REPORT FIERE
Pro Audio Video & Light workshop si è confermato anche questanno un importante appuntamento a livello nazionale dedicato a tutti gli operatori dei settori audio, video e luci sia del broadcast sia dello spettacolo. Ecco unessenziale sintesi della manifestazione, svoltasi al Jolly Hotel Milanofiori di Assago
Nato per inziativa individuale di Giuseppe Porro della A&DT (allorigine ancora solo Audio Equipment), dedicato al solo audio, il Pro Audio Video Light workshop ha poi sviluppato anche gli ambiti complementari di video e luci, facendo così crescere il consenso dei partecipanti e il numero di adesioni da parte di alcune tra le più rappresentative aziende. Anche la sezione italiana della prestigiosa SMPTE ha preso labitudine di partecipare, mettendo il proprio contributo di professionalità e il suo know-how al servizio di tutti partecipanti. Tutto ciò grazie alla formula vincente di workshop e clinic (ovvero incontri didattico-seminariali a numero chiuso) attraverso i quali si offre un momento interattivo di informazione e di formazione piuttosto che la consueta dimostrazione cattedratica di un prodotto.
Certamente un motivo importante del buon successo delliniziativa va ricercato nel fatto che il Pro Audio Video & Light workshop è gratuito e aperto a tutti gli operatori, professionisti e non, dei settori audio, video e luci. Per partecipare agli incontri è sufficiente iscriversi (on-line oppure direttamente alla reception nei giorni della manifestazione).
Unampia documentazione viene messa a disposizione degli intervenuti a consuntivo degli incontri.
Le trattazioni sono normalmente sviluppate con più livelli di approfondimento per permettere il corretto grado di apprendimento di tecnologiche a volte complesse. In un report, per sua natura breve e banalizzante, non potremo certo riportare il succo delle dettagliate e approfondite trattazioni svoltesi nel corso degli incontri. Possiamo però accennare ad alcune tra le tematiche trattate nel corso di tali incontri, suggerendo ai lettori (qualora fossero interessati a saperne di più e non avessero avuto modo di partecipare alledizione in questione) di consultare il sito www.audiovideolight.it o, tramite questo, contattare direttamente lorganizzazione. Tra i molti temi trattati, abbiamo scelto di evidenziare quelli più affini ai nostri lettori (essenzialmente broadcaster e producer).
Connessioni nel dominio digitale
Siamo tutti consapevoli che la comunicazione audiovisiva sta attraversando un periodo di rapida espansione. Ciò soprattutto grazie alle tecniche digitali che sempre più integrano i tre linguaggi audio, video e dati con il comune denominatore della unità binaria, il BIT. In questo contesto è stata richiamata lattenzione su una problematica, talvolta ritenuta di secondaria importanza rispetto allevoluzione degli apparati digitali, ma che troppo spesso è la vera fonte di problemi e malfunzionamenti di incerta origine. Ci riferiamo ai cavi (AES/EBU, coax e anche a fibre ottiche) e ai connettori. Nella prima parte la trattazione ha affrontato alcuni aspetti teorici basilari per la valutazione delle caratteristiche tecniche di un sistema di connessione, analizzando le problematiche pratiche più ricorrenti relative alle connessioni in digitale, per poi finire con cenni alle normative vigenti e la rispondenza a tali normative dei cavi in commercio. Nella seconda parte si è affrontato il problema delle misure su segnali audio digitali partendo da unintroduzione teorica agli standard più diffusi (AES/EBU, S/PDIF, ADAT) e presentando una vasta panoramica di situazioni reali.
Sistemi per la trasmissione audio
Nel corso degli ultimi ventanni la trasmissione dellaudio è stata largamente influenzata dalla massiccia diffusione sia delle reti dedicate che di quelle ad accesso telefonico. Oggi i Codec Audio vengono sempre più utilizzati per la registrazione, ma soprattutto in ambito broadcast per la distribuzione e per i contributi audio, con il duplice scopo di ridurre il bit rate dei flussi audio (tipicamente si utilizzano bit rate che vanno da 56/64 kbit/s a 2 Mbit/s) e di sfruttare al massimo la banda a disposizione della propria rete (si pensi ad esempio allascolto di un segnale audio su un Pc per il monitoraggio di una registrazione: non avrebbe senso dedicare a questo trasferimento un flusso lineare a 24 bit e 96 kHz, in quanto basta una semplice codifica di tipo Mp3). In sintonia con la continua integrazione dei sistemi digitali nasce il concetto di Audio Gateway Codec.
Lidea è quella di sfruttare in modo dinamico tutti quei parametri dei segnali audio digitali che fino ad oggi erano fissati a priori: qualità, bit rate e tempi di ritardo.
Il seminario ha posto le basi per la corretta comprensione di tutto ciò che concorre alla definizione di un moderno sistema di trasmissione audio per applicazioni broadcast e non. La trattazione ha compreso esempi di applicazioni reali.
Distribuzione real-time di audio in centri di produzione
Per anni abbiamo associato al concetto di distribuzione del materiale audio una azione fisica di movimentazione (sia allinterno dello stesso studio sia tra studi differenti di un centro di produzione) dei supporti di registrazione: bobine, nastri e più recentemente hard disk, DVD-RAM, ecc. Attualmente questa azione assume un significato puramente virtuale grazie alle nuove soluzioni per lo storaggio dati e di networking a banda larga che permettono la condivisione in tempo reale di grandi quantità di segnali (audio/video).
Il seminario ha passato in rassegna le varie soluzione per la realizzazione di un centro di produzione, in origine basato su studi stand alone o su matrice centralizzata (audio router), per arrivare alla presentazione di esempi reali di sistemi innovativi basati su soluzioni LAN/WAN, quali InHouseSteraming che sfrutta tecniche di streaming real-time (Mayah) o la Matrice Distribuita per condividere le risorse locali di ogni studio di un centro di produzione allinterno di tutta la struttura (Studer).
Audio Restoration, Mastering e Psicoacustica
Le grandezze fisiche oggettive di un segnale audio (energia, livello e spettro) sono il più delle volte gestite e misurate senza tenere in conto il loro effetto su chi ascolta. Esiste unaltra categoria di grandezze: quelle soggettive o psicoacustiche che misurano leffetto di percezione sensoriale che un segnale audio esercita sulluomo. La più importante di queste grandezze è la loudness di un segnale. Il mondo del broadcast ha dedicato nel corso degli anni molte energie allo studio di algoritmi di processing dedicati alla massimizzazione della loudness di un segnale da trasmettere (il classico sound FM tanto ricercato).
Una delle nuove tendenze nel settore del Mastering è quella di impiegare questi stessi algoritmi, con le dovute cautele, in fase di finalizzazione di una produzione musicale. Tre sono i punti fondamentali attorno ai quali si è sviluppato il seminario: lintroduzione alla psicoacustica, la descrizione di algoritmi psicoacustici di elaborazione e raccomandazioni per lutilizzo nel mastering (esempi di ottimizzazione per vari generi musicali) e gli strumenti di misura di loudness e dialnorm (= dialog normalization) in sistemi mono e multi-canale.
La filiera del segnale audio nel broadcast
Lavvento del digitale ha messo a disposizione dei tecnici audio strumenti dalle potenzialità enormi. Talvolta però il risultato ottenuto può sembrare deludente o comunque inferiore alle aspettative. Il perché di tutto ciò è molto semplice: il mondo che ci circonda è, e rimarrà, analogico, il digitale è una approssimazione che può essere raffinata e sofisticata quanto si vuole, ma pur sempre una approssimazione. Saremmo allora portati a pensare che il digitale è una grande presa in giro. Sbagliato! In questo seminario si sono date alcune semplici indicazioni pratiche su come preparare il segnale audio analogico per poter essere digitalizzato nel modo corretto, così da sfruttare al meglio la potenza dei processori digitali. Seguendo il percorso ideale di un segnale audio si sono illustrati i criteri di scelta del microfono e di regolazione del livello di preamplificazione e di dinamica, si è analizzato il processo di conversione analogico-digitale (quanti bit 16, 24 o 32?. Quale frequenza di campionamento 32, 48 o 96 kHz?), per finire con il processing di base (EQ, Dynamic, De-esser) e di messa in onda.
Catalano, presente!
Visti risultati dello scorso anno, ha nuovamente partecipato la Comteck Video Enterprise di Carmelo Catalano, che per quanto riguarda la parte Video ha focalizzato i propri seminari su numerosi ed attuali argomenti. Dal DVB-T presentato attraverso esperienze europee e italiane di reti digitali terrestri con dimostrazioni live del sistema, al DVB-Ip con la visione delle architetture dei sistemi broadband già installati in Italia e nel mondo e con la presentazione di nuove architetture. Inoltre si è parlato di WM9/MPEG-4 P10 (presentazione di risultati ottenuti nello sviluppo delle nuove tecniche di encoding), di DVB-monitoring (dei metodi e apparati di controllo per il service e il quality monitoring sulle reti IP di contribuzione). Nellambito della distribuzione si è discusso di SAT-contribution con la dimostrazione di soluzioni innovative per SNG e DSNG contribution (è stato anche dimostrato un Ob-van allestito da CVE e SWEDISH), di ENG applications in tecnologia tapeless con le ultime novità in fatto di riprese broadcast della Hitachi e di digital routing e master control con le ultime novità sugli sviluppi della nuova generazione di matrici della Utah Scientific.
Infine per la titiolazione sono state presentate le ultime novità presentate dalla Pixel Power nel mondo della titolazione live e le ultime soluzioni MHP per le reti DVB-T.
Lo scorso 28 settembre in occasione del Pro Audio Video Light Workshop si è tenuto un interessante Seminario SMPTE realizzato in collaborazione con ATIC e UNITEC. Eccone un breve ma esaustivo report.
Il Seminario SMPTE ha presentato e discusso due argomenti che interessano la masterizzazione della colonna suono nei DVD e la misura del suo livello equivalente. Questi argomenti, affrontati su un piano professionale, richiedono conoscenze generali e di settore sconosciute ai più o non praticate correttamente per mancanza di informazione, o utilizzando come validi dei semplici dati di impostazione noti come default minimizzati che i processori digitali predispongono nei loro software di allestimento.
Questi dati, che vengono identificati come metadata, permettono invece una standardizzazione dei livelli di produzione così come lottimizzazione del livello di ascolto scelto dallascoltatore al livello di registrazione originale, mantenendo inalterati i rapporti intercorrenti fra i suoni componenti la colonna sonora originale.
La capacità di predisporre correttamente i metadata nella registrazione e nella masterizzazione è componente basilare di alcune nuove professioni nel campo sonoro, che si spera disporre per non vanificare banalmente gli elementi tecnologici innovativi che permettono il mantenimento e la resa della qualità tecnica e artistica originariamente espressa dai creatori delle colonne sonore. Questa la presentazione su i Nuovi modelli di business e professionalità audio fatta nelle Key Notes da Federico Savina SMPTE come Chairman del seminario.
Lingegnere Franco Visintin, in una breve introduzione in qualità di presidente della SMPTE Sezione italiana, ha presentato le finalità e le attività che lAssociazione svolge nel campo mondiale della standardizzazione nel settore filmico e multimediale come coagulante delle esperienze professionali che gli associati svolgono, e che mettono a disposizione, per la definizione di corrette regole di vita tecnologica.
Luigi Siciliano (della Jacklang Production, socio SMPTE) ha presentato la relazione Il Sound Designer nelle nuove applicazioni multimediali in 5+1 nella quale analizza la figura del Sound Designer, nuova figura chiave sotto il profilo professionale e culturale nellallestimento globale della colonna sonora, con particolare riferimento a quella legata a una immagine. Le conoscenze che questo professionista deve avere sono molteplici e abbracciano diversi campi: dal trattamento del parlato, allallestimento delle ambientazioni, della musica, delleffettistica nella integrità che devono mantenersi nel passaggio tra gli allestimenti originali nei formati più impegnativi sino ai successivi formati multimediali.
Lingegnere Carlo Perretta (Mediaset, Direzione Tecnica) ha introdotto nella relazione su La metodica di utilizzazione dei metadata audio lo specifico sui multidata in panoramica e in dettaglio, argomento che è parte preponderante dei programmi di allestimenti di numerosi formati sonori, le sue applicazioni e le conoscenze da attribuirsi a chi le gestisce in fase di allestimento, traghettando le utilizzazioni dal professionale al multimediale video, e ampliando ulteriormente un discorso specifico già affrontato in un precedente seminario SMPTE - A&DT sullargomento.
Lingegnere Roberto Furlan (Audio Consultant dellUNITEC) ha invece illustrato largomento Il controllo automatico del livello sonoro al cinema e in Tv, circa la misura del complessivo valore numerico del suono originale da attribuire al successivo metadata secondo le diverse filosofie di misura applicate a differenti modulazioni del suono, illustrando con nuove presentazioni grafiche le diverse problematiche di interpretazione della modulazione stessa secondo un modello di standardizzazione che va sotto il nome di misura di valori medio equivalente con curve e livelli ponderati predeterminati, al fine di identificare una certificazione del livello di una colonna sonora nel campo cinema e televisivo-multimediale.
Daniele Turchetta (Audio Manager della Technicolor-Thompson - ATIC) ha presentato e illustrato nella sua relazione Il restauro delle colonne sonore attraverso nuove tecnologie digitali di avanguardia di lettura diretta dei negativi suono un nuovo approccio alla lettura diretta delle colonne negative per lutilizzazione della colonna a supporto delle utilizzazioni previste nelle fasi di restauro e conservazione dei supporti originali. La novità tecnologica denominata Digital AIR (Audio Image Restoration) è rappresentata da un diverso sistema di acquisizione e dei fattori di correzione introducibili che annullano la necessità di stampe positive delle suddette colonne, eliminandone i relativi costi e offrendo invece dati originali nettamente migliori e quindi più facilmente gestibili dai professionisti che operano nelle fasi successive della elaborazione qualitativa.
La discussione finale ha visto lintervento di molti presenti in sala.
Gli atti del seminario sono in corso di allestimento su supporto mediatico. Chi fosse interessato ad una copia può indirizzare le propria richiesta a Federico Savina SMPTE Italy Section Secretary e-mail: fdsavina@tin.it - cellulare: 336.730341.