DOSSIER

 

Radio Tv e convergenza

 

Video su Internet: dopo il disincanto, il mercato

 

La multimedialità in genere, e in particolare il video (in diretta od on demand), da diversi anni guarda a Internet come all’Eldorado: gravido di promesse (mercato globale, abbattimento dei costi), ma sempre  irraggiungibile. Ora il mercato, fortemente spalleggiato dallo sviluppo tecnologico, è finalmente pronto e avido di contenuti e servizi

di Sergio Levrino*

* manager di Streamingway.com (www.streamingway.com, tel. 02.2610232 fax 02.2610571).

Streamingway.com è l’azienda leader in Italia per le soluzioni contro il divario digitale nei piccoli comuni tramite l’utilizzo di tecnologia satellitare e Wi-Fi. Streamingway.com è anche specializzata in soluzioni per il video su Internet.

 

Il disincanto che spesso è seguito ai progetti più o meno avventurosi della prima ora, ha traghettato gli operatori sulle sponde di una prudenza che, alle mutate condizioni, rischia di oscurare le reali, ampie opportunità di questo mercato finalmente giunto a maturità. Infatti, se è pur vero che in passato le tecnologie del video digitale per il Web non si allineavano al mercato, specialmente quello di massa, in quanto i potenziali utenti erano esclusi dall’arretratezza infrastrutturale delle connessioni in piccola banda, oggi la situazione nazionale ed europea ci offre il quadro di una vasta copertura, anche residenziale, dei servizi di connettività in banda medio-larga (Adsl) a fronte di costi finalmente compatibili con un utilizzo non necessariamente business, ma anche domestico, rivolto all’intrattenimento e all’istruzione. A riprova della maturità del mercato, basti pensare alle clamorose aperture di business nel settore musicale. Apple ha recentemente lanciato con grandissimo successo la distribuzione a pagamento di musica tramite i-Tunes (non a caso resa ora compatibile anche Windows). Se il mercato musicale si è mosso prima di quello video, in parte lo si deve anche alla minore esigenza di banda di un file musicale e in parte ai clamorosi volumi della pirateria degli Mp3, che hanno evidenziato inequivocabilmente le potenzialità del mercato. Nel periodo più recente la pirateria si è spostata anche sul fronte dei video, a dimostrazione che il “mercato potenziale” della larga banda ha finalmente assunto dimensioni di assoluto riguardo.

 

Il mercato di riferimento, corporate e domestico

Il mercato di riferimento è costituito da tutti quegli utenti che dispongono di connessioni ad Internet in banda larga, o comunque con tariffazione flat, che guardano al Web come ad una risorsa per le loro esigenze di informazione, comunicazione e/o intrattenimento.

Il video digitale ben si adatta a ciascuno di questi filoni, rispettivamente:

- informazione: news, video promozionali turistici e di prodotti, percorsi formativi e di istruzione, business television

- comunicazione: videoconferenza multipla, riunioni virtuali e gruppi di lavoro o studio, eventi pubblici di comunicazione (convegni) o di promozione (inaugurazioni)

- intrattenimento: spettacoli (concerti, manifestazioni), eventi sportivi (partite, campionati), canali di intrattenimento privati (alberghi, grande distribuzione)

Naturalmente tutti i servizi possono essere sia live che on demand.

 

Il fai da te

La notevole maturità degli strumenti tecnologici disponibili ha drasticamente abbattuto la soglia di difficoltà tecnica, aprendo alla realizzazione amatoriale dei servizi video su Internet. Infatti, realizzare un palinsesto audiovisivo on demand, così come realizzare trasmissioni live audio video su Web, è ormai alla portata di tutti, sia tecnicamente che economicamente. È  sufficiente una ricerca semplice su Google per farsi un’idea della grande quantità di contenuti video proposti sulla rete.

A livello amatoriale Microsoft spadroneggia in quanto offre la piattaforma di codifica (encoder) e il software per la visualizzazione dei contenuti (player) gratuitamente. Inoltre il player è preinstallato su tutti i sistemi Microsoft meno obsoleti. I costi che si dovranno comunque affrontare sono relativi alla quantità di spazio occupato dai file codificati (irrilevante dal momento che si ratta di file compressi) e la quantità di banda in uscita dal server (ancora una volta irrilevante fintanto che si tratta di volumi di utenza minimale con scarsissima sovrapposizione in contemporaneità).

Sul fronte della produzione del contenuto, a livello amatoriale si possono utilizzare semplici telecamere consumer (mini DV, ma anche vecchi VHS) e anche per la trasmissione in diretta non occorre nulla di più di un semplice computer di media potenza, dotato all’occorrenza di una scheda di conversione analogico/digitale per l’acquisizione del segnale video e audio. Con una spesa minima, e senza una specifica esperienza, è quindi possibile a tutti creare in proprio il contenuto audiovisivo e renderlo disponibile al pubblico on line. Sul piano amatoriale, seppure la più vasta letteratura “how to” reperibile in Rete riguarda la piattaforma Microsoft, è fatto d’obbligo segnalare l’alternativa offerta dal mondo Macintosh. Apple con i-Movie (un software gratuito di montaggio video semplificato) e .MAC (un portale Web per la pubblicazione di contenuti e l’utilizzo di cartelle virtuali) offre infatti la più sofisticata e completa piattaforma per la creazione e pubblicazione “fai da te” di filmati. Tra le opzioni è compresa la possibilità di pubblicare i filmati on line, il tutto  nel consueto impeccabile stile “user friendly”della Mela, con modalità di lavoro semplificate, intuitive, spesso automatizzate. La qualità del risultato  raggiungibile tramite questi strumenti della fascia consumer Apple è di ottimo livello, anche se con alcune limitazioni che tuttavia non costituiscono un problema per il non professionista. Nel caso di Apple lo standard video impiegato è Quicktime, che con oltre 100 milioni di player scaricati garantisce un’ottima compatibilità di fruizione nel mondo Internet.

 

Video on line professionali

Sebbene il settore “fai da te” consenta ai più di soddisfare le proprie esigenze di multimedialità, per un impiego professionale del video su Internet occorre ricorrere a strumenti idonei. La pianificazione di una business Tv, di un palinsesto sportivo o di un evento live di un certo rilievo richiede infatti una serie di accorgimenti che implicano professionalità. In primo luogo occorre una vetrina adeguata (interfaccia utente) che tenga conto sia dei criteri di usabilità sia della compatibilità tecnica del contenuto rispetto al fruitore (codec, standard). Poi richiede una produzione di qualità (riprese, audio, luci), strumenti di codifica efficienti e ridondati (macchine dedicate in mirror), un adeguato networking (gestione dei flussi dati encoder/server), disponibilità di banda (unicast, multicast), personale dedicato (interno o in service) o una piattaforma per la gestione automatica. Una volta chiusa la catena tecnica per la messa in onda dei contenuti, occorre poter gestire opportunamente le politiche di accesso (sicurezza) o di vendita (e-commerce).

Come si vede, la creazione di un sistema video in Internet nasce dal concorso di molti elementi e richiede attenzione ai particolari, ad esempio in fase di ripresa alcuni accorgimenti (carrellate, zoom, tagli netti, luci soffuse o elevati contrasti) possono ottimizzare o deteriorare il risultato della codifica di compressione del contenuto.

Per chi volesse valutare l’ipotesi di cimentarsi con questo mercato, ecco una carrellata dei principali strumenti professionali che costituiscono gli elementi base per produrre e gestire in proprio, o per terzi, servizi video  professionali live od on demand su Internet.

 

Ripresa

La realizzazione del contenuto deve essere di buona qualità, il fatto che le compressioni producano un decadimento qualitativo non deve trarre in inganno facendo ritenere di potere fare a meno di una sorgente di qualità. Le codifiche ottengono migliori risultati con sorgenti pesanti (alta definizione), alcuni codec, poi, operano preferibilmente a partire da formati DV o full Pal. Possiamo considerare l’impiego di telecamere Beta SP uno standard consolidato, ma si possono ottenere pregevoli risultati anche con le più modeste DV. Luci e qualità del suono hanno grande importanza: modulate opportunamente le luci, oltre a definire il carattere delle riprese, possono agevolare il compito degli algoritmi di compressione. Per l’audio meglio affidarsi a un fonico: i rumori di fondo possono diventare una vera maledizione in fase di compressione.

 

Montaggio

La post produzione è un elemento irrinunciabile per un prodotto professionale, tra gli strumenti più o meno blasonati ricordiamo Avid, Final Cut e Première. In considerazione del tipo di target di distribuzione (banda stretta o broadband) e del codec impiegato è inoltre possibile realizzare il migliore compromesso tra le esigenze di montaggio e le migliori condizioni di resa degli algoritmi. L’hardware richiede amplissimi spazi per i dati e significative potenze di calcolo, onde evitare attese eccessive durante il ricalcolo delle modifiche effettuate.

 

Codifiche

La varietà di codec e standard che le piattaforme proprietarie (Microsoft, Quicktime, Real) e non (Mpeg 4) mettono a disposizione è davvero imponente, la scelta dovrà trovare il giusto equilibrio tra esigenze di mercato (compatibilità col target) e tipologia di distribuzione (dimensione banda, live, VOD). Alcuni codec particolarmente performanti, così pure come alcuni software di encoding, sono sottoposti al pagamento di licenze (generalmente non molto costose). Dal punto di vista dell’hardware è preferibile ricorrere a macchine dedicate (in special modo per i live) e di adeguata potenza.

Server

Microsoft e Quicktime mettono entrambi a disposizione una piattaforma server gratuita completa. Real con Helix propone una piattaforma a pagamento che supporta in un unico software le trasmissioni live e on demand in formato Real, ma anche Microsoft e Quicktime, oltre a una varietà di altri formati (Mp3, Mpeg1 e 4, swf). Il costo in questo caso varia con il dimensionamento del limite di contemporaneità e sale rapidamente oltre i 12mila euro.  Peraltro la piattaforma Helix è probabilmente la più sofisticata e completa esistente, con la pregevole “feature” di poter essere installata su sistema operativo Linux, il che la pone al vertice in termini di stabilità e sicurezza. Sul piano hardware stiamo parlando di macchine di elevate prestazioni (xeon, scasi, raid) dotate di sistemi di backup automatico, per prudenza sempre in mirror con altre analoghe. In termini di disponibilità di banda occorre distinguere tra unicast e multicast, nel secondo caso infatti si ricorre a un caching sulle reti dei carrier abilitati. La quantità di banda corrisponde alla somma delle contemporaneità, anche se alcuni carrier tariffano anche il volume di traffico generato, a livello professionale si parte da un minimo di 10 Mb sempre disponibili con tolleranze di picchi superiori.

 

Billing

Un elemento fondamentale per fare business con il video su Internet è la corretta istituzione di un meccanismo di pagamento per la fruizione dei contenuti. Si tratta di instaurare severe politiche di accesso e sicurezza  senza perdere di vista la proporzione con il “valore” messo in gioco. 

A seconda dei casi, si può usufruire delle piattaforme delle banche che offrono questo tipo di servizio di pagamento diretto (carta di credito) oppure ricorrere a sistemi alternativi di pre-pagamento e consumo di denaro virtuale.

 

Piattaforme di amministrazione proprietarie

Come si è visto, sia pur rapidamente, la gestione di contenuti video live e on demand su Internet richiede un’ampia gamma di competenze ed esperienze che concorrono alla qualità del risultato. Laddove le dimensioni dell’investimento o il limitato tempo a disposizione ostacolassero la messa in opera dei servizi richiesti, ci si può rivolgere a società specializzate utilizzando in “service” piattaforme automatiche per la gestione dei contenuti multimediali (pubblicazione, codifica, creazione di playlist, ecc.) e affidare a terzi le fasi di ripresa e post produzione.

Tra i vantaggi di questa opportunità vi sono l’immediatezza dell’attivazione del servizio, un elevato margine di personalizzazione dell’interfaccia utente e la possibilità di poter contare sull’esperienza altrui in caso di necessità, senza rinunciare alla propria autonomia gestionale. Tra gli elementi qualitativi di una piattaforma di gestione di questo tipo vi sono una corretta e completa amministrazione del DRM (Digital Rights Management), la presenza di funzioni automatiche di controllo e pubblicazione dei contenuti e la completezza delle combinazioni previste. Quicktime e Microsoft offrono nel proprio standard una gestione del DRM piuttosto sofisticata, con qualche vantaggio, forse, nella nuova piattaforma 9 di Microsoft. Tra le  funzioni più interessanti la possibilità di rendere illeggibile file downlodati dopo la riproduzione di un numero di volte definito.

 

Sinergie tecnologiche (satellite, Intranet Wi-Fi)

La larga banda continua ad essere un fattore favorevole al mercato del video on demand, anche se con i nuovi codec si possono ottenere qualità ragionevoli anche con i data rate minimali delle linee analogiche. La tecnologia comunque offre oggi una più vasta rosa di opportunità: satellite e Wi-Fi. Il satellite, infatti, rende virtualmente disponibile la larga banda anche in luoghi non altrimenti raggiunti da servizi su cavo veloci (si pensi alle applicazioni per le aziende multisede), mentre il Wi-Fi consente la realizzazioni di Intranet in larga banda a basso costo. Alcune recenti sperimentazioni, combinando le due tecnologie, hanno reso disponibile la larga banda in aree molto remote, aprendole potenzialmente al mercato dei servizi video.

 

Open source

Anche il settore del video sul Web ha subito il fascino dell’open source, ma seppure molti segnali indichino prospettive promettenti, le attuali opportunità di distribuzione video live e on demand basate su tecnologie open source sono ancora tecnicamente incomplete e talvolta instabili.

Si tratta in ogni caso di una nicchia, per il momento esclusa dal mercato di massa in ragione della relativamente scarsa usabilità e compatibilità con le diffusissime piattaforme proprietarie. Qualche applicazione professionale delle tecnologie open source potrebbe interessare la distribuzione video su reti private (Intranet aziendali più o meno estese, set top box), anche se per ora le codifiche proprietarie offrono migliori risultati in termini di rapporto qualità/occupazione di banda.  n

 

 

 

Essere veramente on line

 

Molti ambiscono ad essere live in Internet (o almeno con prodotti audio e video on demand), ma la verità è che molti lo fanno solo “pro forma” e raccolgono più frustrazioni e problemi che soddisfazioni.

Ecco un interessante memorandum che spiega cosa è possibile, e necessario, fare per essere veramente in Rete

 

di Gianluigi Petruccio*

* Gianluigi Petruccio rappresenta www.streaming-media.it (powered by Fabbrica Digitale) che ha la sede operativa in via Volta 3, a Casalmaggiore (CR). Per contatti telefonare allo 0971.449058

 

Alla base delle tecnologie di streaming c’è un concetto: comprimere e dividere i file  multimediali in tanti piccoli pacchetti, così da permetterne la visualizzazione e l’ascolto continuo del contenuto mentre viene ricevuto, senza doverne aspettare il download completo e senza la necessità di un elevato spazio sull’hard-disk del Pc.

Basta collegarsi al sito Web per assistere ad una trasmissione in diretta oppure on demand sin quando si resta collegati ad Internet. La qualità delle trasmissioni su Internet già oggi è paragonabile, per l’audio, a quella radiofonica con connessioni a 64Kbps ed a quella dei Cd con soli 96 Kbps.

Per il video, Windows Media di Microsoft è in grado di offrire una qualità simile a quella dei Dvd attraverso connessioni a soli 750 Kbps. Internet si è sviluppato, nel corso degli ultimi anni, soprattutto come Rete dati unicast, che permette il trasporto di pacchetti da un nodo mittente a un singolo nodo di destinazione. Con questo metodo è possibile distribuire contenuti audio/video con la stessa logica attraverso la quale si distribuiscono informazioni attraverso un sito Web. Al posto del browser l’utente usa un player tramite il quale si connette a un server (media server) che eroga i contenuti audio/video richiesti. Lo streaming on demand consente, utilizzando connessioni di Rete, di visualizzare contenuti multimediali che risiedono su di un server collegato ad Internet, mettendo a disposizione l’ascolto/visione “a richiesta”, in modalità streaming e sulla propria pagina Web, della differita audio/ video di un evento. Ricorrere a questa tecnologia può essere molto utile soprattutto nella fase successiva all’evento da diffondere, qualora si voglia creare un archivio dei programmi, filmati, eventi più interessanti, e rielaborati in modo da funzionare come veri e propri prodotti multimediali. Diversamente, lo streaming live, fa riferimento alla trasmissione in diretta di contenuti multimediali. 

 

Multicast o Unicast?

Le nuove applicazioni, soprattutto multimediali, il diffondersi di applicazioni di distribuzione audio e video, di conferenze audio-video, di formazione a distanza, di diffusione di dati a gruppi di utenti, su vasta scala, spinge a  utilizzare la trasmissione dati multicast in cui la sorgente di un flusso informativo con molti destinatari, emette pacchetti IP con indirizzo di gruppo (multicast). Tali pacchetti vengono recapitati a tutti i destinatari attraverso i meccanismi di instradamento forniti dai router multicast che fanno sì che solo una copia di ogni pacchetto passi su ogni linea, duplicando i pacchetti solo sui router in cui i percorsi divergono. 

La trasmissione in Multicast è nata dall’applicare alla Rete quello che è il metodo utilizzato dalla  radio/televisione tradizionale. Il media server trasmette un segnale che può essere ricevuto da “x” utenti. Anche in questo caso potranno essere infiniti, ma dovranno far parte di una certa “isola Multicast”, ossia di una certa porzione di rete appositamente configurata per lasciar passare i pacchetti contenenti la trasmissione. La banda passante occupata dalla trasmissione è fissa, al contrario di quanto succede per l’Unicast. Attraverso la rete configurata per il Multicast passa un flusso che è costante a prescindere dal numero di utenti collegati. La quantità di banda passante è pari al bitrate del contenuto audio/video oggetto dello streaming. Il principale limite del Multicast è la sua necessaria preconfigurazione a livello di Rete, con le connesse problematiche di accordo fra i vari “detentori” delle varie “isole”, oltre che di configurazione tecnica. La scelta fra Unicast e Multicast dipende da cosa si vuole proporre attraverso Internet e a chi lo si vuole proporre.  Per i contenuti on demand la trasmissione non potrà che essere in Unicast così come per quella “live” delle piccole/medie emittenti radio-Tv. Il Multicast è oggi ancora lontano dall’essere concretamente realizzato in quanto richiederebbe la presenza di una Rete di distribuzione adeguatamente configurata ed alla quale possano accedere utenti da qualsiasi Rete provenienti. Inviare e mettere in onda on line i programmi  di un’emittente oggi è davvero semplice:

- per una radio basta prelevare l’uscita dal processore;

- per una Tv bisogna invece prelevare l’uscita dal modulatore.

In entrambi i casi è sufficiente poi collegare l’uscita ad un set-top-box di piccole dimensioni (hardware più software, che funge da “trasmettitore”).

Il contenuto live codificato, per effettuare l’emissione su IP, dovrà essere inviato (trasporto segnale) con connessione analogica, ISDN, ADSL (consigliata), CDN o link Satellitare, alla server-farm, che nel caso che ci riguarda è a Rozzano (in provincia di Milano) presso l’Internet Data Center di Telecom Italia.

 

DTT va bene, ma il Web è adesso

Ha dichiarato recentemente Gianluca Caporaso, che si occupa del marketing di Streaming Media: “Siamo molto soddisfatti dei contatti avuti negli ultimi tempi e anche alla fiera IBTS. Abbiamo presentato ai broadcasters italiani, “distratti” dal digitale terrestre, la grande opportunità che già oggi offre il Web per trasmettere a “basso costo” in diretta 24 ore su 24, oltre che per riproporre “on-demand” i migliori programmi e rubriche”.

In effetti la nostra società ha usato vari canali soprattutto per educare, ci si passi il termine, e  informare molti station manager italiani che non conoscono ancora che cos’è e come funziona la tecnologia dello streaming. Le radio e qualche Tv pensano di poter effettuare il servizio “in casa”, solo destinando parte della loro banda di connessione ad Internet, non comprendendo però che il webcasting così fatto comporta comunque un limite dei fruitori in contemporanea (di solito 7/8) ma soprattutto l’impossibilità per gli ascoltatori di accedere al servizio, nel caso di eventi (tele o radio cronache) ove le contemporaneità  potrebbero essere notevolmente superiori rispetto alle “solite” giornaliere. Alcuni provider invece, offrono (purtroppo solo in teoria) “contemporaneità illimitate” proponendo il “multicast”.

In Italia però tale soluzione non utilizzabile con successo per la sua necessaria pre-configurazione a livello di Rete e per le connesse problematiche di accordo fra i detentori delle varie “isole”. Inoltre il multicast non è fruibile con le reti Lan degli uffici. Ecco perché le nostre offerte, che garantiscono, comunque e sempre l’accesso al servizio al di là delle contemporaneità acquistate, stanno avendo grande riscontro tra le emittenti italiane non solo locali ma soprattutto nazionali.

 

La piattaforma è tutto

In effetti il servizio è erogabile, ma non prescindendo dalla potenza della piattaforma sulla quale viene basato. In questo senso va ricordato che disponiamo della più grande piattaforma di streaming audio/video operante oggi nel nostro Paese. Unica per la potenza d’infrastruttura, per la completezza d’architettura e di offerta tecnologica (eroghiamo in tutti i formati compresi Mpeg4 / Divx / xVid), per la disponibilità di banda pressoché illimitata (oltre i 2,5Gbit/Sec), per l’innovazione, per l’offerta applicativa integrata e per l’assistenza garantita tutto l’anno, senza interruzioni, con help desk su numero verde. Chi sceglie le migliori tecnologie (siamo certi che le nostre lo siano) ha la possibilità di gestire anche i DRM (Digital Rights Management) potendo quindi permettere la distribuzione di musica e filmati coperti dalla gestione digitale dei diritti. Per chi invece volesse rendere servizi a pagamento, è importante che sia garantita la completa protezione dei flussi audio/video, permettendo l’accesso condizionato e controllato.

 

Case histories illuminanti

Volendo sostenere coi fatti le nostre affermazioni, possiamo citare qualche esempio. Contestualmente all’IBTS, per tornare a qualcosa di recente, si è svolto il COP9-Conferenza Mondiale sui cambiamenti climatici. Streaming Media ha effettuato il webcast per le Nazioni Unite, ricevendo lusinghieri consensi.

Per il 2004 la divisione broadcast si è aperta alle emittenti europee, ma senza trascurare il mercato interno. In Italia abbiamo già clienti esigenti quali il Gruppo Finelco (Radio 105 Network/Radio Montecarlo/Radio 105 Classics) e una ventina di rilevanti radio locali. Ora in progetto abbiamo un tour che ci porterà in ogni regione, per far testare il nostro servizio di “streaming live” alle emittenti italiane più ascoltate. Quale referenza del modo di lavorare ecco la testimonianza di Paolo Serretiello, amministratore delegato di Radio Marte di Napoli: “Da tempo cercavamo in Italia un’azienda che fornisse un webcasting veramente affidabile, garantendo sempre la fruizione dei nostri programmi in diretta tramite il Web, soprattutto in presenza degli eventi che spesso realizza Radio Marte e che richiedono la necessità di garantire il servizio ad un elevato numero di utenti in contemporanea (anche 10mila). A fine ottobre contattai streaming-media.it che, sviluppate le nostre esigenze, ci ha permesso anche di testare il servizio che, sino ad ora, non ci ha dato assolutamente problemi. La scelta inoltre di  averci “streammato” da subito con la versione 9 di Windows Media Player, diversamente dagli altri loro clienti (che erano in attesa di completare l’aggiornamento dell’intera piattaforma), ci ha dato l’opportunità di eliminare i tempi di bufferizzazione. L’assistenza è stata sempre immediata e disponibile. Insomma un servizio che ci soddisfa, anche nel prezzo!”.     

 

 

 

E-Tv Enterprise: la Tv su IP  al servizio dell’impresa

 

Quella che presentiamo è la descrizione del progetto di un sistema “chiavi in mano” che permette all’utente finale (in questo caso la Enterprise Digital Architects) di fruire di una vera e propria televisione su IP. Lo ha realizzato Mediacom e permette la pubblicazione di contenuti rivolti all’interno e agli ospiti dell’azienda. Un modello che potrebbe “ispirare” analoghe iniziative

 

La case history che presentiamo ha un particolare valore in quanto modello di lavoro che è stato sviluppato e realizzato dalla Mediacom (www.mediacomgroup.com). Infatti si tratta di un esempio concreto di impiego di un insieme di strumenti ed applicazioni che utilizzano la tecnologia Web e di video streaming e permettono in un unico ambiente integrato la diffusione d’informazioni per ogni sito, con un livello di personalizzazione per ogni singolo target d’utenza. Da prima è stata fatta l’analisi dei requisiti del progetto ed è stata presa in considerazione l’infrastruttura di rete e di VPN (Virtual Private NetworK) presente in Enterprise: su tali basi è stata studiata una soluzione che diffonde le informazioni al minimo uso della banda di rete e attraverso un sistema di Video Server (Mediaserver) distribuiti e sincronizzati sul territorio nelle varie sedi. Il sistema  E-Tv integra tecnologie diverse e prodotti diversi in un unico ambiente, permettendo la distribuzione su diversi tipi di clienti.

 

Applicabilità e destinatari

Il sistema “ E-TV  sistema di distribuzione Video su IP “ è orientato a: utilizzare un unico ambiente funzionale per la distribuzione e gestione dei video istituzionali di Enterprise DA; sostituire i sistemi di distribuzione  video classici con un sistema digitale capace di codificare i segnali e distribuirli su LAN; produrre una Mediateca  per poi distribuirla in ognuna delle sedi dell’azienda attraverso un sistema di video-server sincronizzati; produrre dei palinsesti per la distribuzione dei video registrati ed intercalare eventi video live quali news da telegiornali e Tv satellitari  o distribuzione di contributi provenienti da video conferenze; presentare e diffondere la Tv su IP nell’azienda sia attraverso grandi schermi collocati in punti strategici (reception, sale riunioni, luoghi di rappresentanza e d’intrattenimento del personale interno ed ospiti esterni), sia su client Pc attraverso il link alla Intranet aziendale; rendere disponibile in un’unica griglia grafica una pluralità d’informazioni attraverso delle news in forma di pillole d’informazione (mixando la comunicazione interna insieme a notizie provenienti dall’agenzia di stampa Ansa-Web); presentare foto con didascalie degli appuntamenti ed attività di rilievo per l’azienda.

Destinatario di E-Tv è tutto il personale Enterprise, ma anche l’utente ospite che transita nelle sedi dell’azienda. Il progetto E-Tv prevede una personalizzazione del messaggio diffuso localmente, raggiungendo così una maggiore efficacia verso l’utente della singola sede o l’ospite in visita.

 

Architettura in 5 aree

La prima fase sperimentale del progetto E-Tv, raccogliendo i desideri di Enterprise,  è stata realizzata attraverso l’uso di un sistema di codifica e distribuzione di video digitale in formato Mpeg2 prodotto dalla società Optibase. Il sistema ha sostituito la distribuzione fatta con Dvd con una serie di IP Set Top Box (STB) che ricevendo il video digitale su LAN lo diffondevano su schermi al plasma e televisori collocati in punti strategici. Attraverso questo sistema, si rendeva quindi disponibile a un pubblico interno ed esterno una serie di video istituzionali ed eventi live provenienti da ricevitori satellitari secondo una scaletta preventivamente preparata. Dopo i primi giorni di diffusione del sistema si è capito che l’alto valore tecnologico e d’investimento fatto nell’automatizzare il processo di diffusione dei video non trovava riscontro e consenso da parte dell’utente che visionando un prodotto similare alla precedente diffusione via Dvd non apprezzava il valore dell’automazione e della tecnologia usata. Si è resa quindi necessaria una nuova analisi del progetto, ed è stata proposta una seconda fase che valorizzasse il sistema. Questo lo si poteva ottenere presentando sempre i video istituzionali, ma in una cornice funzionale e personalizzata per Enterprise.  A questo punto è stata definita una griglia grafica che valorizzasse al massimo verso l’utente il messaggio da diffondere. Il prodotto di tale analisi ha prodotto un’interfaccia che, oltre a personalizzare il messaggio visivo attraverso una grafica che esalta il logo Enterprise, viene suddivisa in aree in cui si distribuisce una specifica informazione. Queste le 5 aree funzionali realizzate:

Area A - ANSA.TLC: sezione predisposta alla diffusione di notizie provenienti dall’agenzia stampa Ansa. In quest’area le notizie sono visualizzate in testo a scorrimento da sinistra verso destra. Le informazioni sono rese disponibili dall’agenzia Ansa su server FTP.

Area B - Video: Finestra principale dedicata alla diffusione del palinsesto video delle seguenti tipologie di contenuti:

· Video digitali istituzionali di promozione dell’attività e dell’azienda;

· Video digitali selezionati da manifestazioni e convegni a cui ha partecipato Enterprise;

· Interventi live provenienti da video conferenza;

· Contributi live provenienti da canali satellitari per la distribuzione di notiziari;

· Progetti e filmati realizzati in formato di presentazione Power Point;

· Immagini e cartelli in formato Jpeg della dimensione predefinita.

Area C  - Borse e Valute: In questa area sono visualizzati gli indici di borsa e delle valute associando il valore ricevuto ad un‘iconografia preventivamente predisposta. I dati Borse e Valute sono resi sono disponibili da un provider del servizio su di un server FTP.

Area D - Photo Gallery: In questa area sono visualizzate in sequenza predeterminata, tramite un’applicazione, una scelta di foto con didascalia. Le foto sono presentate con una sequenza: foto - didascalia su cartello in trasparenza - nuovamente la foto - effetto di transizione - nuova foto ecc…. La  sequenza delle foto e la persistenza a video è definita da un valore tempo di default, ma all’occorrenza modificabile. La didascalia è definita in 5 righe di testo editabili fino ad un massimo di caratteri predefinito e con dimensione e tipo di font predefinito.

Area E - Notizie Flash: In quest’area è possibile la presentazione di notizie Flash in forma di pillole d’informazione. Queste notizie sono impaginate in una griglia predeterminata che comprende un “campo titolo”, un “campo luogo/data” e un “campo corpo del testo”. Il numero dei caratteri, il tipo di font e i suoi attributi sono fissati a priori. Ogni notizia viene visualizzata in sequenza predeterminata dalla applicazione di pubblicazione delle notizie e la sua permanenza temporale sullo schermo è definita in un parametro di default, ma all’occorrenza modificabile.

La sequenza massima delle notizie pubblicabili  è fissata a 50, ogni notizia ha una scadenza che ne inibisce automaticamente la visualizzazione. L’architettura necessaria per la distribuzione dell’interfaccia sopra descritta si basa sullo sviluppo di applicazioni Web e distribuite su varie tipologie di clienti  attraverso browser Web.

Di seguito viene presentato lo schema logico del sistema da predisporre per ogni singola sede per la distribuzione locale della E-TV.

 

Il cuore è il Media Server

Il Media Server, nell’ambito dell’architettura proposta, rappresenta il cuore del sistema in quanto ospita il data base centrale contenente tutte le informazioni sui palinsesti pubblicati ed in diffusione, il sito Web per la distribuzione verso i vari client ed anche la Mediateca dei video istituzionali codificati in formato WM9 e distribuiti in streaming sulla rete aziendale. L’architettura distribuita del sistema E-Tv  prevede un Mediaserver per ogni sede, il quale replica e rende disponibile localmente i contenuti di un Mediaserver Centrale predisposto presso la sede dell’azienda. La scelta di un’architettura basata su Mediaserver locali e  distribuiti nasce dall’esigenza di ottimizzare l’uso della rete ed occupare al minimo le VPN predisposte per il collegamento LAN delle varie sedi sul territorio. Il Mediaserver Centrale, oltre a distribuire i palinsesti nella sede in cui è collocato, deve aggiornare e distribuire i nuovi contenuti prodotto ed inserirli nei palinsesti attraverso un’altra applicazione Mediacom di content-distribution che (programmata su di una finestra temporale notturna) provvede ad allineare i contenuti video dei Mediaserver Locali. L’applicazione e la base dati dove saranno raccolti tutti i palinsesti autorizza la diffusione del palinsesto sulla determinata sede solo al completamento dei contribuiti nel Mediaserver locale. I palinsesti distribuiti ed eseguiti sui vari Mediaserver potranno essere sincroni oppure asincroni, raccogliendo particolari esigenze locali, o anche auto-organizzati in mancanza dei moduli di codifica dei segnali Live.

 

Sistema di codifica dei segnali video

Nell’ambito dell’architettura proposta è stata progettata la presenza per ogni sede di un sistema di codifica e streaming video dei segnali provenienti da ricevitori satellitari o eventi video re-indirizzati dai sistemi di video conferenza. A tal proposito, attraverso un apposito apparato di codifica Optibase MGW2400, viene distribuito ad ogni client collegato sulla rete della sede un flusso video nell’ambito dell’area B; questi flussi video sono di durata definita nel palinsesto e, in mancanza di un sistema di codifica, il palinsesto di una determinata sede viene automaticamente sostituito nelle parti in cui è prevista la contribuzione live sempre con il medesimo filmato della durata pari all’evento live.

 

Sistema di pro e post-produzione dei contributi video

Nella prima fase del progetto, Mediacom ha provveduto direttamente alla creazione della Mediateca di base editando e convertendo in formato consono alla distribuzione i filmati istituzionali di Enterprise. Durante lo svolgimento di questa attività c’è stato modo di constatare le diverse tipologie di media e di contributi che la direzione marketing di Enterprise ha necessità di gestire e in tal modo si è manifestata la necessità di predisporre la sede di un ambiente professionale di produzione di contenuti. L’ambiente che è stato proposto rende possibile l’acquisizione, il montaggio l’editing audio e video, la video grafica dei contributi video disponibili e di futura ricezione. La work station di produzione è dotata di tutti i software necessari alle funzioni di editing e post produzione, sia in formato WM9 per la distribuzione nell’ambito E-Tv, sia per produrre Dvd video per soddisfare in autonomia altre esigenze di produzione.

 

Applicazioni per la produzione e gestione della E-Tv

Per la produzione, organizzazione e gestione dei contenuti prodotti e disponibili sui Mediaserver l’utente utilizza una serie di applicazioni sviluppate da Mediacom. Le applicazioni possono essere eseguite su di un qualsiasi client sulla rete dotato della licenza d’uso ed adeguati  permessi. Le applicazioni previste la produzione e gestione della E-Tv Enterprise sono: E-Tv configuration manager, Play out Generator, News Flash manager, Photo Gallery manager e Content distribution manager.

 

Configuration manager

Attraverso il modulo “E-Tv configuration manager” l’utente può definire la configurazione del sistema centrale e di ogni sistema locale indicando nomi ed indirizzi del MediaServer locale, il MediaServer Centrale, l’indirizzo del sistema di codifica eventi live, l’indirizzo per il Server FTP dove prelevare le informazioni Ansa (Area  A)  Borsa e Valute (Area C), La password per l’utente abilita all’uso dei singoli moduli applicativi. Sempre tramite il modulo “E-Tv configuration manager” l’utente abilitato può definire quali sezioni (aree) rendere attive e quali no, ad esempio potrà disattivare l’area A e C oppure indicare la presenza o assenza del sistema di encoding.

 

Play out Generator

Il modulo Play Out Generation manager è un’applicazione Web eseguibile da client abilitati ed autorizzati.  L’utente autorizzato può, attraverso il modulo Play out Generator, definire il palinsesto che sarà visualizzato in un determinato giorno nell’Area B dell’interfaccia della E-Tv.

Attraverso questo modulo l’utente può creare una lista di diffusione determinando se la stessa è da distribuire per tutte le sedi o per una determinata sede configurata nel sistema. Oltre alla sede, attraverso questo modulo si possono definire il giorno e la fascia orario di inizio e fine del palinsesto e una lista sequenziale di eventi, selezionando tre diverse tipologie (Video, Evento live, Cartello-Immagine). Per ogni tipologia di evento deve essere indicata l’ora d’inizio e di fine dell’evento e un’eventuale durata. L’applicazione Play out Generator, nei casi in cui si genera un palinsesto non congruo per le sedi in cui è assente il  sistema di encoding eventi live, provvede direttamente ad auto-inserire e sostituire l’evento live con un video istituzionale predefinito in loop circolare della durata necessaria e prevista nel palinsesto. Al completamento della generazione di un palinsesto il sistema indicherà se i contributi previsti sono disponibili sul MediaServer di destinazione e renderà pubblicabile il palinsesto solo dopo che il modulo di Content distribution manager sposterà i contributi a destinazione. Attraverso il modulo Play out  generator l’utente può modificare e gestire i palinsesti verificando la loro pubblicazione.

 

Photo Gallery manager

Il modulo Photo Gallery Manager è adibito alla pubblicazione delle informazioni nell’Area D di una sequenza di foto associando ad ogni foto un cartello-didascalia. Come nel modulo Play Out Generator l’utente può definire se la sequenza impostata possa essere distribuita su tutti i MediaServer configurati nel sistema oppure solo in uno specifico, indicando giorno, ora d’inizio e di fine della proiezione. A differenza dell’altro modulo, l’utente può definire una lista di foto di unica tipologia (JPEG), il numero delle foto non è vincolato e l’applicazione predefinisce un valore di default di persistenza sullo schermo. Ad ogni foto viene associato un cartello in trasparenza sulla foto; tale cartello permette un massimo di cinque righe di testo dal numero di caratteri e dalla dimensione dei font predefiniti. Disponibile anche una funzione preview per visionare il risultato predisposto.  Il modulo di Photo Gallery manager  permette la pubblicazione della sequenza verso il mediaserver di destinazione solo dopo aver verificato la presenza dei contenuti previsti.

 

News Flash manager

Attraverso il modulo News Flash Manager l’utente abilitato può pubblicare delle notizie testuali che sono visualizzate nell’Area E. Come nei moduli sopradescritti, si può scegliere il singolo Mediaserver o l’insieme dei MediaServer configurati nel sistema, il giorno di pubblicazione e una sequenza limitata di 50 notizie che ruotano con una permanenza sullo schermo definita di default, ma modificabile. Ogni notizia è dotata di tre campi testo (Titolo, Data-luogo, Corpo della notizia) predefiniti nel numero di caratteri e nella dimensione e tipo di font. Per ogni notizia si può modificare una durata di permanenza sullo schermo e si può anche definire una data di scadenza della notizia; in tal modo la notizia verrà a scadere e sarà automaticamente eliminata dalla visualizzazione. Attraverso il News Flash Manager l’utente può definire o modificare la sequenza delle notizie, visualizzandone un preview e pubblicando immediatamente sul server o sui server di destinazione.

 

Content distribution manager

Il modulo di Content distribution manager è l’applicazione adibita alla gestione dei trasferimenti dei contributi previsti dai palinsesti creati o modificati  dagli applicativi Play out Generator e Photo Gallery manager. Il modulo distribuisce e allinea i data base dei vari Mediaserver configurati nel sistema, la distribuzione dei contenuti avviene in una finestra temporale predefinita e la pubblicabilità di un palinsesto viene autorizzata solo al completamento del trasferimento dei contenuti dal MediaServer Centrale ai periferici.

 

Piattaforme, Work station e Client

Il  progetto analizzato prevede la diffusione della E-Tv su tre tipologie di client: Work station di Playout, IP Set Top Box (STB) e Client Pc generici presenti sulla Rete. In ogni sede e per ogni diffusione individuale su Plasma è stato suggerito l’uso di una WS di Playout configurata per poter diffondere in video Pal composito i contenuti impaginati e prelevati in streaming dal mediaserver. La WS di Play out può anche disporre di contenuti in locale. Venendo ai Client Pc generici presenti sulla Rete, va detto che questo tipo di client  non si differenzia di molto dalla WS di Play out, fatta eccezione per la funzione di uscita video. Il requisito minimo è rappresentato dalla presenza di un browser certificato e dall’abilitazione al multicast per la ricezione in streaming del flusso video dalla rete. L’accesso alla E-Tv è disponibile tramite un link alla Intranet aziendale che re-indirizza l’utente al mediaserver locale.

 

Considerazioni conclusive

A conclusione  va sottolineato che il sistema proposto vanta rilevanti potenzialità e che è capace di evolversi da un semplice sistema di diffusione multimediale a fruizione passiva ad un sistema diversificato interattivo. Grazie alla tecnologia streaming è possibile fruire su di una rete Lan di contributi video ed interagire con il sistema di diffusione notizie e  approfondimenti verso la Intranet aziendale. Attraverso la E-Tv l’azienda può veicolare immagine ed informazioni evolvendosi velocemente in funzione dell’utente da raggiungere. In una prospettiva di diffusione in rete basata su IP Set Top Box (STB) è stato deciso, almeno in una fase iniziale e sebbene già predisposto, di lasciare l’opzione ancora aperta e non definita, ma è chiaro quanto questo aspetto possa far letteralmente ”esplodere” il potenziale di comunicazione in termini di accessibilità e potenza di diffusione a costi del tutto ragionevoli.                                

 

La ricetta BitRadio per il villaggio mediale

 

di Piero Rigolone*

* Piero Rigolone è fondatore e amministratore di BitRadio s.a.s. - piero.rigolone@bitradio.it

 

 

Presentiamo un progetto innovativo di radio locale con diffusione in Fm e su Web, già aperta agli sbocchi su ulteriori canali, i cui contenuti vengono facilmente formattati e organizzati in funzione dell’uso che l’utente ne dovrà fare, grazie a una piattaforma digitale integrata. La società che ha elaborato il progetto è BitRadio, che ha deciso di svilupparlo e perfezionarlo “sul campo” con un modello pensato per una città di provincia di dimensioni medie o piccole. La buona notizia è che i test in corso stanno già raccogliendo i primi consensi e, soprattutto, concreti ritorni economici.

Punti cardine, in fase di avvio, sono stati:

- l’attenta analisi del contesto e la conoscenza minuziosa del mercato locale;

- la scelta di un modello editoriale preciso, coerente e “vendibile”, adottando una missione improntata al servizio e, solo dopo questa assunzione, curandosi di sviluppare gli aspetti relativi all’intrattenimento;

- l’attenzione nella scelta della marca, la ricerca di un posizionamento chiaro e l’affermazione di una personalità forte sino dai primi contatti con la comunità locale;

- la piena consapevolezza delle tecnologie disponibili, con l’intenzione di approntare una piattaforma digitale semplice e “aperta” per l’acquisizione, il trattamento e la distribuzione dei contenuti, che prescindesse dall’ubicazione fisica dell’installazione, delle fonti, dei destinatari e dei canali utilizzati per raggiungerli;

- la necessità di ottimizzare al massimo gli investimenti, coerentemente gli obiettivi editoriali e con i ricavi attesi;

- l’apertura, sino dalla fase iniziale del progetto, a collaborazioni e scambi di prodotti e servizi con altre imprese analoghe nelle città vicine o in altre zone d’Italia.

Da queste premesse è stata progettata una stazione Fm in cui, sotto il profilo tecnologico… il mixer, tradizionalmente “cuore” di un’emittente, è stato l’ultimo dei problemi e degli acquisti, mentre la ridondanza dei server (ubicati in due edifici separati), o la scelta di un formato “broadcast” nel campionamento dei file, sono state alcune delle prime attenzioni. Così si dormono sonni tranquilli e si suona “più forte” e “più chiaro” rispetto ai concorrenti. Inoltre, accanto alla stazione Fm, è stata organizzata la web-radio che, anziché fare uno streaming parallelo e integrale dell’emissione Fm (dato che la popolazione interessata ai programmi locali sarà già servita dall’Fm stessa…), propone le immagini e gli eventuali “allegati” correlati alle notizie per fare approfondimenti, e alcuni contributi in voce, il tutto “on demand” e disponibile per il momento in cui l’ascoltatore vuole vedere, o leggere o ascoltare. Così viene offerto un valore aggiunto rispetto all’Fm e non ci si imbatte in problemi legali sullo sfruttamento delle opere musicali, né si debbono sostenere spese esorbitanti per la banda su Internet.

 

Dimensione fisica

Un aspetto non trascurabile del progetto è rappresentato anche da come è stato pensato lo studio di trasmissione, che nell’ipotesi test è stato ubicato in centro città, al piano strada, luogo adatto anche a visualizzare messaggi informativi e pubblicitari su uno schermo a colori. L’interesse dei privati cittadini, e soprattutto delle istituzioni e delle grandi aziende (solitamente attratte solo se ci sono “grandi numeri”), verso questo sistema di comunicazione, è stato elevato sino dall’avvio delle semplici prove tecniche. Alla data in cui scriviamo (metà marzo), la web-radio è pienamente funzionante e presto anche l’emissione Fm verrà attivata e ufficializzata.

La struttura descritta è disponibile giorno e notte e aiuta i cittadini ad organizzare le attività quotidiane e il tempo libero. Sono allo studio anche iniziative collaterali, coerenti con la missione prescelta. Un esempio per tutti: un corso, realizzato in collaborazione con un istituto locale, sulla produzione sonora al computer per la discografia e i media elettronici, aperto al pubblico dei privati e al personale degli uffici stampa di aziende e enti diversi (una sorta di “catechismo” utile a creare professionalità pronte a sfruttare al meglio il potenziale del progetto che stiamo presentando).

Cuore tecnologico del sistema è il “centralino multicanale”, in cui convivono hardware e software selezionati di produttori terzi, nel quale convergono le varie informazioni, e un applicativo web-based sviluppato su indicazione di BitRadio da Netstyler Studios, giovane impresa partner.

C’è una “segreteria telefonica evoluta” che cattura e archivia gli annunci telefonici, gli sms, le e-mail e i fax degli ascoltatori, con i loro messaggi da trasmettere in radio, ma anche i contributi informativi di eventuali collaboratori e degli uffici stampa.

C’è un database che alimenta automaticamente il sito Web, ed è allo stesso tempo motore e agenda della “redazione” Fm. Il “Sistema BitRadio” è pronto ad unirsi con emittenti, editori, redazioni, agenzie pubblicitarie sul territorio italiano, per crescere insieme lasciando loro attingere alla rosa di servizi e strumenti che abbiamo allestito e stiamo utilizzando noi per primi, e condividendo con loro produzioni di interesse comune. La piattaforma è pronta e… la città che vive è già in linea!

 

 

 

Piccole Tv che crescono

 

Chiudiamo questo dossier con una breve panoramica di esperienze che attualmente sono in pieno sviluppo e che possono rappresentare modelli di business da analizzare o ai quali ispirarsi. E stanno anche a dimostrare che finalmente possiamo ormai definitivamente parlare di “convergenza” al presente...

 

Pronto Tim?

E vedo Rai

Lo scorso dicembre Tim ha firmato un accordo con la Rai che le consente di trasmettere sui suoi telefonini (26,1 milioni di clienti in Italia) la programmazione del broadcaster di Stato. L’offerta dei programmi Rai si va ad aggiungere a quella di La7, Mtv, CFN/CNBC (Class Financial Network) Coming Soon Television, e il canale tematico satellitare di AnicaFlash dedicato al cinema. I programmi Tv offerti da Tim sono attualmente disponibili sui telefonini Nokia 6600 e 3650, Nokia En-Gaged e Siemens Sx1.

Si tratta di servizi di terza generazione, in attesa della rete UMTS. Tim infatti utilizza la rete GPRS con un’offerta del tutto simile a quella prevista per i clienti dell’UMTS. L’unico servizio che sarà fruibile solo con l’avvento dell’UMTS è la videochiamata: gli altri sono già tutti disponibili.

Per guardare la Tv sul telefonino è necessario, solo la prima volta che si accede al servizio, configurare il telefonino: basta entrare nel sito WAP di i.Tim direttamente dal telefonino, cliccare sull’icona “MobileTV”, poi su “Configura”. Così si scaricherà l’”installer” che configura automaticamente il telefonino. Un’indicazione sul display, poi, avviserà che la configurazione è avvenuta con successo. Da quel momento sarà possibile vedere la Tv cliccando nuovamente sull’icona “MobileTV” e selezionare il canale preferito.

Ecco come funziona tecnicamente il servizio. Il segnale televisivo viene rilevato a partire da una versione già in formato digitale più facilmente trattabile e in grado di garantire una qualità finale ottimale. Successivamente viene operata una conversione del flusso audio/video in modo da renderlo compatibile ed ottimizzato con il player Real utilizzato sui terminali abilitati al servizio. Le piattaforme utilizzate nel trattamento del segnale sono: un decoder digitale, una piattaforma di produzione contenuti ed un server di streaming audio video. Per la fruizione del servizio occorre scaricare da wap un minuscolo file di configurazione, scritto in linguaggio symbian, che configura il player di streaming su terminale in modo che utilizzi l’APN della mobile Tv.

 

Vodafone a tutta Tv

Il lunedì un viaggio nelle diverse professioni con “What’s your job?”, il martedì un faccia a faccia tra manager con “Double Check”, il mercoledì la cronaca con i grandi eventi interni ed esterni all’azienda, il giovedì le passioni nel tempo libero dei dipendenti con “Passion for ...”. Non è la programmazione di un network nazionale, ma quella di Net Tv, dal 7 luglio 2003 la business Tv del gruppo Vodafone Italia. Net Tv arriva dopo una sperimentazione durata un paio d’anni consistente in tre clip alla settimana di massimo quattro minuti. Net Tv è un canale di comunicazione interna, visibile da parte degli oltre diecimila dipendenti Vodafone Italia direttamente dalla Intranet aziendale. La Tv, strutturata con un palinsesto quotidiano “giornalistico” di circa cinque minuti, propone dalle ore 13 un infotainment (neologismo che sta per mix tra informazione e intrattenimento di stampo televisivo “generalista”) su Vodafone Italia. Net Tv racconta la vita dell’azienda, i protagonisti, le iniziative interne ed esterne. Tutto con supporti di produzione e post-produzione interni. Autori dei programmi sono gli stessi dipendenti, che, attrezzati con telecamerine palmari semi-professionali, si trasformano in web-journalist. Il risultato è un palinsesto che spesso va oltre la presentazione di bilanci e dei risultati finanziari trimestrali (informazioni peraltro utili da proporre in una Tv interna che presenta una realtà lavorativa dislocata in ottantuno sedi sul territorio nazionale).

Ecco come funziona la Tv interna di Vodafone: il file è un file video .asf visualizzabile con il software Windows Media Player direttamente nella Intranet e dura 5/6 minuti. Una volta encodato il file video in sala regia (creando così un file .asf) viene copiato in un repository che contiene gli altri file video. Questo repository è collegato al server al quale è a sua volta collegato Omniweb (nome della Intranet di Vodafone). Copiato il file nel repository, Comunicazione on line pubblica la nuova immagine sull'homepage e il video attraverso il Content Management. A questo punto tutti i dipendenti possono cliccare il bottone Play della Tv nell'homepage e parte il filmato. Tra i servizi realizzati va ricordato quello che ha raccontato l’impegno di molti tecnici aziendali specializzati della Rete che nel novembre 2002 in Molise, sfidando pericolose scosse di assestamento, hanno ripristinato i ripetitori, essenziali per la comunicazione mobile civile e militare dei soccorsi. Altri servizi hanno riguardato le mostre dei musei capitolini, oppure hanno seguito Goletta Verde, iniziativa di Legambiente che Vodafone Italia supporta.

Non mancano, come specificato in apertura, gli appuntamenti quotidiani con un palinsesto fatto di informazione, cronaca, quiz. In testa alla programmazione dal lunedì al venerdì l’informazione sul panorama delle TLC e sulla Vodafone Italia in particolare con l’appuntamento “.news”. In coda alla programmazione, il lunedì, mercoledì e venerdì c’è il gioco-quiz “Enigma”, il martedì e il giovedì un video box aperto a tutti i dipendenti per porre quesiti al management o dare suggerimenti con “Focus on”. E, per concludere una settimana di lavoro, il venerdì va in onda “il meglio della settimana”.

 

La prima city Tv

La città di Lucca ha una propria televisione civica, Dì Lucca, realizzata da Cittàdigitali sfruttando le potenzialità del digitale terrestre. Il segnale va in onda su uno dei canali del multiplex di Home Shopping Europe Broadcasting (canale 51 Uhf), copre tutta la Piana lucchese ed è ricevibile attraverso le normali antenne terrestri ed è visibile con un decoder in Dvb-T. L’accordo quadro tra Cittàdigitali e comune di Lucca è stato firmato l’11 marzo 2004: grazie a questo i cittadini di Lucca avranno a disposizione un mezzo per dialogare con la pubblica amministrazione. Inoltre grazie all’accordo di partnership fra HSE e Cittàdigitali saranno disponibili mille decoder terrestri gratuiti per la città di Lucca e la Piana.

La parte predominante dello schermo di Dì Lucca è dedicata alle immagini, mentre due fasce, uno sticker verticale sul lato destro ed uno orizzontale in basso, sono dedicate rispettivamente all’aggiornamento continuo di notizie ed informazioni che arrivano dal Comune e da altri Enti (verticale) e agli appuntamenti culturali e le news di cronaca (orizzontale). Un server centrale aggiorna in tempo reale tutte le informazioni elaborate da Comune ed Enti così come le notizie di cronaca e attualità. Il corpo centrale dello schermo può alternare immagini e tabelle informative. Il palinsesto prevede spazi dedicati alle news, approfondimenti giornalistici, cultura, economia, gastronomia, sport e spettacolo. Le notizie che vengono date riguardano: servizi pubblici essenziali; attività di governo; gare, bandi e concorsi; manifestazioni culturali e sportive; spettacoli; avvisi di pubblica utilità (sanità, traffico e viabilità, meteo).

Dì Lucca, dopo un periodo sperimentale, sarà in grado di offrire servizi interattivi (quindi bidirezionali) come utilizzare la Tv di casa per consultare banche dati, ottenere informazioni su bandi e concorsi, effettuare pagamenti di tributi, sanzioni, bollettini e usufruire di servizi di telemedicina e monitoraggio domiciliare dei pazienti. 

 

La tecnologia mini Tv è di Shena

La Shena di Brescia (www.shena.it) propone una soluzione economica che ha battezzato Lo-Fi Tv. L’idea parte dalla necessità di realizzare progetti di tipo televisivo avendo a disposizione budget limitati, quindi progetti che devono essere realizzati con il minimo dei mezzi e degli strumenti: “Non rinunciando alla qualità – come si legge sul sito di Shena – ma ricercando un tipo diverso di qualità. Più attenta all’idea che alla sua realizzazione”.

Shena ha realizzato un sistema software le cui funzionalità sono specificamente progettate per ridurre i costi di implementazione e di gestione, anche rischiando di condizionare la creatività di chi produce i contenuti entro limiti e vincoli espressivi. Tutto è orientato alla sostenibilità economica. Il sistema del Lo-Fi management system può acquisire contenuti in qualsiasi formato: video, animazioni, testi, immagini. Questi vengono organizzati in archivi secondo le regole previste dal format, attraverso strumenti di content management. Vengono poi inseriti nei palinsesti, che vengono distribuiti, non come sequenze di filmati, ma come oggetti software, alimentati dagli archivi che li accompagnano. In questa forma vengono eseguiti e trasformati in animazioni o filmati sul computer remoto che li riceve.

“Tutto questo comunque non basta – si legge sempre sul sito Internet dell’azienda bresciana – per rendere reali queste forme atipiche di televisione servono autori. Il nostro impegno attuale è per ricercare, incentivare e produrre nuovi autori e nuove forme di espressione e di narrazione, adatte alle nuove esigenze”.