DOSSIER
Informazione radiotelevisiva e convergenza

Il giornalismo radiotv evolve assieme alla tecnologia

L’inesorabile progredire delle tecnologie sta lentamente causando l’evolversi delle professioni dei giornalisti radiofonici e televisivi. Non più solo giornalisti, ma anche tecnici. Un passaggio che molti vivono come un arricchimento della propria professionalità. Inoltre la semplificazione delle attrezzature sta portando giornalisti della carta stampata a misurarsi con la realizzazione di filmati. La convergenza è sempre meno una bella parola e sempre più una realtà.

 

“Ecco come ho filmato la tana di Saddam Hussein”
È stato l’unico italiano a filmare l’ingresso dell’Alleanza del Nord a Kabul nel novembre 2001 e l’unico al mondo a girare un video all’interno del rifugio di Saddam Hussein in Iraq. Vi stupirà però apprendere che non si tratta di un operatore professionista ma di un giornalista della carta stampata: Andrea Nicastro, inviato del Corriere della Sera. La realtà che abbiamo imparato a definire come convergenza porta a questi inediti risultati. I filmati realizzati da Nicastro sono stati messi a disposizione sul sito del Corriere della Sera. Sono ancora in pochi però i giornalisti del quotidiano di Via Solferino a misurarsi con queste nuove opportunità “perché – come ci ha spiegato Nicastro - il sito Web corriere.it non crea un giro di soldi notevole, che giustifichi quindi investimenti importanti. Per ora sono pochi i giornalisti del Corriere della Sera che hanno realizzato dei video. Oltre al sottoscritto, ci sono Massimo Alberizzi, inviato in Africa, e Elio Girompini, che ha mandato delle immagini dalla coppa America in Australia. Io finora sono stato quello che ha fatto un maggior uso delle immagini per il semplice motivo che mi piace, è una passione personale, anche se i filmati che realizzo non sono definibili come servizi Tv, ma piuttosto come dei documenti visivi”.

Quando e come ha imparato a realizzare i filmati?
Ho imparato ad usare la telecamere MiniDv nel 2001 quando ero in Afganistan con l’Alleanza del Nord. Un collega della CNN turca aveva una MiniDv e vedendolo lavorare mi sono appassionato e ho iniziato anch’io a farlo. Proprio con la telecamere di questo collega ho ripreso la liberazione di Kabul. Non c’era nessuna televisione italiana, le uniche immagini italiane sono quindi quelle che ho girato io. Però ai tempi non avevo l’attrezzatura per prepararle per la trasmissione in Tv: non potevo riversare in Betacam, e anche fossi stato in grado di farlo non avevo la minima idea di come inviarle. Quindi sono state messe on line su sito del Corriere della Sera, dove però le hanno viste in pochi, anche perché nel 2001 erano ancora poche le persone che potevano vederle in buona qualità. Inoltre al corriere.it non erano ancora pronti a valorizzare un servizio video, cosa che invece è poi successo in occasione successive.

Qual è il suo metodo di lavoro legato alle immagini?
Dopo aver fatto le riprese con la MiniDv, riverso con Premieré il filmato sul mio computer portatile e quindi monto. Solitamente preparo servizi di un minuto, un minuto e dieci secondi. Questo però mi costa molta fatica, perché, non essendo il mio lavoro principale, sono molto limitato nel farlo: per montare un minuto ci metto anche tre ore. Comunque, una volta che il montaggio è pronto, preparo due file in formati diversi, uno per i modem a 56K, l’altro per le linee ISDN. Entrambi vengono poi compressi e li invio con il mio telefono satellitare. Il file per l’ISDN pesa circa un mega e, se non intercorrono problemi, con il mio telefono satellitare ci vogliono circa 10/15 minuti per trasmetterlo, al costo di 7 dollari e mezzo al minuto. Quindi per un minuto di filmato sul corriere.it si spendono come minimo, e solo di trasmissione, 75 dollari. Per un minuto di filmato sul sito è già una cifra considerevole.


Come concilia il suo lavoro per il Corriere della Sera con la realizzazione dei filmati?
Ormai dal dicembre 2001 vado sempre in giro con la telecamere digitale e con la macchina fotografica digitale. Questo però rappresenta un impegno suppletivo per me, visto che sono un giornalista della carta stampa che prima di pensare alle immagini deve occuparsi di trovare le notizie e scrivere il pezzo per il quotidiano. Quindi spesso dover occuparmi anche di fare riprese o fotografie mi appesantisce il lavoro. Inoltro lavoro da sempre con il taccuino, che raramente inibisce l’interlocutore. Invece, come impugni una telecamera le persone si emozionano, si ritraggono, si imbarazzano. Inoltre è anche più pericoloso, perché l’immagine è considerata un documento più pesante di un servizio giornalistico per la carta stampata, quindi se in alcune situazioni prendo appunti nessuno bada a me, mentre se faccio delle riprese vengono considerato più “pericoloso”, tanto che in un’occasione ho rischiato grosso, mentre nessuno si curava dei miei colleghi che prendevano appunti sul taccuino. È un modo diverso di lavorare, al quale mi sto abituando poco alla volta.

Lei è stato l’unico al mondo a filmare l’interno del rifugio di Saddam Hussein…
Sì, sono stato in grado di girare quelle immagini perché avevo una telecamera piccola, con la quale potevo entrare nel buco, mentre gli operatori con le telecamere a spalla non potevano farlo, in quanto le loro attrezzature erano troppo grandi. Inoltre all’intero era buio, e io avevo la funzione “night shot”, mentre con le classiche telecamere sarebbero dovuti entrare con le lampade, anche loro troppo ingombranti. Quindi tutti i professionisti della Tv hanno girato le immagini all’esterno dal rifugio di Saddam, mentre io sono riuscito a realizzare un filmato diverso e altrimenti inedito.


Come trasmette poi i filmati che realizza?
È fondamentale il telefono satellitare, sia per un filmato sia per un pezzo per il quotidiano. Infatti in una situazione normale si può usare un collegamento Internet, mentre in una situazione di emergenza e priva di collegamenti canonici, il satellitare è l’unico modo per inviare il proprio materiale.

Immagino che lavorare con le attrezzature per realizzare i filmati le sia di impaccio
Portare con me tutte le attrezzature è ovviamente difficoltoso e ingombrante:
gli hardware ci stanno in un trolley della grandezza di quelli che sugli aeroplani vengono accettati come bagaglio a mano, mentre tutti i vari fili e cavi stanno in valigia insieme ai vestiti. Ovviamente quando poi sono sul campo sono dei pesi da portare con me. Si tratta evidentemente di un sacrificio, per questo sono in pochi i giornalisti della carta stampata che fanno anche i video. Quindi, come già detto, lo faccio per passione, perché credo che così il mio servizio giornalistico sia più completo. Inoltre, visto che gestisco media diversi, la mia professionalità cresce”.

(Intervista di Riccardo Russino)

 

Il camcorder mini-Dv AG-DVC30E della Panasonic
Panasonic ha in catalogo il camcorder mini-DV modello AG-DVC30E, del peso di un chilogrammo. L’ottica zoom è Leica Dicomar 16x, utilizzabile in diverse funzioni, da telefoto a grandangolo, per andare incontro potenzialmente a tutte le necessità broadcast e professionali. Il sensore di immagine è a 3CCD da 1/4”, il convertitore A/D a 12 bit ed il processore è di gamma RGB. Lo stabilizzatore ottico di immagine incorporato, compensando le vibrazioni prodotte dalla mano, assicura immagini nitide e prive di sfocature generate dal movimento. Inoltre AG-DVC30E offre la possibilità di ripresa notturna a infrarossi, consente registrazioni in bianco e nero con illuminazione a raggi infrarossi fino a 30 metri. Può inoltre registrare un’immagine wide di alta qualità sia in modalità letterbox sia nel nuovo modo “squeeze”. In aggiunta con la funzione slow shutter, prolungando i tempi di esposizione dell’immagine operando con una frequenza di quadro dimezzata o anche più bassa rispetto alla normale frequenza di scansione, fornisce registrazioni a colori con sensibilità estremamente elevata e con effetti “ripresa cinematografica”.
Segnaliamo infine che AG-DVC30E è dotata di una gamma di controlli automatici, inclusi fuoco, diaframma, bilanciamento del bianco.

 

L’AdnKronos è multimediale per stare al passo con i tempi
Da agenzia stampa ad agenzia multimediale: questa l’evoluzione di AdnKronos, nota agenzia stampa italiana.
Per stare al passo con i tempi, lo scorso settembre è stata presentata DAK Digital AdnKronos, “la nuova realtà rivolta al mercato televisivo e della videocomunicazione”.
DAK Digital AdnKronos mira a conquistare clienti tra i broadcaster nazionali e internazionali, tra network provider, enti pubblici e privati. L’offerta si compone di servizi di “video agenzia”, produzione di format televisivi (trasmissioni, servizi giornalistici, talk show), creazione di library, gestione di piattaforme televisive ad hoc e realizzazione e gestione di corporate Tv.
“La nascita di DAK Digital AdnKronos – ha affermato Gianluigi Paragone, responsabile del progetto DAK – si inserisce in modo sinergico nelle diverse realtà del gruppo AdnKronos, dall’agenzia di stampa, al portale Internet, dando alle stesse un forte valore aggiunto”.
DAK Digital AdnKronos ha tre sedi: Milano, Roma e l’ultima all’interno dell’aeroporto di Malpensa, “passerella di personaggi, notizie, eventi ed informazioni provenienti da tutto il mondo”. Queste tre redazioni sono collegate tra loro grazie a una trasmissione Fastweb a 10 Mbit, fondamentale per inviare file audio e video, e il network che ne risulta è collegato con il Globcast Teleport di Roma, cosa che garantisce la possibilità di inviare documenti non solo in Italia ma anche in tutto il mondo.
A livello internazionale, DAK affiancherà il progetto AKI AdnKronos International nella collaborazione con il network Arab Media Company. DAK invierà immagini e servizi giornalistici pronti alla nuova emittente irachena Al Dyiar, replicati all’interno del network principale Arab Radio & Television. I servizi avranno il parlato in arabo grazie alle professionalità di AKI AdnKronos International.

 

“DAK, una video agenzia per televisioni e telefonini”
“Dak nasce per vari motivi – ci ha spiegato Gianluigi Paragone, responsabile del progetto DAK –, uno dei quali è che crediamo nella digitalizzazione della televisione. Quindi abbiamo creato una videoagenzia i cui servizi possono interessare ogni apparecchio che abbia uno schermo: palmari, videotelefonini, televisione canonica. Ovviamente si tratta di un’opportunità resa possibile dal digitale, mentre sarebbe impensabile realizzarla con l’analogico”.

In cosa si concretizza l’offerta di DAK?
Offriamo sia servizi montanti sia il girato di un avvenimento. Questo amplia il nostro potenziale, perché realizziamo sia i servizi di un minuto e mezzo adatti per i Tg sia servizi lunghi che vendiamo agli editori Tv per le loro esigenze editoriali.

Chi sono i vostri clienti?
Ci sono sia i grandi broadcaster nazionali (Rai, Mediaset, SkyTg24) sia televisioni locali o regionali, alle quali le nostra offerta interessa molto: infatti offriamo non solo servizi che loro non riuscirebbero altrimenti a realizzare ma lo facciamo anche con la garanzia di qualità assicurata dal nome e dall’esperienza di AdnKronos. Inoltre non va dimenticato che siamo un’agenzia di stampa, quindi gli editori possono avere dei rimborsi, che possono arrivare fino all’80%, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La redazione che lei dirige lavora anche come tradizionale agenzia di stampa?
Sì, siamo in grado di coprire un avvenimento sia come AdnKronos sia come DAK, come è successo di recente con il ministro Roberto Maroni presente a Malpensa per degli impegni istituzionali. Abbiamo realizzato il classico lancio di agenzia ma anche un’intervista video. Questo servizio però non possiamo garantirlo quando c’è l’urgenza del primo lancio, quando c’è la gara a chi copre per primo l’avvenimento, in quanto siamo presi con le riprese. Però in casi meno frenetici, possiamo fare sia il video sia il lancio.

Immagino che il marchio AdnKronos vi abbia aiutato molto…
Sì. DAK è un pezzo del mosaico AdnKronos e questo rappresenta per noi un grande vantaggio, perché siamo partiti con un nome già noto e apprezzato.

Utilizzate i giornalisti/operatori o giornalista più operatore?
Abbiamo giornalista più operatore. Questo perché dobbiamo garantire agli editori che si affidano a noi un alto livello qualitativo. Non potremmo presentarci con filmati come quelli che realizzava SeiMilano. Questo però non toglie che miriamo a creare dei giornalisti multimediali, che siano la sintesi delle professionalità dei giornalisti e degli operatori. Questo, che piaccia o meno, è il futuro, o almeno una parte importante del futuro, del giornalismo televisivo. A SeiMilano va riconosciuto infatti il merito di aver dato la prima spallata e di aver indicato la strada per l’evoluzione della professione del giornalista televisivo. Per garantire la qualità del video stiamo valutando l’ipotesi di organizzare dei corsi, in collaborazione con Panasonic, per insegnare ad usare le nuove telecamere.

Lei in passato ha lavorato per Rete55 e VareseTv, quindi aveva già un’esperienza televisiva. Come vi trovate con la tecnologia P2 della Panasonic?
La particolarità pazzesca di P2 di Panasonic è che abbatte i tempi di riversamento delle immagini, che prima di fatto erano in tempo reale. Ora invece è velocissimo e questo rappresenta un significativo risparmio di tempo. Inoltre ha degli ottimi colori, caldi e pastosi.

 

P2 di Panasonic è la tecnologia di DAK Digital AdnKronos
Per sostenere tecnologicamente la propria offerta giornalistica, AdnKronos ha scelto come partner Panasonic, che ha fornito i suoi nuovi prodotti a tecnologia P2 (professional plug-in card) basati su un supporto di memorizzazione che prevede l’utilizzo di una memory card (attraverso il formato di registrazione DVCPRO) al posto della tradizionale cassetta a nastro. I prodotti di questa serie includono camcorder, videoregistratore da studio, le card e relativo lettore.
Stando a quanto dichiarato da Panasonic, i prodotti della serie P2 sono in grado di “abbattere i tempi di trasmissione e lavorazione delle immagini del 40% rispetto all’utilizzo delle tecnologie tradizionali, adattandole a qualsiasi mezzo o supporto video”.
Questo nuovo sistema di Panasonic si basa della SD Memory Card e registra i segnali audio e video in formato DVCPRO direttamente sulla card P2. La card ha una capacità di 4GB e può registrare fino a 16 minuti di materiale DVCPRO. Inoltre, nonostante il prodotto sia stato lanciato da poco, Panasonic già parla dell’evoluzione futura delle schede P2, che “presto permetteranno la registrazione di 128 minuti di segnale DVCPROHD ininterrotti su un’unica card”.
Un passaggio importante, che permette di risparmiare tempo, è rappresentato dal fatto che le informazioni audio o video registrate sulla card P2 non necessitano di digitalizzazione e sono quindi immediatamente utilizzabili per l’editing. Quando la card viene inserita nella slot PCMCIA del Pc portatile, il software riconosce automaticamente i dati, che possono essere scaricati a una velocità massima di 640 Mbps.
Il camcorder DVCPRO è dotato di 3 sensori CCD da 2/3” 600,000 pixel, e può riprendere anche con un’illuminazione minima.
La telecamera ha una slot PCMCIA come accessorio standard; inoltre ha 5 slot PCMCIA per l’utilizzo di 5 card P2 per la registrazione, può utilizzare una wireless LAN card in formato PCMCIA, una SD Memory Card, un’interfaccia USB2 e interfaccia IEEE 1394. Inoltre, usando la WLAN card è possibile inviare segnali video a bassa risoluzione alle redazione per un broswing immediato.
Da segnalare anche che gli accessori tipo viewfinder, batterie e interfacce sono le stesse di quelle dei camcorder DVCPRO e DVCPRO50.
Una volta che l’operatore è tornato in studio, i file audio/video registrati sulla card P2 possono essere trasferiti nella rete tramite un’unità di trasferimento dati. L’unità standard ha 5 slot PCMCIA ed è connessa alla workstation tramite l’interfaccia USB versione 2.0. Lo studio deck P2 incorpora 5 slot PCMCIA per la lettura audio e video e può essere controllato come un normale videoregistratore attraverso interfacce tipo RS-422A.

 

Sony sul campo con Vaio Purple e in studio con DV Lince
Per l’editing sul campo la Sony propone il sistema Vaio Purple, di fatto un Pc portatile che si trasforma in uno studio di montaggio. Usando un convertitore hardware, Vaio Purple è in grado di digitalizzare da altri formati come Digital Betacam e Betacam SP. Una volta completato il processo, il materiale può essere trasferito in una suite di editing on-line tramite formati file come EDL, ALE o OMFI. Il sistema può operare sia in DV/DVCAM nativo sia in DVCPRO25, ma è in grado di editare altro materiale oltre a quello in DV.
Infatti grazie ai convertitori prodotti da Miranda e Dazzle, può digitalizzare materiale proveniente da fonti analogiche e quindi essere impiegato come un editor off-line. Una volta completato l’editing, il programma può essere trasferito ad un sistema di editing on-line usando i file EDL, ALE o OMFI. Vaio Purple può essere implementato con plug-in FX, come Boris, Ultimatte, Vortex FX. La funzione X-send permette inoltre all’utente di trasferire le informazioni direttamente nei pacchetti come Adobe After FX e Pinnacles Commotion, senza usare AVI o QT.
La funzione X-send inoltre è totalmente compatibile con il software per lo streaming Discreet Logic’s Media Cleaner. Si può effettuare lo streaming anche con il programma integrato QuickTime e con AVI. L’interfaccia i.Link consente di controllare il videoregistratore o la telecamera e di trasferire i segnali video, audio e le informazioni timecode. Vaio Purple è installato sul sistema operativo Windows 2000. Il software Purple consente di svolgere diverse funzioni contemporaneamente, evitando in questo modo perdite di tempo nelle operazioni di rendering. Il rendering inizia automaticamente e viene eseguito in background.
Integrata nell’opzione software XL c’è la possibilità di registrare la voce fuori campo.

 

Piattaforma di produzione
DVLince di Sony è una piattaforma integrata per la produzione delle news per i telegiornali. Si tratta di un sistema completo di produzione in formato @ DV25 4:2:0 in grado di coprire tutte le esigenze di produzione, dal filing al playout, è basato sulla soluzione Sony Newsbase, realizzata per le grosse emittenti.
L’utilizzo di tradizionali applicazioni Windows 2000 consente che ogni operazione su file venga ottenuta con una semplice operazione di copia e incolla.
Completamente scalabile, DVLince viene proposto partendo da un sistema “small”, che prevede la configurazione di server a due volumi, un Daily server e un On Air server da 15 ore @ DV25 ciascuno, tre workstation per giornalisti con editing in DV, un canale di playout singolo con controllo Teleprompter integrato. Passando dal sistema medio, si può arrivare fino a quello “large”, in cui il Daily server è da 45 ore @ DV25 con On Air server da 30 ore @ DV25. Il “top” include inoltre un server a bassa risoluzione separato, undici workstation per i giornalisti/montatori (espandibili a quindici), due postazioni di editing non lineare avanzato per produzioni high-end, due postazioni di playout a due canali con controllo integrato del Teleprompter, due terminali di filing (anch’essi espandibili) con funzione di chunking e un Database Server separato.

 

Italia1: “Con il digitale i servizi sono ancora più nostri”
“Il passaggio dal sistema di montaggio Beta al quello digitale è stato difficile, perché sono diversi nell’approccio e nelle funzioni. Però una volta impadronitesi del sistema in digitale non se ne può più fare a meno”. Così ci ha spiegato un giornalista di Studio Aperto, che per motivi burocratici preferisce rimanere anonimo. Ricordiamo che Studio Aperto è un Tg completamente digitalizzato per quanto riguarda la bassa frequenza: i giornalisti montano da soli, utilizzando il Pc e ClipEdit di Sony, i propri servizi. “Quando arriva un nuovo redattore viene affiancato da una persona che lo introduce all’utilizzo del software per il montaggio. Imparare da autodidatti sarebbe impossibile”. “Montare i servizi – ci spiega ancora il redattore di Studio Aperto – ci rende molto indipendenti e rende il servizio ancora più nostro. Già prima, quando veniva montato in Beta da un tecnico, era il ‘nostro’ servizio, a maggior ragione ora che lo curiamo noi, sia dal punto di vista giornalistico sia da quello tecnico. Inoltre il montaggio in digitale è più semplice e ci permette di sperimentare nuovi approcci e tecniche di montaggio. Abbiamo creato nuovi ritmi per i nostri servizi, che abbiamo usato per ‘Lucignolo’”. “L’aspetto forse più importante di questo sistema di montaggio – conclude il redattore di Studio Aperto – è che puoi intervenire sulle breaking news anche a ridosso della messa in onda: si possono apportare dei cambiamenti senza dover far troppa fatica e senza dover rifare tutto il montaggio”.

 

Montare con Pinnacle Liquid Edition
Pinnacle Liquid Edition di Pinnacle versione 5.5 nasce dall’unione di Pinnacle Liquid con Edition. Il risultato è un prodotto per il montaggio dei servizi televisivi, che offre strumenti per il compositing in tempo reale e per gli effetti.
Pinnacle Liquid Edition offre una molte composizioni ed effetti in tempo reale per sostenere il flusso di lavoro creativo: fino a dieci flussi con effetti in tempo reale tra cui effetti 2D, 3D reali, correzione colore ed effetti avanzati chroma/luma key.
La funzione XSend di Pinnacle Liquid permette di condividere filmati e progetti direttamente con Pinnacle Commotion Protm, Adobe After Effects, Macromedia Flash MX e con altri prodotti broadcast di Pinnacle, come DekoCast e Thundertm.
Liquid Edition supporta un’interfaccia scalabile con risoluzione fino a 1600x1200 e finestre sorgente e anteprima a pieno schermo per controllare con il lavoro in corso.
In base al codice di definizione del tempo o al contenuto video, Liquid Edition divide le scene in singoli clip per permettere agli autori di concentrarsi sulla creazione piuttosto che sulla selezione dei materiali.

 

Etere News: i giornalisti montano i loro servizi
Etere News è il ponte tra Etere Automation e il tuo sistema di news. È basato sul MOS 2.9 e sul database SQL, permette di realizzare l’editing dei servizi dal Pc senza doversi dotare di hardware aggiuntivo, ha il browsing integrato e la messa in onda completa del rundown.
Etere News connette le funzioni di Etere (tra cui ingestion, Media Asset Management, browsing, automation e registro programmi trasmessi) con il sistema di newsroom. Con Etere News è possibile acquisire e gestire il materiale video del quale si necessita per il proprio lavoro. Durante la registrazione Etere crea un’immagine del video in bassa qualità, utile per effettuare tagli e preparare il servizio. Grazie al browsing i giornalisti possono creare i servizi direttamente dal monitor del Pc, con semplici funzioni copia e incolla. Il Browsing di Etere è un software facile che può essere usato da un utente non professionista come può essere un giornalista. Inoltre permette l’accesso contemporaneo ad un numero illimitato di utenti, che possono lavorare contemporaneamente.

 

Etere News a Rai News24
Etere lavora con Rai News24, per la quale sostituisce l’automazione Sony, per alcune ore il giorno, in modo da permettere la manutenzione del sistema principale.
Per l’occasione, è stato realizzato un prodotto simile a quello Sony , appoggiandosi ad un videoserver - Mav 70. Etere News provvede all’automazione delle tre aree principali di Rai News24: filing (la registrazione dei contributi), il browsing (la preparazione dei servizi), il playout (l’automazione per la messa in onda).Il Filing comanda sia i 4 canali del MAV 70 sia 4 encoder Mpeg 1 Etere, che provvedono alla contemporanea registrazione in bassa qualità dei contributi.Il Broswsing permette ai giornalisti di preparare i propri servizi. Ricordiamo inoltre che Etere Automation è utilizzato, tra gli altri, dall’emittente moscovita Center TV, argomento che abbiamo già approfondito in precedenti numeri di Broadcast&Production.

 

Gli encoder di Scopus
Scopus Network Technologies (in Italia con Diem Technology) produce apparati, soluzioni e sistemi end-to-end per la distribuzione di Digital TV & Data per broadcast e broadband networks via satellite fibra e DVB-T. Scopus offre una gamma completa di soluzioni per compressione e routing video inclusi codifica, statistical multiplexing, professional reception e system management and control. Tra i prodotti, segnaliamo gli encoder della serie Codico.La versione E-1200 è un modello professionale, mentre l’E-1000 è un encoder DVB per il broadcast di video digitale. Il modello E-1800 è un encoder per l’alta definizione che può trasportare immagini in compressione 4:2:0/4:2:2 Mpeg-2 per applicazioni HD.
Per quanto riguarda le applicazioni mobili, segnaliamo i modelli E-1710/1720 e l’E-1510 utilizzabile per i collegamenti dall’esterno allo studio utilizzando il satellite.
Segnaliamo infine che il canale Tv statunitense NBC ha trasmesso le Olimpiadi di Atene 2004 utilizzando l’encoder E-1100 MPEG-2 DVB di Scopus.

 

“In dieci minuti preparo un servizio per il giornale radio”
Nelle stazioni radiofoniche ormai le bobine sono scomparse, sorpassate dall’evoluzione dei sistemi di registrazione e montaggio in digitale. Questo ha portato di conseguenza all’evoluzione della professionalità dei giornalisti radio. “In redazione – ci ha spiegato Cristina Battocletti, giornalista di Radio 24-Il Sole 24 Ore – si fanno due tipi di lavoro: uno sonoro, l’altro di macchina. Quest’ultimo è legato alla preparazione dei testi per il giornale radio, mentre il primo è legato alla preparazione dei servizi in voce. In redazione usiamo un sistema di montaggio Dalet. Se realizzo un’intervista radiofonica, la registro direttamente sul mio computer e poi faccio il montaggio. Posso eliminare frasi, ma anche semplici respiri troppo lunghi o parole pronunciate male. Inoltre fare dei tagli non è “pericoloso”: se sbaglio posso annullare la funzione e rifare l’operazione. Si tratta di un lavoro molto semplice, quasi non mi ricordo più quando l’ho imparato”.
Il digitale infatti ha semplificato la vita del redattore, come ci conferma la Battocletti: “Per preparare un’intervista o un servizio per il Gr ci impiego pochissimo tempo, circa dieci minuti. Molto più complesso è invece quando devo lavorare a uno speciale lungo, tipo di 15 minuti, magari con interventi di persone straniere le cui voci vanno continuamente alzate e abbassate per far entrare la traduzione. Spesso inoltre in questi servizi bisogna inserire effetti sonori o musiche: un lavoro piuttosto complicato per un giornalista e infatti in questi casi sono affiancata da un tecnico”. La tecnologia semplifica il lavoro anche per le corrispondenza dall’esterno: “In questo caso per registrare utilizzo un minidisc digitale, poi lo collego al computer portatile, scarico il file audio e inizio a lavorare. In base alle situazioni, faccio il montaggio oppure mando solo il grezzo. In questo caso i tagli si possono fare direttamente sul minidisc. Finito il processo lavorativo sul computer portatile, trasformo il risultato in un Mp3 e lo mando via posta elettronica alla redazione. Se non è disponibile un collegamento telefonico, posso utilizzare anche il telefono cellulare, anche se fino ad ora non è mai capitato né a me né a nessun collega di doverlo fare”.
“Circa il minidisc – si lamenta la Battocletti – bisogna precisare che si tratta di uno strumento molto delicato. Spesso ci troviamo a lavorare in situazioni caotiche, dove si rischia di essere spintonati ed urtati da altre persone, con il rischio conseguente di far cadere il minidisc. Si tratta di un apparecchio che si rompe facilmente, a me è capitato di perdere delle interviste proprio come conseguenza di una sua caduta. Dovrebbero riuscire a produrne di più resistenti oppure inventarsi una membrana che lo salvaguardi, tipo quella che copre il telecomando del televisore”.

 

L’accoppiata Maycom per i servizi in esterna
Maycom ha in catalogo due prodotti che possono essere utilizzati dai giornalisti radiofonici per impegni in esterna. Si tratta di Mpman più MicTube, capaci di trasformare un registratore MP3, MiniDisc, walkman o un computer portatile in un’unità per reporter dalle caratteristiche professionali. Mpman è un registratore/riproduttore MP3 di dimensioni compatte, dotato di interfaccia USB, che permette di trasferire l’audio dal registratore al computer in formato nativo MP3. Mpman è dotato di una memoria interna da 128 MB e di uno slot per Smart Media Card esterne. Il fattore di compressione può essere variato dall’utente. L’ingresso di linea è su connettore jack da 3,5 mm, è presente un’uscita cuffia stereo e un altoparlantino da 160 mW. La durata delle batterie in condizioni di utilizzo standard è di 9 ore. Mpman è fornito di software per scaricare i dati da e verso Pc, cuffia, cavetto audio, una coppia di batterie AA. MicTube è invece un preamplificatore microfonico con circuitazione bilanciata, alimentato da una batteria ricaricabile. Sul corpo presenta un regolatore di sensibilità e due LED per monitorare il livello del segnale e quello di carica della batteria. Il connettore d’ingresso è XLR Cannon femmina secondo lo standard professionale (mono, 3 pin), mentre quello d’uscita di tipo jack mono sbilanciato da 3,5 mm. Con un guadagno massimo di 55 dB, il rapporto S/N supera gli 85 dB, il tempo di funzionamento approssima le 20 ore e quello di ricarica è di circa 2 ore.

 

I codec di Telos
Telos (in Italia con Feel Communications) ha in catalogo il codec ISDN Zephyr, disponibile in diversi modelli.
Zephyr Xstream è il codec rack da studio dotato di I/O analogiche ed AES/EBU, trasmette e riceve in G.711, G.722, Layer 2, Layer 3 e negli algoritmi MPEG AAC, che aderiscono ai requisiti di qualità di ITU-R/EBU. Zephyr Xstream include 50 memorie per chiamate rapide, 30 memorie che includono i settaggi audio e la funzione Auto-Receive che riconosce l’algoritmo chiamante. Si possono trasmettere chiusure di contatti o dati seriali.
Zephyr Xstream MXP invece è un codec per collegamenti dall’esterno, dotato di paracolpi in gomma più sporgenti dei potenziometri. Non dispone di I/O AES/EBU, ma di un mixer digitale stereo con quattro ingressi mono, a livello microfonico o linea. Negli ingressi sono inseribili dei circuiti di processamento progettati da Omnia. Nelle quattro prese cuffia, con regolazioni indipendenti, si può ascoltare il segnale inviato, quello ricevuto, o la miscelazione dei due.
Da segnalare infine Zephyr Xport, piccolo e leggero, dotato di un ingresso microfonico ed uno linea, miscelabili e processabili con circuiti Omnia. Si tratta di un codec mono che funziona con linea telefonica analogica e, con scheda opzionale, anche via ISDN. Zephyr Xport comunica con il codec ISDN Zephyr Xstream, e poiché le centrali telefoniche sono digitali, il segnale dell’Xport in esterna raggiunge la centrale mediante la connessione disponibile (analogica o ISDN), per poi proseguire in ISDN fino al codec in studio. Lo Zephyr Xstream in studio diventa un “codec universale”, che riceve i contributi esterni sia stereo da un altro Xstream, sia mono da Xport.

 

Dj-Pro prepara i radiogiornali
Dj-Pro è il sistema di automazione dell’emittente radiofonica realizzato da Axel Technology e utilizzabile sia dalle radio locali sia dai network. L’aspetto rilevante (nel contesto di questo dossier) da mettere in evidenza è la capacità di gestire l’intero flusso di informazioni dell’emittente. Infatti Dj-Pro gestisce tutti i contributi radiofonici, comprese quindi le notizie e la composizione dei radiogiornali.
Dj-Pro vanta molti software che permettono la realizzazione di una serie di funzioni. In questo contesto ci interessa metterne in evidenza alcune.
Editing di notizie: Dj-Pro fornisce tutti gli strumenti per preparare ed archiviare giornali radio. Grazie ai differenti livelli editing disponibili anche il giornalista, tecnicamente inesperto è in grado di realizzare contributi di elevata qualità audio.
Off-Line Recorder: registrazione di programmi, contributi da satellite.
Voice Track: registratore di interventi vocali senza base per la realizzazione di dirette simulate.
Collegamento con programmi esterni: DJ-PRO può facilmente importare programmazioni pubblicitarie e musicali da RAM DISK o da applicazioni esterne (come PowerGold or Selector).
Dj-Pro è compatibile con schede Digigram, Antex ed Audiologic ed è in grado di lavorare con i formati audio più diffusi: MPEG-1 Layer II / Layer III (MP3) a diversi bit-rate e lineare. Inoltre è compatibile con sistemi operativi Microsoft Windows XP, NT 4.0, 2000, and 98 SE.

 

La famiglia Centauri al telefono
Mayah Communications (in Italia con A&DT) ha in catalogo i codec audio della famiglia Centauri, divisi nei modelli 3001, 3000, 2001, 2000 tutti con risoluzione a 24 bit 96 kHz. Le principali applicazioni di questa serie di prodotti sono per trasmissioni convenzionali su ISDN per reportage e concerti; trasmissione su linee dedicate per distribuzione e contribuzione; servizio Intranet per archivio e pubblicità, jingle; distribuzione audio su local LAN o rete WAN ad ampia area, per digitalizzazione nel broadcast, le telecomunicazioni e per gli studios.
I prodotti Centauri sono disponibili per piattaforme Pc e Mac con reali capacità di gestione networking di tipo Internet, Intranet, LAN e WAN.
Tramite RC-Soft si remota totalmente la macchina che a sua volta, sempre tramite porta RS 232, può controllare tutti gli i modelli della serie Centauri.
Centauri combina tutte le caratteristiche dei codec già diffusi con le qualità dinamiche dei prodotti gestibili via rete IP e quindi si può adattare a tutte le connessioni digitali, come i circuiti dedicati, le linee dial-up, ISDN, le LAN locali e lo streaming via Web.

 

I Codec audio di Comrex
Comrex (distribuita in Italia da Feel Communications) offre il codec audio Matrix, che può trasmettere il segnale audio utilizzando una linea telefonica normale, Isdn oppure Gsm. Una capacità di adattarsi a ogni situazione che può essere utile per i giornalisti radiofonici.
Attraverso una normale linea telefonica è possibile inoltrare l’audio a 15 kHz. La linea ISDN funziona utilizzando Layer III Iso/Mpeg oppure G.722 per una gamma più ampia di compatibilità, e trasmette a 15 kHz. Attraverso il modulo GSM è possibile trasmettere in modalità wireless a 7 kHz.