SUONO&STUDIO
a cura dellIng. Lorenzo Rizzi*
Questa rubrica nasce ispirandosi ai formati online dei forum e delle FAQ e vuole rispondere alle domande più comuni che riguardano lacustica degli studi professionali. Il suo scopo è quindi quello di dare dei chiarimenti, aggiornare sugli sviluppi più recenti della fisica acustica o permettere un ripasso di informazioni utili a chi lavora in tale ambienti. A partire da questo numero, la rubrica sarà regolarmente presente nei numeri di B&P. Se poi i lettori necessitassero di approfondimenti in merito ai temi trattati, vi anticipiamo che questi saranno pubblicati sul sito Internet della SM
www.s-m.it. La pagina è interattiva, quindi non esitate a sottoporci i vostri quesiti.
Qual è il modo migliore per posizionare una coppia di monitors audio in uno studio?
Per ottimizzare lascolto stereofonico, se la tipologia dei monitor lo consente, si consiglia di tenere le casse a più di 2 metri luna dallaltra, di puntare i coni verso lascoltatore e di curare che il triangolo composto dalle due casse acustiche e dalla testa di chi ascolta sia equilatero, se necessario langolo a alla testa può essere ridotto da 60 gradi a non meno di 40 gradi. I due monitor devono avere un uguale altezza da terra: da 1,20 m a non più di 1,90 m. Questi accorgimenti permettono infatti di sfruttare al meglio le nostre capacità psicoacustiche di posizionare le sorgenti sonore e quindi di sfruttare appieno i vantaggi della stereofonia. Quando lo spazio dellambiente di ascolto lo consente, si raccomanda di mantenere una simmetria rispetto allascoltatore: tanto spazio ho a destra, tanto ne avrò a sinistra (e quindi tanto spazio ho a destra del monitor di destra, tanto ne avrò a sinistra del monitor di sinistra), così da avere un ascolto il più equilibrato possibile a entrambe le orecchie. Un altro suggerimento è di distanziare i monitor dalle pareti almeno 90 centimetri: in questo modo si eviteranno spiacevoli effetti di filtraggio arrestabanda dovuti allinterazione fra le sorgenti e le pareti circostanti che distorcono il suono, tale distanza è buona soprattutto quando si lavora principalmente su voci maschili e femminili.
Un posizionamento più rigoroso delle sorgenti e dellascoltatore deve essere fatto allinterno di uno studio della correzione acustica dellambiente in questione, meglio ancora se supportato da misurazioni opportune.
La lana di roccia è un buon isolante acustico?
Non proprio.
La lana minerale a densità bassa e media, così come la lana di vetro, è un buon materiale fonoassorbente ma non spicca per il suo potere fonoimpedente (cioè fonoisolante). Se di densità elevata è anche un buon antivibrante e quindi si usa in congiunzione ad altri materiali per attenuare le vibrazioni.
E spesso usata allinterno dei tavolati insonorizzanti soprattutto perché smorza le risonanze che si creano al loro interno, attenua la vibrazione delle pareti a determinate frequenze e quindi contribuisce ad aumentare il loro potere di isolamento acustico.
I pannelli piramidali sono fonoisolanti?
No, soprattutto se non sono accoppiati a materiali con una densità (massa) elevata. Ho notato che spesso si fa confusione fra i due concetti di fonoassorbimento e di fonoimpedenza (detta anche fonoisolamento). La funzione dei materiali fonoassorbenti (piramidali, bugnati, spugne ed anche le lane minerali) è principalmente di attenuare le riflessioni sonore che si creano quando il suono colpisce le superfici rigide, essi sono quindi utili a correggere la risposta acustica di una stanza, principalmente a frequenze medio-alte (circa dai 400 Hz in su). Essi riducono il riverbero della stanza a queste frequenze e quindi il livello sonoro generale al suo interno ma fanno molto poco per impedire al suono diretto di attraversare le pareti che rivestono.
Per insonorizzare si usano invece materiali dalla massa ben superiore, meglio ancora un insieme di tipologie diverse di questi montati secondo tecniche accurate e specifiche per il livello di abbattimento che si vuole ottenere.
Sto allestendo un piccolo studio in una stanza 4 x 4 metri x 3 metri daltezza, il problema è che facendo delle prove ho notato che i bassi rimbombano, eppure ho usato del bugnato.
Purtroppo le dimensioni uguali di lunghezza e larghezza non ti vengono in aiuto, la stanza tende infatti a risuonare ancora di più alla maggioranza delle proprie frequenze di risonanza.
I materiali fonoassorbenti classici non intervengono a sufficienza a partire dalle frequenze inferiori ai 400 Hz a scendere ( importanti anche nel parlato) e quindi il rimbombo che senti è dovuto proprio al fatto che non hai corretto la risposta a bassa frequenza del tuo studio.
La soluzione è usare un trattamento specifico delle pareti per addomesticare tali risonanze e togliere energia ai bassi del riverbero: si possono usare numerosi tipi di trappole per le basse frequenze, già quelle generiche ti faranno notare una differenza ma lideale è di averle dimensionate e posizionate specificatamente per il tuo singolo caso.
Anche qui il mio consiglio è di affidarti ad una consulenza per risolvere correttamente il problema. Permettimi di ricordarti che SM offre tale servizio ed un largo range di soluzioni anche a partire da budget decisamente accessibili.
Lunico posto che sono riuscito a trovare per allestire il mio studio è nel seminterrato di un palazzo con sopra un negozio e degli appartamenti, si riesce ad insonorizzare a dovere?
Sì, si può fare.
Prima bisognerà valutare a fondo la disposizione dello studio rispetto ai vicini ed alla struttura della costruzione; è probabile che sia in cemento armato e questo è spesso una via preferenziale di trasmissione del rumore (che in molti casi può propagarsi in più piani dello stesso edificio).
Le soluzioni di insonorizzazione sono numerose e andranno scelte anche in base alla tipologia di suoni e di livelli sonori coinvolti, gli orari a cui si vorrà lavorare e ad altri parametri.
*Lingegner Lorenzo Rizzi è progettista e consulente acustico
alla SM srl di Giuseppe Stillitano; potete anche contattarlo direttamente per domande e richieste di chiarimento a: lorrizzi@s-m.it