stata fatta
assai rapidamente. “Per offrire agli utenti-amici (ovvero a coloro che
hanno partecipato alla fase di test) un ulteriore incentivo ad utilizzare il
proprio telefonino Nokia 7710, stavamo cercando una stazione che non fosse già
ampiamente disponibile in FM, ma che potesse piacere alla stessa tipologia di
audience che apprezzava l’ascolto della radio attraverso il proprio terminale
mobile” ha detto. Juize.FM stava già lavorando con KPN mediante
la sua piattaforma di interattività per telefonini “i-mode”.
“Sappiamo che essi comprendono pienamente le possibilità di interattività
offerte da piattaforme quali l’i-mode o il DVB-H” ha detto Klein
Twennaar. Per Juize.FM, attualmente ricevibile via cavo, satellite, UMTS e Internet,
un lancio commerciale in DVB-H in Olanda sarebbe stata un’opportunità
aggiuntiva di raggiungere nuovi ascoltatori. “Al momento non disponiamo
di frequenze FM per Juize.FM e la nostra distribuzione via cavo e via satellite
non ci permetterà mai di raggiungere ascoltatori in automobile o a letto”
ha detto Kokkelink. Nel considerare le possibilità offerte dal DVB-H,
Kokkelink ha affermato di avere dei dubbi sullo standard Eureka-147 DAB. “A
parte il fatto che si tratta di una tecnologia ormai vecchia che utilizza un
metodo di compressione inefficiente – ha detto – sembra che il Governo
veda il DAB come un’altra opportunità per far pagare nuovamente
il settore, dopo che tutti assieme abbiamo pagato 320 milioni di euro per le
nostre licenze FM…”.
Ricavi da streaming
Un altro vantaggio che Kokkelink vede nel DVB-H rispetto al DAB è la
velocità con cui i ricevitori DVB-H potrebbero penetrare nel mercato.
“Il Regno Unito è l’unico paese dove vi è un qualche
tipo di penetrazione del sistema DAB, ma, anche lì, è difficile
trovare in ogni famiglia più di un ricevitore DAB.” Molta gente
sostituisce il proprio telefonino ogni pochi anni, dice Kokkelink, spesso senza
un reale costo percepito. “Quando gli operatori di telecom decideranno
di sponsorizzare i ricevitori DVB-H, questi si diffonderanno molto rapidamente.
Il successo dell’i-mode lanciato da KPN ne è la prova.” (Secondo
KPN, più di 50 milioni di persone utilizzano l’i-mode nel mondo,
sebbene la grande maggioranza di questi utenti sia in Giappone, dove tale tecnologia
è stata sviluppata.)
Alcuni pensano che gli operatori di telecom non sarebbero inclini a sponsorizzare
l’acquisto dei telefonini adatti a ricevere i segnali in DVB-H, dato che
tale standard potrebbe insidiare i ricavi che potrebbero essere generati da
stream audio proprietari. Secondo Klein Twennaar, comunque, altri modelli di
business potrebbero ben supportare il DVB-H accanto allo streaming.
“Anche con l’HSDPA (high-speed downlink packet access) non ci sarà
mai sufficiente banda per una massiccia richiesta. Noi pensiamo che vi siano
altre strade per generare guadagni e lo scopo di questo test non è solo
quello di vedere se il DVB-H sia tecnicamente possibile, ma anche di verificare
quali caratteristiche che generano traffico, vendite e, alla fine, denaro per
tutti i partner la gente andrà a utilizzare.” ha detto.
Se il percorso è quello indicato, Klein Twennaar ha detto che non vede
ragione per cui KPN non dovrebbe sponsorizzare i terminali DVB-H, visto che
le telecom già sponsorizzano telefonini dotati di fotocamere o ricevitori
FM.
Hyperlink su schermo
Provando il Nokia 7710 sulle autostrade attorno a The Hague,
Kokkelink ha rilevato alcuni limiti del telefono sperimentale e più in
generale dello standard DVB-H. Mentre con il servizio FM/GPRS Nokia
Visual Radio, gli hyperlink a video vengono periodicamente rinfrescati
(e, dunque, si aggiornano)i link forniti con il segnale DVB-H attraverso la
Electronic Service Guide (la guida elettronica ai programmi) vengono aggiornati
una sola volta al giorno, limitando le possibilità commerciali di generare
vendite, opzioni di feedback sui singoli programmi e incentivi al download.
Inoltre, il chipset installato nei telefonini sembra essere un po’ troppo
lento per rapidi cambiamenti di scena a video. Ma, mentre le immagini video
di programmi televisivi, durante il test mostrano a volte delle interruzioni,
il segnale di Juize.FM arriva forte e chiaro. “Se solo potessimo creare
una connessione Bluetooth con l’impianto stereo dell’automobile...”
ha affernato Kokkelink. Mentre le autorità olandesi vedono ancora il
DAB come la logica evoluzione dell’FM, la questione è se l’introduzione
del DVB-H, unita con una produzione di massa e la conseguente penetrazione dei
ricevitori DVB-H metterà in ombra il processo di roll out iniziato a
metà degli anni ’90. A differenza del DAB, la richiesta per la
radio su DVB-H potrebbe essere stimolata dal sostegno e dalla promozione della
tecnologia da parte dei broadcaster televisivi e delle telecom, riducendo i
costi di investimento iniziali per gli utenti finali e per i broadcaster per
effettuare il salto verso il digitale.
Minacce nell’aria
Tutto dipende, naturalmente, se la radio su DVB-H verrà offerta gratuitamente
in modalità “free to air” o se sarà inserita all’interno
di pacchetti in abbonamento. Al momento, Digitenne è l’unico operatore
che ha ottenuto la licenza per il DVB-T in Olanda, ma tale situazione potrebbe
cambiare. “Originariamente, avevamo lavorato sull’idea di un sistema
chiuso, basato su abbonamento per il DVB-H, un po’ come Digitenne sta
gestendo attualmente la propria offerta in DVB-T, - dice Klein Twennaar –
ma stiamo anche considerando di avere un pacchetto gratuito per spingere la
gente a usare il DVB-H. Questo pacchetto potrebbe anche comprendere dei servizi
radiofonici.” Nick Piggott, content manager digitale
alla GCap Media, nel Regno Unito, vede alcune minacce all’orizzonte
se la radio dovesse optare per il DVB-H invece che per il DAB. GCap Media possiede
Digital One, l’unico multiplex nazionale oggi operante
in Gran Bretagna.
“Non sono sicuro che il DVB-H fallirà del tutto – dice Piggott
– solo penso che non sia adatto per il settore radiofonico”. “Le
licenze per il DVB-H non saranno detenute dagli operatori radiofonici, e non
potranno essere rilasciate nemmeno ai broadcaster, - dice Piggott -. Credo che
la questione sia incentrata su quale sarà il criterio su cui si baserà
un licenziatario DVB-H per scegliere quali radio inserire nel proprio sistema,
e quali saranno i costi da sopportare. Cosa accadrà se, ad esempio, l’operatore
DVB-H sarà, mettiamo, Vodafone, e questo insisterà perché
tutte le stazioni modifichino i loro marchi in Vodafone Juize.FM o KPN Radio
538?”.
Secondo Piggott, se le emittenti radiofoniche hanno capito i reali costi di
andare sul DVB-H, dovrebbero capire quale “terribilmente buona opportunità”
il governo stia loro offrendo con le licenze DAB. “Se le licenze DAB trasporteranno
anche servizi video in DMB-T - sostiene Piggott - potrebbe diventare un buon
modello commerciale per la radio”.
Un programma spyware
Al momento, Kokkelink vede il DVB-H come una portante in più, che si
affianca all’FM, al cavo, al satellite, a Internet e all’UMTS. Ma
tutto ciò potrebbe cambiare quando i ricevitori DVB-H saranno in grado
di comunicare facilmente con i sistemi hi-fi e con le autoradio.
“In tal caso – sostiene, la qualità del suono sarà
migliore del DAB.” Tuttavia, prima che ciò si possa realizzare,
devono ancora essere risolte alcune questioni legali. La società olandese
che gestisce il diritto d’autore, la Buma/Stemra, per
esempio, sostiene che trasmettere musica sul DVB-H è una nuova portante
e, dunque, le stazioni dovrebbero pagare un extra per ottenere il diritto di
effettuare tali trasmissioni”.
“Inutile dire che non siamo d’accordo - spiega Kokkelink, che poi
aggiunge -. Quando già paghiamo per le trasmissioni via etere terrestre
del segnale in FM, non vediamo ragioni per cui dovremmo pagare nuovamente per
effettuare una pura e semplice ri-trasmissione dello stesso segnale in DVB-H.
Un ascoltatore non può ascoltare lo stesso programma in FM e in DVB-H
nello stesso momento.” La fase tecnica del test su DVB-H olandese è
stata realizzata la scorsa estate. A metà settembre, KPN ha distribuito
200 Nokia con ricevitore DVB-H incorporato a utenti amici. L’ottanta percento
delle unità è stata distribuita a utilizzatori nelle fasce “fun
& friends” e “career”, mentre il rimanente venti percento
è andato a clienti della fascia “famiglie” e “small
office/home office”. La seconda fase del test è terminata lo scorso
dicembre 2005; un piccolo programma spyware ha registrato l’impiego dei
telefoni e delle unità DVB-H per determinare le caratteristiche e i contenuti
maggiormente richiesti. I risultati, al momento, non sono stai divulgati. (CvG)