AUDIO NOTE
a cura di Marino Vannuzzo* (* presidente Feel Communications, da 15 progettista studi radiofonici www.feel.it)
Anche il trattamento acustico degli ambienti ha una notevole importanza nel nostro sistema. In particolare, cerchiamo di chiarire la confusione che spesso si genera attorno a questo argomento, dando alcune chiare definizioni
Iniziamo quindi distinguendo tra due caratteristiche assolutamente necessarie che i locali degli studi dovranno presentare: Fonoisolamento e Fonoassorbenza. Queste sono spesso confuse fra loro e spesso si trovano locali che hanno erroneamente ricevuto un trattamento di
fonoassorbenza poiché si credeva che ciò ne aumentasse il fonoisolamento.
Il fonoisolamento è la capacità di soffitti, pavimenti, muri, porte e finestre di isolare, quindi separare acusticamente gli ambienti. Perché un muro sia fonoisolante deve essere realizzato con materiali dalla elevata fonoimpedenza. La fonoimpedenza di un materiale (non di una stanza!) è lunità di misura con cui si quantifica la capacità di detto materiale di non trasmettere onde sonore. In altre parole, un materiale con unalta fonoimpedenza è un cattivo conduttore di onde sonore. Dato che le onde sonore si trasmettono in aria come una variazione di pressione, e attraverso un materiale solido come una vibrazione, ne scaturisce che la fonoimpedenza di un materiale è legata alle sue caratteristiche
meccaniche, come la massa, la densità, la frequenza di risonanza tipica, ecc. La fonoimpedenza di un materiale è tanto più alta quanto è elevata la sua densità.
Il fonoisolamento di un locale dovrà essere tale da permettere a ogni operatore, fonico o speaker di lavorare tranquillo senza udire suoni, rumori e urla provenienti dagli altri ambienti. In caso contrario tali interferenze saranno captate dai microfoni, amplificate dai vari processori di dinamica, e mandate in onda!
Il fonoisolamento consigliato per un locale di produzione radiofonica è di almeno -30 dB STC. Per uno studio di registrazione di musica classica, si arriva a -70dB STC. La fonoassorbenza è la capacità di un materiale di assorbire le onde sonore, quindi di non rifletterle nellambiente circostante. Attenzione: materiali con unalta fonoassorbenza, come il poliueratano espanso a cellula aperta (il piramidale) o la lana di roccia possono comunque avere un bassa fonoimpedenza! In altre parole, foderare una stanza di pannelli piramidali migliora di molto lacustica interna, ma contribuisce solo in minima parte ad isolare la stanza dallesterno. Ecco perché i trattamenti di fonoassorbenza e fonoisolamento vanno sempre accoppiati. È bene ricordare che lobiettivo non è quello di avere una stanza sorda (quindi lutilizzo di soli prodotti che assorbano le medio/alte frequenze), bensì una stanza con una timbrica equilibrata su tutto lo spettro udibile e dalla giusta riverberazione. Mentre per assorbire le frequenze medio-alte (di 1000 Hz in su) basta utilizzare dei materiali porosi e leggeri, come appunto il poliuretano, per assorbire le frequenze medio-basse, il gioco si fa più complicato. Infatti servono le cosiddette trappole acustiche, cioè dei dispositivi capaci di far risuonare al loro interno le frequenze indesiderate e al tempo stesso di assorbirle. Questi dispositivi sono realizzati accoppiando un risuonatore a un labirinto contenente materiale fonoassorbente. In genere, i risuonatori sono costruiti appositamente per ogni stanza, e accordati sulla frequenza di risonanza della stanza stessa, cioè calcolati in modo tale da assorbire la frequenza alla quale ogni stanza entra naturalmente in vibrazione, in virtù delle proprie proporzioni geometriche.
Questo lavoro di trattamento acustico serve a:
1) dare la possibilità ai microfoni di alta qualità di percepire la sola voce senza riverberi e riflessioni indesiderate (come leffetto molla), anzi a creare una riverberazione naturale;
2) permettere a coloro che operano nellambiente di ascoltare realisticamente il risultato del proprio lavoro;
3) ridurre la fatica dascolto dopo ore e ore di lavoro in un ambiente dove la musica è spesso ad alto volume. Infatti a livello psicoacustico, il cervello interpreta come fastidioso il materiale sonoro distorto o confuso perché molto riverberato, e come riposante il materiale sonoro nitido e di precisa localizzazione.
Un altro particolare sta nellimpianto di condizionamento dellaria. Spesso infatti ci si sente rispondere non serve! qui fa caldo due mesi allanno. Questo è errato perché purtroppo non si tiene mai conto del fatto che una volta isolata acusticamente, una stanza diventa automaticamente isolata anche dal punto di vista termico. Quindi avendo una bassissima dispersione di calore (generato dallilluminazione, dalle apparecchiature, ecc.), gli ambienti si surriscaldano molto facilmente anche se allesterno ci sono temperature invernali. A questo punto, si rende obbligatorio un impianto ad aria convogliata con silenziatori adeguati.
Un impianto ad aria convogliata è obbligatorio, perché essendo gli ambienti chiusi, bisogna garantire un certo quantitativo di ricambi daria allora, sia per rispettare le norme di legge in materia, sia per rendere i locali più vivibili. I silenziatori permettono di far passare laria in ingresso e in uscita, trattenendo i suoni/rumori provenienti dalle altre stanze.
In questo contesto, spesso lestetica non viene curata, vuoi perché si dice costi troppo, vuoi perché essendo in una radio, qualcuno ritiene non ce ne sia bisogno! Ma lestetica non è da sottovalutare, sia perché stando al passo coi tempi, prima o poi molte emittenti radiofoniche installeranno una WebCam nelle proprie regie, sia perché tutto sommato un ambiente confortevolve serve a lavorare meglio e dare una buona impressione ai clienti/visitatori.
Secondo noi, basta un po di fantasia per rendere un ambiente bello oltre che funzionale. Infatti in genere il grosso della spesa nel realizzare dei locali adibiti a studi radiofonici sta nelleseguire seriamente i lavori di trattamento acustico.
Non necessariamente unestetica gradevole richiede un grosso impegno finanziario: limportante è che sia pianificata allinizio dei lavori e non alla fine. In questo modo basterà poco per aggiungere il tocco che pur troppo spesso manca in molti studi del nostro Paese.