AUDIOMEDIA: Final cut

I suoni nella tela dell’Uomo Ragno

Rimandata l’uscita dopo l’attacco alle Torri Gemelle, la pellicola diretta da Sam Raimi sul supereroe della Marvel ha richiesto uno sforzo tecnico non indifferente per riuscire ad ottenere tutti gli effetti sonori necessari. Inoltre il regista aveva un suo modo molto particolare di affrontare il lavoro. Ecco la testimonianza di due tecnici che hanno lavorato al missaggio del sonoro.

di Julian Mitchell

È risaputo che l’uscita del film L’”Uomo Ragno” è stata rinvata dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Infatti molte azioni dell’eroe della Marvel si svolgevano nella zona del World Trade Center. Dopo l’11 settembre il film è stato sospeso mentre veniva inserito nuovo materiale di computer grafica ed erano in corso i mix finali. Si potrebbe pensare che questo inaspettato (e non auspicato, of course) ritardo abbia offerto agli studios tempo a sufficienza per completare il lavoro e per programmare quanto serviva per rendere la fase di missaggio un evento ben pianificato. Invece non è stato così. Sfortunatamente non funziona in questo modo: la riprogrammazione deve combinarsi con tutti gli altri lavori e la disponibilità di tempo in più non è qualcosa su cui si possa sempre fare affidamento.
I tecnici di missaggio della Sony, Kevin O’Connell e Greg Russell, hanno lottato contro il tempo sin dal primo giorno e hanno anche dovuto misurarsi con alcune richieste fuori dall’ordinario del regista Sam Raimi. Greg Russell spiega la realtà delle limitazioni di tempo: “La cosa più snervante è pensare che già dal primo giorno sei in ritardo con il programma. Guardi cos’hai sul piatto e cosa c’è da fare quotidianamente e, poiché sei indietro, ti rendi conto di vivere una situazione totalmente surreale. Tutto ciò che puoi fare è del tuo meglio, più rapidamente che puoi e sperare, come in questo film, che ti diano più tempo. Già dall’inizio sapevamo che avremmo avuto bisogno di più tempo di quanto ci era stato concesso”.
“Abbiamo avuto del tempo in più, ciononostante abbiamo affrontato ugualmente un lavoro molto impegnativo, dato che c’era molto da fare per questo film”. Kevin O’Connell ammette che stanno cercando di essere il più possibile realistici con gli studios circa il tempo necessario per mixare un film come questo: “A causa della tempistica ristretta, abbiamo dovuto lavorare sette giorni la settimana sino a tarda notte. Tutto ciò ha avuto delle spiacevoli conseguenze personali: un conto era quando avevamo 25 anni, ma ora abbiamo famiglia, il che non semplifica certo le cose. Stiamo cercando di programmare in anticipo il più possibile con i produttori, così da evitare intoppi di qualunque genere”.

Le precise richieste di Sam Raimi
Greg e Kevin non avevano mai lavorato in precedenza con Sam Raimi e, sempre perché era poco il tempo a disposizione, non avevano avuto la possibilità per effettuare alcuna duplicazione temporanea o sessione di spotting prima del missaggio. Così, quando è arrivato il momento dei pre-dub, Raimi è stato molto specifico sulle richieste per il sonoro. Ricorda Kevin: “Sam Raimi ha letteralmente sezionato le tracce dell’intero dialogo, della musica e degli effetti sonori. Ha voluto esaminare ciascun elemento di tutte e tre le parti per trovare esattamente ciò che voleva. A volte voleva togliere tutta la musica e riprodurre solamente gli effetti sonori, una cosa che noi non facciamo molto spesso. Infatti prova spesso a fare cose diverse dalle altre persone”. “Ha posto estrema attenzione su ciascuna riga del dialogo e, in alcune scene, su ogni effetto sonoro. Mentre noi tendevamo a limitarci a riprodurre il dialogo, Sam voleva ascoltare ciascun singolo suono. Idem per la musica, con Raimi che discuteva su quali parti voleva udire più delle altre. In seguito, noi volevamo lavorare agli effetti sonori, mentre lui talvolta voleva togliere tutto e ascoltare solo i Foleys o lo sfondo oppure gli effetti tagliati”.
Greg ha capito subito che questo strano metodo di lavorare per un regista era fuori dagli schemi usuali: “Il programma di lavoro non ha tenuto conto delle sessioni di spotting che si fanno prima che venga effettuato il pre-dubbing. Il regista cercava di familiarizzare con tutto il contenuto, che viene usualmente prodotto in queste sessioni e nei dub temporanei. Noi eravamo soliti realizzare gli spot, la temporizzazione e la finalizzazione in un unico processo. Quando fai un dub temporaneo, questo crea un template di quello che sta accadendo, di ciò che verrà riprodotto e di come. Quando arriva il momento del mix finale, tu stai basilarmente seguendo quei concetti originali”.
Kevin spiega il lavoro extra effettuato per ammorbidire le differenti scelte di dialogo: “Potevamo aver preso, per esempio, una scena di tre minuti di dialogo primario e Sam voleva ascoltare tutti i dialoghi di produzione, quindi voleva ascoltare tutti gli ADR e in seguito tutte le alternative di produzione per ciascuna presa. Quindi andava linea per linea e commentava: “Per questo qui voglio utilizzare la produzione originale. Per la prossima parte della parola o della frase voglio un loop. Per quest’altro voglio usare la produzione alternativa”. Tutto ciò mi ha creato molti problemi, poiché mi dovevo figurare quale tipo di background era necessario per supportare il dialogo, specialmente se si trattava di una scena tranquilla e se c’era rumore di produzione. Così, una volta che aveva compiuto tutte le sue scelte, dovevo impiegare un paio d’ore cercando una via per amalgamare tutto e rendere il suono unico, come un solo pezzo”.

Pre-dubs
La musica finale di Danny Effman è stata resa disponibile solo quando Greg e Kevin stavano già effettuato il missaggio sulle specifiche bobine. Inoltre, un certo numero degli effetti visuali era rappresentato solamente da animazioni di come sarebbe dovuto essere il finale. Greg spiega le diverse difficoltà affrontate: “Una delle parti più dure degli effetti di pre dubbing è stata legata a quando vedevo le immagini su un televisore da 27 pollici, non sapendo quanto realistiche e aderenti alla realtà erano rispetto a quelle che poi sarebbero state quelle finali. In alcuni casi, il risultato non è stato buono come pensavo, mentre in altri casi si è invece rivelato decisamente migliore delle aspettative”. 
Lavorando all’”Uomo Ragno”, Greg ha capito l’enorme quantità di panning da produrre. “L’Uomo Ragno” si sposta solo oscillando sulla sua ragnatela, e ciò significa una costante panoramica da sinistra a destra e dal fronte al retro. La panoramica deve inoltre collimare con l’esatta natura della scena che si vede sullo schermo, scena che non può essere prevedbile. A volte l’“Uomo Ragno” si attacca per lunghi periodi, a volte, invece, fa un giro della morte e quindi atterra brutalmente sulla cima di un ponte. Va anche considerato il suo nemico Green Goblin: il suo mezzo di trasporto è una specie di aliante a motore, così c’era bisogno del suono di un jet, mentre i “whoosh” (rumore dell’aria prodotto da un repentino spostamento, n.d.t.) hanno una natura differente da quelli dell’”Uomo Ragno”.
“La ragnatela e i rumori degli spostamenti sono stati prodotti da una serie di diversi elementi. La ragnatela probabilmente ha richiesto l’impiego di una quarantina di tracce per produrre il tipico rumore, mentre i “whoosh” sono effetti molto più standardizzati e sono stati trattati da Steve Flick (il sound designer) e dal suo team”.
“Stavamo realizzando la panoramica dei whoosh su tutto il campo per cercare di creare l’effetto di movimento del suo viaggio. Sam era preso dalla musica e voleva che questa diventasse un’importante parte del personaggio, così nei casi in cui il supereroe sta volteggiando, dobbiamo cercare di favorire la musica evitando che gli effetti possano oscurarla”.
Greg e Kevin sono stati incoraggiati a rendere il film il meno realistico possibile, in modo da farlo risultare più divertente. 
“È stato più divertente di qualunque altra cosa” spiega Kevin. “E il modo in cui lo abbiamo missato, era tutto giocato sul divertimento e non sul realismo, così abbiamo fatto cose che di solito non facciamo. Per esempio, abbiamo reso il suono di un ragno che scende sulla ragnatela in modo esagerato, con un effetto enorme e un suono molto pompato. Sam è un tipo di persona a cui piace esplorare e abbiamo voluto provare a far cose che pensavamo divertenti e strane: a lui è piaciuto il nostro approccio”.
Normalmente, come sono soliti fare altri tecnici di missaggio, Greg e Kevin avrebbero lavorato prima sui dialoghi e solo successivamente sugli effetti. Con l’“Uomo Ragno” le tempistiche sono state così compresse che entrambi hanno dovuto lavorare separatamente in teatri differenti. Mentre Kevin lavorava sui dialghi nel Cary Grant theatre, Greg ha effettuato il pre dubbing degli effetti nel nuovo Antony Quinn theatre.

Sovraccarico di effetti
A causa della mancanza di qualunque dub temporaneo, i sound editor hanno preparato molte diverse opzioni per i tecnici di missaggio, così da coprire qualunque eventualità. Questo crea molta più pressione sui missatori e questi, a tutti gli effetti, diventano gli editor finali mentre effettuano il pre dub. Greg si è reso conto che vi erano troppe opzioni e che in quel modo era costretto a decidere quali di esse avrebbe dovuto utilizzare. “Non posso preparare tutte queste opzioni per il mix finale, così ho dovuto provare e rendere il film come pensavo dovesse venire, con ragionevoli effetti sonori, e quindi sperare di aver fatto un lavoro decente”. Greg ha dovuto operare queste importanti scelte sugli effetti mentre dava al regista abbondanza di spazio per inserire la musica che egli riteneva importante alla caratterizzazione dell’eroe. “Così se lui era soddisfatto del bilanciamento degli effetti io li raggruppavo e li inserivo sulla musica, abbassando il livello di un paio di decibel se era necessario. Inoltre, una delle cose interessanti in questo missaggio è che Sam ha apprezzato l’assenza di suono, una tecnica utilizzata in abbondanza in questo film, molto di più di quanto non mi sia capitato sinora. A lui piace rendere le cose incredibilmente sommesse e quiete, lasciando solo il respiro del personaggio ed eliminando qualunque suono di sottofondo e tutta la parte musicale. In tutti i casi, ho pensato che questo fosse un approccio molto interessante, cosicché siamo passati da momenti di grande drammaticità, dove la città si spalancava sulla scena a momenti dove praticamente non c’era altro che silenzio”.
Non c’è dubbio che per un film come l’“Uomo Ragno” vi sia un enorme piacere negli spettatori generato dalla colonna sonora. La gente adora tutti i rumori, gli spari e i “whoosh” dell’”Uomo Ragno” missati con una colonna sonora portante. 
É incredibile pensare quanto lo staff di produzione si sia impegnato su questa pellicola, così è doveroso apprezzare chi ha lavorato con assiduità e dedizione affinché l’”Uomo Ragno” fosse un prodotto di ottima qualità.