Steve Maslow e Gregg Landaker hanno collaborato al mixaggio di oltre 150 film, e questa grande esperienza ha prodotto tra loro una sorta di legame istintivo. Quando si parla con loro, ci si rende conto di quanto siano delicati nell’introdurre personali punti di vista nel racconto. Come se essi stessi fossero delle macchine ben lubrificate, Steve e Gregg si dividono il lavoro di missaggio: Steve cura il dialogo e la musica, mentre Gregg gestisce gli effetti e tutto il resto.
“The Time Machine” è stato missato in uno dei più nuovi teatri di scena della Universal (il Dub Stage 6), su un MPC Harrison a 544 ingressi, usandoli peraltro quasi tutti; Mark Mangini della Weddington Production ha avuto il ruolo di Sound designer e Sound supervisor.
Altri apparecchi utilizzati nello studio sono stati i Tascam MMP. “Quando circa tre anni fa abbiamo iniziato a prendere in considerazione i registratori digitali, utilizzavamo Akai - ha spiegato Gregg - e quando la Tascam è uscita sul mercato con gli MMP abbiamo visto che c’era una perfetta integrazione tra queste macchine e i nostri studi”. “La cosa fantastica degli MMP - ha continuato Steve - è che gli editor possono togliere il drive dai nostri registratori, inserirlo nei loro sistemi per modificare e conformare uno qualunque dei mix, di conseguenza per noi non è più necessario tornare al laborioso processo di conformazione”.
Come accade normalmente per i film con pesanti contributi di computer grafica, il personale di missaggio non interviene subito nel lavoro e, anzi, deve sopportare di iniziare a lavorare con alcune versioni provvisorie del film, mentre vengono realizzati gli effetti CG. La procedura standard è che il dipartimento incaricato delle immagini finisca di tagliare e presenti una prima versione al dipartimento del suono perché questo inizi la sua parte di lavoro; ovviamente, in questa fase la pellicola verrà continuamente rieditata in contemporanea con il processo di elaborazione del suono. Di solito la presenza di Steve e Gregg è richiesta solo dopo che l’editor del suono ha visto il film. “Di solito – afferma Gregg - ci danno un video da mezzo pollice con un’uscita Avid; proiettiamo il film per avere un’idea iniziale delle sequenze”. ”La procedura che usiamo generalmente è quella di iniziare unendo i dialoghi - aggiunge Steve - poi integriamo l’ADR e inseriamo il gruppo. Questa è una situazione ideale, ma in questo caso non ne abbiamo avuto l’opportunità. In seguito Gregg può lavorare sul dialogo pre-mixato, introducendo sfondi sonori ed effetti Foley su più livelli, il tutto in funzione del successivo dialogo”.
Purtroppo i dialoghi di “The Time Machine” hanno richiesto un certo tempo per l’editing in quanto il suono della produzione non è stato facile da affrontare. Come al solito, prima di passare agli ADR, il regista ha voluto provare e tenere gli originali. “Abbiamo effettuato il pre-dubbing di tutti gli effetti sonori - afferma Gregg - ancor prima di ascoltare una sola virgola del dialogo”. ” È difficile – aggiunge Steve - riuscire a migliorare un cattivo audio; questo fatto ha un impatto diretto sul lavoro di Gregg, in quanto egli non può riempire le scene di sottofondi, auto che passano e qualunque altro effetto sonoro di sostegno perché i dialoghi sono talmente deboli che è impossibile iniziare da questi”.
Gregg ha lavorato sugli effetti sonori per circa quattro settimane prima che venissero inseriti i dialoghi; d’altronde, anche l’introduzione dei dialoghi stessi non ha causato grandi problemi ai missatori, dato che Steve ci aveva lavorato per circa tre settimane. Ma può un’ultima traccia di dialogo avere effetto sul resto dei pre-dub?
Gregg spiega: ”Arrivati a quel punto, si trattava solo di controllare il livello. Il fatto è che Steve ed io abbiamo probabilmente lavorato insieme su 150 pellicole, colpendo quasi sempre il segno, diciamo al 90 per cento, per cui, anche se manca il dialogo, mi basta guardare una scena per riuscire a capire se tra le persone che stanno camminando per la strada avrà luogo una conversazione intima che non ha quindi bisogno di essere oscurata da sottofondi, passaggio di auto, nitriti di cavalli e tutto il resto. Si riesce a capire la storia dallo schermo”.
Suoni
Uno degli elementi più memorabili del film originale era proprio la macchina che con denti delle ruote e leve sembrava il risultato di una vendita di beneficenza vittoriana. La nuova macchina non differisce molto da quella degli anni ’60; ci sono tutti gli elementi vittoriani, ma il suono che la squadra è stata capace di darle le dà un’altra dimensione. Steve ha spiegato come la decisione sia caduta su questo particolare effetto sonoro: “Prima che io potessi sentirlo, il suono della macchina del tempo è stato studiato per settimane da Mark con il regista e con il produttore. Dopo il benestare di entrambi, Mark ci ha portato le 400 unità (di materiale grezzo) da mixare e mescolare”. Gregg spiega: “La direzione che hanno dato a Mark era quella di un suono non elettrico: lo preferivano più meccanico e azionato a vapore. Mark è arrivato da noi con forse 250 tracce stereo di suoni di vapore dai quali abbiamo dovuto tirarne fuori la macchina, che è tutta costituita da parti meccaniche del 1800”.
Steve aggiunge: ”Una volta raggiunto il suono pre-missato della macchina del tempo, il regista ha deciso di modificare il suono, cosa che peraltro aveva il pieno diritto di fare; una volta fatte le modifiche richieste, siamo tornati e abbiamo modificato di nuovo i pre-dub per incorporare il suono reale: insomma, un passo avanti e due indietro. Se c’erano nuovi suoni da aggiornare in “The Time Machine”, toccava a Gregg sistemare il pre-dub A, che ha le unità a vapore della macchina del tempo e quindi aggiornare il pre-dub B. Dovevamo tornare e reintegrare tutti i suoni nuovi nei pre-mix. Solo per rifare due o tre bobine di pre-mix per “The Time Machine” potevano servire due o tre giorni”.
Gregg spiega: “Per quanto riguarda gli elementi grezzi, il suono finale della macchina del tempo era composto da circa 120 suoni di base. Lo avevo ridotto a quattro pre-mix a otto canali e quindi scomposto nelle parti meccaniche, vapore, laser”.
Un altro suono importante del film era costituito dai Moorlocks. Questi animali sono di tre tipi: assassini, cacciatori e un Uber-Morloock con una eccezionale intelligenza e anche dei poteri mentali. Gregg spiega cosa hanno deciso di fare per questi mostri: “Sono in parte umani e in parte animali e prima di arrivare da noi, sono stati elaborati in Pro Tools. Mark ha contattato alcune delle agenzie più importanti per richiedere uno dei loro migliori artisti in fatto di “suono animalesco”. Sono state registrate circa 30 persone capaci di produrre questo tipo di rumori. I Moorlocks sono un misto di umano e animale. Il dialogo degli Eloi (la tribù umana divorata dai Moorlocks) è stato tutto riscritto. È una lingua inventata, la cui registrazione non è stata effettuata nel teatro ADR. È come una produzione simulata, all’aperto, con gli attori che stanno in piedi dietro un albero a recitare le battute. Tutto viene registrato a distanza per dare l’effetto spaziale che non si riesce a raggiungere al chiuso, con i microfoni troppo vicini. Gli Eloi sono stati fatti così, proprio per rendere il suono meno “looppato” e raggiungere quella sensazione di distanza”.
Missare off-line Una tendenza?
Con la crescente complessità della piattaforma Pro Tools, alcuni team di produzione cinematografica incoraggiano una certa quantità del cosiddetto offline mixing. Pellicole dove per il missaggio è stato impiegato Pro Tools, come “Traffic”, sono state fatte così. Steve e Gregg sono fortemente contrari a questo genere di pratica nel proprio tipo di missaggio e credono che, in linea di principio, lo sia anche il mondo di Hollywood. “Non lo permettiamo – sostiene Gregg -: Steve ed io resistiamo all’idea di avere un altro team che faccia il pre-dub. Ad alcuni piacerebbe andare in quella direzione, ma perché pagare per le capacità di queste persone, mentre alla fine sono altri che finiscono per eseguire il mixing?”.
Questi esperti hanno già abbastanza problemi da risolvere per conto loro senza doversi preoccupare anche di queste “restrittive” pratiche di lavoro. Problemi come cambiare i tagli della pellicola quando all’ultimo momento viene introdotta una scena, ed essi debbono sperare di esser coperti al meglio e che tutto sia sincronizzato. Alle volte devono creare dei mix sonori di cose che non hanno ancora visto, senza dubbio “un’esperienza” interessante.
Gregg e Steve, lo hanno ammesso, cercano comunque di garantire sempre al pubblico una grande esperienza: per esempio aumenteranno la pressione acustica, ma permetteranno sempre alle orecchie di riaversi prima di portarle in qualche altro punto tosto del film (effetto rollercoaster).
Ricordiamo che il film “The Time Machine” è stato distribuito in tutto il mondo a partire dall’8 marzo 2002.