DOSSIER
Convergenza: bolla speculativa o concreta opportunità? La situazione italiana
In quest’ultimo periodo molti operatori italiani provenienti da campi diversi (sviluppo Web, broadcaster) si sono affacciati sul mercato della convergenza dei media sviluppando servizi cross-mediali di tipo businnes to businnes e businnes to consumer. Sulla base delle esperienze maturate dalle aziende in questa prima fase, abbiamo tracciato un bilancio sulla convergenza in Italia, raccogliendo il punto di vista di alcuni operatori del settore, scelti in modo da rappresentare punti di vista complementari sulla questione. Per maggiore chiarezza gli interventi sono stati suddivisi per area di appartenenza: broadcaster nazionali e locali (Mediaset, Telepiù, Telenova), ITv (Rai Click, E-Bismedia), Web-Tv (MyTv, Zapnet) e servizi Web (RaiNet, Mediadigit Fabbricadigitale, Gruppo TNT, Pivot, Motoreazione)
di Sergio Levrino (sergio.levrino@fastwebnet.it)
Mediaset-Videotime
(www.mediasetonline.it)
Manlio Cruciatti - direttore tecnico
Mediaset affianca al palinsesto televisivo tradizionale una presenza apprezzabile su di una pluralità di media attraverso i canali tematici nei bouquet di Telepiù e di Stream, i servizi del media video e quelli interattivi dei portali Web (tgcom, tg5.it, mediasetonline). Il fatto di detenere la proprietà dei contenuti determina l’opportunità del loro utilizzo su una pluralità di media diversi. Da questo punto di vista la convergenza può rivelarsi interessante pur costituendo al momento una nicchia di utenza molto limitata. I progetti di ITv sono guardati con interesse anche se al momento le barriere tecnologiche (mancanza di cablaggio) finanziarie (il costo del set-top-box) e culturali (interesse limitato per i nuovi servizi) poste all’utenza frenano lo sviluppo di contenuti ad hoc. La vera convergenza si applica ampiamente in ambito produttivo in quanto contenuti multipiattaforma consentono una distribuzione più ampia e differenziata. Attualmente è ancora la televisione che convoglia pubblico sul Web e non viceversa, il format convergente non deve sovrapporsi al pubblico televisivo tradizionale ma costituire un elemento complementare un po’ come le edizioni Web del tgcom fungono da corollario al palinsesto informativo televisivo. Fermo restando le attuali limitazioni tecniche e di mercato della ITv, il maggiore ostacolo al suo sviluppo sembra essere la mancanza di idee creative forti capaci di convogliare un surplus di utenza invece di sottrarla al pubblico televisivo tradizionale. Poco convincenti sembrano essere i recenti esempi di creazioni di infrastrutture per la diffusione video sul Web ancora prive di servizi reali, a cui si aggiungono perplessità sul modello di businnes localizzato e la radicale differenza delle modalità di fruizione per servizi Web come la comunicazione o la ricerca di informazioni (individuale, alla scrivania) rispetto alla fruizione televisiva (collettiva, in poltrona). Maggiori opportunità per la ITv potranno sorgere da fusioni a livello europeo che consentirebbero il raggiungimento di una massa critica di utenza e lo sfruttamento dei contenuti su piattaforme diverse; essenziale rimane comunque la capacità creativa che possa di proporre format adeguato in grado di sfruttare a fondo le nuove opportunità.
Tele+
(www.telepiu.it)
Mauro Cassanmagnago - product center manager
Telepiù è focalizzata su un palinsensto tradizionale in quanto la ITv rappresenta oggi una nicchia ancora troppo esigua. Fino ad un paio di anni fa le promesse della convergenza suscitavano maggiore attenzione ma per ora l’interattività Web viene utilizzata a supporto del palinsesto tradizionale a cui il pubblico e più abituato. Il clamore che si attendeva in Nord America per la ITv non ha avuto luogo e si prospetta un rallentamento rispetto alle previsioni. Quest’anno anche al NAB gli umori degli operatori erano poco ottimistici e anzi si avanzavano i primi dubbi sul rispetto dei tempi per la conversione al digitale. A frenare la convergenza ci sono da un lato elementi strutturali (cablaggio insufficiente) dall’altro elementi culturali (attaccamento alla Tv tradizionale, scarso interesse per l’interattività). Inoltre i set-top-box attuali non sono molto interattivi e anche quando dispongono di una connessione Internet, la qualità del canale di ritorno dipende dalla disponibilità di connessioni veloci (ancora limitata ad alcune aree geografiche). Anche per questi motivi in Italia gli operatori non prospettano il lancio di servizi di ITv, quanto piuttosto l’intensificazione della lotta alla pirateria. Personalmente avanzerei qualche perplessità riguardo ad operazioni come quelle di E-Bismedia e Raiclick per via della scarsa penetrazione del mercato e il bouquet di offerta ridotto rispetto ad operatori come Tele+. L’utenza non sembra essere attratta dall’interattività quanto piuttosto dalla ricchezza e qualità del palinsesto oltre che dall’abbattimento dei costi che sono ancora piuttosto elevati per la connettività in fibra ottica. Anche nel caso della Tv digitale l’interattività per ora non porta nuovi clienti ma può servire come strumento di fidelizzazione del portafoglio. Audio in dolby surround e codifica in 16:9 sembrano comunque essere più graditi dall’utenza rispetto a servizi interattivi come quelli di Banca Intesa su Stream. Ulteriori perplessità suscita l’utilizzo su piattaforma VOD di archivi non più spendibili nel palinsesto tradizionale che dovrebbero trovare nella personal-Tv la loro nicchia di utenza. Considerata la fase di rallentamento del settore IT, la creazione di una infrastruttura Vod per la personal-Tv senza la disponibiltà di contenuti competitivi da veicolare appare una speculazione quantomeno rischiosa. Nuovo impulso per soluzioni di ITv potrebbe sorgere da opportune fusioni e sinergie per lo sfruttamento di format multipiattaforma (come nel caso de “Il grande fratello”) ma il momento è difficile e la tendenza prevalente è piuttosto quella del ridimensionamento.
Telenova
(www.telenova.it)
Ernesto Bergamin - direttore tecnico
Telepiù è focalizzata su un palinsensto tradizionale in quanto la ITv rappresenta oggi una nicchia ancora troppo esigua. Fino ad un paio di anni fa le promesse della convergenza suscitavano maggiore attenzione ma per ora l’interattività Web viene utilizzata a supporto del palinsesto tradizionale a cui il pubblico e più abituato. Il clamore che si attendeva in Nord America per la ITv non ha avuto luogo e si prospetta un rallentamento rispetto alle previsioni. Quest’anno anche al NAB gli umori degli operatori erano poco ottimistici e anzi si avanzavano i primi dubbi sul rispetto dei tempi per la conversione al digitale. A frenare la convergenza ci sono da un lato elementi strutturali (cablaggio insufficiente) dall’altro elementi culturali (attaccamento alla Tv tradizionale, scarso interesse per l’interattività). Inoltre i set-top-box attuali non sono molto interattivi e anche quando dispongono di una connessione Internet, la qualità del canale di ritorno dipende dalla disponibilità di connessioni veloci (ancora limitata ad alcune aree geografiche). Anche per questi motivi in Italia gli operatori non prospettano il lancio di servizi di
ITv, quanto piuttosto l’intensificazione della lotta alla pirateria. Personalmente avanzerei qualche perplessità riguardo ad operazioni come quelle di E-Bismedia e Raiclick per via della scarsa penetrazione del mercato e il bouquet di offerta ridotto rispetto ad operatori come
Tele+. L’utenza non sembra essere attratta dall’interattività quanto piuttosto dalla ricchezza e qualità del palinsesto oltre che dall’abbattimento dei costi che sono ancora piuttosto elevati per la connettività in fibra ottica. Anche nel caso della Tv digitale l’interattività per ora non porta nuovi clienti ma può servire come strumento di fidelizzazione del portafoglio. Audio in dolby surround e codifica in 16:9 sembrano comunque essere più graditi dall’utenza rispetto a servizi interattivi come quelli di Banca Intesa su
Stream. Ulteriori perplessità suscita l’utilizzo su piattaforma VOD di archivi non più spendibili nel palinsesto tradizionale che dovrebbero trovare nella personal-Tv la loro nicchia di utenza. Considerata la fase di rallentamento del settore
IT, la creazione di una infrastruttura Vod per la personal-Tv senza la disponibiltà di contenuti competitivi da veicolare appare una speculazione quantomeno rischiosa. Nuovo impulso per soluzioni di ITv potrebbe sorgere da opportune fusioni e sinergie per lo sfruttamento di format multipiattaforma (come nel caso de “Il grande fratello”) ma il momento è difficile e la tendenza prevalente è piuttosto quella del ridimensionamento.
ITV
Rai Click
(www.raiclick.it)
Stefano Gigotti - presidente amministratore delegato
La bolla speculativa del mercato IT ha causato una situazione d’incertezza portando a un sostanziale rallentamento del settore: con il progetto Rai Click il gruppo Rai intende assumere una posizione forte e presidiare il mercato in attesa degli sviluppi futuri. Rai Click si propone come la prima Tv interattiva italiana; per ora l’offerta consiste in un palinsesto on demand (VOD) che comprende parte degli archivi Rai e otto edizioni giornaliere del telegiornale, mentre entro l’anno prossimo vedranno la luce i primi programmi interattivi. I contenuti di Raiclick possono essere fruiti in due modalità: sul televisore attraverso il set-top-box (per gli utenti con connessioni in fibra ottica) oppure sul monitor del personal computer (per gli utenti Internet). Nel primo caso la qualità video è pari al broadcast (si utilizzano codifiche digitali di tipo Mpeg 1 e Mpeg 2 a 2 Mbps) nel secondo caso è possibile ottenere un full screen qualitativamente vicino alla qualità di un VHS (si utilizzano codifiche Mpeg a 300 Kbps accessibili con una Adsl). Per quel che riguarda il grado di interesse suscitato dall’archivio Rai alcuni focus group hanno evidenziato un gradimento superiore alle attese. Inserite nel palinsesto VOD raccolgono particolare favore trasmissioni storiche come “Quelli della notte” o “Avanzi” ora disponibili anche su Internet.
Le pay Tv tradizionali sono strutturate per società opulente e risentono pesantemente dei momenti di crisi dei consumi, Rai Click invece è una struttura snella che può contare su una riserva tecnica in grado di sostenerla nel portare avanti i primi esperimenti di Tv interattiva (iTv). L’utenza consumer è in crescita costante sia per quel che riguarda le connessioni Internet sia per i set-top-box (300mila il primo anno).
E-Bismedia
(www.ebismedia.tv, www.ilnuovo.it)
Danilo Vivarelli - direttore Divisione Video on Demand
Buffa Mauro - responsabile redazione Il Nuovo
E-Bismedia nasce con l’ambizione di delineare gli scenari di convergenza tra il video ad alta qualità (broadcast) e l’interattività tipica di Internet. Il palinsesto on demand (VOD) è già disponibile con caratteristiche di personal–Tv (possibilità di far partire la riproduzione in un momento qualsiasi, mettere in pausa o ricercare immagini in avanti e indietro come un lettore Dvd) e presto verrà arricchito da nuovi titoli e alcuni programmi interattivi. Il primo format interattivo sperimentale è partito a luglio 2002 e consiste in una serie di brevi filmati al termine di ciascuno dei quali viene chiesto di rispondere ad un questionario. Sulla base delle risposte, al termine, viene automaticamente visualizzato un altro filmato “personalizzato” corrispondente al livello raggiunto. Il format è ancora allo stato embrionale, ma lascia indovinare sviluppi promettenti, si provi ad esempio a immaginare questa interattività giocata in chiave di telequiz o di videocorso. Per fine anno vedranno la luce i primi programmi con test interattivo e contenuti con navigazioni virtuali simili ai moderni cd-rom interattivi. In una fase più avanzata (inizio del prossimo anno) potrebbero vedere la luce i primi programmi con videoforum (trasmissione in diretta con possibilità di collegamenti in audiovideo con gli utenti), la possibilità di personalizzare il palinsesto delle news (ad esempio focalizzando maggiormente sulla situazione mediorentale) e infine la possibilità di rendere cliccabili alcune parti del filmato (ideale per la pubblicità e le promozioni, ad esempio una clip dedicata al salone dell’auto di Ginevra si potrebbe linkare al sito di una concessionaria cliccando sulla porzione di video che inquadra una certa marca di automobili). L’esperienza dell’ultimo anno dimostra come l’interattività paghi in termini di riscontro, la clientela apprezza l’indipendenza dal palinsesto e usufruisce dei VOD sopratutto nelle fasce orarie meno ricche della Tv tradizionale.
L’utenza è in rapida crescita e conta oltre 300mila utenti cablati in fibra ottica che possono avere accesso ai filmati attraverso il set-top-box, mediamente ciascun utente visiona due VOD a settimana dell’archivio RaiClick/E-Bismedia. Attualmente la finestra di distribuzione dei film in formato VOD corrisponde a quella della pay per view (circa un anno dall’uscita nelle sale cinematografiche) mentre il noleggio home video gode di una finestra temporale più ravvicinata compresa tra i 90 e 180 giorni successivi. Con l’aumentare dell’utenza VOD è probabile che i contenuti possano guadagnare finestre temporali più ravvicinate analoghe a quella del video noleggio. La qualità dei contenuti VOD è di tipo broadcast grazie ad una codifica Mpeg 2 a 4 Mbps (una resa simile a un dvd) e il costo di un film è variabile tra i 3 e i 6 euro.
WEB TV
My-Tv
(www.my-tv.it)
Daniele Contini - direttore marketing
My-Tv è la prima Web-Tv italiana, il palinsesto è costituito da circa 3mila videoclip suddivisi per area tematica resi disponibili on demand. L’utenza è in crescita costante e ha raggiunto attualmente una media mensile di 850mila utenti con un utilizzo medio di 1,5 videoclip e una permanenza media di 2/4 minuti (le connessioni Adsl si soffermano un po’ di più ma difficilmente si superano i 5 minuti). Le connessioni in banda larga sono in aumento e sono passate nell’ultimo anno dal 15% al 33%. My-Tv si pone come creatrice di contenuti i quali vengono poi distribuiti in modo diretto su Internet (attraverso il portale www.my-tv.it) ma anche esportati in forma estesa (maggiore durata) sulla Tv tradizionale. City Life è un esempio di trasmissione nata all’interno del palinsesto Internet e poi approdata alla programmazione televisiva di Antenna 3. Il maggiore sforzo creativo è indirizzato alla produzione di nuovi format, da qui i primi esperimenti con l’inserimento di spot interattivi che precedono la visualizzazione del contenuto selezionato. Per quel che riguarda la fruizione attraverso il set-top-box le prime esperienze come fornitore di contenuti con Fastweb non diedero i risultati sperati, ora viene portato avanti un altro tentativo con la fornitura di parte del palinsesto VOD internettiano codificato in grande formato per la ITv. My-Tv si sostiene al 50% con gli introiti pubblicitari (gli spot che precedono tutti i video clip del palinsesto) e ottiene il restante 50% dalla fornitura di contenuti originali (video, animazioni, cartoni animati). In un momento di crisi del banner come veicolo pubblicitario, maggiore successo riscuote lo spot (video di 10/15 secondi) che ha l’impatto tipico della Tv e si rivolge a un profilio d’utenza giovane, predisposta all’acquisto e con una buona disponibilità economica.
Zapnet
(www.zapnet.tv)
Federico Pisanti - amministratore delegato
Zapnet nasce il 23 ottobre 2001 sotto il segno della convergenza Web e Tv, il palinsesto consiste in una serie di video clip (brevi montati a tema in stile Blob) in formato VOD suddivisi per categorie tematiche. I contenuti sono accessibili via Internet in due formati (Microsoft Media e Real) e tre livelli di connettività (modem, Isdn, Adsl) inizialmente il palinsesto era accessibile anche attraverso il set-top-box di Fastweb, ma gli scarsi volumi d’utenza hanno determinato la chiusura di questo servizio. I risultati attuali sono confortanti: 220mila page views mensili, una permanenza media di ben 15 minuti e una mailing list con oltre 5mila iscritti. Il volume d’utenza dei servizi businnes to consumer però non consente ancora l’autosufficienza e quindi sono stati sviluppati alcuni servizi businnes to businnes che sono risultati molto redditizi: videomail, videocomunicazione su IP, encoding di contenuti audiovideo. Il mercato consumer subisce la concorrenza della Tv tradizionale (scarto qualitativo rispetto alla Adsl) e la contrazione del mercato pubblicitario (difficoltà di finanziamento) tuttavia, il diffondersi della Adsl sembra preludere allo sviluppo di nuovi format di entertainement via Internet. Tra i progetti in corso in Zapnet la proposta di nuovi format per la Tv e lo sviluppo di contenuti advertainement (promozionali e d’intrattenimento) per i circuiti televisivi nei punti vendita.
SERVIZI WEB
Rai Net
(www.rainet.it)
Gianluca Nicoletti– direttore editoriale Rai Net e Rai Click
Praticare la convergenza significa spingere sulla creatività a 360°, in questa fase è ancora incerto se a spuntarla sarà la ITv o il personal computer, quel che più conta è tracciare nuove strade per creare le categorie di fruizione del futuro. Davanti all’omologazione della Tv generalista occorre saper proporre contenuti nuovi puntando sulla qualità e sull’originalità ma sempre mantenendo una linea di autorevolezza e attendibilità delle fonti come delle notizie. Per quanto riguarda il portale Rai, la via tracciata è quella di una tendenza alla regionalizzazione dei servizi (VOD dei telegiornali regionali, informazioni meteo e sul traffico stradale), lo scopo è assolvere a quelle esigenze di personalizzazione dei contenuti che non è praticabile a livello televisivo. La rete mette a disposizione strumenti di coinvolgimento nuovi come le chat e i forum e anche in questo senso sono stati creati servizi interattivi a corollario delle trasmissioni televisive. I risultati più sorprendenti e promettenti vengono proprio dai siti relativi alla programmazione televisiva. La sperimentazione va nella direzione di un presidio delle aree più promettenti per gli sviluppi futuri (servizi interattivi, ITv, format crossmediali). Il video on demand riscuote ampi successi anche se il grande pubblico è ancora penalizzato da connessioni troppo lente. Per la ITv occorre una qualità televisiva che per ora è appannaggio dei soli utenti in fibra ottica, ma chi può dire quale sarà il prossimo salto tecnologico ? Le compressioni migliorano e già oggi con le connessioni Adsl si possono vedere su Rai Click video full screen in buona qualità. In questa fase d’incertezzza è difficile prevedere quale sarà la tecnologia dominante, quello che conta e investire sulla creatività per nuovi contenuti che creino le categorie di fruizione del
futuro.
Mediadigit
(www.mediasetonline)
Alessandro Colosi – Assistente direzione marketing
E-Bismedia nasce con l’ambizione di delineare gli scenari di convergenza tra il video ad alta qualità
(broadcast) e l’interattività tipica di Internet. Il palinsesto on demand
(VOD) è già disponibile con caratteristiche di personal–Tv (possibilità di far partire la riproduzione in un momento qualsiasi, mettere in pausa o ricercare immagini in avanti e indietro come un lettore
Dvd) e presto verrà arricchito da nuovi titoli e alcuni programmi interattivi. Il primo format interattivo sperimentale è partito a luglio 2002 e consiste in una serie di brevi filmati al termine di ciascuno dei quali viene chiesto di rispondere ad un questionario. Sulla base delle risposte, al termine, viene automaticamente visualizzato un altro filmato “personalizzato” corrispondente al livello raggiunto. Il format è ancora allo stato embrionale, ma lascia indovinare sviluppi promettenti, si provi ad esempio a immaginare questa interattività giocata in chiave di telequiz o di
videocorso. Per fine anno vedranno la luce i primi programmi con test interattivo e contenuti con navigazioni virtuali simili ai moderni cd-rom interattivi. In una fase più avanzata (inizio del prossimo anno) potrebbero vedere la luce i primi programmi con videoforum (trasmissione in diretta con possibilità di collegamenti in audiovideo con gli utenti), la possibilità di personalizzare il palinsesto delle news (ad esempio focalizzando maggiormente sulla situazione
mediorentale) e infine la possibilità di rendere cliccabili alcune parti del filmato (ideale per la pubblicità e le promozioni, ad esempio una clip dedicata al salone dell’auto di Ginevra si potrebbe linkare al sito di una concessionaria cliccando sulla porzione di video che inquadra una certa marca di automobili). L’esperienza dell’ultimo anno dimostra come l’interattività paghi in termini di riscontro, la clientela apprezza l’indipendenza dal palinsesto e usufruisce dei VOD sopratutto nelle fasce orarie meno ricche della Tv tradizionale.
L’utenza è in rapida crescita e conta oltre 300mila utenti cablati in fibra ottica che possono avere accesso ai filmati attraverso il
set-top-box, mediamente ciascun utente visiona due VOD a settimana dell’archivio
RaiClick/E-Bismedia. Attualmente la finestra di distribuzione dei film in formato VOD corrisponde a quella della pay per view (circa un anno dall’uscita nelle sale cinematografiche) mentre il noleggio home video gode di una finestra temporale più ravvicinata compresa tra i 90 e 180 giorni successivi. Con l’aumentare dell’utenza VOD è probabile che i contenuti possano guadagnare finestre temporali più ravvicinate analoghe a quella del video noleggio. La qualità dei contenuti VOD è di tipo broadcast grazie ad una codifica Mpeg 2 a 4 Mbps (una resa simile a un
dvd) e il costo di un film è variabile tra i 3 e i 6 euro.
Fabbricadigitale
(www.fabbricadigitale.it)
Francesco Meneghetti - amministratore delegato
La convergenza è un mercato nuovo e promettente il cui sviluppo è principalmente legato alla diffusione di connessioni a banda larga (terrestre rame, terrestre fibra, satellite, wireless terrestre e simili). Nell’ultimo periodo i cablaggi in fibra (Fastweb) e la recente campagna per l’Adsl di Telecom Italia (Alice) hanno dato nuovo impulso alla diffusione dei servizi broadband. In questo contesto Fabbricadigitale (spin off del gruppo Telecom) si rivolge al mercato degli operatori professionali come fornitore di tecnologia (logica whole sale) ed ai contenutisti con i quali si possono sviluppare iniziative in co-branding. Tra i progetti recenti lo sviluppo di servizi di distance learning per due atenei. Per l’Università milanese Bicocca è stata realizzata l’interconnessione di cinque sedi distaccate per l’erogazione sincrona di lezioni di medicina via rete, in audiovideo. Per l’università di Pavia è stata creata un aula virtuale tra Pavia ed il Costa Rica per rendere accessibili le lezioni del Master Internazionale in Scienza e Tecnologia dei Media (direttore il Prof. Cantoni) anche agli studenti costaricani. Un buon esempio di come le tecnologie possano servire ad abbattere le frontiere tradizionali. Fabbricadigitale ha realizzato una piattaforma di streaming proprietaria che va sotto il marchio di Streaming3: tra le caratteristiche principali ricordiamo il supporto multiformato (Microsoft, Real, Mpeg, Divx, Mobile) e la scalabilità fino a oltre 500mila contemporaneità con la possibilità di fornire flussi variabili dai pochi kbit/sec ai Megabit delle InternetTv su broadband. Tutte le nostre tecnologie di Multimedia su Ip presenti in Streaming3 sono da noi utilizzate ed integrate nella nostra piattaforma per l’e-learning “I-Struendo”. Le possibilità multimediali vanno dal semplice videostreaming “one to many” monodirezionale, per l’erogazione di formazione sincrona o asincrona, alle tecnologie di videocomunicazione su IP (H323, H320, T120) per la creazione di aule virtuali in cui sia disponibile la massima interazione.
Gruppo TNT
(www.gruppotnt.tv)
Giancarlo Peli - direttore generale
Gruppo TNT è nato dodici anni fa occupandosi, allora come oggi, di soluzioni video e informatiche per i broadcaster. Le tecnologie sono sempre in mutamento e richiedono aggiornamenti continui, ma, dopo lo scoppio della bolla speculativa della new economy, oggi si misurano di più gli impegni. Lo stato dell’arte della tecnologia indica chiaramente le vie da seguire e scopre le possibilità infinite della convergenza. Il fattore economico (la prudenza negli investimenti) analiticamente le mette in fila ed il fattore umano (l’adeguamento del know how) le rallenta. Con la distribuzione del segnale audio video digitale, possono essere forniti contenuti accessori interattivi. Milioni di fruitori potranno presto interagire tramite Tv, telefono, Pc o set-top-box con i programmi di intrattenimento, personalizzare il palinsesto, le modalità e i tempi di fruizione, e parallelamente scambiarsi e-mail o fare acquisti via Internet. Negli anni Ottanta le difficoltà che avevamo con i nostri interlocutori erano dovute alla non familiarità che molti di essi avevano con due mondi distinti, il mondo del video e quello dell’informatica dedicato alla grafica in movimento: non si trovava una radicata conoscenza interdisciplinare. Oggi, analogamente, abbiamo un mercato molto preparato settorialmente, ma “ lento “ nell’intergire fra i diversi settori e fra contenuti e contenitori. La convergenza obbligherà a fare i conti con il sistema nel suo complesso ed a concentrare mezzi tecnici ed attività editoriali, dal b2b in fase di sviluppo sarà necessario passare alla gestione del contenuti rivolti alle diverse nicchie dei fruitori. Gruppo TNT sta organizzando la sua presenza futura nell’ambito della convergenza verso questa direzione. Il mercato della convergenza più pronto e accessibile è il b2b (streaming di eventi, distance-learning) dove si hanno richieste dirette e risposte funzionali ad una precisa realtà. Nel b2c e nello specifico della iTv, la potenzialità è enorme ma la sua attuazione incontra difficoltà oggettive ed incognite tipiche di un prodotto nuovo. Vi sono risultati eclatanti in alcune aree geografiche e tonfi clamorosi in altre; questa risposta a macchia di leopardo impone di rivisitare i modelli di business adottati ed verificare i correttivi da implementare. Verosimilmente la televisione tenderà col tempo a fornire sempre più servizi interattivi puntando sull’attrattività e remunerabilità dei medesimi e i servizi tenderanno a divenire sempre più personalizzati in base alle specifiche richieste dell’ utente. Nell’immediato, l’unica vera convergenza che si intravede è sui contenuti, mentre lenta e difficile sarà la convergenza delle piattaforme, che molto probabilmente manterranno caratteristiche e peculiarità uniche. Tale molteplicità delle piattaforme sarà sì un freno ad un fronte di spinta forte ed indirizzato per l’affermazione della convergenza, ma potrebbe anche rivelarsi un sottoprodotto utilissimo se consideriamo lo sviluppo della convergenza in tempi più lunghi di quelli desiderati dalla new economy.
Pivot
(www.pivot.it, www.euphon.it)
Enrico Amiotti - amministratore delegato
Pivot, società del gruppo Euphon, è focalizzata alla comunicazione d’impresa intesa come integrazione di contenuti veicolati su più media. Sotto questo punto di vista la convergenza costituisce l’ambito entro cui vengono progettati e sviluppati servizi di videocomunicazione finalizzati al businnes to businnes: realizzazione di corsi d’istruzione interna (e.learning), convegni, presentazioni, businnes Tv. Per gli eventi live si prediligono trasmissioni satelllitari a larga banda e una fruizione collettiva attraverso un televisore; nel caso di contenuti on demand (VOD) si trasmette su Internet con target differenziati (Adsl e modem) e si predilige una fruizione individuale con il personal computer. Entrambe le modalità possono essere arricchite con la sincronizzazione di slide, accesso a contenuti supplementari e componenti interattive quali chat, e-mail, telefono, sondaggi, forum. Le limitazioni di banda penalizzano le videocomunicazioni a meno che si operi all’interno di una Intranet aziendale o si faccia uso di connessioni satellitari (4 Mbps). In questa fase comunque prevale la richiesta di piattaforme VOD più o meno interattive finalizzate al distance learning. La definizione di un format comunicativo efficace e le possibiltà tecniche attuali consentono di assolvere alle comuni esigenze di comunicazione corporate in modo efficiente e meno dispendioso delle modalità tradizionali (videoconferenze punto punto, convention, workshop). Lo sviluppo di nuovi format per la videocomunicazione interattiva caratterizza la convergenza Web Tv in ambito businnes to
businnes.
Motoreazione
(www.motoreazione.it)
Domenico Rossi - direttore tecnico
Motoreazione realizza soluzioni di streaming video sia per il mercato corporate (videocomunicazione, video promozionali) sia per quello consumer (spettacoli in diretta, VOD entertainement). Come fornitori di contenuti abbiamo realizzato alcune puntate di “Saporedivino”, il programma di argomento enologico trasmesso su Rete4, e a suo corollario abbiamo realizzato un sito Internet di approfondimento. In collaborazione con la Colorado Films (la casa di produzione di Gabriele Salvatores) abbiamo prodotto tredici puntate di cabaret che poi abbiamo reso disponibili esclusivamente via Internet attraverso il portale www.iol.it. Nella nostra esperienza la vera convergenza riguarda i contenuti più che l’ibridazione dei media. Tv e Intenet si stanno sviluppando parallelamente e solo quando le tecnologie (banda larga, compressioni) consentiranno la trasmissione di video in alta qualità su Internet a costi contenuti si potrà avere una diffusa convergenza Web Tv. Attualmente il set-top-box non può competere con il personal computer in termini di interattività inoltre il settore entertainement ha ancora un ritorno ridotto a causa della relativa indisponibilità dei cablaggi (connettività limitata geograficamente) e del conseguente ridotto potenziale d’utenza. Il fattore di successo di un format di convergenza risiede principalmente nell’idea creativa: competere con la Tv è un errore (eccessivo scarto qualitativo e diversissimo portafoglio d’utenza) mentre ci si dovrebbe concentrare sulle peculiarità interattive offerte dalla rete. In questo momento le maggiori richieste arrivano per il b2b dove oltre alla videocomunicazione su Ip e il distance-learning incomincia ad affermarsi il video promozionale veicolato sul Web. L’interattività è importante, ma anche la capacità di differenziare l’offerta distributiva: non a caso stiamo portando avanti delle sperimentazioni per la trasmissione di video, oltre che su Internet, su PDA, telefonini di nuova generazione e uplink satellitari.