AUDIO NOTE
a cura di Marino Vanuzzo (presidente Feel Communications, da 15 anni
progettista studi radiofonici www.feel.it)
Dopo l’esame complessivo di uno studio radiofonico completamente digitale, iniziamo da questo numero l’analisi dei dettagli che ne compongono l’architettura. Su tutto una condizione: non c’è dettaglio che non sia degno di “cura e rispetto” della filosofia digitale, se si vuole conseguire il miglior risultato
Nell’ottica di un sistema
“Full Digital” bisogna tenere presente sempre una regola basilare:
fare di tutto per non convertire mai da A/D o D/A, mantenendo il segnale
sempre nel dominio digitale e se possibile nello stesso formato di
origine (per esempio 44.1kHz/16 bit). In tal modo sarà possibile
realizzare programmi dalla qualità audio sempre migliore e sfruttare la
tecnologia oggi a
disposizione per realizzare
programmi sempre più articolati e completi sotto l’aspetto artistico.
Rimanendo nel dominio
digitale, si avranno dei benefici sotto due importanti
punti di vista legati al ricampionamento ed alla riquantizzazione
del segnale :
1) Evitando di ricampionare il
segnale si evitano conversioni di frequenza di campionamento e
soprattutto i ripetuti filtraggi anti-aliasing incorporati nei
convertitori A/D e D/A. Ciò porta ad una riduzione della distorsione
armonica e del rumore di fondo, unitamente ad una maggiore coerenza di
fase tra i due canali del programma stereofonico. Questi parametri
giocano un ruolo importante nella percezione della oggettiva qualità sonora finale del
prodotto, avendo influenza rispettivamente sulla nitidezza del suono e
la larghezza del panorama stereofonico.
2) Evitando la
riquantizzazione ed il dithering, processi inevitabili quando si
converte un segnale o quando lo si trasforma da un formato digitale
all’altro, si hanno benefici dal punto di vista della gamma dinamica,
aspetto questo anche più importante dei precedenti.
Soprattutto nel mondo della radio, dove il bus di uscita del
mixer passa per un processore di dinamica multibanda, è imperativo
cercare di far uscire dal mixer un segnale dalla dinamica più ampia
possibile, per permettere a questo di comprimerla unicamente dove è
necessario. Solo così sarà possibile ottenere un suono presente e
spinto, ma mai “schiacciato”.
Scheda audio per Pc
In quest’ottica, le schede
audio per i computer dovranno pertanto avere gli ingressi e le uscite
digitali, possibilmente AES/EBU. Nel caso in cui mancassero, andranno
bene anche i formati S/Pdif coassiale o ottico. A questo punto la scheda
non andrà più scelta per la qualità dei convertitori, ma andrà
previlegiata l’affidabilità dell’hardware e compatibilità con il
software della regia automatica. Altro fattore molto importante è il
metodo di caricamento dei contributi nell’HD del
sistema. Per esempio, nel caso di un cd converrà eseguire il
trasferimento dei brani (ripping) tramite il “cd download” copiando
direttamente il cd nell’HD senza passare dalla scheda audio e dai
divers che la gestiscono. Quando il caricamento dei brani,
invece avviene da sorgenti analogiche, non si parla più di
trasferimento ma di vera e propria registrazione. La registrazione delle
fonti audio nel Pc va gestita accuratamente, dato che sarà lei a
determinare il 95% della qualità sonora del brano, sempre lavorando in
un’ottica secondo cui i rimanenti processi di produzione avvengano
sempre nel dominio digitale. In ogni caso il miglior consiglio, anche se
al momento non tutti possono permettersi di prendere questa strada, è
di registrare i brani in lineare, ed evitare qualsiasi compressione
audio (soprattutto Mp3). Avere un database di programma registrato in
lineare tornerà utilissimo il giorno in cui si sceglierà di effettuare
il fatidico passaggio al “sistema digitale” (cosa che prima o poi,
vista la direzione verso cui vanno la tecnologia ed il mercato, sarà
obbligatoria). In caso contrario, avvenuta la transizione al digitale sarete costretti a
riregistrare i file audio ad alta qualità, perché un mixer digitale
non può mascherare gli artefatti della compressione Mp3. Anzi, essendo
un sistema trasparente, li mette in evidenza, se comparati a dei brani
provenienti da Cd.
Lettori CD – MD - DAT
Nel caso di
lettori/registratori digitali, è naturale che abbiano anch’essi gli
ingressi e le uscite digitali sempre possibilmente AES/EBU. È sempre più
importante che questi apparati abbiano una interfaccia per
il remote control, in modo di collegarli al sistema tramite
controllo GPI (General Purpose Interface). In tal modo si avranno a
disposizione tutte le funzioni basilari di trasporto della macchina
dalla superficie di controllo del banco, con la possibilità di
integrazione fra queste macchine, la regia automatica e il mixer. Questo
è utilissimo sia nelle normali operazioni di messa in onda, ma
soprattutto quando sia possibile programmare la logica del mixer affinché
venga mandato un comando di start ad una macchina di backup nel caso in
cui mancasse improvvisamente il segnale dalla macchina di messa in onda
principale.
Ibridi telefonici e codec
ISDN
Da qualche anno sono
disponibili ibridi telefonici su linea ISDN. I benefici apportati
dall’utilizzo di queste macchine sono due:
1) ricevendo un segnale già
digitale all’origine (poiché proveniente dalla linea ISDN) è
possibile applicare ad esso un’elaborazione non più analogica, ma di
tipo DSP. Con essa vengono migliorate drasticamente le caratteristiche
di intelligibilità del segnale e viene ridotto notevolmente il rumore
di fondo.
2) Solitamente tali ibridi
dispongono di ingressi e uscite digitali, grazie alle quali è possibile
un miglior collegamento con il mixer (digitale). Ciò comporta ulteriori
benefici per la qualità finale del segnale. Quindi, nonostante le linee
telefoniche e i telefoni delle persone a casa siano quel che
sono, si avrà un notevole aumento delle prestazioni audio.
Una funzione interessante di
questi apparati è quella di avere una funzione di remote control,
sempre interfacciata al
banco in regia tramite GPI.
In questo modo sarà possibile
condividere un singolo ibrido da tutti gli studi, ed avere sempre tutte
le linee a disposizione anche contemporaneamente in una sola regia.
Ricordiamo che sul mercato
sono oggi presenti degli ibridi multi-linea, che permettono di
collegarsi fino a 12 linee telefoniche con una sola macchina in cui
vengono installate più schede I/O. Ciò con notevoli benefici dal punto
di vista economico, oltre che di gestione delle linee. Anche per i codec
ISDN valgono le stesse regole.