L'OPINIONE

Date al video quel che è del video

a cura di Vincenzo Cicconi Titolare della Pacot Video (TE) videomatrimoniale@libero.it

DDal 1992 sono titolare della Pacot Video (www.pacotvideo.it), uno studio di post produzione video di Teramo (Abruzzo). Per una di quelle scelte di vita che possono essere considerate scellerate, decisi di licenziarmi dal sicuro posto di impiegato e iniziai quella che continuo a considerare una “stupenda avventura” nel settore video matrimoniale. È stato stupendo far crescere dal nulla una attività che non ho mai considerato un “lavoro”; è intensa la gioia che deriva dalla consapevolezza di realizzare “un ricordo indelebile” per le coppie di sposi. Ed era bello pensare di concorrere lealmente con altri colleghi della post produzione video, utilizzando come uniche armi la bravura commerciale e soprattutto la bravura nel realizzare un buon audiovisivo. Purtroppo con il passare del tempo tutto ciò si è rivelato solo una mia utopia. Un’utopia distrutta da coloro che pensavo fossero “colleghi” con cui poter collaborare: gli studi fotografici, o per meglio dire, quegli studi che potremmo idealmente chiamare “Foto&Video” che altro non sono, per il versante video, che dei “procuratori”. Qual’é il problema che mi rode e del quale, anche tra i miei stessi colleghi, a volte è quasi vietato parlare? Mi “rompe l’anima” essere circondato nell’ambiente professionale da abusivi: persone che girano video, ma che di mestiere fanno tutt’altro lavoro. E fin qui mi adeguo a dover convivere con l’abusivo e … amen!
Sono consapevole del fatto che è colpa dei prezzi richiesti dai procuratori video se gli sposi per i loro servizi video scelgono gli abusivi. In fondo che colpa possono avere questi dilettanti allo sbaraglio (nonché fuorilegge di fronte al fisco) se c’è qualcuno che richiede loro di effettuare il servizio video matrimoniale anche se non sono professionalmente preparati? Quello che però mi fa letteralmente “incavolare” è il fatto che questa marea di abusivi a loro volta siano “utilizzati” e “sfruttati” dai procuratori video. E quindi ritengo debba essere stigmatizzato che i veri responsabili di questo scadimento del livello nel mio settore non siano tanto gli abusivi, ma sono i procuratori video che creano tale abusivismo ... e tanta evasione fiscale. Sono pochi gli studi “Foto&Video” che effettivamente possono realizzare professionalmente il video in quanto dotati di attrezzatura, risorse umane e capacità professionale. C’è una minoranza che, piuttosto che agli abusivi, preferisce affidarsi a centri di produzione legalmente autorizzati ad esercitare la professione, ma volendo comunque avere un elevato utile, porta alle stelle il prezzo del servizio video matrimoniale, dal momento che devono guadagnarci in due: chi produce il video e chi lo procura. Resta però vero che la stragrande maggioranza, per avere meno costi e evitare fatturazioni, utilizzi abusivi ... salvo poi rivendere “tranquillamente” il video prodotto a 800 o 1.000 euro, spesso… “esentasse”. Quanti saranno in un anno, in percentuale, i servizi video matrimoniali in regola con il fisco? Il 20%? O forse ho esagerato ... per eccesso?! Negli ultimi anni ho cercato inutilmente di parlare con i colleghi fotografi di abusivismo, ma alla fine ho iniziato quella che un fotografo ha etichettato come “una caccia alle streghe”, ma che invece considero una lotta civile, in difesa della mia professione e.. del portafoglio di chi usufruisce del servizio video. Per far ciò mi sono affidato anche ad Internet, mettendo in rete il sito www.videomatrimoniale.it , e prossimamente nella mia città mi darò da fare per informare l’opinione pubblica che il video deve essere realizzato dagli studi di post produzione video e che tutti gli altri sono solo ... procuratori video o abusivi. Già mi hanno accusato di voler distruggere il mercato e sono conscio del fatto che andrò a scontrarmi contro una vera e propria “lobby”: quella dei detentori del predominio del business nel settore matrimoniale. Quei fotografi favoriti dal fatto che gli sposi, ignorando i retroscena, acquistano da loro anche il servizio video… anche se i fotografi in questione magari non hanno mai veramente usato in vita loro una telecamera. Potremmo parafrasare la situazione dicendo che in questo caso è come se per acquistare la frutta ci si rivolgesse al panettiere ... il quale panettiere, invece di indicare dove sia il fruttivendolo, accettasse l’ordine e poi fosse lui ad andare dal fruttivendolo per avere la merce richiesta dal cliente... e il cliente finale che farebbe in questo caso? Finirebbe con lo strapagare la merce, dovendo soddisfare (inconsapevolmente) sia l’uno che l’altro (senza poi considerare che in certi casi la “frutta” in questione è pure bacata). Cosa ne pensate di questo problema, cari colleghi dell’audiovisivo? Io ritengo sia giusto portare a conoscenza della collettività il fatto che il video debba essere acquistato solo e direttamente da chi “di mestiere” fa i video ed evitare di recarsi altrove, pena ritrovarsi dei costi esagerati a fronte di risultati spesso scadenti. Sarei grato se qualcuno volesse farmi avere la sua opinione o la sua critica: videomatrimoniale@libero.it o utilizzando il forum appositamente inserito su www.videomatrimoniale.it.