SPECIALE TSUNAMI

 

La Tv e la solidarietà per lo tsunami

Il 26 dicembre 2004, quando un terremoto nell'Oceano Indiano ha prodotto un'onda di tsunami che si è propagata nelle aree costiere da Sumatra alla Somalia. I broadcaster radiofonici e televisivi sono stati “sul pezzo”, offrendo informazioni e assistenza, oltre a essere stati, molti di essi, vittime del disastro. In questo resoconto ecco quello che alcuni media radiotv hanno fatto durante e dopo la catastrofe

 

A seguito del disastro dello scorso dicembre accaduto nell'Oceano indiano, lo tsunami, i broadcaster si sono attivati immediatamente per produrre programmi di raccolta fondi – i cosiddetti “telethon” finalizzati a collegare chi voleva contribuire con proprie donazioni e le diverse organizzazioni umanitarie impegnate in prima linea. Pur concedendo un possibile fattore “fandonia” (legato a chi promette donazioni che poi, realmente, non effettua), l'istituto Gallup ha riportato che il 45 percento delle famiglie americane – interpellate dal 3 al 5 gennaio scorsi – ha donato denaro per aiutare le vittime dello tsunami, mentre un ulteriore 27 percento stava considerando di fare donazioni. Anche molte imprese e società americane hanno raccolto fondi o prestato servizi per la causa, oppure hanno promosso collette tra i dipendenti. Inoltre, il 7 gennaio il Congresso ha esteso le deduzioni dalle tasse del 2004 per comprendere le donazioni di denaro per le vittime dello tsunami effettuate sino al 31 gennaio scorso. La Nbc ha deciso di contribuire alla causa organizzando un telethon internazionale per il 15 gennaio. La maratona televisiva di due ore, condotta da una serie di famosi personaggi, è stata mandata in onda su sette delle reti consorelle: NBC, MSNBC, CNBC, Bravo, Trio, PAX, USA Network, Sci-Fi Channel e Telemundo. XM Radio, Sirius e Westwood One si sono unite alla trasmissione in symulcast. L'iniziativa ha fruttato 18,3 milioni di dollari che sono stati donati alla Croce Rossa.

 

Coordinamento globale

La Tall Pony Productions, società di produzione con sede a Malibu, in California, che ha tra le altre cose prodotto i “Radio Music Awards” su ABC e il “Bob Marley Tribute” su TNT, nonché Dave Broome della 25/7 Productions, altra casa di produzione californiana con sede a Calabasas, sono i soggetti che sono stati chiamati a produrre l'evento. Evento che comprendeva flussi da cinque diverse località in tre città: Stage 6 (dove era installato il centralino telefonico), nonché 19 e 20 (dove venivano realizzate le performance degli artisti) agli Universal Studios, lo Studio 3A al Rockfeller Center e gli Studios della BBC a Londra. All'inizio del mese, 14 O&O NBC assieme a oltre 30 affiliati NBC hanno tenuto una raccolta di fondi assieme all'Unicef. Il Telethon da un'ora (Tsunami Disaster Relief Telethon) è stato trasmesso dal vivo dallo studio 6B di New York City della WNBC il giorno 5 gennaio. Condotto da Chuck Scarborough e da Sue Simmons da New York e da Nancy O'Dell dalla West Coast, il programma ha incluso comparsate di Sarah Jessica Parker, Tea Leoni, Susan Sarandon, Julia Stiles, Julianne Moore, Dustin Hoffman, Tony Danza, Alyssa Milano, Roberta Falck, Ashford & Simpson, Caroline Kennedy Schlossberg e del ricevitore dei New York Giants Amani Toomer. L'evento ha generato un incasso di 10,5 milioni di dollari, compresi 5,6 milioni di donazioni aziendali, secondo i dati forniti da Anna Carbonell, vicepresidente per le relazioni con i media alla WNBC. Per l'evento, la National Mobile Television ha fornito il camion HD-4 che è stato principalmente utilizzato per la copertura del Monday Night Football, come ha spiegato il supervisore tecnico dello spettacolo Michael Fellner, direttore vendite della divisione occidentale della NMT. La stessa NMT ha contribuito offrendo una parte dei servizi realizzati. L'audio è stato gestito da un setup Sound Design all'interno di un trailer e da un mezzo mobile audio Westwood One. Lo spettacolo è andato in onda dal vivo per la Est Coast ed è stato invece registrato e messo in onda successivamente per la West Coast. “Abbiamo messo in piedi nel giro di una settimana uno spettacolo che di solito richiede mesi di preparazione – ha detto Fellner, aggiungendo che c'è da togliersi tanto di cappello di fronte ai produttori.”

 

Satellite e fibra

La trasmissione è stata convertita in definizione standard, secondo quanto dichiara Harris della Tall Pony Productions, attraverso otto Vtr che hanno archiviato le riprese in Hd. La Strategic Television, un provider californiano di servizi di trasmissione live satellitari è stato coinvolto per la gestione di tutti i feed satellitari e via fibra necessari alla realizzazione dello show. ST ha modellato il proprio piano di trasmissione seguendo le linee di programmi simili realizzati durante quel mese (“The People's Choice Awards” e i “Golden Globe Awards”, andati in onda a pochi giorni dal telethon), ha spiegato il presidente della società Matt Bridges. “La gestione dei feed dal Rockfeller Center è stata fatta attraverso l'impiego di satelliti nazionali e linee su fibra ottica; i segnali londinesi provenivano da una linea in fibra ottica, inviata alla Universal e successivamente integrata nel mezzo di produzione sito alla Universal Production Tv” ha spiegato Bridges. “New York ha integrato tali segnali nei propri spettacoli e li ha distribuiti alle diverse reti.” Strategic Television, PanAmSat e SBC Communications hanno offerto gratuitamente tutti i loro servizi. “Abbiamo offerto i servizi di contribuzione (satellite, fibra e teleport) alla NBC per i loro due telethon” ha dichiarato Kathryn Lancioni, Vicepresidente comunicazioni della PanAmSat. John Britton, direttore comunicazioni della SBC ha dichiarato che la sua azienda ha donato per l'occasione tre circuiti TV1 da e per gli Universal Studios. “La SBC ha sottoscritto l'intero programma, sono stati tra i principali sponsor” ha spiegato Bridges dopo lo spettacolo.

La Wyvx ha infine fornito i propri servizi standard di linee a 45 megabit.

 

Uno sforzo mondiale

La NBC non è stata sola nella raccolta di fondi per le vittime dello tsunami. Quattro stazioni concorrenti di Pittsburgh – KDKA (CBS), WPGH (FOX), WPXI (NBC) e WTAE (ABC) – hanno coprodotto un telethon il 7 gennaio che ha consentito di raccogliere 923.000 dollari per il fondo istituito dalla Croce Rossa americana, secondo quanto dichiarato da Mike Gerst, direttore marketing della KDKA. All'estero, in Sudafrica, il secondo canale pubblico (SABC 2) ha trasmesso uno “special VIP telethon” nei suoi programmi “Morning Live” e “SABC Africa” dell'11 gennaio indirizzati ai “decision maker” del settore pubblico e privato. Al 7 gennaio, l'emittente aveva già raccolto oltre 2 milioni di Rand (circa 335.000 dollari) dal proprio pubblico, secondo quanto riportato dal sito web dell'emittente stessa. Le tre stazioni commerciali concorrenti dell'Australia si sono unite per la prima volta nella storia per raccogliere oltre 20 milioni di dollari australiani (oltre 15 milioni di dollari americani) nel programma dedicato alle vittime dello tsunami andato in onda l'8 gennaio, secondo quanto segnala ABC News Australia. Infine, la rete pubblica dell'Arabia Saudita ha ospitato una trasmissione di ben 12 ore il giorno 6 gennaio che ha raccolto oltre 69 milioni di dollari, secondo i primi dati forniti dall'ambasciata saudita, mentre i dati successivi hanno visto incrementare tale cifra a oltre 84 milioni di dollari. (Robin Bergar)

 

 

La copertura dello tsunami e i video amatoriali per Associated Press

Lo tsunami verificatosi nell'Asia sudoccidentale è stato probabilmente il più grande disastro naturale ripreso in ambito televisivo nell'epoca della copertura giornalistica 24/7. Il terremoto e il successivo tsunami si sono verificati in un'area della Terra dove i giganti delle news televisive hanno dispiegato solo una piccola quantità di mezzi e risorse tecnologiche; fortunatamente, migliaia di turisti erano presenti nell'area con i propri camcorder amatoriali e hanno ripreso l'evento da tutte le possibili prospettive. I video amatoriali sono, per definizione, fatti da non professionisti; i telespettatori di tutto il mondo hanno visto i disastri compiuti dall'onda anomala ripresi con immagini traballanti, con inquadrature spesso improbabili, in qualità inferiore a quella broadcast; però hanno potuto vedere.

 

Buono abbastanza...

“Se puoi rendere quello che sta succedendo con una ripresa, allora significa che quella è buona abbastanza da poter essere messa in onda” ha detto Sandy MacIntyre, direttore news per la Associated Press Television News (APTN). “Quanto detto vale specialmente nelle fasi iniziali, se quelle riprese sono tutto ciò che si ha per illustrare la storia. In seguito siamo stati più selettivi, e ne abbiamo scartate due o tre sulla base della scarsa qualità o semplicemente in quanto le immagini non mostravano nulla di più di quanto avessimo già visto.” La APTN ha acquisito una decina di video amatoriali dello tsunami; uno in Tailandia è stato acquisito da un cameraman australiano in vacanza. Un produttore della APTN ne ha acquisito un altro quando ha domandato a una coppia in un ascensore se per caso essi avevano fatto qualche ripresa del disastro. Altri video sono stati acquisiti da vacanzieri che li hanno offerti ad alcune televisioni locali. Se i video iniziali erano amatoriali, cosa è loro accaduto una volta che sono stati nelle mani di professionisti nella sede londinese della APTN?

Non appena i giornalisti hanno cominciato a giungere sul luogo del disastro, il materiale video ha iniziato ad arrivare alla sede della APTN, che è stata completamente digitalizzata appena un anno prima. Beh, non proprio completamente... Quando il numero di feed entranti superava il numero di porte di ingresso disponibili nei loro server, i tecnici della APTN registravano i feed aggiuntivi su nastro per inserirli nei server una volta che il picco di traffico era cessato. Il segreto del successo nel tenere traccia di tutto quel materiale senza i server è stato un logging molti disciplinato.

“Siamo addirittura ossessivi nelle convenzioni relative all'etichettatura, alla denominazione del materiale e al tener traccia dello stesso, in quanto abbiamo sempre paura di perdere qualcosa nel computer” ha spiegato Sue Brooks, managing editor alla APTN. “Abbiamo specificamente messo dei “content loggers” e il loro specifico lavoro era quello di guardare il materiale e di assicurarsi che tutti noi fossimo informati sullo stesso”. Ai logger è stato chiesto on solo di descrivere semplicemente i video che essi guardavano, ma anche di giudicarli, in modo tale che gli editor fossero in grado di trovare facilmente le migliori riprese dell'onda. Sue Brooks ha spiegato anche che la struttura digitale ha consentito un eccezionale risparmio in termini di tempo. “Non saremmo mai riusciti a fare tutto ciò che abbiamo fatto in un ambiente analogico, non saremmo mai riusciti a editare tutto il materiale né a gestire tali volumi di clip.” Mentre la APTN aveva giornalisti nello Sri Lanka quando è accaduto il fatto, mancavano invece le apparecchiature per la trasmissione video. Le troupe più vicine dotate di telefoni satellitari e si apparecchi “store and forward” erano a Giacarta e a Bangkok. “Di base, nei posti dove già abbiamo le apparecchiature store and forward con i team, il cameraman deve semplicemente prendere le apparecchiature e salire su un aereo per andare nel luogo dove è accaduto il fatto. “ ha spiegato Caro Kriel, managing editor alla APTN. La tecnologia store and forward consente di trasmettere video in qualità broadcast mediante apparecchiature con una ridotta capacità di banda, come i telefoni satellitari, a una velocità inferiore al tempo reale. Il cameraman di Giacarta della APTN è stato mandato a Banda Aceh, uno dei luoghi dove lo tsunami ha fatto i danni peggiori; il nostro cameraman è stato uno dei primi giornalisti stranieri a giungere sul luogo e il suo telefono satellitare store and forward gli ha consentito di trasmettere le prime immagini al di fuori dell'area del disastro. Gradualmente, gli uplink satellitari flyaway hanno rimpiazzato i telefoni satellitari, consentendo la trasmissione in tempo reale di video in qualità broadcast; ciò ha consentito alla APTN di offrire facilities di ripresa dal vivo alle proprie stazioni clienti, cha hanno così potuto mettere i loro giornalisti di fronte alle telecamere per realizzare servizi personalizzati per le singole emittenti.

In termini di tecnologia, APTN si è ritrovata molto ben attrezzata grazie agli investimenti effettuati per la guerra in Iraq, “Non abbiamo acquistato nuove apparecchiature per coprire l'evento” ha detto Kriel. “Abbiamo utilizzato la nuova tecnologia sulla quale avevamo già investito in precedenza.”

Un elemento dell'apparecchiatura acquistata in occasione della guerra in Iraq è stato un'antenna giroscopica stabilizzata che può essere montata su una piattaforma semovente in grado di effettuare automaticamente il puntamento sui satelliti, consentendo le riprese dal vivo con telefoni satellitari. La APTN ha piazzato tale antenna su una portaerei utilizzata per inviare elicotteri e aeroplani con viveri e personale sui luoghi del disastro. Utilizzando una coppia di telefoni satellitari, il video live dalla portaerei è stato meno a scatti rispetto a quello ottenibile con un solo telefono satellitare, pur se qualitativamente ancora deficitario. Però era dal vivo. Sebbene gli effetti del disastro e le attività di soccorso continueranno ancora per mesi, se non per anni, la copertura mediatica quotidiana ha cominciato, alla data in cui scriviamo queste note, a scemare. Non sarà, comunque, la fine del coinvolgimento di APTN con i video acquisiti. “Una volta che la stretta emergenza – e la relativa copertura mediatica – sarà terminata, comincerà la realizzazione di documentari – ha detto Brooks. Quando la notizia è terminata, la gente comincia a vedere le cose con un'ottica di maggiore riflessione, e i documentaristi arriveranno e, probabilmente, vi sarà qualcuno che comincerà a interrogarsi sul motivo per cui così tante case sono crollate così facilmente.” (Craig Johnston)

 

I radiofonici al centro dello tsunami

Con la perdita di oltre 289.000 vite, la catastrofe ha sollevato diversi interrogativi sui motivi per cui non sono stati lanciati allarmi preventivi nelle zone del disastro e sui motivi per cui le informazioni non sono state effettivamente ed efficacemente disseminate al pubblico attraverso i canali radiofonici e televisivi, a dispetto della disponibilità della tecnologia che avrebbe consentito tutto ciò. Molti professionisti hanno dichiarato che una delle più grandi lezioni imparate da questo avvenimento è la necessità di disporre di un sistema affidabile per l'allertamento e l'informazione di emergenza per i broadcaster e per le stazioni radiofoniche che possono in tal modo assicurare ai propri ascoltatori un'informazione tempestiva. I funzionari sono anche più consapevoli dell'importanza di piani di gestione di crisi e centri di recupero a seguito dello tsunami. L'Asia-Pacific Broadcasting Union (ABU), ovvero l'organizzazione gemella della nostra Eurovisione, ha sollecitato i propri membri a contribuire alla creazione di un sistema di allerta per emergenze e disastri che potrebbe consentire l'immediato allertamento della popolazione sul rischio di calamità naturali attraverso la televisione e la radio. “C'è da imparare una grande lezione da quanto accaduto con lo tsunami di fine 2004” ha detto Sharad Sadhu, responsabile della tecnologia di trasmissione e dello spettro alla Abu. “E' essenziale che sia attivato un sistema di allerta e comunicazione pubblica, e i broadcaster, offrendo le proprie linee di lavoro e le risorse disponibili, dovrebbero giocare naturalmente un ruolo chiave in tale sistema.” L'Abu, in stretta collaborazione con i propri membri broadcaster, sta indagando su come i broadcaster possano servire al meglio il pubblico in caso di emergenze.

 

Radio portatili

Una strada potrebbe essere quella di distribuire delle radio portatili alimentate con batterie a secco alle persone che risiedono in aree a rischio disastri – ha detto Sadhu. “Il ruolo vitale della radio è stato ulteriormente enfatizzato dal recente accadimento. Attraverso questa tragedia, abbiamo ridefinito l'importanza della radio con la necessità di utilizzare apparecchi in onde medie e Fm per risolvere il gap comunicativo esistente.”

L'Abu sta ora assistendo Commercial Radio Australia (Cra) nei suoi sforzi finalizzati ad aiutare i paesi colpiti dallo tsunami a recuperare le proprie strutture di broadcast. Già dalla fine dello scorso mese di gennaio, Cra ha fornito circa 40.000 apparecchi radiofonici e batterie a quei paesi, comprese 10mila unità allo Sri Lanka, 5mila all'Indonesia e 5mila alle Maldive. Oltre a fornire 8 trasmettitori Fm, la Cra sta offrendo consulenza tecnica per aiutare i broadcaster locali a ricostituire le proprie reti e servizi sia sul breve termine che, più in generale, per il futuro, ha spiegato Joan Warner, Ceo della Cra. L'assistenza della Cra non avrebbe potuto essere più tempestiva. “L'industria radiofonica commerciale in Australia desiderava offrire aiuto immediato e concreto ai nostri colleghi del broadcast in tutta l'area colpita dallo tsunami.” ha detto Warner. “Sembrava che oltre alla necessità di aiuti alimentari, di acqua potabile e di medici, ci fosse la necessità di far uscire le informazioni, così che tutti coloro che erano stati colpiti dallo tsunami fossero in grado di sentire i messaggi governativi e delle agenzie di aiuti umanitari relativi al ritrovamento di persone scomparse, al rientro nelle proprie città o villaggi, alle modalità per ottenere cibo, acqua, assistenza medica e altro.” Nello stesso momento, l'emittente pubblica australiana ABC (Australian Broadcasting Corporation) si è offerta di aiutare invitando i broadcaster nelle aree interessate dallo tsunami a richiedere assistenza.

 

Esperienza tecnica

Secondo il direttore della tecnologia e distribuzione della ABC, Colin Knowles, la ABC offrirà expertise tecnica, pianificazione e training, oltre ad alcune opere di ricostruzione, più dal punto di vista del contributo tecnico che non da quello economico o dell'offerta di apparecchiature. Il Ministro dell'informazione, arte e cultura delle Maldive, che controlla TV Maldives e Voice of Maldives, ha richiesto un controllo da parte di personale esperto del sistema radiante in onde medie, che è stato sommerso durante l'onda di tsunami. La ABC ha inviato un tecnico per valutare la situazione; qualora la stazione necessitasse di lavori di ripristino, il rapporto tecnico servirà come base per la richiesta di fondi alle diverse agenzie che stanno fornendo aiuti alle Maldive, ha spiegato Knowles. Mentre non vi sono stati danni all'infrastruttura di trasmissione della Sri Lanka Broadcasting Corporation, la situazione in Indonesia è decisamente più seria, dove le necessità umane di base hanno ovviamente avuto la precedenza. Tuttavia, alcuni trasmettitori e ricevitori Fm sono comunque stati inviati in Indonesia per consentire l'accesso ai servizi informativi da parte della popolazione. In ogni caso, la ricostruzione dell'infrastruttura di trasmissione a lungo termine non avrà immediatamente inizio. “Mi è stato detto che la ricostruzione delle infrastrutture broadcast sarà per qualche tempo sospesa e non partirà veramente sino a che le necessità di base della popolazione non saranno state soddisfatte e non vi sarà stato un rientro, almeno parziale, alla normalità” ha detto Knowles. Le emittenti internazionali Radio Nederland Wereldomroep dall'Olanda e Deutsche Welle dalla Germania, oltre alla rete di news indonesiana 68H, stanno lavorando con dei partner locali per ricostruire le stazioni in Indonesia. Secondo quanto dichiarato nell'appello lanciato dall'Unesco, ben 11 stazioni radiofoniche della provincia di Aceh sono andate distrutte o hanno subito gravi danni; quattro di esse a Meulaboh, località che si trova ad appena 150 chilometri dall'epicentro del terremoto, sono state completamente cancellate.

L'aiuto è arrivato anche dagli operatori satellitari, come Eutelsat, Panamsat e WorldSpace. Eutelsat, per esempio, ha offerto l'utilizzo gratuito della propria capacità satellitare sul satellite W5, a 70,5°est e sul W6, a 21,5°est. Tali satelliti sono stati utilizzati dalle organizzazioni non governative e dalle agenzie umanitarie nelle aree colpite dal disastro. Per tali scopi è stato messo a disposizione un beam orientabile sul satellite W6 sopra l'area dell'Oceano Indiano, che ha consentito l'accesso a Internet e la telefonia VoIP attraverso tutte le reti Wi-Fi disponibili in loco. Dall'altro lato, Panamsat ha donato gratuitamente la capacità alla rete televisiva americana NBC per la diffusione del telethon realizzato il 15 gennaio per la raccolta di fondi per le vittime dello tsunami. In risposta alle richieste del Governo indiano, WorldSpace (l'operatore di satelliti integralmente dedicati all'impiego radiofonico, che attualmente coprono l'Asia, l'Africa e parte dell'Europa, ndt) sta lavorando in stretta collaborazione con i propri uffici indiani per offrire uno speciale servizio di supporto per la gestione dei flussi informativi relativi al disastro operati dal Governo indiano. Un canale speciale sul satellite AsiaStar di WorldSpace, nel beam di NordOvest, è stato utilizzato per inviare dati e messaggi agli appositi centri di soccorso realizzati nelle aree costiere di Tamil Nadu e Pondicherry.

 

Supporto di infrastrutture

In aggiunta, WorldSpace è pronta a offrire un contributo alla ricostruzione fornendo il supporto delle infrastrutture collegate. Nel lungo termine, comunque, il direttore di WorldSpace Asia Richard Butler ha chiesto ai diversi paesi di considerare la possibilità di installare ricevitori portatili e antenne a basso costo nella regione. Butler ha detto che egli crede che il sistema ibrido satellite-terrestre di WorldSpace (in pratica un sistema di tipo “gap filler”, dove i buchi di copertura della rete terrestre vengono integrati dalla copertura satellitare, e viceversa) è in grado di sopperire alle deficienze di comunicazione, come quelle che si verificano dopo un disastro come quello accaduto nell'area colpita dallo tsunami. Sull'onda del disastro, la rete pubblica giapponese NHK ha ospitato un workshop finalizzato a indicare ai broadcaster il loro specifico ruolo nell'informazione di emergenza. Il workshop ha offerto un aggiornamento sui piani per stabilire un sistema di preallarme sugli tsunami nell'area dell'Oceano Indiano e ha altresì offerto informazioni ai broadcaster su come collegarsi a detto sistema. Il workshop si è tenuto a Tokyo dal 28 febbraio al 2 marzo scorsi. (Patricia Lee)