REPORT FIERE

 

SIB International  e DISMA 2004

 

Buon successo a Rimini per il suono e le luci

 

Clima mite e business incoraggiante hanno caratterizzato questa manifestazione riminese, occasione “collaterale”, ma rilevante anche per i protagonisti del mondo broadcast. Ecco la rassegna di quanto visto e sentito in fiera. Segue un ampio servizio nato dall’incontro coi protagonisti tecnici della Rai per il Festival di San Remo

 

di Andrea Rivetta

 

Apertura in grande stile per la 19a edizione del SIB la mostra internazionale biennale delle tecnologie per eventi, spettacolo e locali che si è svolta in contemporanea all’8° Disma Music Show, il salone degli strumenti, edizioni musicali, discografia. Al taglio del nastro è da segnalare che c’era anche Lucio Dalla.

SIB 2004 si è svolto su 7 padiglioni per 50mila metri quadri e, va ricordato, è l´unica manifestazione europea a riunire illuminazione, audio, arredamento, video, teatro, televisione, cinema, congressi e tendenze.

Nell’occasione  si è svolta anche la seconda edizione del Sound Power, con dimostrazioni in regime dinamico degli impianti audio più sofisticati e tecnologicamente avanzati, e il Line Array Simposium, promosso dalla sezione italiana dell’Audio Engineering Society sul tema del Sound Reinforcement. Sono intervenuti  gli esperti Andrea Guerranti (Sisme – L-Acoustics), Frank Bothe e Matthias Christner (d&b Audiotechnik), Didier Dal Fitto (Reference Laboratory – Adamson), Guido Noselli (Outline), David Cooper (Texim – Klark Teknik) e Giorgio Campolongo (Missione Rumore).

Interessante da segnalare il workshop “Ci associamo? Proposta per un dibattito fra i service audio e luci”, dove si è discusso della nascita anche in Italia (dove si calcola siano in attività almeno 200 noleggiatori di sistemi audio e luci), di un organismo rappresentativo con copertura nazionale in grado di promuovere e tutelare anche nel nostro Paese l´attività di noleggio di attrezzature per eventi. 

Ma adesso ecco un resoconto, sebbene del tutto parziale, delle proposte interessanti che ci hanno colpito passeggiando nei rumorosi e affollatissimi stand.

 

AREA AUDIO

Interessante per Audioscope, ospite presso lo stand Vinci, la tradizionale linea di analizzatori audio, dal super-collaudato Audio Analyser 2813 (al suo 25esimo aniversario) e 2813-E, sino alle varie evoluzioni dei modelli 3001, 3002 e la versione 3000 + RT-60. Più rilevante la presenza di Casale Bauer dove, per i nostri lettori, da segnalare è il microscopico microfono dpa 4061 a bassa sensibilità (un microfono a condensatore con capsula prepolarizzata da 5,4 mm.a diaframma verticale; risposta in frequenza in asse da 20 a 20.000 Hz,± 2 dB, con connettore Micro Dot) e dpa 4060FM a sensibilità elevata. Nuovo il sistema di ripresa modulare MSS6000 basato sulla linea 4061 con microfoni a condensatore omnidirezionali. Soluzione per applicazioni live strutturata che grazie a cinque box “satellite” è in grado  di sommare, in cascata, in stereo e con controlli individuali, i segnali dei microfoni così da impiegare solo due canali del banco mixer. Alla Exhibo  la novità più evidente è stata la gentile e graziosa  Annalisa Mosconi, nuova responsabile della comunicazione. Dei prodotti vogliamo segnalare in particolare la soluzione Senneheiser Evolution Generation 2: la nuova generazione dei prodotti evolution che offre molti miglioramenti tecnici: ricerca automatica delle frequenze (per sintonizzare automaticamente il sistema sulla frequenza più idonea in quel momento), range di frequenze allargato (attualmente sono disponibili 1.440 frequenze sintonizzabili in UHF), display retroilluminato di grandi dimensioni per un’alta visibilità anche in condizioni di poca luce, tone squelch che elimina i pericoli di interferenza a ricevitore spento, livello di uscita audio aumentato, uscita bilanciata con

XLR (+18 dB) e sbilanciata con jack da 6,3 mm (+12 dB) allineata agli standard professionali.

Alla Grisby Music in evidenza i notevoli banchi Allen&Heat, ma (dato il contesto) tra questi spiccava il compatto e nuovo Xone, terzo tra i DJ/Club mixer di Allen & Heat: è Xone 32, presentato all’ultima edizione del Plasa, un nuovo mixer a tre canali che oltre alla sezione filtri VCF, tipica della serie Xone, offre ulteriori caratteristiche particolari, con una costruzione elegante ed estremamente compatta. Il nuovo prodotto incorpora un set dinamico di funzioni che rappresentano un reale avanzamento della tecnologia creativa a disposizione dell’artista. Il sistema Direct Recall Sistem (DRSTM) rende Xone 32 veramente unico sia nella sua categoria che, in generale, fra tutti i mixer dedicati a DJs e Clubs. La superficie di controllo estremamente pulita e di facile utilizzo è pensata per offrire la massima libertà di movimento. Venendo alla Link (l’azienda di Assunta Fratocchi che dal 1987 si è concentrata sulla produzione e la distribuzione di cavi, connettori ed accessori dedicati all’industria dello spettacolo), va segnalato che oggi è nata anche Link Usa Inc. che esporterà oltreoceano essenzialmente i cavi Eurocable per lo showbiz statunitense. E sempre in tema di novità societarie, più che di prodotto, ecco alla prima uscita pubblica Proel nel nuovo assetto societario e con la fresca rappresentanza, tra le molte altre sigle (ricordiamo, giusto per citarne una, AKG) anche della statunitense Mackie Design.

Con piacere abbiamo salutato l’inesauribile Angelo Tordini di Reference Laboratory, che ha questa fiera, con i suoi RDQC05, ha cablato operativamente un sistema completo di palco e sala per mostrare nei fatti flessibilità e potenzialità delle proprie soluzioni. Poco lontano ecco Sisme, che per il brodcast continua a proporre la valida soluzione rappresentata dal microfono Shure KSM27, dotato di un diaframma a condensatore da 1” con polarizzazione esterna e di un preampli in classe “A” privo di trasformatore che forniscono una risposta trasparente e precisa e... a un prezzo estremamente interessante.  Da notare anche il microfono KSM-44 a condensatore con tre modelli di ripresa polare selezionabili: cardioide, omnidirezionale e bidirezionale, che consentono una grande flessibilità d’uso. Il KSM-44 ha un doppio diaframma di grandi dimensioni, con polarizzazione esterna, che fornisce una estesa risposta in frequenza con un rumore generato estremamente basso (7dBA).  Una tappa interessante anche allo stand Yamaha Italia, dove Marco Papini e Antonella Galliano, più che sulle soluzioni di strumenti in mostra, hanno richiamato l’attenzione dei lettori di B&P sulla prossima uscita della console digitale PM5D: una soluzione veramente interessante per chi fosse intenzionato a dotarsi di un mixer digitale di eccellente qualità, ma ad un costo particolarmente contenuto. Il PM5D mutua l’esperienza sviluppata dall’azienda giapponese con il modello DM2000 e con il PM1D (sarà più economico di quest’ultimo), proponendosi come soluzione innovativa anche per il settore delle performance live per il sound reinforcement. In configurazione “one box” offre 64 input (48 mono + 4 stereo analogici e 4 ritorni interni stereo) e processo interno a 96 kHz e 32bit. Comprende all’interno la conversione A/D e D/A utilizzando convertitori a 24-bit/96kHz. Le uscite includono 24 mix, 2 stereo (ST A e B o L-C-R), 8 matrix, 8 guppi Mute e 8 DCA (Digitally Controlled Amplifiers). Da notare che il PM5D funzione senza meter bridge ed è disponibile in 2 configurazioni di front-end. Ovviamente nell’area dell’audio erano presenti in grande stile anche le soluzioni importate da A&DT e Audio Equipment rispettivamente di Giuseppe Porro e di Marco Porro... ma di loro preferiamo parlare, seppure indirettamente, nell’ampio approfondimento che segue questo report, dedicato al Festival della canzone italiana di San Remo.

 

AREA VIDEO

Prima sosta presso la Edirol, dove dobbiamo segnalare l’LVS-400: un mixer video professionale a 4 canali. Questo video switcher compatto a 4 canali è semplice da utilizzare e permette di ottenere transizioni ed effetti di chiave di qualità professionale, anche senza particolare esperienza. Progettato specificamente per le installazioni video, LVS-400 è equipaggiato con ingressi/uscite sia BNC che S-Video, 17 pulsanti retro-illuminati per il controllo in ambienti con scarsa luminosità, T-Bar per le transizioni manuali, regolazione “time control” per le transizioni gestite via pulsante e due potenziometri per gli effetti. Si possono effettuare tagli tra una sorgente e l’altra, semplicemente premendo il pulsante di output desiderato, visualizzare in anticipo le sorgenti con la funzione preview monitor out, utilizzare due tendine differenti o una dissolvenza con transizione fino a 4 secondi e, inoltre, attivare la funzione output on/off per effettuare la dissolvenza a nero quando il mixer non deve essere utilizzato.

Sosta successiva dalla cordiale Sonia Reggio in Fujitsu General, società leader nel settore dei monitor al plasma. In mostra la gamma completa di monitor al plasma Fujitsu Plasmavision della linea professionale. In evidenza il 50 pollici P50 XCA 30, nuovo monitor ideale per soluzioni professionali dove è richiesto l’impatto visivo di un grande schermo. Con la sua elevata risoluzione 1366x768 e l’adozione del circuito proprietario AVM, il P50 XCA 30 si inserisce perfettamente in tutti i progetti applicativi professionali; accanto a questo da segnalare il 42 pollici P42 HCA 30 ad alta definizione d’immagine. Il nuovo 42”, che adotta l’esclusiva tecnologia ALIS, offre eccezionali prestazioni in termini di alta risoluzione di immagine e nitidezza, con l’esclusivo pannello con risoluzione 1024x1024, risponde perfettamente alle esigenze applicative  professionali più sofisticate. Infine in mostra il modello a 42 pollici P42 VCA 30, anch’esso con il video processore digitale AVM. Il nuovo modello ha risoluzione nativa VGA ed è stato completamente ridisegnato e pensato per trasmettere contenuti informativi nelle applicazioni professionali dove chiarezza e brillantezza delle informazioni sono di estrema importanza.

 

AREA LUCI

Una breve tappa presso Coemar, dove erano in evidenza in anteprima mondiale i modelli iSpot 1200, (proiettori a testa mobile con lampada da 1200 W a scarica), ShowColor 3200K e ShowColor 1200 EB (versioni rispettivamente con lampada alogena e a scarica con ballast elettronico) e iWash led (proiettore a testa mobile con tecnologia LED, dimmer elettronico, effetto stroboscopico, colori infiniti del fascio di luce generati dalla convergenza di rosso, verde e blu in sovrapposizione tra loro). Il fascio di luce ha angoli di proiezione variabili con lenti addizionali. Ultima nota per LineaLed: un sistema caratterizzato dall’utilizzo dalla tecnologia led ad alta luminosità, progettato per utilizzo in scenografie e luce di accento.

Una sosta di rigore presso lo stand DeSisti Lighting, dove erano impiegati a pieno regime nel dar retta ai numerosi visitatori sia il patron Mario che il figlio Fabio. In evidenza i proiettori Fresnel per lampade al quarzo-alogeno per riprese in interni, caratterizzati da robustezza, compattezza e leggerezza. La gamma di questi illuminatori a lente di Fresnel, va dal piccolissimo Magis 300W al potente Superleo da 24.000W: sono tutti disponibili sia nella versione manuale che in quella per comando a palo. Ideali per gli usi in studio, dove il totale controllo dei fasci e delle emissioni luminose ha una particolare importanza, gli illuminatori di questa serie possono essere forniti anche nella versione totalmente motorizzata. Ricordiamo anche il sistema robotico di controllo luci Icarus2000: una soluzione ormai ben collaudata che permette l’integrazione completa tra le sospensioni motorizzate e i proiettori motorizzati prodotti dalla De Sisti. Il sistema permette un aumento consistente della produttività attraverso la memorizzazione del sistema luci per una o più scene e riutilizzazione in tempi successivi e la riduzione drastica dei tempi di preparazione del sistema di luci per le scene. Una nota speciale va fatta alla linea CST Ceramic Studio Theatre, una soluzione sviluppata in collaborazione con Philips e le sue rivoluzionarie lampade Ceramic ST 250 HR, che rappresentano un’alternativa alle tradizionali alogene. La linea DeSisti creata attorno a queste lampade è stata sviluppata sia in versione Fresnel, sia PAR e Broadlight. In particolare il modello CST 25 F – DIM si caratterizza per temperatura pari a 3.200°K, è compatibile con sorgenti a tungsteno e fluorescenti, ha una vita superiore alle 2mila ore di utilizzo e un rendimento straordinario: assorbe 250W, ma è equivalente ad una lampada al tungsteno da 1 kW. Chiudiamo la nostra vista con una veloce nota per lo stand Arri, dove era in mostra la linea di nuovi pannelli Sky Panel 21. Da segnalare che in casa Arri è in corso una riorganizzazione per divisioni operative a livello internazionale.

 

Da costa a costa: Rimini chiama San Remo

Occasione ghiotta allo stand al SIB di A&DT e Audio Equipment, dove abbiamo potuto incontrare i protagonisti della più importante produzione televisiva musicale italiana: il Festival di San Remo. Da tempo Giuseppe Porro è un punto cardinale per allestire la parte audio della manifestazione canora, così in questa occasione è capitato di incontrare e sentire anche i protagonisti tecnici del festival: in primis Claudio Gatti, responsabile coordinamento audio della Rai, che si è trovato in fiera con Roberto Fontana della AVL (partner di A&DT), mentre poi via telefono abbiamo interpellato Stefano Montesi, responsabile Rai per le riprese esterne, che ha coordinato l’intero lavoro.

Claudio Gatti ha sottolineato che “come vera innovazione abbiamo impiegato due consolle Studer Vista 7: una di medie dimensioni per il parlato e una da 130 canali per il monitoraggio. La parte della musica è stata ricondotta al banco Cantus della Stagetec: ne abbiamo impiegato uno per tutta la ritmica più canto e ospiti e uno per la ripresa dei microfoni di sala; inoltre anche sul van è stata utilizzata una consolle Cantus”. Gatti ha fatto notare che “avendo quest’anno ben 81 professori d’orchestra, ovvero 20 in più delle passate edizioni, la gestione dell’orchestra è stata particolarmente impegnativa, con qualche problema in più per gestire una corretta acquisizione del suono. In questo senso va detto anche che per la disposizione degli strumenti in scena il maestro Leonardo De Amicis ha impostato la strumentazione con la consulenza di Daniele Tramontani, che come sua priorità ha condizionato la disposizione in funzione dell’ascolto in sala... e così ci siamo trovati con questa grossa orchestra divisa in 4 isole, 2 avanti e 2 indietro, con ben pochi metri di separazione. Così ci siamo ritrovati a riprendere il cantante al centro della strumentazione, oltretutto avendo davanti a destra la ritmica. Questa è una disposizione che garantisce l’amalgama sonora ideale per il pubblico in sala e che privilegia la ritmica, ma per noi che curavamo la produzione broadcast ha reso difficile  sia il monitoraggio del cantante, sia il contenimento della ritmica (che tendeva a prevalere)”. Gatti ha commentato che “per questo Sanremo c’è stato uno scollamento tra Rai e parte artistica e un riflesso di questo scollamento è stato “pagato” da chi s’è dovuto impegnare sulla produzione. Insomma abbiamo dovuto rincorrere le circostanze: siccome non sono state condivise le scelte artistiche con i responsabili della produzione broadcast, l’impegno richiesto è stato massimo”. In compenso però, ha riconosciuto Gatti, “rispetto al passato quest’anno si è lavorato con più organizzazione. Oggettivamente c’è stata meno ingerenza delle case discografiche, che s’è tradotta in meno capricci tecnologici. Diciamo che è stata un’edizione preparata con più linearità”.

Infine, ha concluso Claudio Gatti “si sono esibiti 24 artisti e quindi c’è stato più tempo per ciascuno per mettere a punto le cose. E in particolare le Studer, usate per il monitoraggio, hanno semplificato la vita ai tecnici. Usare il digitale per il monitoraggio è una scelta particolare, già avviata con le Cantus, ma stavolta con risultati più soddisfacenti perché meno macchinosi”. Una novità da sottolineare è che stavolta al cinema Riz è stata allestita una sala prove che era l’esatto “clone” della situazione dell’Ariston (salvo il fatto che, invece dei banchi digitali, sono state usate 3 consolle analogiche Soudcraft MH4) e quindi tutto è stato provato in condizioni ottimali. Il seguito della presentazione tecnica lo ha fatto Roberto Fontana, che ha esordito spiegando che “in sala abbiamo installato 16 sistemi Vertec VT4888, 4 sub Vertec grandi, modello VT4880, e per il cluster centrale 6 Vertec VT4887. Per la platea abbiamo usato davanti le SP212 per il sound reinforcement, a metà sala gli Stereo Array 4892 e in galleria un altro sistema Stereo Array 4892 (mettendone una coppia per lato). Tutti i monitor erano degli SP212 (anche per il canto) pilotati dagli stessi ampli ed equalizzatori e gestiti dalla consolle di palco (una Studer Vista 7). L’amplificazione del monitoraggio è stata supportata da Crown 5200VZ per la PA centrale e da Crown 3600 VZ, mentre gli equalizzatori (ogni linea di monitor ne aveva uno) erano dei dbx 2231”. Ha proseguito Fontana: “Da notare che quando entrava il parlato, il controllo della situazione passava all’altra Vista 7 e switchava anche il pilotaggio dei monitor. Il parlato infatti era equalizzato dai dbx EQ31 con l’efficiente sistema brevettato AFS di anti feedback: è una novità e noi lo avevamo stressato al massimo in fase di installazione e prove, così da simulare e prevenire tutte le condizioni di rischio Larsen. In effetti il sistema ha retto benissimo. Per la cronaca ricordo che tutte le cuffie usate sono state beyerdinamic (vari modelli), così come i microfoni per i professori d’orchestra. Invece i levallier e i wireless sul palco per parlato e canto erano Sennheiser, con capsula Neuman, e Wisycom”. La regia musicale nel complesso era anche quest’anno gestita tramite banchi Cantus, ma Claudio Gatti ha puntualizzato che “le 2 Cantus per la musica, quella sul Van e quella in sala sono state organizzate al meglio grazie al sistema stellare Nexus Star, anch’esso della Stagetec, che ha permesso di condividere tutti i segnali tra tutti i banchi, garantendo una perfetta ottimizzazione del lavoro”. Da notare infine, per l’audio, che la stessa regia audio ha gestito contributi filmati, stacchi musicali, traduzione simultanea e i collegamenti esterni. Le stazioni di lavoro sono state servite da un sistema di intercom a 64 utenze digitali. Passando alla parte video, per completezza del quadro sanremese, abbiamo interpellato telefonicamente Stefano Montesi, che gentilmente ci ha spiegato come “il Festival rappresenta ogni anno una vetrina prestigiosa e una importante conferma della crescita qualitativa e organizzativa della Rai. Per l’edizione 2004 la squadra ha visto in campo il direttore di produzione Alessio Accrocca, coadiuvato dai coordinatori Giorgio Scifoni,  Roberto Borraccini e dall’ organizzatore Sabatino Giaquinto. Per la cronaca va ricordato che il direttore della fotografia era Giuseppe Quini e il capo squadra Claudio Monaco. Il progetto grafico è stato curato da Daniele Cerioni della sede di Roma Cptv, mentre l’organizzazione e ottimizzazione erano compito di Nadia Cremona”. Proseguendo nel merito, Montesi ha spiegato che “la ripresa è stata realizzata con tredici telecamere Thomson digitali LDK 200 ed LDK 100, con varie soluzioni di supporto quali jimmy gib, una steadicam con sistema di trasmissione radio digitale (sistema di trasmissione utilizzato anche per la telecamera a spalla). Di notevole interesse sono state le riprese effettuate dalle due telecamere montate su teste a comando remoto, una su binario longitudinale di circa 20 metri sul lato destro della sala, e l’altra su binario semicircolare di circa 180° intorno al palco dei cantanti; quest’ultima camera, oltre al movimento a semicerchio, consentiva uno spostamento verticale di circa un metro, utilizzando un palo telescopico azionato da motore elettrico e cinghia”. Ancora Montesi spiega: “Per la prima volta al Festival di San Remo è stata impiegata una stazione grafica Orad per effetti di grafica virtuale, già sperimentata con ottimi risultati sul set di “Torno sabato” di Panariello, per dare  un notevole contributo durante le riprese delle canzoni. La miscelazione dei segnali video è stata effettuata con un mixer Sony DVS7250, impegnando tutti i suoi trentasei ingressi, supportato da una macchina effetti speciali Sony DVE 7000. Per i segnali di grafica che alimentavano il grande schermo Ledwall sono stati impegnati sei stazioni digitali e 2 mixer digitali. Il Ledwall, montato su 21 colonne rotanti sull’asse verticale, offriva un valido elemento di scenografia: suddiviso in tre sezioni (dalla lunghezza complessiva di circa 27 metri, per un’altezza di circa 4 metri e mezzo), veniva alimentato con segnali televisivi e grafici. I segnali venivano gestiti con un mixer Folson, che consentiva di alimentare la totalità della superficie con un  segnale singolo o con tre segnali diversi”. Nella scenografia sono stati montati 42 monitors al plasma da 50” a 16:9, alimentati da un segnale video convertito in un segnale analogico PAL. Tutti i segnali di servizio sono stati gestiti dalla regia,  disaccoppiati con hum-killer e distribuiti con DV di costruzione Rai a video frequenza. La postazione del direttore della fotografia è stata servita da tre linee con segnali video digitali, i quali assicuravano una perfetto monitoraggio di quanto veniva trasmesso, pur trovandosi alla notevole distanza di 150 metri. Per l’illuminazione sono stati usati circa 600 proiettori di diverse tipologie, comandati da 5 consolle Compulite e 4 macchine del fumo. Le registrazioni del programma sono state effettuate con registratori videomagnetici digitali Sony IMX e con supporti a videodisco dell’italiana BLT e della EVS”. Montesi ha concluso ricordando che “i segnali audio e video alla fine della lavorazione venivano trasmessi tramite fibra ottica allo smistamento e sala ponti radio. I collegamenti di considerevole importanza sono stati effettuati tutti in fibra ottica. Per i collegamenti di altre utenze sono stati impegnati 2.400 metri di cavo triax, 1.800 metri di cavo multiplo audio-video, 600 metri di cavo multiplo solo audio. Il van Rai era il Roma 2 Full Digital da 15 metri e potenza da 50 kW con 18 telecamere”.