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Alta definizione e mobilità: le novità dalla DVB conference

 

Oltre 200 delegati da 35 Paesi sono arrivati a Dublino la scorsa primavera per l'annuale convegno DVB World. Sebbene il tempo quest'anno sia stato particolarmente freddo, il programma di questo appuntamento è stato anche migliore delle passate edizioni, rendendo questa DVB World la migliore sinora tenuta. Le diverse sessioni hanno raccolto numerosi partecipanti. Citiamo i principali temi: DVB a casa, HDTV di seconda generazione, Diritti e contenuti e Trasmissione su dispositivi palmari-un percorso in avanti.

 

I piani per l'alta definizione

di BSkyB

L'intervento di apertura è stato curato da Richard Freudenstein, direttore delle operazioni di BSkyB. Egli ha confermato che la filiale inglese dell'impero di Murdoch sta rispettando la tabella di marcia per il lancio nel 2006 delle trasmissioni in alta definizione. Thomson è stata scelta come fornitore iniziale di set top box e fornirà unità Hdtv con funzionalità PVR (ovvero di registrazione), funzione quest'ultima che ha già rappresentato un successo nella strategia commerciale di BSkyB. Fraudenstein ha detto che “la leadership nell'innovazione e nella tecnologia sono il cuore dell'ethos di Sky” e l'HDTV contribuirà ulteriormente ad espandere la base clienti della società britannica. I servizi che BSkyB offrirà saranno un mix di 720p/50 Hz e 1080i/50 Hz e verrà utilizzato il più recente schema di compressione Mpeg-4 parte 10 (H.264/AVC). Altri oratori, tra cui il direttore del dipartimento tecnico dell'EBU/UER Phil Laven, hanno proseguito sulla tematica dell'HDTV. In un documento intitolato “Sarà il 2006 l'anno dell'alta definizione?” Laven ha tracciato la storia dell'HD dalla falsa partenza dello standard ibrido D2-MAC sino alla situazione attuale, con l'HDTV digitale. Nel documento è stato chiaramente evidenziato che le nuove tecnologie di codifica, con la riduzione dei costi dei display e l'incremento delle ore di programmazione disponibili nel nuovo formato, sono elementi che stanno contribuendo ad assicurare che l'HDTV decollerà presto in tutta Europa. In ogni caso, egli e altri oratori hanno evidenziato che sono stati venduti apparecchi televisivi dichiarati in grado di riprodurre immagini in alta definizione, anche se in realtà non lo erano. Molti recenti schermi al plasma venduti non si avvicinano nemmeno al numero di pixel necessari a garantire una buona visualizzazione di immagini HD, così la recente iniziativa della EICTA di segnalare gli apparecchi compatibili con delle etichette “HD-ready” è da vedere con estremo favore. Sebbene l'elenco delle specifiche della EICTA comprenda come necessaria all'“HD-ready” la presenza di un ingresso digitale HDMI, esso comprende anche la presenza di un ingresso analogico. Questo non è andato giù a coloro che, nella sessione su “Diritti e contenuti” vedono l'ingresso HDMI come un percorso ideale per fermare la copiatura illegale di contenuti, visto che è abbastanza difficile disabilitare tutte le protezioni digitali aggiunte al segnale, mentre un ingresso analogico fornisce un'ottima scappatoia per prelevare il segnale da una “Hacking box” e reintrodurlo in un display in alta definizione. È così apparso molto chiaro, durante questa sessione, che la convergenza di piattaforme di veicolazione di contenuti digitali rende la copiatura dei contenuti stessi molto più semplice. La capacità di prelevare contenuti da una piattaforma e trasportarli facilmente su un'altra ha reso vitale che ciascuna piattaforma disponga di adeguate protezioni anticopia. Se vi è una falla in una qualunque delle piattaforme, viene inficiata la proteggibilità di tutte le altre. Chiaramente, quello dei “Diritti per i contenuti” è uno dei maggiori problemi per la gestione digitale degli stessi e deve essere risolto, altrimenti i creatori di contenuti non avranno alcuna possibilità di recuperare i costi.

La sessione “DVB a casa” si è soffermata sulle difficoltà specifiche nell'impiego di tale standard nell'ambiente domestico. A una prima analisi parrebbe che la visione di contenuti dalle diverse sorgenti presenti in una casa non rappresenti un problema, ma lo sviluppo di diverse piattaforme basate su diverse filosofie complica questo processo. I gruppi di lavoro DVB hanno impiegato molto tempo lavorando su quest'area nel passato, ma i partecipanti non hanno colto l'attimo. Recentemente il progresso tecnologico e l'incrementato impiego da parte degli utenti di contenuti su diverse piattaforme ha rinnovato l'interesse su questo specifico argomento. Perché i consumatori non dovrebbero essere in grado di vedere contenuti scaricati su una piattaforma attraverso una piattaforma diversa e perché non dovrebbero essere in grado di vedere tali contenuti a casa, in treno o mentre sono in vacanza? E infine, perché dovrebbero pagare di nuovo per ottenere tutto ciò?

Thorsten Herfet della Intel, nel suo documento “Home Networking: Dispersing the STB-Threat or Opportunity ha focalizzato queste problematiche e ha posto l'accento su quanto fosse importante essere coinvolti nel lavoro che era già stato fatto. Inoltre, ha specificato nel dettaglio i lavori svolti dalla DLNA, costituitasi nel giugno 2003 con il contributo di 17 aziende che hanno condiviso la visione di una rete interoperabile cablata e senza fili dove i contenuti digitali – quali la musica e i video – possano essere facilmente condivisi attraverso personal computer, elettronica di consumo e dispositivi mobili in e oltre la casa. La televisione digitale rappresenta uno degli elementi principali di tutto ciò e quantunque venga fornita mediante cavo, rete DSL/IP o via etere, deve essere compresa nel progetto della rete domestica. Si è anche parlato di memorizzazione di questi dati nei PVR e nei server domestici. E' abbastanza chiaro che i consumatori vogliono i contenuti che vogliono, quando li vogliono e non solo quando vengono forniti da terzi. In altre parole, vogliono avere libero accesso ai contenuti, senza limitazioni imposte dall'esterno. L'aspettativa storica di ciascuno che guarda qualcosa come le notizie della sera è cambiata da tempo, almeno da quando Internet ha consentito di disporre di contenuti a richiesta. Ciò rappresenta l'aspettativa attuale anche sulle altre piattaforme. “Trasmissione su dispositivi palmari-un percorso in avanti” è stata una sessione interessante e i palmari di Nokia e di DIBcom che ricevevano segnali televisivi reali hanno provato – se ancora qualcuno ne dubitava – che le specifiche DVB-H realmente funzionano.

Gerard Faria di Teamcast, nel suo documento “Il mondo palmare al di fuori del DVB-H” ha passato in rassegna le altre tecnologie quali il 3G, il T-DAB, MediaFlo, T-ISDB e altri sistemi di fornitura contenuti su dispositivi mobili. Ha provato con qualche successo a trovare punti in comune nelle diverse architetture e ha anche immaginato la possibilità di integrare le diverse opzioni tecnologiche tutte assieme. Forse ha peccato di eccessivo ottimismo, ma la presentazione di Faria ha mostrato come ciascuna tecnologia abbia i propri pro e contro e come nessuna sia l'optimum per tutte le applicazioni. Tutte sono capaci di gestire bit rate, velocità e durata di batterie molti diversi.

Il DVB-H è apparso avvantaggiato in molte situazioni e i recenti test di validazione delle specifiche hanno sorpreso molti di coloro che se ne sono occupati mostrando risultati ben migliori delle aspettative. L'impiego di un Fec MPE ha consentito di mantenere il medesimo rapporto segnale/rumore, pur incrementando la velocità, sino al punto in cui l'effetto doppler ha raggiunto i propri limiti. Questo è un cambiamento significativo dalle prestazioni del DVB-T dove il rapporto S/N degrada rapidamente con il movimento. Il DVB-H ha mostrato un miglioramento di 6-9 dB sul DVB-T ed è anche in grado di supportare la ricezione in diversi modi a velocità estremamente elevate. Infatti, è possibile raggiungere una velocità in ricezione di 1185 km/h utilizzando il 2K con modulazione QPSK a 474 MHz con un bitrate di 4.98 Mbps. Così come i terminali Nokia DVB-H, anche DIBcom ha mostrato una scheda DVB-H molto piccola in grado di produrre immagini su un PDA. DVB World 2005 è stato un convegno molto utile ed è stato ampiamente dimostrato il continuo progresso del progetto DVB. Per il futuro verrà sempre più enfatizzata la convergenza tra le piattaforme e la possibilità di scambio di contenuti tra le stesse. Verrà inoltre data maggiore enfasi alla necessità degli utenti finali di poter disporre di contenuti quando e dove desiderano e non semplicemente dove altri vogliono metterli a disposizione. Infine, le specifiche relative al trasporto su IP e IPTV pare che conquisteranno maggiore spazio in futuro nel dibattito in ambito DVB. Forse saranno il vero protagonista del prossimo DVB World 2006. (Barry Tew)

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso è proprio il momento dell'HD... e anche alla grande!

Aggiungiamo una riflessione al dibattito relativo al formato 1080i contro il 720p. L'ultima volta che mi sono recato in un negozio di elettronica di consumo non ho notato nessuno dei produttori decantare le virtù di un televisore di piccole dimensioni. E, giudicando dal numero di schermi piatti al plasma da 40 pollici e oltre che sono stati venduti prima dell'ultimo Natale, non penso che qualcuno stia pensando a ridurre le dimensioni degli schermi. Infatti, la Samsung ha recentemente svelato il nuovo schermo al plasma da 102 pollici (sì, c'è uno zero tra l'uno e il due...) con una risoluzione di 1080p. Dunque, l'argomento che, a causa delle dimensioni ridotte dei soggiorni delle case moderne, tali apparecchi non troverebbero spazio, viene totalmente smentito da quello che realmente accade nel mercato occidentale. Inoltre, sempre sul tema dell'alta definizione, l'arrivo, verso la fine di quest'anno, di riproduttori di DVD HD, dischi Blue-Ray e HD-DVD, la richiesta di una migliore qualità da qualunque sistema di trasporto crescerà a dismisura. In UK, Sky, come molti lettori già sanno, ha annunciato piani per iniziare il test di trasmissioni in alta definizione alla fine di quest'anno, con un pacchetto HD pienamente operativo nel 2006. In Italia, forse, ci sarà da aspettare un po' di più, ma il trend, a livello continentale, è quello. Tanto è vero che, notizia di fine giugno, la piattaforma francese di Canal+ ha annunciato il varo di un'offerta HD via satellite dal prossimo autunno, e la piattaforma concorrente TPS non sta con le mani in mano e sta raccogliendo il guanto di sfida. Ma in quale formato Sky (e gli altri operatori) trasmetteranno i propri programmi in HD, 1080i o 720p? Non vogliamo in questa sede entrare nell'annosa questione su quale sia il formato migliore tra i due; ciascuno di essi ha i propri vantaggi e svantaggi. Vorrei solo che qualcuno prendesse il toro per le corna e assumesse finalmente una decisione. Lasciatemi dire che, se dopo tutto questo dibattito non vi sarà un chiaro vincitore, comunque entrambi gli standard potranno andar bene... Credo che i maggiori broadcaster saranno colori che risolveranno il problema; al momento, essi stanno attentamente valutando tutti gli aspetti della questione, ma, allo stesso tempo, cosa può fare il resto di noi?

Il mio punto di vista è che non importa quale sarà il formato scelto, ma è necessario comunque investire da subito in tecnologia HD, se non altro per assicurare la qualità del materiale da archiviare. Coloro che oggi commissionano programmazione in HD (ed è una nicchia in forte crescita) chiedono la loro programmazione in un certo formato e, in questo momento, le probabilità che voi disponiate di una soluzione end to end in uno specifico formato è assai remota. Molti si stanno attrezzando con appositi kit per la up-conversion di materiale SD in alta definizione, ma, a voler essere onesti, la qualità su grandi schermi di materiale SD riconvertito in alta definizione è piuttosto scarsa. Comunque, a parte un po' di confusione, gli Stati Uniti si sono buttati nell'alta definizione e tale passaggio sta acquistando forza. Una volta che una decisione è stata presa, negli USA tendono a seguirla; così, stanno trasmettendo in una varietà di formati HD, ma stanno comunque trasmettendo. Frattanto, in Europa abbiamo impiegato gli ultimi anni per trovare una soluzione affidabile per la trasmissione digitale multicanale. È certamente una buona causa, ma nel frattempo Giapponesi, Australiani e Americani sono andati avanti nella strada dell'HD. Tutto quanto sopra non per dire che non è stato fatto nulla: Euro1080 deve essere ammirato per aver contribuito alla definizione di un percorso, mentre vi è fermento in Germania per i primi campionati mondiali di calcio in alta definizione. È ormai da anni che si discute sui formati HD, ma è giunto ora il momento di prendere delle decisioni. Se siete nel settore della produzione, vi troverete nella difficile posizione di dover fare alcune scelte, a causa dei numerosi standard esistenti. Le società come quella in cui lavoro io, naturalmente, possono dare un aiuto in quanto noi, ad esempio, offriamo la tecnologia per andare verso l'alta definizione con un ampio grado di flessibilità. Ma noi vorremmo anche fornire kit che lavorano con uno standard, così da poter andare avanti insieme con l'inevitabile incremento di caratteristiche e funzionalità senza doversi ogni volta preoccupare di dover per forza coprire tutti i formati esistenti. Il mio personale punto di vista, che verrà condiviso da una metà dei lettori e che mi inimicherà certamente l'altra metà, è che il 1080 vincerà la sfida. Perché? È semplice, in quanto gli utenti finali non possono capire la differenza tra scansione progressiva e interlacciata, ma sicuramente capiscono che 1080 corrisponde a 360 in più di 720, che è qualcosa di più di 625. So che questa è una semplificazione forse eccessiva, ma più linee sono un facile argomento di vendita. A essere onesti, nessuno è ancora stato in grado di darmi una risposta convincente, una risposta veramente “forte” sul motivo per cui un formato sia meglio di un altro. Ciascuno di essi presenta vantaggi e svantaggi, così, perché non limitarsi all'argomento di una più facile vendibilità agli utenti finali?

Sfortunatamente, molti di coloro che hanno comprato i grandi schermi al plasma sotto Natale non hanno capito che quelli non sono in grado, da soli, di riprodurre segnali HD, almeno sino a quando non vedremo cosa Sky e gli altri broadcaster metteranno in onda. Non vorrei trovarmi nei panni del venditore del locale negozio di elettronica di consumo che dovrà spiegare tutto questo ai propri clienti nei mesi a venire... (Dave Dougall - Managing Director Leitch Europe)