SUONO E STUDIO
Il suono in bilico tra passione e ragione
Molte delle persone che lavorano nel campo dell'audio e dell'acustica lo devono alla loro passione per la musica. Essa, oltre ad avere come ogni forma d'arte forti componenti non razionali, è per molti versi una forma di matematica, studiando armonia sono sempre rimasto affascinato da quanti conti e relazioni vi siano coinvolti: lo scenario diventa veramente vasto e incredibile quando si accosta la teoria musicale e la conoscenza di uno strumento ai modelli e alle formule della fisica, ai dati sperimentali della psicoacustica. Penso sia importante avere delle basi in tutti questi campi, di buoni sound-engineer e acustici, figure considerate da molti soltanto tecniche, non dovrebbero esimersi da approfondire anche quello che insegna la musica. Essa contiene conoscenze ben più antiche del mondo tecnologico; l'ausilio e la conoscenza di uno strumento musicale, inoltre, permettono di approfondire e addestrare la percezione di molte sfumature della realtà sonora.
A che frequenza corrispondono le note musicali?
Di seguito riporto una tabella utile in tante situazioni, essa ci dice a che frequenza corrisponde il suono fondamentale di ogni nota. Per semplicità si è riportata solo la prima ottava del pianoforte e si è considerato il sistema temperato usato oggigiorno (in cui i suoni alterati coincidono, p.e. il re bemolle è uguale al do diesis).
Dato che ad ogni ottava corrisponde il raddoppio della frequenza (il motivo è insito nel funzionamento dell'udito), per trovare le note delle ottave superiori basterà continuare a moltiplicare le frequenze qui riportate per 2.
Un paio di esempi veloci: il primo MI del basso elettrico è a 41.2 Hz, il primo MI della chitarra, un'ottava sopra, sarà a 41.2 x 2 = 82.4 Hz; il LA del diapason a 440 Hz sarà quindi 440/55=8 log 2 (8)=3 ottave sopra la prima ottava del pianoforte (oss. 2 3 =8).
Denom. Classica |
Denom. Anglosassone |
Frequenza [Hz] |
|
|
|
DO |
C |
32.70 |
DO#, Reb |
C#, Db |
34.04 |
RE |
D |
36.71 |
RE#, Mib |
D#, Eb |
38.89 |
MI |
E |
41.20 |
FA |
F |
43.65 |
FA#, SOLb |
F#, Gb |
46.25 |
SOL |
G |
49 |
SOL#, LAb |
G#, Ab |
51.91 |
LA |
A |
55.00 |
LA#, SIb |
A#, Bb |
58.27 |
SI |
B |
61.73 |
DO |
C |
65.40 |
Esso è quella parte del campo sonoro dovuta dalla risposta dell'ambiente ai suoni presenti al suo interno (detto campo diretto ); è sempre presente negli ambienti chiusi e semi-chiusi della nostra quotidianità, dove la maggior parte delle superfici sono dure e quindi riflettenti al suono (p.e. stanze, saloni, corridoi, portici, tunnel…). Siamo talmente abituati a percepirlo e poco inclini a sfruttarne l'informazione che porta da non accorgerci della sua esistenza. Ho già detto come le persone non vedenti lo sfruttino invece egregiamente per la localizzazione.
E' chiaramente percepibile quando si battono le mani in una stanza vuota o spoglia.
Un esempio preso dal mondo accademico sta alla base dell'effetto ‘cocktail party ' , lo abbiamo provato tutti, per esempio a scuola o, per l'appunto, alle feste: quando molte persone si mettono a parlare contemporaneamente in una sala si crea un rumore di fondo incomprensibile e fastidioso (l'effetto in psicoacustica si riferisce poi alla capacità dell'apparato uditivo di focalizzarsi sui singoli discorsi vicini distinguendone il contenuto informativo).
Quel brusio che spesso porta ad alzare di nuovo la voce e con un feedback positivo diventa esagerato, contiene la risposta della stanza, in questi casi riusciamo a notare il campo sonoro riverberante dell'ambiente.
Che soluzioni esistono per la correzione acustica?
Oggigiorno il mercato propone numerosi materiali che hanno proprietà fonoassorbenti e fonodiffondenti. In questi casi fino a pochi anni fa l'estetica pesava su di essi, soprattutto quando era coinvolta molta manodopera specializzata.
Negli ultimi anni abbiamo però individuato nuovi materiali dal rapporto qualità/prezzo interessante, essi hanno un buon look e conservano ottime proprietà di fonoassorbenza (un esempio in opera nella prima figura, trattamento acustico di un project studio: Romeo Chierici, Reggio Emilia).

In SM ho inoltre curato lo sviluppo di pannelli modulari basandomi sulle proprietà di risonanza delle cavità e dei diaframmi ma non solo.
Essi sono appendibili alle pareti, quindi rimovibili e facilmente spostabili per poter creare situazioni di variabilità. E' stata curata una gamma di possibili finiture che ha permesso di differenziarne il prezzo finale, i pannelli possono essere finiti p.e. in legno grezzo, in essenza legno, dipinti, etc. (nella seconda fotografia pannelli in legno faggio applicati in opera per la bonifica acustica di una regia audio già esistente: Preludio, Milano).
L'offerta è quindi variegata, comprende altre soluzioni (alcune in fase di sviluppo) di cui discuteremo nelle prossime puntate: ovviamente consiglio che l'inserimento di questi elementi sia supportato da una dovuta attenzione ai materiali e agli oggetti già presenti nell'ambiente, all' utilizzo di quest'ultimo, ancor meglio dopo una campagna di misure, tutti servizi che svolgiamo come sempre con passione e attenzione. ( Ing. Lorenzo Rizzi - SM - www.s-m.it )