REPORT FIERE
NAB RADIO IN PORTOGALLO
Dopo un periodo di sei anni di assenza, la National Association of Broadcasters (NAB) ha riportato la propria annuale European Radio Conference in un Paese del Sud Europa. L'incontro, tenutosi tra il 7 e il 9 novembre scorsi a Lisbona, ha fatto incontrare oltre 650 professionisti da 42 Paesi, che nei tre giorni hanno discusso delle più attuali problematiche del settore radiofonico
di Nuno de Sousa
Il Presidente e Ceo del NAB, Eddie Fritts, all'apertura dei lavori a Lisbona, ha ringraziato i Portoghesi per la loro ospitalità e la Associaçao Portuguesa de Radiodifusao (APR) per il supporto offerto, spiegando che l'incontro del 2004 è stato il meeting di maggior successo in Europa. Oltre a poter seguire i numerosi dibattiti tenuti in sessioni parallele, i convegnisti hanno anche avuto la possibilità di incontrare fornitori di apparecchiature e di servizi, tra i quali la Rcs, Broadcast Architecture, Medialane International Ltd., On Air Digital, TM Century inc. e Top Format, oltre al distributore portoghese Custodio Cardoso Pereira SA (CCP). Le emittenti radiofoniche portoghesi sono state ben rappresentate all'evento, con un buon numero di professionisti e collaboratori delle stesse emittenti che hanno fatto parte dei panel dei vari convegni. Sfortunatamente, le stazioni locali non sono state ben rappresentate come le emittenti nazionali, in parte a causa degli elevati costi per partecipare alla Conference. Quelle emittenti, comunque, hanno perduto l'occasione di incontrarsi con professionisti di mercati più dinamici di quello portoghese e di acquisire nuove idee e prospettive che sono certamente diverse e allo stesso tempo ottimistiche sul futuro del broadcast radiofonico.
Le diverse sessioni hanno coperto le maggiori problematiche di attualità: consolidamento, digitale, diritti d'autore e, più importante di tutti, il modo di creare una radio di successo che attragga l'audience.
Nella sessione intitolata “Studi di casi di radio europee: come diventare e rimanere un leader”, Jim Receuver, direttore operativo di Radio 100FM in Danimarca, ha dimostrato come una stazione possa essere lanciata in soli 200 giorni ed essere al primo posto negli ascolti del proprio Paese. Il segreto di Receuver? Rafforzare il programma del mattino e prendere conduttori con poca esperienza, ma un elevato senso dello humor. La stazione ha anche un motto che sottolinea il concetto: “100% God Musik, 100% Sjov” (Ovvero, 100% di buona musica, 100% di divertimento).
Nello stesso panel, Kalle Lisberg, direttore marketing della norvegese P4, ha sottolineato che la creazione di un business plan è stato fattore essenziale nel successo della sua radio, assieme a un dettagliato studio sulle preferenze musicali del pubblico.
Paula Oliveira, coordinatrice del dipartimento marketing dell'emittente pubblica Radiodifusao Portuguesa (RDP) ha iniziato la propria presentazione sottolineando il ruolo di servizio pubblico della stazione e spiegando di come il canale generalista Antena 1 tenti di incontrare i gusti dei propri radioascoltatori con un attento dosaggio di intrattenimento, informazione e musica essenzialmente portoghese. Nei tre anni trascorsi da quando è stato aperto l'ufficio marketing della RDP – ha detto la Oliveira – l'emittente ha cercato di adattarsi al meglio alle richieste degli ascoltatori, creando spazi alternativi per alcuni particolari tipi di musica, come il fado, incompatibili con i gusti della maggioranaza.
L'altro canale di RDP, Antena 3, condivide gli stessi principi, ma è orientato a un pubblico giovane. Dal suo rilancio, avvenuto nel novembre del 2001, le trasmissioni del martedì sono costituite esclusivamente da musica nazionale. In aggiunta, una volta al mese il canale trasmette concerti dal vivo.
La sessione “Music downloading and digital copyright issues” (download musicale e problematiche legate al diritto d'autore) è sytata incentrata sulla necessità di collaborazione tra l'industria musicale e quella del broadcast, visto che i due settori sono strettamente interdipendenti. “A dispetto del fatto che gli ascoltatori di nuova generazione non stanno cercando passività dai broadcaster – ha detto Simon Cole, amministratore delegato di UBC Media – i miglioramente della tecnologia non rappresentano un fattore negativo, ma, al contrario, devono essere visti come una nuova opportunità di allargamento del business per le emittenti radiofoniche.”
“I format radiofonici nei mercati emergenti: grande successo senza grandi risorse” ha detto Mario Colantino di Radio Research Europe, portando differenti prospettive al dibattito sullo sviluppo di format radiofonici e costruzione di un team di stazione di successo. Quando Pedro Tojal è diventato general manager del gruppo Madia Capital Radio, non si è subito fidato dei suoi nuovi collaboratori; in precedenza, aveva lavorato per una dozzina d'anni presso il principale concorrente di Radio Capital. Ma, a dispetto di alcune difficoltà iniziali, Tojal ha usato una chiara strategia di comunicazione e ha coinvolto i colleghi nel processo decisionale, contribuendo al successo del gruppo.
In maniera simile, Bartosz Hojka, general manager del gruppo radiofonico polacco Agora SA, dà ai suoi colleghi un ruolo fondamentale nel processo decisionale. “Il mio più grande investimento è il mio team” ha commentato Hojka mentre discuteva riguardo alla difficoltà di impiantare 26 stazioni radiofoniche in tutta la Polonia.
Nell'ambito della discussione, Zsolt Bolla, direttore programmi della stazione ungherese Slager Radio ha spiegato che il fatto di essere la stazione più ascoltata in un determinato mercato non porta automaticamente a ottenere la fetta più grande della torta pubblicitaria. Bolla ha condiviso la sua strategia di alternare contenuti per compiacere sia il pubblico che gli inserzionisti e, ancora più importante, di essere pazienti.
Paul Shilko, direttore programmi dell'emittente ucraina Gala Radio ha detto che usa la creatività per dilatare un budget modesto, conducendo delle promozioni ben studiate e anche tentando alcuni esperimenti, come quello di utilizzare un noto comico nazionale per condurre il programma del mattino.
In un discorso di apertura della conferenza, Mel Karmazin, che lo scorso mese di giugno ha lasciato l'incarico di presidente e COO della Viacom, il secondo gruppo in termini di dimensioni negli Stati Uniti, ha parlato delle sue esperienze nel consolidamento. Karmazin ha spiegato che la sua visione e la sua strategia corrispondono con la difesa degli interessi dei grandi gruppi editoriali, che possono espandersi mediante unioni ed acquisizioni. Tali gruppi, ha detto, possono offrire contenuti maggiormente diversificati con un'ampia gamma di scelte, sia in termini di format che di stili. Karmazin ha trovato positiva la varietà di opzioni di ascolto (radio e satellite) attualmente disponibili agli ascoltatori in America – attualmente Karmazin è CEO di Sirius Satellite Radio – e ha predetto per la radio un futuro simile a quello della televisione, dove si usa il cavo come fonte di distribuzione. Infine, Karmazin ritiene che le società che sceglieranno questo modello di business di espansione potranno avere migliori rapporti con le agenzie pubblicitarie.
Un serio pericolo
Nel giorno finale della Conference, la sessione “Digital radio – the listener's choice” (radio digitale: la scelta all'utente) ha cercato di rispondere alla domanda su cosa cercano gli ascoltatori quando arrivano al DAB e ad altri sistemi di diffusione digitale dei segnali. Con le nuove tecnologie, gli ascoltatori hanno la possibilità di ottenere ciò che desiderano, quando lo desiderano. L'iPod della Apple e i telefoni cellulari sono stati entrambi menzionati come possibili dispositivi di distribuzione digitale della musica, che possono rappresentare un serio pericolo per i broadcaster tradizionali. Ma, allo stesso tempo, le nuove tecnologie non possono sostituire l'emozione e il talento che i migliori presentatori portano al medium radiofonico. Ed è proprio questa caratteristica che forgia il rapporto con gli ascoltatori.
David Mansfield, amministratore delegato di Capital Radio PLC in Gran Bretagna, ha aperto la sessione “Does the radio need a new model to survive? (La radio necessita di un nuovo modello per sopravvivere?) con una risposta immediata: “Sì”. Comunque, Mansfield ha anche ribadito che in questa ricerca di nuovi modelli per la radio del futuro è molto importante non dimenticare l'elemento più importante della radio stessa – l'ascoltatore – che non deve mai essere dimenticato.