REPORT
TORINO 2006

 

Live da Torino e da Toronto: le Olimpiadi invernali su CBC-TV


I Canadesi possono seguire anche le Olimpiadi invernali di Torino 2006 sui canali della TV pubblica del loro Paese: CBC-TV. C’è però una sorpresa: sebbene le riprese dell’evento siano fatte in Italia, la copertura dell’evento viene prodotta e in gran parte commentata dagli studi di Toronto, al CBC Broadcast Center. Lo stesso accade in contemporanea per TSN (The Sports Network), che produce i suoi programmi a Toronto, mentre l’emittente radiofonica consorella della CBC, diffusa in lingua francese (Radio Canada) e l’emittente radiofonica consorella di TSN, sempre diffusa in lingua francese (RDS, Réseau des Sports) producono i loro programmi dalle rispettive sedi di Montreal.
“Gli unici a recarsi a Torino sono i cameramen, alcuni commentatori e i giornalisti che trasmettono specifici eventi” dice Joe Sidoli, il direttore delle risorse di produzione di CBC. “Tutto viene fatto direttamente a casa. Per la CBC, per esempio, i nostri programmi del mattino e le trasmissioni in prime time (con riferimento al fuso orario Pacifico) sono originati dal Broadcast Center nel centro di Toronto.”

 

Perché ha senso restare a casa
Soldi: questa è la ragione per cui CBC-TV, Radio Canada e TSN/RDS hanno deciso di produrre i propri programmi sulle Olimpiadi invernali stando a casa. Prendendo i feed grezzi realizzati e mandati in onda via satellite dalla RAI, host broadcaster dell’evento, unendoli a specifiche riprese effettuate sul campo dalle proprie squadre di operatori (ridotte, come abbiamo visto, ai minimi termini) ed editando, impacchettando e mandando in onda il tutto dalla propria sede canadese, questi broadcaster offrono ai loro telespettatori il massimo possibile della copertura dell’evento al minimo dei costi.
“In passato, CBC-TV avrebbe preso 11 suite di editing per le Olimpiadi che andavamo a seguire, mentre Radio Canada ne avrebbe prese altre sei o sette – dice Sidoli, che aggiunge –: in termini di personale, una ripresa delle Olimpiadi sul posto avrebbe richiesto circa 200 persone per la sola CBC-TV. Quando si unisce questo alla quantità di spazio che avremmo dovuto affittare all’International Broadcast Center (IBC) oltre ai costi che avremmo sopportato per viaggi, hotel, ristoranti e acquisto/noleggio di apparecchiature,. beh… la differenza si fa sostanziale!”.
Di contro, una “produzione in casa” ha consentito di tagliare la squadra inviata a Torino dalla CBC a sole 95 persone; ciò detto, anche con le ridotte squadre inviate da CBC-TV, Radio Canada e TSN/RDS, i Canadesi hanno comunque dovuto affittare “1100 metri quadri all’IBC” spiega Sidoli. “Abbiamo anche dovuto costruire dei piccoli set per le dirette, ma almeno dobbiamo portare una sola suite di editing ciascuno.”

 

Come lo fanno?
Il fatto che CBC-TV abbia ridotto le proprie squadre a Torino, non significa che la rete abbia avuto anche l’intenzione di ridurre la propria copertura dell’evento olimpico; niente di più falso, in quanto la CBC ha programmato centinaia di ore in palinsesto dal 10 al 26 febbraio. Centrale per questa copertura è la ripresa degli eventi: specificamente, 17-20 feed grezzi vengono forniti ai canadesi dal broadcaster ospite, oltre alle diverse telecamere CBC/SRC unilaterali. Per inviare tutte queste riprese verso le sedi canadesi, CBC, Radio Canada e TSN/RDS hanno affittato tre cavi in fibra ottica OC-3, ciascuno dei quali con una capacità di 155 Mbps. “Una volta che si lascia spazio per intercom a due vie e connettività Internet, si ha a disposizione circa 135 Mbps per ciascun circuito.” spiega Joe Sidoli. “Gli stessi circuiti sono utilizzati per inviare indietro le loro coperture dell’evento, sia dal vivo che registrate, tanto in forma grezza che già editate.”
Stranamente, CBC-TV e i suoi partner canadesi producono la loro copertura dei Giochi olimpici in PAL e non in NTSC. “Abbiamo deciso che ha molto più senso creare una “isola PAL” all’interno della nostra struttura e quindi convertire i feed finali in ATSC/NTSC piuttosto che tentare di convertire 17-20 feed in ingresso in formato PAL ai nostri standard prima dell’editing” nota Sidoli. “Non solo ciò ci consente di risparmiare denaro in costi di conversione, ma riduce anche la possibilità che si verifichino dei problemi.”
CBC-TV e Radio Canada hanno deciso di dedicare dei segmenti da 40 Mbps alla copertura in HDTV, i cui segnali verranno diffusi via etere a Toronto, Montreal e Vancouver, nonché, via cavo e satellite, in ambito nazionale. TSN/RDS hanno scelto di utilizzare il formato standard di 4:3. “In quei casi in cui il formato nativo delle riprese è 1080i HD: semplicemente lo utilizziamo così com’è, mentre quando le riprese sono in SD, effettuiamo una upconversion in HD verso il nostro centro di produzione” specifica Sidoli.
Tutti i feed OC-3 da Torino vengono codificati e quindi decodificati utilizzando delle apparecchiature della Tandberg Television. “Registriamo i feed su un nuovo video server Isis, mentre l’editing video viene fatto con l’impiego di 12 stazioni non lineari Avid su cui gira Adrenaline. Per impacchettare il video utilizziamo il generatore di caratteri INCA della Inscriber.” Per sfruttare uno spazio di lavoro integrato, CBC-TV ha realizzato un centro di produzione olimpico e i relativi studi al decimo piano del proprio Broadcast Center: “Appena un piano sopra rispetto alla nostra control room – afferma Sidoli, aggiungendo –: tutte le workstation per l’editing sono state collocate lì per l’evento, per poi essere rapidamente riposizionate nella nostra divisione news dopo il termine delle Olimpiadi.”

 

A margine
Muoversi verso un “modello di produzione diviso” è un’azione piuttosto radicale per la copertura olimpica da parte di CBC Sports. Questo è il motivo per cui l’idea è già stata testata sin dai Giochi Olimpici di Atene nel 2004. “Sebbene avessimo una squadra completa ad Atene, avevamo provato a inviare delle riprese grezze in Canada per montarle poi lì. Abbiamo anche usato l’approccio di “modello di produzione diviso” ai Campionati del Mondo di Atletica tenutisi a Parigi e a Helsinki. Nel fare queste prove, il nostro obiettivo era di rendere il nostro personale familiare a questo modello produttivo e di risolvere al contempo gli eventuali problemi che avessimo incontrato prima delle Olimpiadi di Torino”.
E dopo questo percorso, ecco pronti i canadesi della tv pubblica CBC-TV e i loro partner ad affrontare questa sfida di modello diviso. Secondo Joe Sidoli “Presto molti altri broadcaster inizieranno a seguire il modello “risparmioso” inaugurato dalla CBC. Abbiamo avuto una squadra tecnica della NBC con noi durante le riprese a Helsinki, che osservava come lavorava bene la produzione divisa. A Torino, la NBC ha pure testato questo approccio per le riprese di alcune specialità. Anche i Brasiliani e gli Australiani sono molto entusiasti. “Secondo me, finirà che prima o poi tutti adotteranno il modello di produzione “at home”, se non altro per i soldi che si possono risparmiare. Credo che sia questo il motivo per cui così tanti hanno chiesto di poter osservare da vicino quanto fatto a Torino” ha concluso Sidoli. (J. C.)