REPORT FIERE
SAT Expo 2004

Convegni ok, expo ko per i broadcaster

La fiera italiana del satellite funziona, senza dubbio. Ma noi siamo attenti specificamente ad un particolare aspetto del business: quello che può interessare i professionisti del broadcast. In tal senso possiamo dire che la manifestazione ha registrato un ottimo profilo convegnistico, mentre la parte espositiva resta appannaggio quasi esclusivo degli antennisti installatori

 

SAT Expo si è confermata essere un importante appuntamento di riferimento per il mercato delle telecomunicazioni digitali e via satellite. Stando alle dichiarazioni conclusive dell’organizzazione, sono stati 32 i Paesi rappresentati dai visitatori: Europa (85%), Europa dell’Est (6%), Medio Oriente e Africa (3%), America (4%), Asia (2%). Sempre in base ai numeri ufficiali, risultano intervenuti 12mila operatori professionali nei tre giorni di show. Le percentuali relative ai settori di provenienza del pubblico confermano le impressioni di cui abbiamo dato conto nel sommario: il 70% è rappresentato da tecnici installatori, produttori e distributori di materiale elettrico e di elettronica di consumo; il restante 30% si è suddiviso tra direttori tecnici, consulenti, responsabili EDP, sviluppatori software (10%), pubblica amministrazione e servizi finanziari (14%), broadcaster TV e radio (4%), stampa e agenzie new media (2%).
Era presente per la prima volta in Italia l’Associazione DigiTAG, rappresentante dei maggiori operatori della Tv digitale terrestre in Europa. Nell’area DigiTAG si sono incontrati anche i broadcaster e fornitori di contenuti Rai, Mediaset, Class Editori, i fornitori di servizi e applicazioni Aci Informatica, Icareus, Ubiquity, MyTV, IconmediaLab, Sun Microsystems, Cineca, TXT Polymedia e le associazioni Ambiente Digitale, Sistema Digitale e DGTVi, rappresentanti rispettivamente i servizi, i produttori di apparati e i fornitori di contenuti del mercato DTT e facenti parte della Fondazione Ugo Bordoni.
Argomenti forti di SAT Expo 2004, pur confermando grande protagonista il satellite, sono stati l’alta definizione e il digitale terrestre. Nel ricco panorama di convegni, workshop e seminari si è messa in evidenza la seconda Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre a cura della Fondazione Ugo Bordoni alla quale è intervenuto il sottosegretario alle Comunicazioni Giancarlo Innocenzi.
Durante la conferenza è emerso che il “fenomeno Italia” per quanto riguarda l’acquisto dei decoder MHP (quelli che consentono l’interattività). “Rispetto a tutti gli altri Paesi, in questi primi 8/9 mesi l’Italia ha registrato un tasso di acquisto che non si è visto in nessun’altra nazione – ha confermato il sottosegretario alle Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi -. I decoder in utilizzo sono più di mezzo milione”. Dal canto suo il consorzio interuniversitario CINECA ha annunciato di aver prodotto un software open source per la realizzazione del televideo interattivo.
Invece nel workshop sull’alta definizione è emerso che l’approdo all’HDTV sarà un nuovo cambiamento epocale. Che farà tesoro delle esperienze già maturate da Usa e Giappone. È solo questione di tempo, forse qualche anno o forse pochi mesi. Ma il suo completo successo è già scritto. E per ricevere l’Hd? Il passaggio dall’attuale apparecchio televisivo allo schermo piatto al plasma Hd-compatibile non sarà troppo liscio e c’è chi teme un processo difficile. Cristiano Benzi, responsabile dei programmi HDTV di Eutelsat, ha equiparato l’avvento dell’alta definizione ad un evento storico. “Come il successo con la transizione dal bianco e nero alla Tv a colori – ha affermato Benzi - un cambiamento epocale condito da molte polemiche. Iniziali. Ma il risultato pare già scontato in partenza: si tratta solo di accelerarne il processo. Irreversibile”.

 

Il Digitale Terrestre che avanza
L’area del Digitale Terrestre a SAT Expo 2004 è risultata una delle più innovative e vivaci della manifestazione, anche perché il sistema della trasmissione televisiva ha fatto passi da gigante e la Televisione Digitale Terrestre non è più un’esperienza transitoria. Se fino a qualche anno fa tutto sembrava stagnare, l’avvio della DTT ha dato uno scossone decisivo al riordino televisivo disegnando nuovi scenari che stanno modellando accattivanti possibilità di business, nuovi contenuti e innovazione tecnologica da parte tutti i players coinvolti nella transizione dall’analogico al digitale. Ed è un’innovazione che, nel suo aspetto più avanzato e sperimentale, interessa l’Italia, che con la legge Gasparri ha introdotto la sperimentazione della trasmissione digitale terrestre nella sua declinazione interattiva.
Ancora diversi sono i problemi da affrontare e da risolvere, come è lecito immaginare per una sperimentazione di profonda natura strutturale sia per gli investimenti che richiede che per il numero dei soggetti coinvolti. Ma c’è entusiasmo per la nuova sfida e voglia di trovare ampi spazi di condivisione e di confronto, purché si giunga all’appuntamento previsto per lo switch-off, gennaio 2006, con le carte in regola.
Guido Salerno, direttore generale della Fondazione Ugo Bordoni, non ha mancato di sottolineare proprio “l’aspetto innovativo e di profonda modernizzazione che l’avvento del digitale sta provocando, sottolineato dal considerevole numero di decoder venduti in un anno, ormai più di 500mila”.
“Oggi – ha detto Salerno alla Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre - quella che era una semplice prospettiva è divenuta una realtà e non solo italiana, se è vero che gli incontri a livello europeo sul digitale si stanno susseguendo a intervalli sempre più brevi. Ultimo in ordine quello di Maribor, dopo il battesimo di Cernobbio e Siracusa; un prossimo, interministeriale, a Venezia, entro la fine di novembre. E di digitale si parlerà nel prossimo incontro tra Chirac e Schroder”.
Ha poi ribadito Innocenzi che “proprio per la scelta del digitale terrestre in ambiente MHP può svolgere un ruolo di traino e di leadership europea, comprovata dagli accordi già stipulati con Francia, Germania e Spagna. L’Europa, insomma, guarda all’Italia e, per raggiungere la soglia prevista dello switch-off, si auspica una maggiore sinergia tecnologica, non esclusa quella satellitare capace di garantire una copertura anche nelle zone montane e pedemontane, le più disagiate. La Televisione Digitale Terrestre è, dunque, un’occasione importante per il Sistema Italia, ma occorre che tutti i player facciano la loro parte e soprattutto che i broadcaster accelerino i propri processi su due piani, quello della comunicazione e quello di una maggiore pervasività della campagna di informazione”.
Tema di importanza strategica questo dell’informazione, visto che sarà anche il confronto con l’utenza finale a determinare il successo finale della Tv digitale terrestre.
Da più voci è stata avanzata la richiesta di una efficace campagna di informazione che avvicini l’utente finale alla nuova tecnologia, che detterà diverse abitudini e comportamenti. Il passaggio al digitale e l’abbandono delle trasmissioni analogiche trasformerà il tradizionale apparecchio televisivo in un nuovo e pratico elettrodomestico interattivo, nel quale confluiranno le funzioni tradizionali della Tv, l’informatica e le applicazioni più innovative delle tecnologie telematiche. Telemedicina, insegnamento a distanza, T-government, sono solo alcuni esempi delle offerte che la televisione digitale potrà mettere a disposizione dei cittadini. E tutto ciò permetterà agli italiani di accedere direttamente a nuovi servizi direttamente dalle proprie case, anziché costringerli a lunghe code negli uffici pubblici o privati.
“L’impatto, che sarà forte – ha detto Enrico Manca, Presidente ISIMM - provocherà un nuovo comportamento, ‘il modo di essere in digitale’. Se il consumo televisivo era passivo, ora con il digitale l’interazione del pubblico diventa più dinamica. La Tv analogica richiede l’uso di telecomando e mescolanza di palinsesti, la Tv digitale terrestre sposta l’utente verso una contaminazione di generi più alta e completa”.
La televisione digitale terrestre si integrerebbe, dunque, nelle nuove forme di globalizzazione sociale ricodificando il tempo del consumo televisivo.
L’aspetto è quello di un nuovo medium in grado di garantire connessione di informazioni e interattività. Il feedback dei telespettatori diventerà parte integrante della progettazione, dello sviluppo e dell’organizzazione dei contenuti. E non si dimentichi la ricaduta commerciale che si preannuncia elevata, se il confezionamento di prodotti più complessi, incidendo sul sistema di produzione, muterà anche quello della distribuzione.
“È la storia stessa della Tv che sta cambiando – ha affermato Gianni Celata, direttore del Distretto Audiovisivo e dell’ICT dell’Università di Roma La Sapienza – e con essa anche le tradizionali figure professionali, come ad esempio quelle degli installatori che diventeranno piuttosto venditori di entertainment e di bit. Ma cambieranno anche i broadcaster, sempre più venditori di banda e di megabyte e sempre meno produttori di contenuti con una ricaduta a catena sul tessuto industriale e sulle sue potenzialità di sviluppo”.
La trasformazione di sistema provocata dal digitale terrestre inciderà sul comportamento dell’end user. Se si pensa, poi, che attualmente, 47 milioni di telespettatori guardano per almeno un minuto la Tv, si può credere che l’interattività metterà in gioco nuovi atteggiamenti di fruizione del mezzo televisivo e di consumo.
Giovanna Maggioni, direttrice studi UPA presente alla Conferenza Nazionale sul DTT, ha insistito proprio sui nuovi rapporti tra mercato e consumatore come prospettati dalla Tv Digitale Terrestre: “Il digitale, che rilancia una nuova qualità dell’immagine, una maggiore duttilità e portabilità, metterà le aziende di fronte ad un consumatore non più fermo, ma in movimento e che amerà di più fare surfing che zapping. E per rispondere velocemente alle reazioni dell’utente finale bisognerà misurare un planning di scelta dei canali, che dovrà essere fatto con ricerche di natura etnografica e sul genere transmediale. A dura prova sarà anche messa la creatività stessa dei produttori, soprattutto nella scelta di nuovi bisogni allineati alla contemporaneità e più vicini al consumatore. L’obbiettivo sarà quello di coniugare il passato con il futuro”.

 

E il locale non sta a guardar
La regionalità e la capacità di servire l’ambito locale, rispondendo alle esigenze specifiche di precise aree regionali, sta alla base di canali televisivi digitali locali come H 24. Lo ha sostenuto Andrea Michelozzi, direttore D News canale D Home Shopping Europe, che ha parlato dell’esperienza della sperimentazione digitale del canale H 24 a Lucca.
Ha detto Michelozzi: “Pensiamo al modello di una Tv del cittadino. H 24, frutto della collaborazione con la pubblica amministrazione e con gli enti locali e diffuso nel territorio del comune di Lucca, è l’esempio di un nuovo scenario in cui informazione e servizi si integrano velocemente. Servizi che stanno stimolando nuove produzioni come Telesalute, Tutto consumatori, D news e Canali di impresa, che coinvolgono attori privati e pubblici. Una delle conseguenze più significative è quella, ad esempio di poter prenotare attraverso la Tv digitale le visite mediche alla propria ASL locale”.
Nella transizione al Digitale, dunque, un ruolo importante lo giocano e lo sosterranno le Tv locali. “Ogni Tv locale diventerà – ha affermato Fabrizio Berrini, segretario generale di Aeranti-Corallo – una vera e propria impresa di comunicazione, avrà nuovi contenuti e una nuova figura data dalla collaborazione più stretta con le aziende pubbliche e private. Compito di queste imprese sarà allora quello di guidare la trasformazione come soggetti attivi per inaugurare nuovi modelli di business”.


Gli Hot Bird Tv Awards alla Fenice
Nella fastosa cornice del Gran Teatro La Fenice di Venezia la Tv tematica via satellite di tutta Europa ha celebrato se stessa, con la premiazione degli Hot Bird Tv Awards 2004. E ai canali italiani sono andati ben 7 premi su 14. La giuria, composta da critici Tv di testate leader di nove Paesi e coordinata da Duilio Giammaria, ha dovuto vagliare ben 100 canali tematici per arrivare alle 32 nomination e, ovviamente ai premi finali, cui aggiungere i tre premi speciali di Eutelsat e di SAT Expo. Nel risultato finale complessivo i più numerosi sono stati gli applausi attribuiti alla Tv italiana, aggiudicatasi ben 7 delle 14 statuette assegnate: dalla categoria fiction di Jimmy alla cultura di Planet, dalla musica di MTV Brand New (ex aequo col francese Mezzo) allo sport di Sky Sport, dai documentari di The History Channel alla categoria varie con RaiSat Gambero Rosso (che condivide il primato con un altro francese: Gourmet TV). Però significativa è stata la menzione speciale della giuria nella categoria news (vinta da BBC World) alla trasmissione “Il Chiosco” del canale Rai News 24/Rai Med con la sua redazione multietnica. Una rassegna stampa araba, ovvero un’ottima occasione (una trasmissione) per capire meglio un mondo che, in questi tempi spaventosi, taluni vedono violentemente contrapposto all’Occidente. Per dire cioè che la televisione di qualità può servire ad accorciare le distanze. Francia ed Italia si sono divise i premi speciali assegnati da Eutelsat e SAT Expo. Eutelsat ha voluto premiare Sky Tg 24 “per aver contribuito ad incrementare il pluralismo dell’informazione televisiva italiana”. Ed Emilio Carelli, direttore del canale, ha voluto infatti ricordare che la sua giovane redazione si muove per offrire soprattutto un’informazione politicamente equilibrata. Eutelsat ha inoltre assegnato un premio all’UER (Unione Europea di Radiotelevisione) per celebrare i 50 anni dell’Eurovisione e i 20 anni di sodalizio con Eutelsat. SAT Expo ha invece riconosciuto il transalpino Equidia, canale dedicato al mondo dei cavalli, particolarmente innovativo tra sport, natura ed interattività.