FIERE - SAT Expo 2002
Expo per antennisti, convegni per broadcaster
Edizione di successo per l’evento vicentino, che riflette il sentimento positivo del mercato dell’utenza satellitare. Il mercato “vero” (parliamo degli stand espositivi delle aziende) resta quello dedicato agli installatori, mentre i broadcaster sono stati maggiormente coinvolti dai convegni. Da Audisat alle analisi più approfondite, dai teleporti all’iTv ecco una rassegna dei temi “forti” per i nostri lettori
di Andrea Rivetta
La nona edizione di SAT Expo si è conclusa con successo, sia per il numero di visitatori che per l’incremento degli espositori. Vediamo i numeri dichiarati dall’organizzazione: 18.300 operatori professionali (30% di aziende estere in visita per 28 Paesi rappresentati), 170 espositori e successo di clic per il portale www.satexpo.it con 13.566 visitatori unici (visite di oltre 15 minuti), 81.183 pagine viste e un milione di hits. Riscontri anche per il canale SAT Expo Channel, trasmesso durante tutto il periodo della fiera via Hot Bird 6, con riscontri via e-mail da tutta Europa. In diretta da SAT Expo sono state trasmesse le interviste ai protagonisti, i convegni, le presentazioni dei prodotti, news e video delle aziende espositrici. Ancora numeri: una ventina tra convegni, conferenze stampa e comunicazioni aziendali hanno registrato circa 1.200 partecipanti (600 per la sola convention Stream).Tanta audience, pochi spot
Eurovisioni e Numidia hanno organizzato il convegno “Migrazione dell’audience verso la Tv tematica: come misurarla?” Remo Lucchi di Eurisko, ha evidenziato che il posizionamento delle parabole va a cadere in coincidenza con la parte più evoluta della popolazione, quella che “ha gli strumenti del protagonismo”, quella che ha maggiori disponibilità economiche e un’istruzione elevata e comunque molto ben disposta allo shopping. Ma siccome i pianificatori vogliono numeri, oltre che riflessioni sociologiche, è stata presentata Audisat, indagine ideata da Numidia e affidata a Piero Zucchelli, manager dai trascorsi Rai e presente nel consiglio di amministrazione di Auditel, Audiradio e Sipra. Per garantire l’imparzialità, Audisat intende coinvolgere nella propria compagine sociale rappresentanti della stessa emittenza satellitare, utenti di pubblicità, agenzie di pubblicità e centri media, Authority e istituti di ricerca. Questo progetto si va ad affiancare alle numerose indagini di mercato condotte da Eurisko, Cirm, Makno (sono ricerche che tengono conto anche del fenomeno della pirateria). In Italia oggi ci sono 5 milioni di decoder, con una penetrazione, su 21 milioni di famiglie, pari al 24%, cioè una famiglia su quattro guarda anche la Tv dal satellite. Ma si stima tuttavia che tale penetrazione si spinga fino al 29%. É un dato che si colloca in piena media europea, tolta l’Inghilterra col 48%. Notevole risulta essere l’audience, che secondo Eurisko tocca il 30%, equivalente al 6% di ascolto in prime time nel cosiddetto “giorno medio”. Sono dati (seppure non certificati) che non trovano riscontro negli investimenti pubblicitari, pari invece a circa il 2%. Numidia ha calcolato che tra investimenti attualmente destinati in Italia a campagne pubblicitarie sulla Tv digitale (in tutto circa 90 milioni di euro) e quelli che dovrebbero essere fatti per valore dell’audience (circa 240 milioni di euro), c’è un sottoivestimento sul mezzo di ben 150 milioni di euro. Tutt’altra situazione si rileva in Francia (dove si investe il 7,5% su Tv sat) o in UK (16%). La Tv via sat registra anche un interessante trend di crescita: secondo un campione di installatori, la crescita proseguirà per altri tre anni ad un ritmo del 3,5% annuo, di pari passo con un rilevante incremento degli ascolti. Nel 2005 si stima che la penetrazione dei decoder sarà al 33%, lo share in prime time all’11,9% e la raccolta pubblicitaria a 476 milioni di euro.
Chi, cosa, come
A seguire è stata presentata un’indagine sui canali Eutelsat realizzata dall’Osservatorio sulla Tv via satellite, risultato della collaborazione, all’interno dell’Università di Padova, fra il Dipartimento di Sociologia (gruppo di ricerca sulle comunicazioni promedi@) e il Dipartimento di Elettronica. Scopo dell’Osservatorio era quello di effettuare un “censimento” dei canali televisivi oggi fruibili nel territorio italiano trasmessi dai satelliti Eutelsat. I professori Renato Stella e Claudio Riva innanzitutto hanno dichiarato che dei mille e più canali presenti del data base dell’Osservatorio, quelli effettivamente fruibili risultano essere 651 (452 criptati, 219 in chiaro), a dimostrazione del fatto che non sempre esiste corrispondenza tra quanto dichiarato nei siti Web di Eutelsat o dei vari broadcaster e la realtà. L’Osservatorio ha poi suddiviso i canali in categorie e da queste è risultato che: i canali generalisti sono 184 (28,3%), seguiti da 75 di intrattenimento (pari all’11,5%) e 61 d’informazione (9,4%). Per Renato Stella va dunque rivisto il principio in base al quale si dice che i canali tematici siano il fattore di sviluppo della Tv via satellite. Questo imprinting generalista condiziona anche il fruitore della Tv satellitare: una minoranza si sofferma per ore su di un unico canale tematico, mentre la maggioranza invece tende a “costruirsi” un proprio palinsesto fatto di vari generi, facendo zapping all’interno di un bouquet. “Almeno sul medio termine – ha dichiarato Renato Stella - i canali tematici non possono aspirare a sostituire la Tv generalista”. E partendo da queste riflessioni Stella arriva ad esprimere un paradosso: “Potremmo dire che non vi è Tv tematica nei contenuti o nel format, ma che tematici sono i pubblici, le loro identità, i loro gusti estetici, gli stili di vita e di consumo”. Una delle reali novità in questo ambito sono le Tv per community, come Gay Tv, che pongono una questione riguardante il rapporto tra emittenti satellitari e identità etniche e culturali: Stella indica proprio in questa tipologia televisiva una più autentica prospettiva di sviluppo del satellitare. “La Tv satellitare – ha concluso Stella - è uno strumento straordinario (data anche la sua economicità), ed è un fenomeno nascente destinato a svilupparsi, forse però non nel modo in cui si immagina oggi”.
MHP e la iTv
Un altro messaggio di tendenza ha riguardato la Tv interattiva, che sembrerebbe pronta ad abbandonare la sua dimensione di nicchia, grazie alle nuove piattaforme come Multimedia Home Platform MHP di Philips, che sta introducendo il proprio prodotto in Germania e in Austria. In evidenza anche la recente intesa tra Canal+ Technologies e alcuni importanti operatori televisivi americani per sviluppare tale tecnologia. Il punto della situazione sulla MHP, lo standard sviluppato a livello internazionale e che ha già rilasciato la sua prima versione, è stato fatto da Alessandra Farese, responsabile Innovazione e sviluppo di Telespazio nel corso del convegno sul “Broadcasting digitale”. Nella stessa occasione Alberto Sigismondi, responsabile del Marketing strategico RTI (Mediaset-Fininvest), ha annunciato che “Abbiamo già realizzato un prototipo interattivo, proprio con lo standard MHP, del quiz “Chi vuole essere milionario”, la trasmissione condotta da Gerry Scotti ed una delle più popolari in assoluto del momento: la prospettiva è di partecipare in real time al gioco”. Inutile dire che le conseguenze possibili in termini di partecipazione sono ritenute dai broadcaster di grande interesse. Mediaset darà l’avvio alla vera sperimentazione nella seconda metà del 2003, coniugando digitale terrestre e interattività, dalla quale ci si aspettano servizi quali il meteo personalizzato, i giochi on air, il super-teletext (molto più veloce e ricco delle attuali forme di Teletext) e addirittura scommesse in tempo reale. Inevitabile considerare che questo genere di interattività sia connessa all’avvento del DVB-T e allo sviluppo del digitale satellitare, che a questo punto potrebbero essere viste come soluzioni contrapposte. Arduino Patacchini, direttore del Dipartimento Multimedia di Eutelsat, ritiene che tale ipotesi di concorrenza sia sostanzialmente sbagliata, affermando che “Un operatore satellitare che raggiunge con il proprio segnale 100 milioni di famiglie in Europa, quale è Eutelsat, convive con il fatto che la maggioranza di queste stesse famiglie dispone di un collegamento Tv via cavo. Non c’è concorrenza tra Tv terrestre e satellitare”. “Il successo di piattaforme come l’MHP sta semmai nell’adozione di uno standard unico - ha sottolineato Roberto Viola, rappresentante dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni-. Negli Usa la Tv interattiva è bloccata dalla moltitudine di standard che ha creato frammentazione nel mercato. La possibilità di sviluppo non può prescindere da un accordo fra le imprese del settore, che ovviamente non è possibile imporre per legge”.
Pay Tv e broadband alla riscossa
Alcuni dati salienti sono emersi anche durante la conferenza stampa di presentazione dell’Osservatorio Federcomin-Confindustria sullo stato del mercato ICT in Italia:il direttore Pietro Varaldo ha dipinto uno scenario non così pessimista come molti si sarebbero aspettati, dichiarando che “Il valore totale del mercato ICT nel 2002 dovrebbe attestarsi intorno ai 65 miliardi e 414 milioni di euro. Le previsioni di medio periodo valutano un 2003 in ripresa, rinviando solo al 2004 le attese di un deciso rilancio verso la performance che il settore ha mantenuto negli scorsi anni. La crescita futura, secondo le stime, sarà probabilmente più solida, perché costruita su un mercato più pronto e ricettivo verso l’innovazione. Le distorsioni create tra il 1999 e il 2000 dall’onda della “new economy” sono ormai alle spalle”. Inoltre Varaldo ha dichiarato che per la pay-Tv in Italia vengono anticipati, per l’anno in corso, risultati “molto positivi” e “sopra le aspettative” per quanto riguarda sia gli ordini per servizi pay-per-view, sia la crescita degli abbonamenti a fine luglio (dopo il blocco del fenomeno della pirateria), che hanno mostrato un incremento di circa il 40% rispetto all’andamento dello stesso periodo dello scorso anno.
L’ammontare complessivo dei ricavi della pay Tv in Italia ammonta per il 2001 a 740 milioni di euro.
Il mercato europeo della Tv digitale è caratterizzato dalla leadership della piattaforma satellitare, che si conferma la tecnologia di maggior utilizzo e diffusione. Il 58% degli abbonati alla Tv digitale utilizza il canale satellite, mentre il 39% ha accesso tramite il cavo. Il mercato italiano delle apparecchiature satellitari (ricevitori satellitari e parabole) è stato valutato per il 2001 in 80 milioni di euro. Il 2002 ha visto il lancio di diverse iniziative commerciali nel campo della larga banda. Le stime elaborate a partire dai dati forniti dai principali operatori mostrano un totale di circa 710.000 accessi broadband in Italia alla fine del primo semestre 2002, con aspettative positive di sviluppo che dovrebbero portare il totale connessioni a superare quota un milione e 100mila entro il prossimo dicembre. Un dato molto significativo, a dispetto delle affermazioni più pessimistiche che hanno dipinto il mercato delle telecomunicazioni come vittima di una profonda crisi.
Sat fai da te in banda Ka
Sono rilevanti i cambiamenti che stanno per essere resi possibili dalle trasmissioni satellitari in banda Ka (la nuova fascia di frequenze tra 20 e 30 Ghz, già utilizzata da Eutelsat con Hot Bird 6) e si aprono molte nuove prospettive, in particolare per le applicazioni multimediali fisse e mobili. Michele Mezza, vicedirettore nuove tecnologie Rai, nel corso del seminario “Nuove frequenze e nuovi servizi”, ha affrontato le prospettive aperte da questa nuova tecnologia parlando di “Tv in miniatura” e dicendo che “Entro 12-18 mesi potremmo essere tutti editori di noi stessi. Internet ha messo a disposizione di tutti una massa di informazioni, già formattate, prima disponibile solo ai redattori dei giornali. Il passo successivo, la canalizzazione delle notizie verso un target di pubblico, è ormai alle porte proprio grazie alle innovazioni tecnologiche”. Già oggi esistono canali Tv dedicati a utenze specifiche (si pensi a TelePa, una Web-Tv dedicata esclusivamente al mondo della funzione pubblica), ma molti altri sono i progetti in corso: per esempio la Coldiretti vuole portare le problematiche del mondo agricolo sul piccolo schermo.
“I modelli sono gli stessi della Web-Tv, magari via satellite- ha proseguito Mezza -. Per fare un esempio: un grande centro commerciale di Napoli ha un suo canale Tv per mostrare i prodotti alla clientela. E le prospettive dipendono solo dall’individuazione di un segmento di pubblico, perché gli investimenti richiesti sono bassi e l’operatività immediata”. La formula quasi magica in questo caso sembra essere “riduzione dei costi”: è l’opportunità offerta dall’adozione della banda Ka a fianco della già sviluppata Ku. Paolo De Vincenti, responsabile della divisione nuovi progetti multimedia di Eutelsat, ha dettagliato i vantaggi della banda Ka: “Più bit, spot più contenuti e selettivi, parabole più piccole, sistemi di multiplexing sul satellite (come Skyplex di Eutelsat su Hot Bird 5-6).
Una serie di novità che portano proprio al contenimento dei costi nel DVB e nelle applicazioni IP, in proporzioni inimmaginabili ancora qualche anno fa. E che rendono possibile la rivoluzione multimediale dei prossimi anni”.
Quando la banca si fa Tv
Una case history veramente interessante è stata quella di Web IntesaBci Tv, il canale via Internet che l’omonimo gruppo bancario ha fatto partire all’inizio di quest’anno. Attualmente il servizio, via satellite, arriva sui Pc di ben 35.000 dipendenti, distribuiti nelle 2.500 filiali italiane, ma l’istituto vuole in futuro raggiungerli tutti e 70.000. Ha detto su questa esperienza Nicola Lombardo, direttore del canale: “Abbiamo quattro redazioni che impiegano complessivamente una ventina di persone. Da questo punto di vista abbiamo molte più risorse di quante ne abbiano messe finora in campo per iniziative analoghe aziende come Enel, Fiat e Mediolanum. Certo si tratta di uno sforzo che può essere fatto da un’azienda medio-grande, mentre sarebbe più difficile per una piccola. Teniamo conto anche del fatto della tecnologia impiegata per le trasmissioni e del fatto che migliaia di Pc sono stati resi multimediali. Trasmettiamo tutti i giorni due Tg con notizie fresche, mai del giorno prima come peraltro accade in più di qualche Tg nazionale: è una scelta ben precisa. Diamo al nostro pubblico, al 50 per cento, news riguardanti la nostra azienda e notizie nazionali e internazionali che “muovono” il mercato. In questo modo consentiamo di avere un’informazione immediata e utile nel contempo. Facciamo anche degli approfondimenti su settori specifici della banca, con interviste a dirigenti e impiegati. Altri speciali sono dedicati a eventi come convegni riguardanti il settore”. “In effetti - ha concluso Lombardo - le attività della banca, soprattutto di sponsorizzazione, sono tali da consentirci di fare anche servizi su eventi teatrali, culturali e sportivi. L’importante è trovare sempre l’aggancio con l’istituto, poi il limite agli argomenti è solo la fantasia”.
Prima di chiudere , un promemoria: la prossima edizione di SAT Expo, sempre a Vicenza, è in programma dal 2 al 4 ottobre 2003.
I teleporti: installazioni di terra per gestire le comunicazioni sat
NTI Network Teleport Italia è una società appartenente NSI Network Satellite Italia (con la partecipazione di Fortress Technologies), gruppo già attivo nel mercato delle tlc business a banda larga a Genova e Venezia (l’installazione in Veneto destinata al mercato corporate per collegamenti di segnali a standard IP). Nel corso di un seminario svoltosi a SAT Expo, Andrea Crozzoli (amministratore delegato di NTI), ha portato come contributo l’ampia esperienza sviluppata nella costituzione e nella gestione dei teleporti, installazioni di terra con cui si gestiscono le telecomunicazioni per e dai satelliti. Queste infrastrutture di terra permettono la connessione tra sistemi e protocolli (ovviando a problemi di compatibilità), così nei loro computer vengono archiviati e distribuiti i contenuti digitali. Infine sono anche i centri di gestione e di monitoraggio del network.
La mission è strutturata su più obiettivi: rendere più accessibile ed economico l’utilizzo del satellite, consentire investimenti in tecnologia per servizi a valore aggiunto; portare fuori dalle aziende una produzione che risulta difficilmente sostenibile per costi e competenze richieste. Nel mondo del broadcast segnaliamo che sono già clienti dei servizi del gruppo aziende quali Elemedia (Deejay Tv), Numidia (Sailing Channel) e Xsat Production (Gay Tv).
In particolare va segnalato che oggi MTI Milano Teleport Italia, società controllata da NTI, ha realizzato assieme a T-Systems - gruppo Deutsche Telekom - una nuova piattaforma satellitare digitale a Lacchiarella, nell’hinterland sud del capoluogo lombardo. La struttura è stata costruita anche con l’intervento del Gruppo Gavio. L’obiettivo di MTI è soprattutto quello di sostenere la trasmissione satellitare di canali televisivi digitali italiani. Il progetto consiste nella realizzazione di un nuovo bouquet, il primo in Italia, non facente capo a Tele+ e a Stream, che arriverebbe nelle case con il segnale del “neonato” della flotta Eutelsat: il satellite Hot Bird 6, lanciato nell’agosto scorso. L’accordo tra Milano Teleport Italia e T-Systems è finalizzato alla commercializzazione della stazione milanese e dei relativi servizi di Digital Video Broadcasting. Ha spiegato Crozzoli che “la funzione dei teleporti si sta evolvendo e va acquistando maggiore importanza. In particolare il broadcasting radiotelevisivo digitale e i servizi di corporate networks stanno diventando parte integrante del lavoro svolto nei teleporti.
Alla base di queste novità vi sono gli sviluppi tecnologici che hanno portato all’ampliamento della banda disponibile e alla conseguente riduzione dei costi per l’utente finale. Noi ora puntiamo a supportare la trasmissione di un bouquet composto da 8 canali televisivi e una decina radiofonici”. Per coloro che fossero interessati a saperne di più su questa interessante opportunità:
www.net-teleport.com.