SATELLITE
A cura di Francesco Straticò
Il Teleporto di Milano
È operativo a Lacchiarella, alla periferia di Milano, il terzo teleporto di NTI (Network Teleport Italia) partneriato tra Network Satellite Italia, Fortress Italia e Numidia. Altri due teleporti del gruppo NTI sono da tempo operativi a Genova e di Venezia (in realtà la struttura tecnica è a Padova). Il gruppo ha già come clienti molte blasonate Tv del Vecchio Continente e anche Deutch Telecom, con la quale c’è in atto uno scambio di servizi. Il centro di Milano occupa una superficie di circa 10mila metri quadrati ed è dedicato soprattutto ai servizi di broadcast radiotelevisivo e su Internet. Per le sue potenzialità, dovute alla sua collocazione e alla dotazione tecnica decisamente d’avanguardia, questo centro si candida ad essere la prima piattaforma indipendente italiana DVB per le trasmissioni verso i satelliti
Hotbird.
Audisat: gli ascolti delle Tv digitali in chiaro
L’hanno chiamato Audisat: è il rapporto realizzato da Numidia sulla Tv digitale italiana via satellite in chiaro. Numidia ha svolto un’indagine quali/quantitativa su un campione di 10mila interviste, con 3.600 interviste utili e 100 contatti mirati per quella qualitativa. Da questo studio emerge che Rai News 24 primeggia, con un ascolto medio giornaliero di 882mila individui. Numidia afferma che i numeri per giustificare maggiori investimenti pubblicitari ci sarebbero: a fronte di una penetrazione del satellite nelle famiglie italiane del 25%, solo lo 0,15% (pari a 6 milioni di euro) delle risorse pubblicitarie destinate alla Tv sono spese sui canali satellitari in chiaro. Attualmente su un totale di 580 canali Tv trasmessi da HotBird, 377 sono criptati e 203 sono in chiaro.
Eutelsat in vendita
PanAmSat Corporation e Intelsat, i due principali operatori satellitari del mondo, sarebbero attualmente in concorrenza per l’acquisto di Eutelsat. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti industriali. “Non è stato ancora raggiunto alcun accordo” ha riferito il Wall Street Journal, e pare che le trattative siano destinate a durare diverse settimane. Se l’accordo con l’acquirente venisse raggiunto, ciò farebbe accelerare significativamente il consolidamento dell’industria satellitare, con un gruppo che possiede almeno 38 satelliti e con entrate annuali di più di 1,5 miliardi di euro.
Eutelsat, operatore satellitare numero uno in Europa e nel bacino del Mediterraneo, ha superato di recente i 1200 canali televisivi diffusi attraverso la flotta dei propri satelliti.
Mediaset investirà nel digitale terrestre
L’annuncio è arrivato direttamente dalla bocca del vice presidente PierSilvio Berlusconi: nel prossimo triennio Mediaset investirà 200 milioni di euro per la sperimentazione del digitale terrestre. Non solo: Mediaset avrebbe già acquistato le frequenze per una rete digitale nazionale. Spostando la nostra attenzione verso altri Paesi europei, segnaliamo che il Governo francese ha sospeso l’introduzione del digitale terrestre: i lavori potranno riprendere soltanto se un’apposita indagine ne confermerà fattibilità ed utilità effettiva. In ogni caso non se ne farà nulla prima del 2004, per garantire uno sviluppo armonioso e razionale di queste nuove tecnologie, soprattutto per evitare di ripetere le fallimentari esperienze di Spagna e Gran Bretagna.
Un “bouquet” sat per gli italiani all’estero L’operatore satellitare Globecast (Gruppo France Telecom) presenta un progetto teso ad incrementare ed arricchire l’offerta di contenuti radio televisivi per gli italiani all’estero. Globecast, che dispone oggi di oltre 30 piattaforme digitali emesse dai propri 15 teleporti distribuiti nei cinque continenti, offrirà un bouquet che conterrà, almeno inizialmente, quattro canali Tv (dei quali uno condiviso fra più emittenti) e quattro canali radio e verrà distribuito tramite i seguenti satelliti: Eutelsat Hot Bird ed Eurobird (Europa); Loral Telstar 5 (Usa/Canada); Hispasat 1C (Sudamerica); Optus B3 (Australia); Eutelsat W4 (Africa).
Fusione Stream-Tele+: ci arrendiamo
Questa rubrica si sarebbe dovuta aprire con un pezzo che faceva il punto sulla fusione tra Stream e Tele+. Ma il giorno prima di chiudere questo numero di B&P nuove indiscrezioni hanno messo in dubbio l’operazione, o meglio, i suoi termini contrattuali. Quindi abbiamo issato bandiera bianca, visto che ormai anche i quotidiani fanno fatica a tenere il passo sull’argomento. E noi siamo un mensile...