SCENARIO
ALTA DEFINIZIONE
Chi ha bisogno dell'alta definizione?
L'HD non è solo un'esigenza dell'industria, desiderosa di svecchiare un mercato ormai saturo di apparecchi televisivi, ma risponde ad una forte istanza “dal basso” per una tecnologia capace di rendere gradevole la visione su uno schermo di grandi dimensioni
di Alberto Simonetti *
Ci sono tecnologie che nel corso della storia moderna hanno avuto evoluzioni rapidissime, le quali hanno prodotto mutamenti nella cultura e nel costume rivoluzionando gli stili di vita degli individui.
La televisione è fra queste. E a differenza di altre forme espressive, in poco più di cinquant'anni ha avuto mutazioni significative, come l'avvento del colore, la stereofonia, la diffusione digitale, e così via.
Da un po' di tempo, però, serpeggia una trasformazione importante il cui progresso lento, silente, ma inesorabile, rischia di far capire in ritardo le implicazioni di ordine culturale e tecnologico che porta con sé: la dimensione, costantemente in crescita, degli schermi televisivi.
Grazie alle tecnologie al plasma, agli LCD, ai videoproiettori, disponibili a prezzi decisamente in calo, ormai schermi da 32, 42, 50 o più pollici sono presenti sempre più diffusamente nelle nostre case. Il caro, vecchio, segnale video composito, che andava benissimo fino al glorioso 28” , mostra tutti i suoi limiti su uno schermo di ampie dimensioni.
Questo breve prologo per dire che l'Alta Definizione non è solo un'esigenza dell'industria desiderosa di svecchiare un mercato ormai saturo di apparecchi televisivi, ma c'è una forte istanza dal basso per una tecnologia capace di rendere gradevole la visione su uno schermo di grandi dimensioni. Purtroppo, attualmente, su quello stesso grande schermo, un segnale PAL mostra tutti i suoi limiti e difetti e sembra più “brutto” di quanto si possa apprezzare su un vecchio televisore da 14” . C'è poi da mettere sul piatto della bilancia la ricerca da parte del mondo professionale e broadcast di sistemi di ripresa sempre più economici, che rispondano in maniera adeguata ad un modello di business in piena rivoluzione.
Ma andiamo per gradi.
Dobbiamo prendere atto che il mondo ha scelto l'Alta Definizione. Il Giappone trasmette in Alta Definizione da circa 20 anni. Gli Stati Uniti sono ormai quasi totalmente convertiti alla nuova tecnologia ed entro pochi anni saranno in grado di approntare lo swith off, ovvero il passaggio globale al nuovo standard. Così come l'Australia ed il Canada. Anche la Cina ha iniziato le trasmissioni in Alta Definizione.
Che dire dell'Europa? Nella metà degli anni '90, un'istituzione, l'Eureka, che raccoglieva il meglio della tecnologia e dei protagonisti della televisione del Vecchio Continente, si era proposta quale Ente promotore per la conversione del vecchio continente in HD. Purtroppo, per autoconsunzione e per la mancanza di volontà politica, l'Eureka non è stata in grado di raggiungere i propri obiettivi.
Ma il progresso è inarrestabile, così singoli stati europei e società private hanno dato luogo a significative proposte nel campo dell'Alta Definizione.
Tanto per citare alcuni esempi: dal 1° gennaio 2004, l'emittente televisiva satellitare Euro1080, conosciuta anche come HD1, trasmette due canali in Alta Definizione. TPS ha dichiarato che per fine anno inizierà a trasmettere il suo canale “TPS STAR” in HD. BSkyB ha annunciato, per il 2006, un pacchetto “premium” in Alta Definizione. Così come Premiere che si è sbilanciata su 3 canali entro la fine dell'anno. Canal + HD prenderà il via nel mese di ottobre e per la fine dell'anno ci sarà un'espansione dell'offerta ai propri clienti. La Francia ha costituito l'HD Forum con lo scopo di coagulare le iniziative relative all'Alta Definizione con lo scopo di veicolarle attraverso la rete. Anche la tv di stato danese ha annunciato le sperimentazioni nel nuovo standard.
C'è da segnalare un significativo fermento accompagnato da una serie di progetti nel campo produttivo, sia cinematografico che televisivo, che hanno visto la realizzazione di film e serial in Alta Definizione, allo scopo di avere un mercato più ampio ed una maggiore longevità del prodotto.
E' ovvio che chiunque oggi realizzi programmi televisivi, se vorrà distribuirli nel mondo, non potrà non tener conto che l'evoluzione HD sarà molto rapida e quindi, come è difficile oggi vendere una produzione in bianco e nero o muta, a meno che non abbia un valore culturale straordinario, così nessuna televisione strutturata per la trasmissione HD accetterà un prodotto in definizione standard.
E In Italia?
Oggi produrre film in Alta Definizione, in una filiera lubrificata dalle giuste competenze professionali e tecnologiche, può avere costi molto ragionevoli e addirittura vantaggiosi, specialmente in quei prodotti dove la post produzione e gli effetti speciali hanno un peso rilevante.
In Italia ci sono iniziative i cui prodromi sono bene auguranti. Produttori coraggiosi hanno iniziato a girare film per il cinema e la televisione in Alta Definizione. Anche a fronte di poche produzioni, stabilimenti di post produzione, altrettanto coraggiosi, hanno messo a punto un'adeguata filiera per consentire la gestione completa del prodotto HD con un risultato finale di grande pregio.
Anche alcuni noleggiatori, a cui non manca l'ardimento, si sono attrezzati per offrire un line up completo di apparati per qualsiasi esigenza, dal cortometraggio al colossal cinematografico.
L'alta Definizione tra miti,
realtà e leggende metropolitane
Strano a dirsi, i peggiori nemici dell'Alta Definizione, sin dagli inizi, almeno in Italia, sono stati coloro che avrebbero dovuto promuoverla in punta di piedi come si conviene ad una nuova tecnologia a cui bisogna preparare il giusto humus perché cresca sana. Invece gli esordi sono stati infelici. Espressioni sentite durante le presentazioni iniziali di sistemi di ripresa in HD come “Con l'Alta Definizione si può girare senza luce”, oppure: “l'Alta Definizione è meglio della pellicola” e baggianate simili, hanno provocato levate di scudi a difesa di baluardi culturali e corporativi che hanno appannato e qualche volta oscurato i vantaggi che potevano derivare dal corretto uso di mezzi che avrebbero dovuto essere usati bene e nel giusto contesto e non al posto di…!
Oggi, dopo qualche anno di test, fallimenti e successi, si può dire che molti equivoci si sono chiariti e probabilmente può iniziare una nuova fase di uso corretto e vantaggioso dell'Alta Definizione, che lungi dal voler far scomparire gli altri supporti, si deve affiancare a quanto esistente per trarre quanto di meglio il giusto uso può dare.
L'importanza della formazione
e dell'addestramento
Se, fatta l'Italia, come disse un abile statista, bisognava fare gli italiani, fatta l'Alta Definizione, si pone il problema di come formare gli operatori del settore.
E' noto che le tecnologie fortemente innovative come lo è l'Alta Definizione, hanno sempre un importante impatto negli sviluppi produttivi ed economici. La mancanza di un know how tecnico-operativo specifico genera ritardi nei processi produttivi ed industriali.
L'incapacità di cogliere il giusto momento dell'evoluzione tecnologica frena il progresso economico e rende deboli di fronte ad un mercato in rapidissima evoluzione.
Le Aziende produttrici di tecnologia si sono, almeno inizialmente, fatte carico di distribuire il minimo indispensabile di cognizioni che consentissero ai tecnici di accendere un apparato e di iniziare ad operare. Questo ha creato non pochi problemi in coloro che avevano precedentemente imparato il “mestiere” sul campo ed in anni di esperienza avevano formato un “permafrost” culturale che ha spinto i più a voler costringere il mezzo televisivo a scimmiottare gli apparati che fino a quel giorno avevano adoperato. E' stato un errore grossolano. Se nel mangiare una pietanza vi manca il coltello, potete provare a tagliare il cibo con la forchetta o con il cucchiaio, ma siete coscienti che dovrete faticare di più ed il risultato non sarà perfetto. Per fare un esempio pratico, chi ha usato una telecamera pensando di avere una cinepresa, perché qualche venditore “fantasioso” gli aveva assicurato che sarebbe stata la stessa cosa, è rimasto deluso ed in qualche caso ha messo una pietra sopra l'HD bollandola come una tecnologia inutilizzabile o comunque immatura.
Anche dal punto di vista del linguaggio è indispensabile trovare una convergenza che consenta di avvicinare mondi, come quello del cinema e della televisione divisi da oltre 100 anni di storia.
Termini come “dinamica”, “latitudine di posa”, “gamma”, hanno bisogno di fondersi in modo da consentire l'interscambio dei tecnici che diventeranno capaci di operare al meglio, indipendentemente dalle tecnologie utilizzate.
Ci sono lodevoli iniziative private che stanno cercando di appagare questa necessità, comunque è necessario un organismo che mutui il patrimonio di conoscenza delle Aziende produttrici e le istanze di coloro che dovranno utilizzare i risultati del progresso tecnologico, soprattutto quando questo ha evoluzioni rapide.
Uno spiraglio di fiducia è dato dalla costituzione dell'HD Council Italia, un'associazione indipendente che fa parte dell'HD Forum Italia.
Perchè l' Hd Council Italia?
L'Alta Definizione rappresenta per l'Italia e l'Europa un'importante occasione di mercato, di dimensioni enormi ed in forte sviluppo
Come abbiamo detto, l'Italia rischia di trovarsi impreparata, anche a causa della confusione generata da fuorvianti informazioni, leggende metropolitane e paragoni improponibili, che hanno intimorito i potenziali utilizzatori. L'HD Council Italia si è posta i seguenti obiettivi:
- favorire la comprensione delle nuove tecnologie legate all'Alta Definizione.
- preparare tecnici ed operatori alle nuove opportunità di mercato.
- cooperare con le strutture produttive per studiare nuovi modelli operativi ed economici atti a
sviluppare nuovi mercati e consolidare quelli esistenti.
L'HD Council Italia si candida ad essere:
- l'Ente propulsore della conoscenza all'utilizzo dell'Alta Definizione.
- il contenitore nel quale trovare persone con competenze ed esperienze maturate sul campo.
- l'Agorà in cui trovare partners per iniziative produttive.
- un “punto di riferimento” verso le case costruttrici.
- l'organismo che aggrega persone, progetti, idee, opportunità, per far crescere le persone ed il mercato.
Per questi scopi ha istituito il sito www.hdcouncil.it che sarà uno degli snodi per la divulgazione di informazioni sulle tecnologie, i prodotti e le applicazioni attinenti l'Alta Definizione. Ha avviato la creazione di un team di Technical Expertise a disposizione degli associati e l'attivazione di community nei diversi settori: audio, video, cinema, università, ecc. Questo perché esistono tante “Alte Definizioni” quante sono le esigenze dei diversi settori. In questo modo gli operatori dei differenti campi applicativi potranno trovare risposte adeguate e tagliate secondo le proprie esigenze. Inoltre curerà l'organizzazione di Seminari e Convegni e sta organizzando corsi di addestramento e formazione professionale.
Cosa ci riserva il futuro
L'Alta Definizione è un fenomeno che non si può ignorare. L'avvento dei prossimi riproduttori DVD in HD, siano essi appartenenti allo standard HD-DVD o Blu Ray, o, speriamo ad una combinazione dei due, è previsto sul mercato europeo per fine anno. Microsoft ed Intel con la loro tecnologia installata nei PC Media Center sono in grado di riprodurre filmati in Alta Definizione e per fine anno saranno pronti decine di titoli HD. Attualmente, sul sito della Microsoft è possibile acquistare documentari di grande qualità codificati con il nuovo standard. Apple ha reso disponibile il nuovo codec Quick Time 7 che risponde allo standard HD H.264. Alcune aziende, tra le quali Alcatel, Broadcom, France Telecom e Tandberg Television, hanno effettuato i primi esperimenti di trasmissione in Alta definizione su rete ADSL2+. Diverse società stanno sviluppando chip dedicati a questa nuova applicazione che consentirà prezzi sempre più bassi e performances mai viste. Ogni giorno sempre più apparati per il consumer riportano il marchio “HD READY” che li qualifica pronti e aderenti alle specifiche dello standard HD. Nel settore professionale Panasonic, Sony e JVC hanno presentato telecamere a costi che si aggirano intorno ai 5,000 Euro o meno, in grado di realizzare programmi in Alta Definizione di dignitosa qualità. Alcuni cinema si stanno attrezzando per proiettare film direttamente in digitale, senza passare attraverso la pellicola, questo abbasserà in modo importante i costi di distribuzione e permetterà la diffusione di prodotti a basso budget. Remare contro questa ondata rinnovatrice potrebbe assimilarci agli indiani d'America che si opponevano al passaggio della ferrovia. Conviene cavalcare l'onda e avere buon equilibrio nelle scelte che consentiranno di avere i vantaggi da quello che ormai è, a tutti gli effetti, lo standard del “presente”.
HD IN EUROPA
Mentre il governo francese è in prima linea nelle attività di supporto per l'Alta Definizione e in altri paesi, come la Gran Bretagna , alcuni organismi statali sono fervidamente attivi nel sostenere le iniziative sul fronte del nuovo standard, le istituzioni italiane sembrano assopite. L'unico organismo vitale è la Fondazione Ugo Bordoni che sta manifestando interesse nelle evoluzioni tecnologiche e ha istituito l'HD Forum Italia al fine di mettere a punto una strategia che non lasci l'Italia in coda nei nuovi sviluppi. Rimane il fatto che la classe politica sembra distratta in un momento tanto topico. Se a questo aggiungiamo che il digitale terrestre si sta diffondendo su una piattaforma MPEG2, ormai obsoleta e incapace di compatibilità con l'Alta Definizione, nasce la preoccupazione per un freno posto proprio dalle istituzioni che continuano a finanziare la diffusione dei decoder che nascono come ferro vecchio. Sarebbe un atto di coraggio fare una vera e propria conversione verso piattaforme compatibili con il nuovo standard. Conversione che sarebbe si costosa, ma mai quanto quella che sarà necessario effettuare allorché saranno sprecati altri milioni di Euro di incentivi.