ALTA
FREQUENZA
a
cura dell’Ing. Roberto Valentin
(Presidente ABE Elettronica)
Pubblichiamo volentieri un altro interessante e qualificato contributo frutto dell’esperienza del laboratorio di ricerca e sviluppo della ABE Elettronica di Caravaggio. Stavolta vengono proposte delle riflessioni e degli appunti sulla codifica MPEG-2 ed i profili più noti: il 4:2:0 (mp@ml) ed il 4:2:2
I vantaggi della trasmissione
Tv digitale, rispetto a quella analogica, sia nel caso dei collegamenti
a microonde che nel caso della diffusione, sono notevoli ed evidenti:
- un maggior numero di
programmi a parità di banda RF occupata (tipicamente il quadruplo o più)
- una minore potenza di
emissione necessaria per coprire la medesima distanza (ovvero maggiore
immunità al rumore e ai disturbi)
- una migliore qualità
- la possibilità di
realizzare reti di diffusione terrestre in isofrequenza (trasmissione
OFDM con rete SFN - Single Frequency Network)
- la possibilità di ricezione
mobile (trasmissione OFDM)
- la possibilità di
trasmissione dati ausiliaria
Per la trasmissione Tv
digitale serve però avere i segnali video/audio digitali, ovvero
generarli digitalmente (telecamere, apparecchiature da studio e regia
totalmente digitali) oppure, come avviene nella maggioranza dei casi,
convertire in digitale i segnali analogici disponibili.
Il segnale video/audio
digitale non compresso è un flusso di dati di dimensione notevole
(tipicamente avente Bit Rate di 270Mbit/s) per il quale abitualmente si
utilizza la interfaccia seriale SDI (connessioni coassiali BNC a 75Ohm -
SDI: Serial Digital Interface).
È pertanto indispensabile
comprimere questi dati, che se trasmessi così come sono occuperebbero
una banda RF superiore a quella di un segnale analogico, per formare un
flusso di dimensione ragionevole da far transitare sui ponti di
collegamento e distribuire all’utenza. La codifica/compressione non
dovrà però deteriorare apprezzabilmente la qualità dei segnali
video/audio: per questo scopo, lo standard internazionale scelto è
l’MPEG-2 (Motion Picture Expert Group versione 2) che è in grado di
comprimere un programma Tv da 270Mbit/s in soli 5/6 Mbit/sec pur
mantenendo ottime caratteristiche qualitative (volendo, anche meno di 4
Mbit/s, accettando dei compromessi con la qualità). Per
codificare/comprimere si utilizzano le seguenti tecniche:
- la percezione visiva umana
è più sensibile alla luminanza che alla crominanza: si usano pertanto
meno informazioni (bit) per il colore.
- nelle immagini vi sono
spesso aree con medesimi punti (pixel) di luminanza e colore: nella
codifica questi vengono aggregati, trasmettendo meno informazioni
- si trasmettono solo le
differenze tra una immagine (quadro) e la successiva, per un certo
numero di volte (GOP: Group Of Pictures, ovvero gruppo di immagini)
prima di ritrasmettere l’immagine completa.
Group Of Pictures
I GOP sono costituiti da tre
diversi tipi di frames (ovvero quadri - immagini):
- I-frame: immagine completa
(la più grande in termini di informazioni necessarie per essere
trasmessa)
- P-frame: differenze rispetto
a I o P-frame precedente (significativamente più piccola rispetto ad un
I-frame)
- B-frame: differenze che
tengono conto delle immagini I/P precedente e successiva (la più
piccola, ma non può essere replicata consecutivamente troppe volte).
I GOP normalmente comprendono
un I-frame più alcuni P ed eventuali B frames; essi non possono essere
troppo lunghi, altrimenti un eventuale errore verrebbe ad essere
trascinato per un tempo eccessivo e c’è inoltre da tener presente che
un decodificatore, per iniziare a decodificare, deve partire da
un’immagine completa (I-frame), pertanto deve attendere l’inizio di
un GOP.
Una delle sequenze più usata
ed efficiente è della lunghezza di 12 quadri (frames) con la seguente
struttura: IBBPBBPBBPBB.
I profili di codifica
maggiormente noti sono il 4:2:0 (MP@ML - Main Profile @ Main Level) e il
4:2:2.
Proprietà, vantaggi ed
impieghi
Nel 4:2:0 il video viene
codificato con il rapporto di 4 informazioni per la luminanza e 2 per la
crominanza.
Vantaggi:
- rapporto di codifica ideale
rispetto alla percezione visiva
- ottimi risultati anche con
bassi bit-rate
Impieghi:
- broadcasting (profilo usato
per la diffusione terrestre e satellitare)
- contribuzione/distribuzione
- collegamenti studio/studio
tra regie analogiche e digitali
Nel 4:2:2 il video viene
codificato con il rapporto di 4 informazioni per la luminanza e 4 per la
crominanza
Vantaggi:
- limitatamente migliore del
4:2:0 solo con bit-rate maggiori di 10Mbit/s
Impieghi:
- collegamenti studio/studio
tra regie digitali.
A supporto di quanto asserito
in merito ai vantaggi del 4:2:0 sul 4:2:2 sino a 10Mbit/s, si cita la
prestigiosa rivista “EBU Technical Review” che nell’edizione
dell’autunno 1999 riporta un test comparativo effettuato con bit-rate
di 2,3,4 e 5 Mbit/s seguendo le raccomandazioni dell’ITU (International
Telecommunication Union) dalla Swedish Television (SVT) sulla base della
valutazione soggettiva (subjective evaluation) di un gruppo di
osservatori, dal quale risulta essere mediamente migliore, a parità di
bit-rate, la codifica 4:2:0.
Al Kovalick, ingegnere capo
della Pinnacle Systems Inc, in un articolo apparso su Broadcastpapers
(2001-2002) afferma che un filmato codificato 4:2:0 a 10Mbit/s è pari
in qualità al medesimo filmato codificato 4:2:2, ma a 13Mbit/s! In base
a nostri test abbiamo potuto riscontrare limitatissimi vantaggi con la
codifica 4:2:2 solo con bit-rate superiori a 10Mbit/s, mentre al di
sotto di detto bit-rate è sicuramente vantaggioso l’uso del 4:2:0,
particolarmente se il contenuto di movimento del filmato è elevato.
Si noti che apprezzare una
differenza qualitativa su filmati codificati ad oltre 10Mbit/s è di per
sé estremamente difficile in quanto la qualità è talmente elevata che
le differenze sono oggettivamente ardue da rilevare.
Il limitato vantaggio del
4:2:2 sul 4:2:0 con bit-rate superiore a 10Mbit/s viene però vanificato
se si parte da segnali analogici convertiti in digitale. In conclusione,
in base a tutte le considerazioni sopra riportate ed al fatto che è ben
difficile avere a disposizione bit-rate di 15/20Mbit/s per un singolo
programma, la scelta del profilo di codifica ricade pressoché sempre
sul 4:2:0 (MP@ML). Analizziamo ora quali sono alcuni tra i principali
settaggi di un codificatore MPEG-2 (4:2:0):
- risoluzione video: Full D1;
3/4 D1; 2/3 D1; 1/2 D1; SIF; QSIF (la scelta sarà in funzione del bit
rate disponibile e della qualità di codifica richiesta in rapporto alla
quantità di movimento delle sequenze).
- dimensione dell’immagine:
sino a 720 x 576 pixel per il PAL e 720 x 480 pixel per l’NTSC
(risoluzione più alta corrisponde a un migliore definizione, ma
necessità di maggiore bit rate).
Struttura dei Gruppi di
Immagini: numero e sequenza dei quadri I,P e B
Bit Rate di codifica: sino a
15MBit/s.
- bit rate del Transport
Stream di uscita: deve sempre essere uguale o maggiore del bit rate di
codifica video + audio + tabelle; la differenza tra la sommatoria dei
bit rate di codifica e quello impostato per il Transport Strem di uscita
viene riempita con pacchetti nulli (Bit stuffing).
- Frequenza di campionamento
audio (32/44,1/48 KHz): più alta è la frequenza, migliore è la qualità,
ma maggiore è la quantità di dati (bit rate).
- Numero di identificazione
dei pacchetti video, audio ed eventualmente dati (PID - Program
Identifier): devono essere impostati affinché non coincidano, andando
in conflitto tra loro ed eventualmente anche con altri PID con i quali
dovranno essere multiplexati.
- Impostazione dei filtri: nel
caso di codificatori con entrata video composita possono essere scelti
filtri sincroni “comb” o filtri a trappola “notch” (a seconda
della qualità del video in entrata) per separare la crominanza dalla
luminanza; altri filtri selezionabili servono alla riduzione del rumore
(da utilizzarsi specialmente con bassi bit rate al fine di evitare di
occupare banda per trasmettere rumore al posto del movimento delle
sequenze).
Questi sono solo alcuni tra i
principali settaggi di un codificatore. Nella pratica, ad esempio nel
codificatore 4:2:0 prodotto dalla ABE, è possibile modificare circa 200
parametri, tenendo presente che molti di essi sono interdipendenti. Per
facilitare l’utente, il codificatore ABE ha già predisposte quattro
differenti configurazioni di fabbrica ed inoltre ne può memorizzarne
altre quattro predisposte dall’utente.
Qualche considerazione finale
riguardo i test effettuabili sui codificatori MPEG-2:
- la qualità della codifica
non è facilmente misurabile: abitualmente, si effettuano delle
comparazioni con subjective evaluation e/o expert-viewing (valutazioni
soggettive di gruppi di persone e/o visione di esperti) al posto di
affidarsi ai pochi strumenti di misura esistenti che possono dare
risultati non sempre concordanti con la percezione qualitativa umana.
- a supporto (ma non in sostituzione) del metodo di misura qualitativo scelto, possono anche essere misurate le distorsioni video lineari, non lineari ed il rumore, tenendo conto che molto dipende dalle regolazioni del codificatore, dalla qualità del decodificatore e che la banda passante di luminanza, a seconda dei filtri impiegati, può anche essere limitata a meno di 3MHz.