SATELLITE
A cura di Francesco Straticò
Bernabè e il terzo polo
L’ennesimo progetto di “terzo polo” Tv italiano ripartirebbe da un canale satellitare (basato sullo sport) unito ad un più tradizionale canale terrestre generalista.
Secondo indiscrezioni, il colosso internazionale Time Warner starebbe studiando il business plan elaborato ad hoc da Franco Bernabè.
Si sarebbe in una fase avanzata, tenendo presente che già in estate alcuni rappresentanti della Warner avrebbero partecipato a varie riunioni con Bernabè e Giovanni Stella, ex presidente di Stream Tv, partecipe dell’iniziativa. E ci sarebbe un terzo “socio”: Chicco Testa, ex presidente dell’Enel, nominato a capo della Franco Bernabè Ambiente e compartecipe nella Franco Bernabè Net, la holding che dovrà controllare tutto il nuovo gruppo.
Nel team ci sarebbe infine anche il produttore cinematografico Alberto
Acciarito.
Pinocchio nei cinema via satellite
Lo scorso 11 ottobre, Telespazio e Cinecittà Holding, con il supporto tecnologico di Cinecittà Digital, Barco, EVS, Dolby, Qubo, Melampo e Medusa, hanno distribuito via satellite il film “Pinocchio” di Roberto Benigni nei cinema Metropolitan di Roma e Odeon di Milano, attrezzati ad-hoc per proiettare film in versione digitale.
Addio pellicola, dunque: il film è ricevuto da una speciale apparecchiatura professionale e proiettato, ad altissima definizione, con un sistema digitale basato sulle tecnologie DLP. Le differenze di qualità con la pellicola tradizionale sono praticamente impercettibili. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di sensibilizzare Istituzioni, rappresentanti del settore ed opinione pubblica in favore dello sviluppo delle tecniche digitali applicate alla distribuzione cinematografica.
Stop per la DTT francese?
La Tv digitale terrestre francese sarebbe al palo: non tutti sono convinti che la partenza debba essere immediata.
Da un lato il CSA (Consiglio Superiore dell’Audiovisivo), l’equivalente francese della nostra Autorità per le Garanzie sulle Comunicazioni, che preme per la conversione alla nuova tecnologia; dall’altro, Jean Pierre Raffarin, il ministro per le Comunicazioni, che invece vorrebbe cedere alle richieste di temporaggiamento delle lobby delle Tv commerciali, che mirano a far slittare i termini della conversione delle trasmissioni di due anni rispetto ai piani originari, che ne prevedono l’introduzione già dal 2003.
Intanto proprio in questi giorni il Consiglio Superiore ha rilasciato il primo piano per l’assegnazione delle frequenze: sono 31 i canali francesi selezionati per operare nella televisione digitale terrestre.
Oltre alle reti pubbliche e alle tre private esistenti (TF1, M6, Canal+), sono stati scelti cinque nuovi editori: i gruppi AB, Bolloré, Lagardère, NRJ e Pathé.
Dei canali messi in gara, 8 frequenze sono state riservate al servizio pubblico (sei per France Télévision, una per Arte e una per la rete parlamentare).
Le previsioni di Murdoch
Rupert Murdoch è sempre estremamente diretto nelle sue esternazioni: “Perderemo 400 milioni di euro in un anno”. Il patron di News Corporation, nuovo controllore di Tele+ e Stream, rispondendo indirettamente a coloro che non ritengono affatto un affare la costituzione della piattaforma unica pay Tv nel nostro Paese (che sarà denominata Sky Italia), afferma di essere perfettamente conscio che il progetto comporterà una perdita secca di molto denaro nel primo anno, ma non nutre dubbi sul decollo del mercato italiano.
La fine del D2-Mac
Si chiude l’era della pay Tv analogica: dallo scorso 16 ottobre i pochi canali svedesi e norvegesi diffusi ancora con lo standard D2-Mac e la codifica Eurocrypt hanno sospeso completamente le trasmissioni, convertendo i propri segnali in tecnologia DVB digitale.
Nato a metà degli anni 80 come soluzione di transizione verso una Tv ad alta definizione, con il sussidio della Comunità Europea, il D2-Mac è stato a lungo utilizzato come standard per le trasmissioni codificate di numerose pay Tv. Era basato sulla tecnica del ‘TDMA” (Time Division Multiplex Analogue), ovvero sulla trasmissione di informazioni analogiche di luminanza e crominanza per il video e informazioni digitali per audio e dati, suddivise
temporalmente.
CISAT: attenzione, l’hardware satellitare è in crisi
Suona il campanello d’allarme il CISAT, il Comitato Italiano per lo Sviluppo delle Attività Satellitari, in un incontro con il sottosegretario del Ministero delle Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi.
La grave crisi che ha colpito il settore della impiantistica e componentistica relativa alle trasmissioni televisive satellitari e terrestri è stata al centro di un incontro svoltosi a margine del SAT Expo di Vicenza.
I temi sui quali il Consiglio Direttivo Cisat ha richiamato l’attenzione dell’Onorevole Innocenzi sono stati: il sostegno del Governo agli utenti di condomini per la sostituzione delle singole antenne con un impianto condominiale; l’inderogabile urgenza di informare sistematicamente gli addetti ai lavori sui contenuti tecnologici innovativi derivanti dal nuovo sistema di trasmissione digitale terrestre e la necessità di riesaminare il piano delle incentivazioni per gli utenti; fusione Tele+\Stream: per evitare che in nuovo assetto diventi una minaccia anziché una nuova opportunità di lavoro, si richiede un incontro con Sky Italia, sotto l’egida del Ministero, per un confronto ed una analisi approfondita del mercato.