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FINAL CUT

L'attacco dei suoni
Richard Clews ha contatto i tecnici del suono che hanno lavoro all'imponente e ambizioso progetto audio dell'ultimo film della saga di "Guerre Stellari": "L'attacco dei cloni".
di Richard Clews

Il ritorno della saga di "Guerre Stellari" sugli schermi cinematografici è sempre un evento. L'ultimo episodio che ha raggiunto le sale è stato "L'attacco dei cloni", e ha colpito gli appassionati per una serie di scene di grande spettacolarità. Un fattore aggiunto alle aspettative è stato l'impiego della videoregistrazione in alta definizione. Per la casa di produzione Lucasfilm, tale scelta ha avuto senso in quanto ha consentito di eliminare la necessità di digitalizzare le riprese prima dell'aggiunta degli effetti visivi, consentendo a George Lucas di soddisfare il proprio sogno di un cinema integralmente digitale.

Sound design
Il compito di creare ed orchestrare i suoni di questo film è ricaduto, ancora una volta, su un team capitanato dal vincitore di quattro premi Oscar, Ben Burtt, già sound designer dell'originale trilogia di "Guerre Stellari". Assieme a Ben ha lavorato, come supervisore del suono, Matthew Wood, che si è unito alla divisione giochi della Lucasifilm quando aveva solamente 17 anni e successivamente ha lavorato alla serie "The Young Indiana Jones Chronicles". La prima cosa che Ben e Matthew hanno fatto, nell'imminenza dell'uscita del Dvd di "L'attacco dei cloni", è stato discutere il loro approccio al sound design e di come questo è stato soggetto ai recenti mutamenti tecnologici.
Fra le scene memorabili dell'ultimo film vi sono il combattimento nell'arena (dove si vedono i cavalieri Jedi impegnati contro centinaia di soldati-droidi e giganteschi mostri) e la prima battaglia della guerra dei Cloni. Burtt, che ha anche lavorato come editor delle immagini e come direttore della seconda unità sul film, ha spiegato come sia possibile mantenere un bilanciamento durante scene così dinamiche: "Una volta che entri in un film della saga di "Guerre Stellari", ti accorgi che è difficile utilizzare la musica o gli effetti sonori, in quanto si hanno almeno 25 minuti di azione non stop. Il trucco è quello di interromperli nei momenti di calma senza perdere la tensione. Non è stato facile e non abbiamo ottenuto tutto ciò che speravamo, ma almeno ci abbiamo provato".
Accanto agli effetti sonori ci sono le melodie del compositore John Williams. Secondo l'approccio di Korngold, ai personaggi principali è assegnata una sorta di "firma musicale". Di conseguenza, è necessario spesso che si riesca a sentire la musica anche nel bel mezzo di una battaglia galattica. Forse a causa del suo amore viscerale per la musica, Ben ha cercato di dare egualmente spazio alla colonna sonora e agli effetti: "ho lavorato duramente per orchestrare la musica e gli effetti sonori così da rendere complementari l'una agli altri, in modo tale che gli effetti si spostino sulle alte frequenze mentre la musica va sulle basse, oppure affinché la musica sia ritmica e pulsante mentre gli effetti sonori sono sostenuti. C'è così tanto spazio nella colonna sonora che musica e effetti possono coesistere, ma bisogna fare attenzione su come si possano reciprocamente relazionare".
All'inizio del film, i due protagonisti Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi inseguono il cacciatore di taglie Zam Wesell attraverso la città di Coruscant, finendo in un affollato locale sportivo. Qui Burtt ha applicato un approccio sottrattivo: "Originariamente avevo della cacofonia nel locale: gente che giocava, risa, bicchieri e bottiglie e una banda fuori campo che suonava. Era semplicemente troppo, in quanto la scena era incentrata sulla segretezza di Zam. Perché la musica diventasse efficace era necessario che fosse sostenuta con toni non risolti. Di conseguenza, l'unica strada percorribile perché si udisse quella musica era di abbassare artificialmente tutto il resto. Lasciandola come scena rumorosa, nessuno si sarebbe accorto del pericolo che Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi stavano correndo".

Un missaggio per Imax
Recentemente si è avuta notizia che la Lucasfilm sta preparando una versione di "L'attacco dei cloni" per la proiezione Imax. Nell'edificio tecnico dello Skywalker Ranch è stata duplicata una assegnazione dei canali per Imax per facilitare il nuovo missaggio del suono prima di provare il tutto in un cinema attrezzato con questa tecnologia. È anche stata necessaria una rivisitazione della filosofia alla base dell'editing sonoro per accostarsi al diverso formato. Burtt ha commentato: "Con il sistema Imax i diffusori sono separati da grandi distanze: gli altoparlanti per i canali sinistro, centrale e destro possono distare anche dieci metri l'uno dall'altro e qualche volta si avvertono chiaramente delle zone morte dietro allo schermo. A volte sembra che una colonna sonora ben realizzata risulti diluita e così si ha bisogno di più suono, per allargare efficacemente il fronte audio alle proporzioni di uno schermo gigante".
Il mantenimento della chiarezza nel densissimo missaggio di ogni film di "Guerre Stellari" comincia dalla pulizia delle registrazioni nelle location dove si girano le scene. Per Matthew Wood, il movimento verso l'alta definizione ha dato allo Skywalker Sound team un'opportunità per migliorare la qualità del suono. "Se stavamo andato a effettuare riprese in video digitale - si è chiesto Wood - perché non utilizzare l'audio a 24 bit per ciascun elemento del film? Tutti gli Adr sono stati realizzati a 24 bit su Pro Tools, i dialoghi sono stati fatti su una Zaxcom Deva 2 e le musiche sono state registrate direttamente in Pro Tools. Tutto ciò ha seguito l'etica del lavoro di George di spingere ulteriormente le cose senza limitarsi a essere compiacenti con la tecnologia".
Ho chiesto a Matthew se crede che la scelta di utilizzare i 24 bit nel processo di produzione possa in qualche modo apportare dei benefici agli utenti di Dvd: "Si accorgeranno di un miglioramento - ha risposto - in quanto nulla è stato passato da analogico a digitale, sia per quanto riguarda l'audio che il video. Penso che andare a 24 bit sia un grande progresso tecnico per il film, ma se questo abbia o non abbia un impatto globale sulla godibilità del prodotto, sinceramente non lo so. A volte vado al cinema e mi accorgo che il canale surround sinistro non è a posto e mi fisso su quello. Ma se ne parlo a qualcun altro, nessuno si è accorto di nulla".
Il primo collegamento nella catena a 24 bit è stato il registratore Zaxcom Deva 2, utilizzato dall'addetto alla registrazione Paul "Salty" Brincatt per registrare i dialoghi. Wood ha scelto questo apparecchio in quanto è estremamente robusto, una caratteristica essenziale per le registrazioni sul campo in Tunisia. Così, né il Deva e né i camcorder Hd della Sony hanno sofferto di alcun problema nel deserto. Altri fattori decisivi sono stati la possibilità di trasferire il registrato su Dvd-Ram (da 15 giorni di materiale salvato su hard disk) e la registrazione senza un mixer separato.
Wood si è avvantaggiato della leggerezza del Deva per registrare gli effetti sonori; il fatto che le riprese iniziali fossero state realizzate presso i Fox Studios di Sidney ha offerto la possibilità di catturare nuovi suoni: "Dato che Ben Burtt aveva vissuto in Australia per un certo periodo, è stato in grado di suggerire le locazioni dove sarei potuto andare a registrare. Così ho fatto un "eco-tour" nella foresta pluviale vicino a Cairns e ho registrato i bizzarri suoni emessi dagli insetti locali e le volpi volanti che sono finite combinate con il suono dei pinguini di Phillip Island per i Geonosiani (dei personaggi del film)". I Geonosiani hanno avuto un ruolo fondamentale nell'inseguimento attraverso una fabbrica di droidi infernali, che ha aggiunto un anno ai tempi di post produzione. A parte questa pesante aggiunta al carico di lavoro, i sound designer sono stati ben istruiti sulle cose di cui avevamo bisogno. Ricorda Wood: "David Dozoretz e Daniel Gregoire hanno tirato fuori una eccezionale sequenza in animazione che mostrava le potenzialità di quella scena. Sono stato in grado di vedere cosa le macchine stavano per diventare, così ho visitato uno stabilimento qui a Oakland denominato Simpson Strong-Tie e ho registrato il suono di una pressa industriale da 600 tonnellate. Quindi Ben ha avuto la sua presa, cui ha aggiunto con una Roland V-Drum dei suoni ritmici sintetizzati che ha utilizzato a complemento dei suoni registrati a Simpson".

Nell'arena: 20 minuti che valgono un film
Alla fine dell'inseguimento, gli eroi vengono catturati e portati in un'arena, dove vengono messi contro tre terribili mostri. Così comincia la terribile "bobina 6", la più esigente sezione del film. Wood commenta: "La stavamo pressoché ignorando in quanto era così massiccia... Quella sezione conteneva il combattimento nell'arena, la guerra dei Cloni, le spade laser dei Jedi, i droidi combattenti, ed era piena di ogni possibile creatura. Chris Scarabosio, denominato "Sound Fu" per la rapidità con la quale effettua gli editing, è arrivato e ha focalizzato la sua attenzione sui veicoli e sulle spade laser, lavorando assieme ai nostri altri editor Teresa Eckton e Bruce Lacey. Hanno fatto un fantastico lavoro: quei 20 minuti sono risultati da soli come un vero film".
"Una cosa che ha dato vita alla scena dell'arena e ha unito assieme il tutto è stata il suono di un corno e il battito di un tamburo sullo sfondo, elementi che fanno sì che tutto sembri come se gli spettatori fossero realmente presenti a guardare un evento. Ben ha inserito quegli elementi l'ultimo giorno e subito tutti hanno gradito".
Il processo di aggiungere effetti alla colonna sonora è stato iniziato da Burtt: "Io preparo un effetto sonoro in Pro Tools, gli do un nome e un numero, lo classifico, lo metto in libreria e aggiungo i commenti. Quindi mando una sessione di Pro Tools agli assistenti perché vi lavorino. A volte lascio agli assistenti un po' di libertà di azione; per esempio, potrei chiedere loro di assemblare una battaglia e fornisco una lista di 20 esplosioni da cui attingere. Oppure potrei dire quale suono usare in quale momento se ho le idee particolarmente chiare su qualcosa".
"L'attacco dei cloni" è stata la prima grande produzione di Lucasfilm dove è stato utilizzato Pro Tools al posto del Ned Synclavier per il lavoro di sound design. Sono stati utilizzati in maniera estensiva plug-in quali Pure Pitch e Pitch Blender della Wave Mechanics, così come Kyma della Symbolic Sound. I suoni della libreria su hard disk dei 5000 effetti di "Guerre Stellari" sono stati manipolati con i campionatori Sample Cell e Bitl-Headz Unity di Digidesign. Il lavoro di scelta di tutti questi strumenti è opera di Wood. Burtt afferma: "Mi sono affidato molto a Matthew; lo chiamavo "il mio architetto digitale" in quanto è molto aggiornato sugli attuali strumenti hardware e software. Io non sono così interessato alla tecnologia, sono più interessato nell'avere strumenti efficienti. Non ho mai avuto le apparecchiature più aggiornate, quelle dell'ultima generazione!".
Il lavoro del team di sound design è stato trasportato nella colonna sonora definitiva utilizzando la sala A di missaggio dello Skywalker Sound. Dietro al banco Neve Dfc, Gary Rydstrom ha mixato gli effetti, Michael Semanick ha bilanciato i dialoghi e l'Adr mentre Rick Kilne ha lavorato sulle musiche di John Williams. Alcune delle scene più dense del film, tra cui la battaglia nell'arena, hanno richiesto l'impiego di oltre 70 tracce.
Grande cura è stata anche presa nella preparazione delle versioni doppiate per gli altri mercati. Per collegare la sala di proiezione privata di George Lucas con gli attori in studio, a migliaia di chilometri di distanza, è stata utilizzata EDNet.net.
Valutando a posteriori la decisione di Lucasfilm di girare "L'attacco dei cloni" in Australia, bisogna ammettere che è stata saggia. Ricorda Wood: "È stato bello lavorare con un gruppo di persone realmente entusiaste del proprio lavoro e contente di averci lì: sul set c'era realmente una buona atmosfera". "È stata una grande famiglia dietro a un grande muro - continua Burtt - ed è stata un'esperienza che non avevo mai fatto prima".