AUDIO NOTE
a cura di Marino Vanuzzo (*
presidente Feel Communications, da 15 anni progettista studi radiofonici
www.feel.it)
Microfoni processori di dinamica e diffusori audio: una configurazione dai risultati adeguati allo standard digitale può essere realizzata al meglio seguendo i consigli frutto una lunga esperienza di studio
In un sistema con microfoni
processori di dinamica, i microfoni in questione hanno il compito di
captare la voce degli speaker in modo nitido e naturale. È quindi
importante scegliere il microfono giusto in funzione dell’ambiente in
cui verrà utilizzato, in modo tale che il sistema sala-microfono abbia
una risposta il più lineare possibile e che si eviti anche di colorare
la voce degli speaker.
I microfoni devono essere
molto sensibili, in modo tale da poter lavorare sulla più ampia
dinamica possibile.
Quindi sono consigliati quelli
del tipo a condensatore con capsule di grosso diametro e alimentazione
Phantom a 48V. Una grande
sensibilità permette un uso minimo del preamplificatore e ciò a sua
volta ci aiuterà a tenere molto basso il rumore di fondo, cosa che in
presenza di impianti di condizionamento e bocchette di aerazione nella
sala in cui il microfono è installato è sempre un requisito
essenziale.
In genere è d’aiuto anche
l’utilizzo di un filtro antipop, che oltre a filtrare (seppure non
completamente) le componenti “esplosive” del parlato come le “p”
e le “c” , aiuta a tenere lo speaker alla corretta distanza dal
microfono, evitando l’aumento dell’effetto prossimità, e quindi
delle componenti “rimbombanti” del parlato. Oltretutto, portando un
segnale microfonico robusto e silenzioso all’ingresso del nostro mixer
digitale, saremo in grado di sfruttare a pieno la gamma dinamica dei
convertitori, che nel caso fossero a 24bit, raggiungerebbero il valore
dei 110-120 dB. Così facendo, si adeguerebbe la qualità della voce a
quella del resto dei segnali presenti nel sistema.
Nel caso di sistemi digitali,
grazie all’inserimento di schede DSP, il processore di dinamica e
l’equalizzatore sono solitamente incorporati nel mixer/matrice. In
caso contrario, è importante scegliere un buon processore di dinamica
per ogni singolo microfono, e se il processore scelto è digitale, è
importante usare le uscite digitali del processore per entrare nel
mixer. Ciò evita una doppia conversione che comporterebbe unicamente un
aumento della distorsione e del rumore di fondo, fino ad arrivare in
certi casi a una coloritura non
voluta del segnale.
Un requisito importante di un
processore microfonico è quello di non avere un suono particolare. La
miglior cosa è che mantenga il più possibile una timbrica neutra, ma
che mantenga anche il livello della voce più stabile possibile senza
danneggiarlo con gli artefatti di un’eccessiva compressione.
In questo modo sarà possibile
avere la voce dello speaker presente e ben amalgamata alla musica,
lasciando maggior spazio alla capacità di elaborazione del tecnico di
regia.
Le casse acustiche non devono
essere per forza digitali perché come i microfoni rappresentano le
estremità della nostra catena di produzione. La cosa importante è che
siano dei monitor, e non dei semplici diffusori da casa. Mentre questi
ultimi sono disegnati per essere collocati alla fine della catena di
ri-produzione e hanno quindi lo scopo di rendere il nostro ascolto il più
piacevole possibile, i monitor da studio sono disegnati per essere
collocati alla fine della catena di produzione, e devono svelarci
impietosamente qualsiasi errore o artefatto che sia presente nel
programma che stiamo mandando in onda. In parole povere devono essere il
più fedeli possibile, in modo da farci sentire sempre con esattezza
quello che stiamo facendo.
Purtroppo certi tecnici di
messa in onda si preoccupano di ottenere un suono gradevole dai loro
monitor, invece di ottenerlo da ciò che viene prodotto.