SATELLITE
a cura di Francesco Straticò

Spagna: Canal+ ancora in crisi
Salgono i debiti e diminuiscono i nuovi abbonati: ancora crisi per Sogecable, azionista di riferimento di Canal Satellite Digital, la piattaforma digitale spagnola del gruppo Canal+. Il terzo trimestre fiscale si è concluso con dati allarmanti per quel che riguarda i debiti accumulati dalla pay Tv, mentre gli incassi calano quasi del 10% rispetto al trimestre precedente.
Diminuisce anche il numero di nuovi abbonati: nei dodici mesi che vanno dal settembre 2001 allo stesso mese del 2002, la pay Tv avrebbe raccolto circa 42mila nuovi sottoscrittori, mentre nell'anno precedente la crescita era stata di 233mila abbonati.
Tra le cause della crisi sembra esserci, strano a dirsi, il cambio di smart card, effettuato la scorsa primavera: l'effetto della strategia antipirateria è stato infatti quello di incrementare il numero delle disdette!

BSKYB: +69%
La Tv via satellite inglese di Rupert Murdoch ha registrato nel trimestre luglio-settembre 2002 profitti lordi pari a 43 milioni di sterline (circa 69 milioni di euro, contro una perdita di 23 milioni subita nello stesso trimestre dell'anno precedente) e ha registrato 217mila nuovi abbonati, che sono adesso 6,32 milioni, in linea con l'obiettivo di raggiungere quota 7 milioni entro la fine del 2003. Il fatturato è salito del 13%, grazie anche a una crescita del 12% delle entrate pubblicitarie. Gli utili operativi sono cresciuti del 69%, anche grazie al collasso della rivale ITV Digital nel maggio scorso.

Il gruppo KirchMedia ha un nuovo padrone?
Si sarebbe conclusa la gara per l'aggiudicazione delle attività televisive (52,5% del canale ProSiebenSat1) e della library di 13mila film e 41mila ore di programmi di KirchMedia: l'offerta più alta, 2 miliardi di euro, è stata presentata dal gruppo editoriale tedesco Heinrich Bauer Verlag e dalla HypoVereinsBank (Hvb) di Monaco, la seconda banca privata tedesca, una delle più esposte con il gruppo Kirch. La Bauer Verlag di Amburgo è un gruppo con 127 anni di storia alle spalle. Il gruppo, che ha circa 6mila dipendenti, nel 2001 ha fatturato 1,7 miliardi di euro e ha in portafoglio ben 33 testate pubblicate in Germania e 83 all'estero.

Un libro bianco per il Digitale Terrestre
La Commissione ministeriale sul digitale terrestre, presieduta dal sottosegretario alle Comunicazioni Giancarlo Innocenzi, ha preparato un libro bianco sul passaggio alla nuova televisione "numerica", che sarebbe previsto dalla legge per il 2006. La commissione, istituita dal governo Berlusconi dopo l'emanazione del regolamento sul digitale terrestre, ha il compito di individuare i provvedimenti necessari per lo sviluppo graduale della "nuova" televisione. Nel libro bianco, curato dalla Fondazione Ugo Bordoni, si valutano in particolare le ricadute in termini macroeconomici del digitale terrestre sul "Sistema Italia". La commissione ha anche avviato un test per capire in maniera più approfondita quali siano i servizi maggiormente richiesti dall'utenza e quali gli ostacoli principali per la diffusione della futura Tv digitale.

L'odissea di ASTRA 1K
Quando leggerete queste note sarà probabilmente tutto finito, nel bene o nel male. Sembrava un lancio perfettamente riuscito, ma invece nella notte tra il 25 e il 26 novembre scorso si è consumato un dramma: il vettore russo Proton si era levato dal suolo regolarmente dal cosmodromo Baikonur, con a bordo il più grande e potente satellite della SES Global, l'Astra 1K, costruito dalla francese Alcatel e dotato di 52 transponder in banda Ku e due ripetitori bidirezionali in banda Ka e con una vita prevista di almeno 13 anni. Stando alle poche informazioni fornite, i propulsori del secondo stadio del razzo non si sarebbero accesi, lasciando Astra 1K in un orbita intermedia a 175 chilometri d'altezza. SES Global ora deve decidere se dichiarare il completo fallimento del lancio, per ottenere il rimborso del costo del satellite da parte dell'assicurazione, o tentare di far aprire al satellite i propri pannelli solari per spostarlo con i propri motori su un'orbita più alta, operazione di salvataggio già riuscita altre volte. O ancora, uno Shuttle potrebbe agganciare al satellite un nuovo propulsore esterno, in grado di spingerlo fino all'orbita geostazionaria. Difficile, ma non impossibile: una missione del genere fu portata a termine dalla NASA nel 1992 su un satellite Intelsat. Fatale il fattore tempo: all'altezza attuale, Astra 1K perderà progressivamente quota in poche settimane, fino a rientrare nell'atmosfera per disintegrarsi come una "stella cadente".

NDS: arrivano i primi pirati!
Il sistema di codifica NDS Videoguard, per intenderci quello usato da Stream, sarebbe stato "bucato": esisterebbero delle carte M.O.S.C. pirata realizzate da alcuni hacker russi. Si tratterebbe di schede "ufficiali" (cioè intestate a persone che pagano regolarmente un abbonamento), alla quale i pirati riescono ad aggiungere i diritti di visione relativi all'offerta complessiva di Stream, Telepiù e +Calcio. Inoltre sono caricabili crediti spendibili per la visione dei film in PPV di Primafila. Il fatto che i pirati riescano ad operare solo su carte regolarmente attive fa dedurre che non siano ancora in possesso dell'algoritmo di decodifica, ma lavorino invece su qualche bug del sistema.

Usa: niente fusione tra Echostar e Hughes
Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta tentando di bloccare la possibile fusione da 22 miliardi di dollari tra Echostar e Hughes Electronics (quest'ultima controllata dalla General Motors).
Questa operazione farebbe nascere il primo operatore nella Tv satellitare sul mercato americano.
La Commissione federale per le telecomunicazioni aveva già dato parere negativo sull'ipotesi di fusione, nonostante la Echostar si fosse dichiarata disponibile a mediare e a sottostare a diversi "obblighi" per garantire una situazione di competitività nel settore delle Tv satellitari; adesso la paura che l'accordo tra Echostar e Hughes Electronics possa eliminare ogni genere di concorrenza nel comparto e che stabilisca una sorta di monopolio per gli utenti dislocati in zone rurali non raggiunte dalla televisione via cavo bloccherà probabilmente definitivamente l'unione.