SATELLITE

 

a cura di Francesco Straticò

 

Sky: l’unica stella nel firmamento delle pay-Tv italiane

 

Una serrata campagna pubblicitaria, contatti telefonici mirati verso chi negli anni scorsi era stato, anche solo per un breve periodo, abbonato a Stream o Telepiù, molta stampa “compiacente”: questi i primi colpi sparati dalla corazzata Sky di Murdoch per vincere la sua battaglia d’ascolti. Poi, scendendo nella sostanza dell’offerta, ci si imbatte nel centinaio di canali Tv (molti dei quali ancora in gestazione quando scriviamo) che “dovrebbero” cambiare le abitudini degli Italiani.

Già partito Sky Tg24, il canale “all news” che ha sostituito Inn e Stream News e che propone un mix di notizie e approfondimenti senza soluzione di continuità (c’è chi giura che la notte si replica, ma ammetto di non aver avuto la pazienza di verificare…). La Rete, guidata dall’ex vice-direttore del Tg5 Emilio Carelli, forte di un centinaio di giornalisti e diverse sedi operative in tutta Italia, pecca forse solo di un’identità non pienamente “italiana”, centrata com’è su un ritmo troppo anglosassone.

Ovviamente non manca il grande cinema: si parla di 200 pellicole al mese, senza interruzioni pubblicitarie, e tanto meno è assente il calcio, anche se il boccone amaro della piattaforma Gioco Calcio è stato ingoiato con eleganza (ma concedere lo spazio a “condizioni eque” era un obbligo imposto dal commissario europeo alla concorrenza Mario Monti e quindi non c’erano alternative).

Le impressioni sull’esordio sono tutto sommato buone: d’altronde la squadra ereditata dalle due pay-Tv inglobate era già ben rodata, e il nuovo organico (che riportiamo a parte) non sembra davvero formato da gente inesperta. Nello stile di Murdoch, sul ponte di comando sono posizionati un mix di neozelandesi, australiani e statunitensi, con qualche concessione ai professionisti di casa nostra.

I risultati pare già si vedano: si parla di più di 150mila abbonati solo ad agosto (che vuol dire più o meno 7 milioni di euro freschi) e più del 50% dei vecchi abbonati di Stream e Telepiù che avrebbero già confermato l’adesione alla nuova piattaforma. Certo, da qui ai 4 milioni di abbonati auspicati per la fine del 2004 la strada da percorrere è ancora lunga. Al proposito la scomparsa delle smart card clonate (e si parla di un rivoluzionario sistema che non ne renderà mai più possibile l’esistenza) è un passo che aiuta ad essere ottimisti.

Ma c’è un “ma”: il prossimo dicembre partirà la Tv digitale terrestre (DVB-T): gli italiani, a differenza di qualunque altro popolo della Terra, hanno da sempre molti canali gratuiti da vedere, e il digitale ne aggiungerà altri e di qualità, e per di più realizzati secondo la logica “satellitare” monotematica. Potrà questa nascitura realtà rappresentare un tallone d’Achille per Sky? Troverà Murdoch un modo per infilarsi nella partita, al momento preclusagli dagli impegni presi con l’Antitrust (ricordiamo che anche i canali terrestri in analogico ex Telepiù dovranno essere presto abbandonati)?

Sul fronte strettamente tecnico, al momento ci sono tre codifiche implementate: il sistema NDS (proprietario), l’Irdeto 2, che ha sostituito il vecchio Irdeto che faceva acqua da tutte le parti causa hacker, e il Seca 2, avuto in eredità da Telepiù. È ragionevole pensare che si andrà verso un solo sistema, anche perché in caso contrario i canali interattivi, al momento sospesi, ma che da più parti si indicano come una possibile e nuova fonte di introito, dovranno essere “raddoppiati” o “triplicati”, per poterli rendere fruibili con tutti i tipi di decoder diffusi, e ciò a scapito di preziose risorse in termini di canali e in termini logistico-organizzativi. Presumibilmente alla lunga il sistema NDS sarà l’unico a sopravvivere. Circa il decoder, segnaliamo anche la “tegola” della dura protesta dell’Adiconsum caduta in testa a Sky: vengono lamentate alcune inadempienze, a partire dal fatto che Sky ha “trasformato” i decoder degli abbonati, anche quelli non in locazione, sostituendo il software e mettendo in ordine i canali secondo regole prefissate, e un po’ troppo rigide, che cancellano del tutto le vecchie sintonizzazioni e anche la possibilità di ricevere diverse stazioni in chiaro. Il pericolo del “Grande Fratello” capace di mostrarti solo quello che vuole lui sembra come non mai incombente.

 

I giovani sono poco interessati a Sky

I ragazzi nella fascia di età tra i 14 e i 17 anni continuano a preferire la Tv tradizionale a quella satellitare: è quanto sarebbe emerso da una ricerca condotta dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori e dall’Associazione Nazionale Sociologi su 500 soggetti. Solo il 32% degli intervistati si è dichiarato interessato alla Tv satellitare, mentre il 56% preferisce sicuramente la televisione tradizionale. Riguardo alla Tv satellitare, i programmi che interessano di più ai giovani sono lo sport e i film.

 

Buone azioni: 50 milioni di euro per il made in Italy

Ogni anno la nuova piattaforma stanzierà 50 milioni di euro per l’acquisizione e la co-produzione di film italiani. Per favorire lo sviluppo della produzione cinematografica nazionale e dare spazio a nuovi talenti verrà inoltre fondato Sky-Lab, un laboratorio che esaminerà le sceneggiature più interessanti.

Un occhio di riguardo sarà riservato ai cortometraggi e ai documentari, in particolare a quelli sui beni artistici del patrimonio culturale nostrano, che saranno anche diffusi sui circuiti “fratelli” all’estero.

 

I nuovi arrivati

Nella ridda di nomi che sono stati fatti in occasione della recente campagna acquisti di Sky, spiccano quelli di Roberto D’Agostino, che condurrà il “Dagoshow”, versione televisiva del suo sito Internet, Alan Friedman, che produrrà con la sua società FBC sia news sia speciali di economia, Stefania Rocca, Michela Rocco di Torrepadula e anche Vanessa Incontrada, che curerà un magazine. Il tutto sui cento canali di Sky, destinati a fare a pugni con la televisione generalista, e questo nonostante le rassicurazioni di David Bouchier, direttore generale del prodotto, che afferma di non volersi mettere in competizione con Rai e Mediaset.

Sito internet ufficiale: www.skytv.it

Blog molto poco ufficiale: www.skyedintorni.splinder.it

 

Quota Eutelsat a una cordata guidata da Eurazeo

Il 23,11% del capitale di Eutelsat ceduto da France Telecom è stato acquisito da una cordata italo-francese guidata da Eurazeo e composta da Palladio Finanziaria e Credit Agricole. L’operazione varrebbe circa 447 milioni di euro; Palladio avrebbe investito circa 30 milioni di euro.

 

I resti di Vivendi

Vivendi Universal venderà Canal+Television AB, la filiale nordica di Canal+, ai fondi di investimento Baker Capital e Nordic Capital per 70 milioni di euro. Canal+ Television Ab, con sede a Stoccolma, opera in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia. L’operazione dovrebbe essere conclusa entro la fine dell’anno. Vivendi Universal aveva già concluso un accordo preliminare per la fusione degli asset statunitensi, Vivendi Universal Entertainment, (Tv via cavo, studios cinematografici e parchi a tema) con il network NBC, controllato dalla General Electric, creando un impero da 40 miliardi di dollari. Vivendi manterrà il controllo sul 20% del pacchetto azionario e riceverà la somma di 3,8 miliardi di dollari.

 

SatNet: trasmissione satellitare occasionale

BT SatNet è un nuovo servizio dell’operatore di telecomunicazioni British Telecom che riunisce in un singolo pacchetto, completamente automatizzato, processi di emissione, ricezione e gestione di trasmissioni satellitari. Gli strumenti mobili di SatNet per l’uplink possono essere installati su qualsiasi automezzo e possono essere fatti funzionare anche da personale non  specializzato, purché abbia una conoscenza base di interfaccia Pc. Il servizio consente l’accesso alla capacità satellitare di BT 24 ore su 24 e la completa capacità di controllo di tutte le trasmissioni satellitari da postazione remota.

 

Eurosport scende a terra

Una rete terrestre in chiaro dedicata allo sport: sarà questa la sorte di uno dei due canali terrestri ex Telepiù (l’altro dovrebbe andare a Mediaset per la costruzione del suo secondo multiplexer DVB-T).

La rete che l’occuperà sarà Eurosport, il canale sportivo di Tf1 (prima emittente francese) al momento diffuso solo via satellite ma che starebbe già acquisendo i diritti degli eventi sportivi in palinsesto pagando anche per l’eventuale messa in onda in chiaro via etere.