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Pino Stillitano partner di Renzo Piano per Radio24 a Milano

Pino Stillitano con la sua SM ( www.s-m.it ) ha collaborato una volta ancora con la prestigiosa firma dell'architettura italiana Renzo Piano .  In precedenza Stillitano aveva già collaborato con Piano: ricordiamo infatti, anche se "extra settore", il contributo all'ideazione del pavimento della nuovissima e monumentale chiesa dedicata a San Pio a San Giovanni Rotondo. Stavolta invece la SM ha completamente "giocato in casa", avendo avuto l'incarico di realizzare l'area degli studi radiofonici di Radio24 nel contesto del nuovissimo building quartier generale del gruppo Il Sole24 Ore.

 

Un committente prestigioso
Sarà bene ricordare che Il Sole 24 Ore rappresenta di fatto un punto di riferimento del mondo dell'economia e della finanza con oltre 50 testate giornalistiche, una vasta rete di corrispondenti, 27 sedi in Italia e 7 nel mondo, dieci centri stampa di cui due di proprietà. Il Sole 24 Ore rappresenta un sistema editoriale integrato che sfrutta le potenzialità di mezzi diversi per fornire un'informazione economica, normativa e finanziaria aggiornata e sensibile alle diverse esigenze informative dei suoi utenti. Oltre sei milioni di persone fruiscono settimanalmente del "sistema Sole" attraverso mezzi e canali differenti: quotidiano, agenzia stampa, editoria professionale e specializzata, formazione, seminari, convegni, televisione satellitare, prodotti finanziari on e off line, Internet e, naturalmente, la radio nazionale. In particolare Radio 24 - Il Sole 24 Ore è un'emittente "news&talk" che propone rubriche e programmi multitematici in diretta con ospiti ed esperti oltre, ogni ora, a due giornali radio con le ultime notizie dall'Italia e dal mondo, gli aggiornamenti dai mercati finanziari, le informazioni di servizio sul traffico e sul meteo.
L'emittente radiofonica ha preso il via il 4 ottobre 1999 e in poco più di quattro anni ha già superato 3.000.000 di ascoltatori nella settimana raggiungendo la soglia di oltre 1.500.000 di ascoltatori nel giorno medio. Punto di forza di Radio 24 è la continua interattività con il pubblico: ogni giorno arrivano negli studi più di 500 telefonate, 350 SMS e 200 e-mail. Il palinsesto completo e i contributi audio sono disponibili sul sito della radio: www.radio24.it.

 

Il nuovo building
All'origine dell'intervento sta il fatto che Il Sole 24 Ore ha deciso di razionalizzare i propri spazi nella città di Milano. La nuova sede del gruppo Il Sole 24 Ore è stata progettata da Renzo Piano ed ha preso forma dalla ristrutturazione totale di una struttura esistente nella zona Fiera di Milano, in via Monterosa. Il complesso esistente, prima destinato all'uso industriale, consisteva in cinque blocchi rettangolari disposti intorno ad un cortile posto centralmente. Il telaio in C.A. esistente è stato conservato e sono stati aggiunti due piani utilizzando telai d'acciaio. La soluzione tecnica degli impianti si è sviluppata intorno all'uso di travi fredde a soffitto, probabilmente tra le prime volte in uso in Italia. L'edificio è considerato un modello di intervento sostenibile ed a basso consumo energetico. Come a scritto Giacomo Borella sul Corriere della Sera "Le facciate continue in vetro avvolgono le vecchie strutture e danno leggerezza e limpidezza al complesso. Dosando la gamma delle trasparenze, si lascia intravedere dalla strada, attraverso il corpo dell'edificio, la collina verde che è stata realizzata al centro del complesso. Al primo involucro trasparente se ne sovrappone uno opaco, mobile o traforato, composto dalle tende e dal «tappeto volante» di grigliato metallico sospeso sopra la copertura a intercettare i raggi del sole: questo progetto, come gli altri di Piano, è anche un ragionamento sulla luce e sull'ombra".

 

Il ruolo della SM
SM ha concluso la sua parte di intervento nel gennaio 2005: la progettazione è stata diretta da Pino Stillitano ed ha visto impegnati gli architetti Simona Villa e Massimo Brucoli , oltre all'ingegner Roberto Giovannucci , con il supporto dell'ingegner Lorenzo Rizzi . Altra figura non trascurabile è stata quella del responsabile di cantiere, Giuseppe Calabrò. I primi progetti erano stati valutati nel mese di maggio 2004. Come sempre sono state studiate le varie problematiche da vari punti di vista: rispettando ovviamente lo spirito e lo stile dell'opera complessiva dell'edificio (in sintonia con la filosofia di renzo Piano), ma senza trascurare nella creazione del layout il modo di lavorare specifico di questa radio totalmente di parola e fortemente interattiva col pubblico. Una radio che vede una moltitudine di persone impegnate in contemporanea nella preparazione dei tanti segmenti di parola che compongono il flusso continuo dei programmi. Un intreccio in fase di produzione che imponeva la massima semplicità strutturale, così da evitare "congestione" degli studi e delle sale di editing, o sovrapposizioni tra conduttori dei programmi e giornalisti dei radiogiornali. Per rispettare queste condizioni la parte tecnica degli studi è stata concentrata in un corpo unico di circa 216 mq, posto al centro dell'ampio open space al primo piano del palazzo; il piano è interamente dedicato allo staff giornalistico e tecnico della radio e in questo modo è stato possibile semplificare e ottimizzare l'accesso a tutti gli utenti degli studi. L'inserimento degli ambienti tecnici nel palazzo ha imposto che si rispettassero i canoni estetici complessivi: interfacciando l'esperienza SM con le conoscenze e la supervisione dell'architetto Nicola Pacini (Renzo Piano Building Workshop), si è ottenuto un look sobrio, ma di sicuro impatto e, soprattutto, di assoluta ergonomicità. La struttura comprende 4 sale regia con 6 sale speaker, 2 delle quali sono state pensate ed attrezzate come studi radio-televisivi in quanto potrebbero essere indifferentemente utilizzate anche per produzioni in video. Tutto è interlacciato, ma di regola sono due le regie interscambiabili per la diretta, ciascuna con il suo studio per conduttore e ospiti e, a latere, il box per il giornalista conduttore del radiogiornale (l'inserimento del quale non comporta qundi interferenza "fisica" col programma nel quale si inserisce. Ci sono poi 3 box per l'editing dei contributi giornalistici e altre 4 postazioni di ingest delle fonti audio per i contributi (da satellite, Internet, corrsipondenze esterne e via discorrendo).

 

Un'occhiata alla tecnologia
Dalle strutture alle infrastrutture, eccoci ad una visita guidata dal direttore tecnico Fabrizio Guidi e dal responsabile tecnico della bassa frequenza, il "navigato" Luca Buratto . In cotanta sede, certo l'elettronica di contorno non poteva essere da meno, anche se lo stesso Buratto ci conferma che "I lavori sono stati fatti recuperando la gran parte della tecnologia della precedente sede di via Richard, ma soprattutto realizzando un trasloco di simili proporzioni nell'arco di un mese e senza neppure un giorno di fermo-stazione. Nel periodo transitorio abbiamo mantenuto le due location in collegamento grazie ad un sistema Mayah Centauri 3001 su linea CDN a 2 Mb, occupandone due flussi da 256 Kb ciascuno (uno per l'andata e l'altro per il ritorno)".
In diretta si fanno notare il banco Soundcraft B400, i nuovissimi monitor della Genelec (le panciute 8040), le cuffie Powerplay Pro-8 HA8000 della Behringer e l'automazione della Dalet. Ma in una radio che fa del dialogo e della comunicazione con l'esterno il suo punto di forza, veramente nutrita la messe di tecnologia in campo per la gestione della telefonia: 8 linee sono gestite da apparati AEQ TH-02-EX, mentre per l'ISDN notiamo un Telos Zephyr Digital Network Audio transceiver.
Buratto è particolarmente orgoglioso dell'architettura per la gestione dei segnali per l'emissione e ci spiega che "il sistema è completamente ridondadto, sia in analogico che in digitale. Abbiamo due Orban Optimod 8200 automaticamente commutabili, ma a valle è notevole l'impiego di un doppio sistema Soundweb Designer in grado di gestire e controllare i segnali, monitorarne le condizioni di esercizio e decidere in automatico quale sia la linea alla quale dare priorità, in base a degradi del segnale o black out. Le ridondanze sono possibili a qualsiasi livello e il controllo è totalmente remotato: dalla mia scrivania (ma anche dall'esterno dell'azienda, se serve) posso monitorare il segnale ad ogni passaggio e decidere anche manualmente eventuali riconfigurazioni. La continuità anche in caso di default di una linea è garantita dal fatto che il sistema tiene sempre tutte le linee in parallelo, quindi "calde": non switcha in caso di necessità, ma mixa".
Un accurato lavoro di allineamento dei segnali è stato fatto per garantire contemporaneità tra l'emissione dai trasmettitori collegati via terra e quelli via satellite, anche se in caso di problemi gravi entra in scena un RVR Discovery che switcha le uscite verso l'alta frequenza su una linea diretta: si avrenno i ritardi, ma non l'interruzione del segnale.

 

Conclusione dell'opera
Lo stesso Guidi ci ha confermato che i lavori specifci per installare la radio nella nuova sede sono costati alcune centinaia di migliaia di euro, ma se si considerasse la quota parte di strutture dell'edificio che si occupa, il conto schizzerebbe a svariati milioni. Anche sulla tecnologia c'è stato un notevole virtuosismo: ad integrazione della tecnologia traslocata dalla vecchia sede, gli investimenti ex-novo sono stati nell'ordine dei 150mila euro: poca cosa, dato quanto abbiamo visto. Lo staff di circa 110 persone ora occupa i nuovi spazi e c'è da rilevare che aver investito solo 8 mesi dal progetto all'occupazione degli ambienti è stato un vero successo per la SM e tutti i professionisti coinvolti. Ma SM non sta certo sedendosi sugli allori… Sono già in febbrile corso altri prestigiosi studi radiofonici per un altro primario gruppo editoriale italiano. E naturalmente su Broadcast&Production ne avrete dettagliato resoconto a tempo debito! (A.R.)