L'OPINIONE
SuperTeletext in DTT: una cosa seria... ma senza esagerare
La Tv digitale terrestre, tra i tanti riflessi, genera anche e soprattutto un'evoluzione nel corredo di dati che si accoppiano al video. Da Carlo Cafarella di Colby Telematic Systems abbiamo raccolto una qualificata e, leggerete, disincantata opinione al riguardo che merita la dovuta attenzione. Soprattutto se siete tra coloro che stanno gestendo la transizione ormai imminente al DTT è bene sapere cosa aspettarsi... tenendo i piedi per terra!
Sin dalla nostra nuova campagna pubblicitaria cerchiamo di esprimere un personale punto di vista sulle premesse dell'MHP e del digitale terrestre, che francamente ci sembra sia stato oggettivamente forzato per ragioni di tipo politico e industriale, piuttosto che nato da una vera e dunque “sana” domanda da parte del pubblico televisivo.
Certamente in questo clima si è creata anche un'illusione da parte di chi ha visto in questa opportunità una occasione di business “facile”. Partendo da tale abbaglio abbiamo visto letteralmente piovere sul mercato soluzioni sviluppate da soggetti che non avevano una vera e propria esperienza specifica, ma che si sono affrettati a... cavalcare la tigre.
Invece, come Colby, abbiamo preferito, senza lanciarci in un'affrettata campagna pubblicitaria, impegnarci innanzitutto nella fase di sviluppo e, soprattutto di test: perché la stabilità del sistema da commercializzare per noi è un fatto prioritario. D'altronde seguiamo ora la stessa filosofia che ci ha accompagnato in questi 17 anni e che ha fatto di noi il fornitore numero uno in Italia di sistemi per Teletext e affini. In termini di prospettiva va rilevato che i giochi politici adesso sono chiusi e da qui in avanti il DTT certamente progredirà: alla fase “estrogenata” dalla volontà politica adesso farà seguito uno sviluppo più sano, più calmo e costante. Anche la curva di penetrazione dei decoder sarà meno ripida.
Teniamo i piedi
per terra
Ci sarà un ridimensionamento dei proclami su quello che si può fare davvero e in concreto con la DTT: questo perché, come per ogni tecnologia (si pensi al telefonino) alla fine si punterà sui quei tool che si verificano essere davvero interessanti e quindi richiesti e usati dal pubblico.
Cominciamo col dire che i servizi sono principalmente a carattere consultativo: si veda anche nel merito la natura di gran parte dei progetti approvati dal CNIPA. Quindi stiamo parlando di un SuperTeletext nel vero senso della parola. A questo punto la prima perplessità sul sistema impone una considerazione: ammesso che i decoder evolvano veramente e dunque consentano una maggiore ed effettiva interattività, resta il fatto che comunque le modalità d'uso e di accesso non sono poi così semplici come si voleva far credere. L'alfabetizzazione digitale anche in DTT non sarà cosa per tutti e per ogni fascia d'età. Il telecomando del decoder DTT, se usato davvero, non è poi così semplice.
Poi si deve accettare il fatto che Internet è l'antagonista a tutto campo della Tv digitale e sarà quello il canale a determinare un vero e proprio salto generazionale. La minaccia di Internet è per la ricezione verso l'utenza domestica e la Tv è destinata ad arrivare in casa tramite lo stesso cavo che porta e porterà Internet, l'elettricità e quant'altro.
Quindi credo si possa affermare che questa della DTT non sia una scelta definitiva, ma rappresenti una transizione della Tv verso il mondo digitale in generale: una fase importante, strategica, ma non sembra potersi dire un approdo definitivo.
Da ricordare anche il satellite quale altro canale destinato a distribuire una Tv di qualità dai contenuti molto ricchi; verosimilmente il satellite sarà importante segnatamente per i canali HD che hanno bisogno di molto spazio. e nel satellite la capacità è massima.
Un errore “storico” che va corretto nella mente degli imprenditori Tv riguarda il ruolo strategico del canale dati rispetto al video: il teletext è più uno strumento di marketing per il proprio canale video che di vero e proprio business integrativo in modo diretto. Diciamo piuttosto che può semmai essere di supporto al business pubblicitario video in modo indiretto: questo è il ruolo nel quale funziona meglio (e i grandi broadcaster lo hanno capito). Il superteletext non sarà tanto diverso.
L'impegno di Colby
La sperimentazione è iniziata nel 2003 ed è stata avviata dalla commercializzazione del Colby830 , l'apparato che genera il codice di riconoscimento del canale da parte dei meter Auditel per le emittenti digitali satellitari e terrestri: questo apparato in termini di hardware è identico al Carousel MHP. Di 830 ne abbiamo installati una cinquantina, per la gestione di circa 200 canali, e dunque abbiamo creato una base di esperienza per cominciare a conoscere e risolvere i problemi specifici.
Per realizzare sistemi di trasmissione a standard MHP fondamentalmente servono tre componenti:
- il carousel, che trasmette l'applicazione;
- l'applicazione vera e propria, sviluppata in linguaggio java;
- il gestore del servizio, per gestire in tempo reale il feed back del sistema.
Così come era stato sin dall'inizio per il teletext, la terza fase non ci interessa (è una scelta fatta essenzialmente per non interferire con l'attività dei nostri stessi clienti).
A questo punto potevamo impegnarci a tutto campo su hardware e software, ma in generale gli ambienti di sviluppo oggi sono materia nella quale si cimentano già molte persone. In pratica c'è una banalizzazione dello sviluppo software dell'applicazione un po' come era successo qualche anno fa con la realizzazione dei siti web. Quindi Colby anche nell'MHP ha deciso di specializzarsi sull'hardware, sulla scatola a supporto del sistema.
In verità una applicazione la sviluppiamo anche noi, ma è solo in una logica di continuità: è per il SuperTeletext e serve a recuperare il patrimonio di informazione già realizzato nel teletext tradizionale e integrarlo nel sistema di superteletext.
In pratica la nostra proposta non è assolutamente vincolante rispetto all'uso dell'apparato ed è essenzialmente un'attenzione che Colby riserva prioritariamente ai suoi clienti abituali che vogliano intraprendere la migrazione verso il digitale (sono circa 200 imprese).
Un dettaglio non trascurabile relativamente a quanto detto è che ad oggi... il prodotto esiste veramente! Non per fare facile ironia, ma chi opera in questo settore sa bene che non è insolito scoprire a posteriori che dietro i proclami a volte non ci sia sempre la sostanza. Nel nostro caso la soluzione c'è ed è in pronta consegna.
Poi è un prodotto assolutamente aperto e integrabile in qualsiasi sistema di gestione dei segnali DTT e intefacciabile con i più diffusi sistemi di automazione e messa in onda: questo semplifica la gestione di progetti ambiziosi quali la messa in onda di spot interattivi e applicazioni legate al palinsesto (si pensi ai giochi e al televoto).
In ultimo va detto che non è richiesto un legame di tipo "vitalizio" con Colby: ovviamente in caso di necessità l'azienda c'è, ma viceversa il cliente può autogestire il sistema e farlo mantenere da chi preferisce: i protocolli per l'automazione, per capirci, sono pubblicati col manuale stesso. La massima trasparenza è un altro dei pilastri della nostra filosofia, a differenza delle abitudini di altre imprese, soprattutto straniere.
La politica di trasparenza si riflette nella politica dei prezzi: non vogliamo speculare sulle spalle dei pionieri della DTT, ma piuttosto diventare per la parte di contenuto "testuale" della Tv anche in digitale uno "standard" come già lo siamo in analogico.