GUIDA TV
Trasmissione

Tutto solido, sempre più digitale

La televisione sviluppa una sempre più nutrita gamma di soluzioni per la trasmissione digitale terrestre. Ma non solo: come si vede dall’articolo a pagina 48, punta al mobile e… chissà che altro! A voi la consueta selezione di aziende e prodotti.

 

Le tre linee di trasmettitori digitali della DMT
La DMT propone tre linee di prodotto per quanto riguarda trasmettitori digitali e ripetitori: Low Power, Medium-High Power e High Power.
La linea Low Power offre dei trasmettitori a bassa potenza in configurazione di modulo rack, disponibili anche in configurazione ripetitore; quella Medium-High Power presenta trasmettitori a potenza medio-alta con raffreddamento ad aria, configurazione a rack singolo o multiplo; mentre la linea High Power include trasmettitori ad alta potenza con raffreddamento a liquido, che consente una notevole riduzione delle dimensioni del trasmettitore e dei livelli di rumorosità nei locali apparati.
Approfondiamo ora le tre linee, con una particolare attenzione al digitale.

Low Power
Le versioni digitali dei trasmettitori “Low Power” proposti da DMT sono basate sugli stessi exciter digitali disponibili per le altre linee di trasmettitori DMT.
La logica di controllo del modulo amplificatore è interfacciata con i sistemi di controllo remoto e gestisce l’intera gamma di parametri, incluso il livello del segnale in uscita e il VSWR alla porta d’uscita. L’alimentatore integrato con modalità di commutazione integra un sistema PFC (Power Factor Corrector) che permette di ottenere valori ottimali del fattore di potenza.

Medium-High Power
I trasmettitori digitali Medium-High Power sono disponibili nelle bande di frequenza VHF ed UHF. L’amplificatore è “digital-ready”, in grado di rilevare autonomamente la tipologia di segnale modulato in ingresso (analogico o digitale), adattando polarizzazione ed equalizzazione di conseguenza. La sezione amplificazione fa riferimento al modulo amplificatore raffreddato ad aria sviluppato da DMT. Produce fino a 200-500W rms in digitale e 700-1000W p.s. in analogico. L’apparato è alloggiato in una o più rack da 612 mm di larghezza. Potenze fino a 800- 1700W rms in digitale o 2,5-3,5 KW in analogico possono essere raggiunte combinando fino a quattro moduli in un solo rack, che può contenere gli exciter necessari anche per le configurazioni “dual-drive” e altre configurazioni di sistema. Potenze fino a 1600-3500W rms in digitale o fino a 5-7 kW p.s. in analogico possono essere raggiunte con i trasmettitori DMT raffreddati ad aria in configurazione doppio-rack.

High Power
Il modulo amplificatore utilizzato nei trasmettitori raffreddati a liquido è “digital-ready”, studiato per rilevare autonomamente la tipologia di segnale modulato in ingresso (analogico o digitale), adattando polarizzazione ed equalizzazione di conseguenza. Produce fino a 400-1000W rms in digitale.
Nel modulo amplificatore la sezione di potenza RF e l’alimentatore sono alloggiati sui due lati di una “cold plate” in cui circola il liquido di raffreddamento.
Nella configurazione “dual cast” i trasmettitori raffreddati a liquido, come quelli raffreddati ad aria, possono essere commutati da analogico a digitale, e viceversa, semplicemente tramite l’invio di un comando dal sistema di controllo remoto.
Ogni modulo è dotato di alimentatore trifase integrato tipo “switching”. I trasmettitori raffreddati a liquido sono alloggiati in rack da 612 mm di larghezza: la potenza di uscita arriva fino a 15kW rms in digitale.

Per informazioni:
www.dmtonline.com

 

I nuovi trasmettitori della Linear
L’ultima generazione di trasmettitori Linear, serie S/FNL, completamente a stato solido, è costituita da un eccitatore-driver EX, da un amplificatore finale composto da uno o più amplificatori “base” FNL (da 1KW o 1.5KW), da un combinatore e da filtro di uscita. Tutte le parti vengono alloggiate in uno o più rack cabinet 19”. Sono disponibili per tutti gli standard di modulazione e per tutte le bande di frequenza VHF I, VHF III, UHF con potenze fino 20KW. A seconda della potenza richiesta, gli amplificatori “base” vengono accoppiati da un minimo di due ad un massimo di 20. Ogni singolo amplificatore “base” è completamente indipendente e può essere rimosso in qualsiasi momento, senza interrompere la trasmissione, per le operazioni di manutenzione.
Tutti i parametri di lavoro sono visualizzati da un display e vengono controllati tramite dei microprocessori che, in caso di anomalia, gestiscono le protezioni SWR e temperatura.
Queste le principali caratteristiche del prodotto: DVB-T ready; costruzione modulare, totalmente ridondante; tecnologia MOS per VHF e LD-MOS per UHF di ultima generazione; raffreddamento ad aria forzata; display digitale multifunzionale; circuito di “power reduction” in assenza di segnale video; circuito di “soft-start”; sincronizzazione esterna 5/10MHz (GPS o altro); modulatore disponibile in tutti gli standard internazionali; filtro vestigiale di tipo S.A.W.; limitatore automatico del livello del bianco; protezioni temperatura ed SWR; protezione “overdriver”; interfaccia per telecomando remoto.

Per informazioni:
www.linearsrl.it

 

I nuovi filtri di Delta Meccanica per il digitale terrestre da 150 a 500 W
Dopo due anni di studio progettuale, di valutazione sull’accoppiamento negativo e la realizzazione di due prototipi, gli sforzi dell’Ufficio ricerca e sviluppo della Delta Meccanica, coadiuvato dal supporto di risorse esterne, hanno consentito di arricchire il catalogo dell’Azienda per quanto riguarda i filtri DVB per maschera critica.
L’attuale disponibilità comprende filtri per 500W ed uno più piccolo, che si colloca tra i 150 ed i 200W.
La struttura dei filtri è molto simile: entrambi utilizzano le stesse soluzioni tecniche e la stessa configurazione. Hanno otto cavità risonanti, con la classica risposta ellittica conferita dall’accoppiamento negativo. Come riferimento, per la maschera di funzionamento siamo partiti dalle severe specifiche richieste dalla Rai, e, se pur non raggiunte, abbiamo ottenuto dei risultati pur sempre validi in senso assoluto, e sicuramente paragonabili, se non addirittura superiori, a quelle dei filtri attualmente sul mercato. Possiamo sicuramente definire i nostri prodotti allo stato dell’arte, delle conoscenze attuali. (Marco Longo)

Marco Longo è responsabile commerciale di Delta Meccanica.

Per informazioni:
www.deltameccanica.com

 

DVB-T, microonde, encoder Mpeg economici
La nuova serie DTX di trasmettitori televisivi digitali della ABE Elettronica di Caravaggio viene offerta in una gamma di potenza che spazia da 1 W sino a 5 kW e negli standard DVB-T e ATSC. Il trasmettitore dispone di doppia modalità operativa (analogico e digitale) e controllo di selezione (locale o remoto) per facilitare il periodo di transizione dall’analogico al digitale.
La nuova, completa serie di ponti di trasferimento “PM” (per impiego fisso, portatile ed ENG), disponibile nella gamma da 2 GHz a 23 GHz, può essere fornita con modulatori digitali QPSK, 16QAM oppure OFDM. I nuovi encoder Mpeg-2 della ABE ed i nuovi multiplexer (con un massimo di quattro ingressi analogici/digitali e uscita digitale di transport stream) offrono una soluzione in qualità broadcast a partire da meno di 5mila euro. Due nuovi prodotti di prezzo sicuramente interessante sono i nuovi modulatori digitali, siglati DVM 1000/D e DME 1000/D. Sono destinati agli uplink satellitari con modulazione QPSK, 8PSK e 16QAM e contengono sino a quattro encoder Mpeg-2, completi di multiplexer, in una sola unità rack standard da 19”.

Per informazioni:

www.abe.it

 

Trasmettitore di prova multistandard R&S
La Rohde & Schwarz ha presentato recentemente il suo nuovo trasmettitore di prova, siglato SFU. Tale prodotto supporta i nuovi standard DVB-S2, DVB-H (per dispositivi portatili) e DMB-T (TDS-OFDM, sviluppato in Cina) oltre agli standard già ampiamente consolidati.
L’unità offre una varietà di parametri di trasmissione oltre ad appositi segnali per la simulazione d’errore che i produttori di set top box, ricevitori, televisori e chip utilizzano per lo sviluppo dei prodotti e il controllo qualità. Un’altra novità di Rohde & Schwarz è rappresentata da un’opzione di equalizzatore adattivo, siglata NX7000 ADE, destinata all’eccitatore R&S SV700 per trasmettitori Tv digitali. Il sistema ADE calcola automaticamente i valori richiesti per la correzione di fase e di ampiezza, ma la correzione viene effettuata solamente se la distorsione eccede i limiti di tolleranza predefiniti. L’opzione aggiunge la capacità di correggere automaticamente la distorsione lineare e non lineare del trasmettitore in pochi minuti, garantendo una manutenzione del trasmettitore più efficiente. L’opzione è utilizzabile sia in DVB-T che in ATSC ed è disponibile come parte integrante dell’eccitatore.

Per informazioni:
www.rohde-schwarz.com

 

Il nuovo modem digitale della Elber
Per il trasporto di segnali digitali DVB vengono adottati standard diversificati a seconda dell’applicazione specifica. Ognuno di essi è ottimizzato per l’applicazione specifica, ma tutti hanno in comune l’esigenza di includere potenti algoritmi di correzione di errori per garantire una accettabile disponibilità del collegamento anche in condizioni avverse di propagazione o in presenza di disturbi sul canale.
I parametri fondamentali che distinguono le varie soluzioni sono: l’interfaccia utente; il data rate dei segnali trasportati; la banda occupata; le contromisure adottate contro il degrado del collegamento.
I parametri indicati non sono tra di loro indipendenti: normalmente il miglioramento di un particolare parametro comporta il degrado di qualcuno degli altri: ad esempio l’incremento del data rate del flusso trasportabile porta ad un incremento della banda occupata, o ad una riduzione del margine di protezione nei confronti del degrado delle condizioni di propagazione o ad entrambi.
Il comitato del DVB ha elaborato diversi standard idonei al trasporto di segnali DVB: i più comunemente impiegati sono il DVB-S ed il DVB-C.
Il primo è attualmente impiegato nella diffusione da satellite, il secondo nella distribuzione via cavo. Entrambi vengono anche utilizzati con buoni risultati nel trasporto radio terrestre di segnali DVB.
In particolare lo standard DVB-C si adatta particolarmente bene alla banda di 7 Mhz prevista in Italia dalla canalizzazione digitale, mentre lo standard DVB-S consente il pieno utilizzo, ove disponibile, della larghezza di banda standard per i ponti radio pari a 28 Mhz.
L’interfaccia utente più comunemente impiegate nel DVB-C e nel DVB-S è l’interfaccia ASI-transport stream. Tale interfaccia è particolarmente idonea (ed è stata introdotta proprio per questo) al trasporto di segnali video digitali in quanto può accettare qualsiasi rate di dati sino saturare la capacità del ponte radio. A catalogo della società Elber sono disponibili modem digitali funzionanti secondo ambedue gli schemi.

Il nuovo modem
Uno dei limiti connessi con l’impiego di uno dei due schemi indicati è costituito da una ridotta flessibilità connessa con la necessità di adeguarsi al solo ambito delle configurazioni previste dagli standard stessi.
Per ovviare a questo inconveniente e per fornire comunque prestazioni decisamente superiori per quel che riguarda il funzionamento anche nelle più avverse condizioni la Elber ha affrontato un considerevole sforzo per poter offrire alla sua clientela un modem completamente configurabile per quel che riguarda i parametri principali di funzionamento (precedentemente indicati) nell’ambito di una gamma che include tutti le possibili esigenze.
Caratteristiche
Interfaccie utente Modulari: ASI-transport stream, E1 (2Mbit/sec), E2 (8Mbit/sec), E3 (34Mbit/sec), DS3 (45Mbit/sec), STM-0 (51.84 Mb/s), STM-1 (155.52 Mb/s). È prevista la possibilità di installare simultaneamente più interfacce.
Modulazione: QPSK, 16QAM, 32QAM, 64QAM, 128QAM, 256QAM
Occupazione di banda:
sino a 56 Mhz
Algoritmi di correzione errori Reed Solomon K= 6 a 255, t = 0 a 16;
codici convoluzionali concatenati Trellis o di blocco con rates variabili
da ? a 13/14; interleaver interno programmabile
Equalizzatore, 2 sezioni: FFF a 24 prese spazialte T/2; DFE
a 3 prese

Conclusione
Come risulta evidente considerando la tabella dei valori massimi impostabili, il nuovo modem Elber, che avrà le dimensione un cassetto Rack una unità, può essere considerato quanto di meglio in termini di flessibilità e di prestazioni può essere attualmente concepito.
(Edoardo Bernardi)

Edoardo Bernardi è direttore Generale della Elber.

Per informazioni:

www.elber.it

 

DVB-H e il video diventa sempre più mobile
Il DVB-T è stato standardizzato nel 1997, ma oggi il mondo va sempre più in direzione della mobilità. Lo standard nipponico ISDB-T si è sempre mostrato molti più vicino al concetto di mobilità del suo rivale europeo, il DVB-T, ma oggi, con la definizione del nuovo standard DVB-H (già noto come DVB-X) le cose si avviano ad andare in una diversa direzione. Le specifiche del DVB-H sono espressamente disegnate per la ricezione su terminali portatili e mobili; i telefoni mobili e i dispositivi tipo PDA, con durata delle batterie limitata, possono oggi essere alimentati direttamente da flussi provenienti da reti DVB-T grazie ai miglioramenti introdotti dal DVB-H. Continuo a parlare di “miglioramenti” in quanto queste nuove aggiunte consentono alle esistenti trasmissioni in standard DVB-T di coesistere sullo stesso transport stream come contenuti specifici DVB-H, senza in alcun modo provocare problemi a entrambi i servizi. I set top box e i ricevitori esistenti non verranno disturbati dai contenuti DVB-H in una trasmissione DVB-T e viceversa. Il DVB-H è un miglioramento del DVB-T e offre prestazioni migliorate nelle applicazioni nuove e in quelle già esistenti. Il DVB-T è stato sviluppato per la distribuzione di transport stream in MPEG-2, ma può, in effetti, trasportare qualunque tipologia di dato nella misura in cui quest’ultimo è conforme alle specifiche. Il sistema COFDM utilizzato per il DVB-T comprende portanti multiple modulate in QPSK, 16QAM o 64QAM; si possono selezionare diversi tipo di rapporto della correzione d’errore (quindi ottenendo FEC di 1/2, 2/3, 3/4, 5/6 e 7/8) per migliorare la robustezza delle trasmissioni. Viene anche aggiunto un intervallo di guardia all’inizio della trasmissione; l’intervallo viene definito come frazione del periodo di trasmissione dei dati e si possono scegliere valori di 1/32, 1/16, 1/8 o 1/4 affinché qualunque forte riflessione di segnale giunga durante l’intervallo stesso e non nel blocco di trasmissione successivo, dove potrebbe causare errori. L’intervallo di guardia rende inoltre possibile la realizzazione di reti a singola frequenza (SFN) utilizzando lo standard DVB-T. Il numero di portanti utilizzate nel sistema può anche essere cambiato da 1705 (definito anche 2k) a 6817 (definito 8k). Quando si sceglie l’8k ciascun simbolo trasmesso è, nei fatti, quattro volte più lungo rispetto a quanto avviene nel sistema 2k e, come risultato, l’intervallo di guardia nell’8k è conseguentemente aumentato, il che consente di avere n una rete SFN trasmettitori e celle di maggiore dimensione.

Dunque, cos’è il DVB-H?
Il fatto di avere solo due possibili alternative sul numero di portanti nel DVB-T limita le dimensioni delle celle in una rete SFN, in modo tale che queste possono essere o molti piccole o molto grandi. Per l’impiego con il DVB-H è stata implementata una ulteriore modalità intermedia, definita 4k, che impiega 3409 portanti attive e offre una nuova dimensione intermedia di celle SFN all’interno delle specifiche DVB-T.
Sebbene il modo 8k possa essere impiegato con grande soddisfazione nelle applicazioni mobili, in realtà questo presuppone l’impiego di ricevitori con caratteristiche “diversity” per alte velocità ed elevati data rates. Il 2k, dall’altro canto, può essere utilizzato sino a un massimo di 400 km/h senza diversity, ma ha altre limitazioni. Il modo 4k offre un compromesso ottimale tra i due e non richiede più l’impiego di costosi ricevitori diversity per l’impiego portatile. Il DVB-T è già impiegato con successo nelle applicazioni mobili, laddove sia disponibile un’adeguata sorgente di alimentazione, come in automobile o con computer di tipo laptop. Ma anche con il continuo progresso nella tecnologia costruttiva dei chip, con consumi di corrente sempre più ridotti all’osso, è abbastanza improbabile che nei telefoni cellulari si possa ottenere una durata delle batterie sufficiente a questo tipo di applicazioni ancora per qualche anno, almeno pensando di utilizzare singolarmente lo standard DVB-T. Ed è qui che il DVB-H risolve questo apparentemente insormontabile problema, e lo fa utilizzando una tecnica chiamata Time Slicing, che potrebbe essere tradotto come “tagliare a fette il tempo”. Come avviene questo taglio? A differenza di quanto accade nel DVB-T, dove la trasmissione dei dati è pressoché continua, nel DVB-H i dati sono trasmessi a sequenze.
Utilizzando dei segnali di controllo dei dati per la sincronizzazione i ricevitori DVB-H si accendono solo per ricevere e decodificare le sequenze DVB-H, consentendo un eccezionale risparmio di energia e prolungando conseguentemente la durata delle batterie. Il time slicing aiuta anche durante il processo di handover (ovvero di trasferimento) da una cella all’altra e consente agli apparecchi di ricevere e decodificare i segnali sia dalla vecchia che dalla nuova cella, producendo una ricezione priva di interruzioni durante il cambio di cella e di frequenza.
Nel modo 4k un interleaver di simboli (letteralmente un “intercalatore di simboli”) incorporato è stato aggiunto al fine di offrire un livello aggiuntivo di protezione contro i brevi impulsi causati dalle interferenze dell’accensione del motore e da altri rumori elettrici di tipo impulsivo. L’interleaving del segnale migliora inoltre la ricezione nei canali soggetti a fading, esperienza quest’ultima assai comune nell’impiego di ricevitori portatili e mobili. Un altro significativo miglioramento viene fornito da un FEC aggiuntivo inserito nella modalità DVB-H, FEC che utilizza il sistema su IP definito MPE (Multiprotocol Encapsulated data) per trasmettere, appunto, i dati. L’MPE-FEC offre un livello aggiuntivo di correzione degli errori sullo strato MPE, migliorando il rapporto portante/rumore (C/N) e incrementando ulteriormente la tolleranza del DVB-H ai rumori impulsivi. Il DVB-T con il DVB-H può essere usato su canali di trasmissione da 6, 7 o 8 MHz, ma sono anche disponibili le specifiche per canali da 5 MHz, per l’impiego di questo standard in applicazioni non broadcast. L’estensione DVB-H al DVB-T rappresenta un progresso considerevole e contribuisce alla convergenza tra telecomunicazioni, broadcast e Internet. Il nuovo standard non si limita solo a ridurre il consumo di energia da parte dei ricevitori, a rendere “trasparente” il cambio di cella, migliorare l’immunità al rumore impulsivo e migliorare la ricezione nelle aree coperte marginalmente dai segnali della Tv digitale, ma consente anche di produrre ricevitori portatili di minor costo rispetto a quelli attualmente richiesti per l’ISDB-T o per il DAB multimediale.

100 milioni di telefoni DVB-H nel 2007?
I maggiori produttori di telefoni cellulari hanno già fatto considerevoli investimenti in questa direzione e una serie di test è stata condotta in Finlandia, a Berlino e negli Stati Uniti nell’ultima parte del 2004.
In un recente comunicato stampa, contenente l’annuncio di un significativo investimento nella società di progettazione di chip DibCom, John O’Donahue della Motorola ha dichiarato che il DVB-H viene visto come una delle aree di maggiore espansione per i prossimi tre anni e che nel 2007 qualcosa come 100 milioni di telefoni cellulari sarà dotato di capacità di ricezione DVB-H, quota che è destinata a crescere, secondo O’Donahue, a 300 milioni entro il 2009. Anche la Nokia ha già degli apparecchi pronti a ospitare moduli DVB-H e altri ne seguiranno presto.
(Barry Tew)

 

I trasmettitori di Screen Service per passare al DTT
La Screen Service Italia offre la soluzione completa per permettere alle emittenti di passare al digitale terrestre. A partire dagli encoder MPEG, il proprio parco prodotti comprende il re-multiplexer multistandardr, completo di MIP inserter e i ponti a microonde con modulatori/demodulatori QPSK. SSI ha anche soluzioni a pacchetto su misura per la digitalizzazione completa di rete, come anche per il passaggio al digitale graduale, con soluzioni a costi contenuti.
In particolare ricordiamo il trasmettitore digitale DVB-T SFN gerarchico mod. DBT 100U, che fa parte di una serie costituita da una nuova generazione di trasmettitori televisivi digitali per reti MFN o SFN in standard DVB-T. L’eccitatore genera, a partire dal transport stream in ingresso, un segnale R.F. OFDM di alta qualità.
Il trasmettitore digitale DVB-T mod. DBT 102UB ha un’interfaccia SFN integrata che permette operazioni in condizione di offset di precisione, di aggancio in frequenza ad un segnale di riferimento GPS e la compensazione del ritardo di rete. Tutti i trasmettitori hanno doppi ingressi di tipo ASI o LVDS per permettere la massima flessibilità, anche in modo gerarchico. È possibile la generazione e la trasmissione di segnali COFDM a 2k o a 8k con modulazione QPSK, 16QAM o 64QAM con payloads da 3.73 Mbits/s a 31.67 Mbits/s. Gli apparati di questa serie sono disponibili anche in configurazione “agile”: questo permette il cambio del canale di trasmissione direttamente via software dal pannello frontale. Un software permette, grazie ad un processo interno a 32 bit, l’elaborazione del segnale ad errore zero.
La semplicità di utilizzo, la robustezza della costruzione modulare e le alte performance di questi trasmettitori digitali aprono nuove prospettive per la realizzazione di sistemi e reti DVB-T, sia in modalità SFN che MFN.
I trasmettitori e ripetitori della serie SCE Tv “agili” a basso costo si distinguono per il rapporto qualità/prezzo che li caratterizza. Sono composti da un up-converter e dai successivi stadi di amplificazione, ai quali si aggiungono una scheda modulatore ed una down-converter tra loro intercambiabili in modo da trasformare un trasmettitore in ripetitore e viceversa, oltretutto in brevissimo tempo.
Gli apparati di questa serie sono agili, questo significa che è possibile cambiare il canale di trasmissione o ricezione direttamente dal pannello frontale senza effettuare alcuna taratura, e dispongono di passi da 10 kHz (FCC) o 10.45 kHz (CCIR) per il funzionamento in offset di precisione. L’elevata dinamica dei circuiti di A.G.C. e A.L.C. garantisce un’alta stabilità del livello di uscita anche in presenza di forti variazioni del segnale d’ingresso.
I trasmettitori e i ripetitori della serie SCE sono anche molto leggeri e compatti (solo 1 unità standard 19”) e disponibili in versione da 2 e 10 W p.s. di potenza d’uscita.

Per informazioni:

www.screen.it

 

La nuova antenna di Irte
La Irte propone una nuova antenna Tv: I230-EH che copre le frequenze 470 – 860 MHz. Si tratta dell’evoluzione di precedenti antenne, le cui caratteristiche principali permettono un’emissione del segnale più pulito, la possibilità di trasmettere anche in digitale e di resistere con più facilità alle intemperie.

Per informazioni:
www.irte.it

 

I filtri e i combinatori Comm-Tech
L’offerta di Comm-Tech per quanto riguarda filtri e combinatori è veramente ampia, tanto che elencare tutti i modelli in catalogo sarebbe un esercizio inutile e fine a se stesso. Ci limitiamo ad indicarvi che, per quanto riguarda i filtri, i modelli variano sia per potenza (da 300 W, 1,5 Kw, 150 W, 750 W) sia per tipo: da VHF in banda I e III a UHF bandpass e UHF DVB BANDPASS. Inoltre i modelli attualmente disponibili saranno presto affiancati da una nuova serie. Per i combinatori il discorso è simile: si passa dai modelli da 600 W a quelli da 8 kW, dai modelli per VHF a quelli per UHF, questi ultimi disponibili anche per DVB.

Per informazioni:

www.com-tech.it

 

Powerbox alimenta il digitale
Powerbox è un’azienda specializzata nei sistemi di alimentazione per il broadcasting digitale. Tra i suoi prodotti, segnaliamo un alimentatore della potenza di 4 x 1800 W, con alimentazione trifase (280 Vac/400 Vac), quattro canali (32 Vdc / 48 Vdc), remote inhibit, monitoraggio tensione/corrente.

Per informazioni:

www.powerbox.info

 

La serie DBT della DB è ok per la DTT
La nuova serie DBT della DB Elettronica è pienamente compatibile con tutti gli standard internazionali per la televisione digitale (DVB-T, ATSC, ISDB, ecc.) e utilizzabile sia in applicazioni a rete isofrequenziale (SFN) che multifrequenza (MFN). Le potenze di uscita disponibili coprono la gamma da 10 W a 10 kW rms, e tutti i trasmettitori DBT sono disponibili anche in versione analogica, aggiornabile al digitale nello stesso rack. Il modulatore digitale è configurabile con diversi code rate e tipi di modulazione. Sempre dalla DB Elettronica, segnaliamo il modulatore IF digitale VAM01/DV, che impiega un nuovo circuito di clamping “Back-porch” combinato con un correttore di linearità a larga banda che consente di ottenere una elevata qualità video con distorsioni e intermodulazioni ridotte a livelli trascurabili. La serie di trasmettitori KB è a stato solido ed è aggiornabile al digitale; sono disponibili potenze di uscita da 2 W a 10 kW, mentre l’elevata ridondanza della componentistica e il nuovo sistema elettronico di protezione riducono al minimo le eventuali interruzioni nelle trasmissioni.

Per informazioni:
www.dbbroadcast.com

 

L’antenna di Belco
Belco ha in catalogo un’antenna Tv UHF – 470 Mhz ? 860 Mhz. Di seguito alcune caratteristiche del prodotto. Guadagno medio 11,45 dBd (13,6 dBi), ampiezza orizzontale 59° a –3dB (Piano E), 23° a –3 dB (Paino H), banda di frequenza 470 ? 860 MHz, polarizzazione orizzontale, potenza massima 1000 W (2500 W con EIA 7/8”), peso 14 chilogrammi netti, carico al vento (160 km/h) 89 chilogrammi, protezione al ghiaccio in Radome in fibra di vetro di color bianco, protezione da fulminazione con dipoli a terra DC.

Per informazioni:
www.belco-it.com

 

Le tre famiglie Technosystem
Technosystem Digital Network ha in catalogo tre famiglie di trasmettitori.
I modelli STI e STV per VHF e STU per UHF sono composti da un trasmettitore di potenza media che utilizza la tecnologia MOS-FET per VHF e LD-MOS per UHF per trasmettere il segnale analogico nel rispetto di tutti gli standard definiti. È possibile passare alla trasmissione del segnale digitale rimpiazzando il modulatore analogico con quello COFDM per il DVB-T.
Della stessa famiglia esiste anche una versione più potente: il modello STI per banda I, STV per banda III e STU sono una famiglia di prodotti di trasmettitori di grossa potenza in stato solido per VHF e UHF con tecnologia MOS-FET e LD-MOS. L’amplificazione, comune o splittata, è offerte in VHF e in UHF da 47 fino a 68 MHz per la banda I, da 170 a 230 MHz per la banda III e da 470 MHz a 862 MHz per la banda IV-V.
I modelli STVL e STUL sono trasmettitori a stato solido di grossa potenza con tecnologia MOS-FET per la banda III e VHF e LD-MOS per la banda IV-V e UHF. Anche per questi modelli il passaggio dall’analogico al digitale è piuttosto semplice.

Per informazioni:
www.technosystem.it

 

Piattaforma per la sicurezza DTV
Thales Broadcast & Multimedia ha reso disponibile la propria piattaforma definita ThalesCrypt DTV Security Service per la protezione dei collegamenti di contribuzione. È una soluzione end-to-end finalizzata a garantire la sicurezza dei contenuti digitali, si adatta a qualunque rete satellitare, via cavo, terrestre o a larga banda. La soluzione gestisce tutti gli aspetti del content delivery e delle sicurezza , tra cui la scramblatura avanzata, la ricezione e la decrittazione dei contenuti stessi.
La piattaforma è costituita da tra componenti integrati, un sistema di gestione dei diritti, lo scrambler Cryolite DTV e il ricevitore/descrambler Graphite Dtv.

Per informazioni:
www.thales-bm.com

 

Le antenne e i cavi RFS
RFS (in Italia con Sitel) è un’azienda che realizza una serie di prodotti per il broadcast, dai cavi alle antenne mobili, dai filtri ai combinatori.
L’offerte di antenne è molto vasta (una trentina di modelli), e va dalla antenne direzionali a quelle omnidirezionali, dalle micro antenne per applicazioni al chiuso a quelle Dual-band.
Una visita al sito www.rfsworld.com vi permetterà di venire a conoscenza dell’intera offerta di antenne della RFS.
Segnaliamo anche la famiglia di cavi CellFlex di Radio Frequency Systems che è molto ampia e copre una varia gamma di esigenze. I numerosi modelli spaziano da quelli a bassa perdita a quelli ultraflessibili. L’elenco dei modelli è veramente ampio, quindi, se volete approfondire la conoscenza di questi prodotti, vi consigliamo una visita al sito www.rfsworld.com, dove trovate un’ampia e approfondita presentazione della famiglia CellFlex

Per informazioni:

www.rfsworld.com

 

Gap filler DVB-T Teko Telecom
La gamma di gap filler DVB-T della Teko Telecom offre diverse interessanti caratteristiche: configurabilità della frequenza di emissione, trasparenza alla rete e un ridotto ritardo di gruppo. I gap filler vengono spesso installati ai margini di copertura di una rete SFN o MFN e la loro principale funzione è quella di ripetere il segnale RF sulla stessa frequenza dove viene ricevuto. Gli stadi di ingresso dei gap filler (che coprono l’intera gamma televisiva, da 50 a 860 MHz), con gamma dinamica estesa ed elevata linearità, combinati con un filtro di IF digitale, consentono di soddisfare le condizioni di copertura radio più critiche.

Per informazioni:

www.tekotelecom.it

 

Il cavo Coral della Andrew
La Andrew (in Italia con Telsat) ha in catalogo una vasta gamma di cavi, capeggiata di quelli denominati Heliax. Proprio sulla tecnologia dei cavi coassiali Heliax si basano in nuovi Coral Braid Replacement, che si distinguono sia per i prezzi competitivi sia per poter essere utilizzati in applicazioni al chiuso come all’aperto. Va segnalata in particolare l’impermeabilità del cavo. I cavi Coral usano una nuova, e molto flessibile, tecnologia di corrugamento che garantisce stabilità e garanzia di funzionamento anche dopo ripetuti utilizzi sotto sforzo e torsione.

Per informazioni:

www.andrew.com