SATELLITE
a cura di Francesco Straticò
Sulle nostre teste vagano
troppi satelliti ormai non funzionanti, oltre a milioni di detriti: si
tratta della cosiddetta spazzatura spaziale. Se questi oggetti si
scontrassero con i satelliti ancora attivi le conseguenze sarebbero
inimmaginabili e si farebbero sentire pesantemente anche per quanto
riguarda la vita di tutti i giorni. Tutti i sistemi di
telecomunicazioni, compresi i telefonini, andrebbero letteralmente in
tilt, provocando un black-out telematico di immense proporzioni.
Basti pensare che un oggetto
di pochi grammi, che però viaggia a velocità enormi, può far
esplodere un satellite di qualche tonnellata.
Nell’orbita geostazionaria,
quella più intasata perché utilizzata a fini commerciali, ci sono oggi
quasi 200 satelliti attivi e più di 700 ormai in pensione o in procinto
di andarci. Soluzioni al problema? I satelliti possono essere spinti
nella cosiddetta “orbita-cimitero”, più alta di un centinaio di
chilometri rispetto a quella geostazionaria, tramite comandi impartiti
da terra.
Ma questo solo quando c’è
ancora carburante. Sì, perché spesso le società che gestiscono i
satelliti commerciali tendono a sfruttare il propellente, necessario
alle piccole correzioni di posizione in orbita, fino all’ultima
goccia, per farli lavorare il più possibile.
Così spesso non rimane il
carburante necessario per mandare il satellite a riposo. Per impedire
che ciò avvenga, si dovrebbero dotare i satelliti di un serbatoio
supplementare contenente solo il carburante necessario per la manovra
finale, non utilizzabile per prolungare il servizio.
“Made in Italy Channel” è un nuovo canale satellitare che
ha come obiettivo quello di promuovere e diffondere la conoscenza del
patrimonio artistico e archeologico italiano e valorizzare le attività
culturali legate alla produzione italiana di arti visive, teatro, danza,
musica, letteratura, cinema. Inoltre il canale si propone di diffondere
la lingua italiana all’estero. Il canale, patrocinato dai ministeri
dei Beni e Attività Culturali, delle Attività Produttive, delle
Politiche Agricole e Forestali e dalla Regione Lazio e Campania, è
guidato dall’imprenditore Nicola Sgarra. L’emittente trasmetterà
attraverso i satelliti Eutelsat Hot Bird 3 a 13° Est (12111 MHz, SR
27500, Pol. Verticale) per l’Europa e Telstar 12 a 15° Ovest (11732
MHz, SR 29900, Pol. Orizzontale) per l’America del nord (orientale),
latina e del sud, a un’audience potenziale di cinquecento milioni di
persone. Nel gennaio 2004 è prevista la copertura di Asia e Oceania.
Sono quattro i canali del
gruppo Sitcom che fanno parte della nuova piattaforma di Rupert Murdoch:
Marco Polo, Nuvolari, Alice e Leonardo. Niente futuro invece per INN, di
cui si dovranno ricollocare i dipendenti.
“La definizione
dell’accordo con Sky Italia - ha dichiarato Valter La Tona, presidente
e Amministratore Delegato di Sitcom - arriva come riconoscimento della
qualità delle nostre televisioni e del nostro lavoro, anche a fronte
degli investimenti fatti in
questi anni, e fa oggi di Sitcom il primo editore televisivo
indipendente italiano.
Segna dunque un traguardo
importante e significativo che arriva dopo un difficile periodo. Credo
che Sky possa costituire il vero consolidamento e il rilancio della
pay-Tv in Italia, obiettivi ai quali, anche grazie alla fiducia
accordata, Sitcom vuole dare il proprio fattivo contributo di qualità e
italianità”.
Con l’arrivo dell’estate,
saranno disponibili sul mercato italiano i nuovi decoder digitali
prodotti da Pace Micro Technology su licenza di Sky Italia. Pace è
fornitore di set top box per Sky Digital in Gran Bretagna e per Foxtel
in Australia, entrambi operatori di pay-Tv che fanno capo a News
Corporation, azionista di maggioranza di Sky Italia. I nuovi apparecchi
per la ricezione dei programmi digitali implementeranno la tecnologia
proprietaria messa a punto da Nds (compagnia del gruppo News Corporation)
per la gestione dei servizi di Tv digitale. Pace ha anche di recente
annunciato di essere pronta a distribuire un nuovo modello di decoder
per i servizi digitali di Tv via cavo e via terrestre, capace anche di
videoregistrare i programmi e di fornire servizi avanzati di Tv
interattiva.
Dopo l’approvazione da parte
delle autorità locali, è cosa fatta l’operazione di fusione tra i
due operatori di pay-Tv spagnoli, Via Digital e Canal Satellite Digital:
la nuova piattaforma si chiama Digital+. La pay-Tv unica continua a
trasmettere, in questa prima fase, sia sui satelliti Astra a 19.2 gradi
Est che sugli Hispasat a 30 gradi Ovest. I contratti con i due operatori
satellitari scadranno a metà del 2004, e solo a quel punto la
piattaforma deciderà quale dei due poli abbandonare. Anche sul fronte
dell’accesso condizionato si continua, per il momento, a utilizzare
sia la codifica Seca Mediaguard che il Nagravision. Solo in una seconda
fase si valuterà il passaggio a un unico sistema di codifica, cogliendo
di conseguenza l’occasione per rinnovare il parco macchine installato.