AUDIOMEDIA: Final cut
I trailer per il film diretto da Michael Mann mostrano Will Smith, incredibilmente robusto , allenarsi sul ring nei panni del campione dei pesi massimi Cassius Clay (noto anche come Muhammad Alì) durante uno dei più turbolenti periodi della sua carriera. Il team di post produzione di “Alì”, guidato dai tecnici di missaggio Andy Nelson e Anna Behlmer e dal supervisiore all’edizione del suono Greg King, ha migliorato la natura realistica e drammatica del film con un eccezionale mix di dialoghi ed effetti.
di Heather Johnson
King sul ring
Greg King ha utilizzato i primi mesi del 2001 guardando e registrando ore di incontri di box sia sul set che al di fuori del set di Alì; ma, invece di registrare in presa diretta le ottime performance di Smith, King ha voluto ricreare l’audio per ciascuna scena. “Quasi tutte le scene di combattimento sono state girate a diversi frame rate, a seconda del tipo di movimenti ripresi, così la maggior parte degli incontri non dispone di traccia audio” spiega King. Sotto la guida di King, di Michael Olijade Jr (ex peso medio) e del co-supervisore Yann Delpuech, Mann ha preso un team di ex pugili della categoria “pesi massimi”, che per molte ore hanno boxato sul ring della Los Angeles Arena. “Abbiamo messo un microfono mono molto vicino ai pugili e un microfono stereo ad alcuni metri di distanza per catturare il riverbero dei combattimenti” spiega King. “Questo ci ha dato una registrazione su tre tracce (sinistra, centro e destra) che è ciò che abbiamo poi utilizzato nel film”. Il noto sceneggiatore- direttore Michael Mann (“The Insider”, “Heat”, “Manhunter”, “L’ultimo dei Moicani”) ha scelto gli ambienti urbani di Chicago, Miami e Houston come set americani per il film costato 100 milioni di dollari, che racconta la carriera e la successiva gloria di Alì dal 1964 al 1974. Clay, che ha cambiato il suo nome di schiavo per diventare Muhammad Alì dopo aver abbracciato la fede islamica, è diventato campione del mondo dei pesi massimi nel 1964, dopo aver battuto Sonny Liston in otto round. Alì ha nuovamente vinto il titolo mondiale nel 1974, togliendolo a Gorge Forman, per perderlo di nuovo in seguito. Mentre vinceva incontro dopo incontro sul ring, Alì ha subito forti critiche come propugnatore dell’Islam e per il suo rifiuto di andare a combattere in Vietnam.
Per riprendere le scene del famoso incontro del 1974 tra Alì e Forman, Mann e la sua troupe hanno viaggiato verso sud, raggiungendo il Mozambico, in Africa, dove si parla il portoghese. Sebbene l’incontro nella realtà si svolse in Zaire, il difficile clima politico ha impedito l’ingresso della troupe nella Repubblica democratica del Congo (ex Zaire). Fortunatamente, King spiega che la geografia e l’architettura del Mozambico somiglia moltissimo a quella dello Zaire degli anni ’70. Le grandi differenze linguistiche, comunque, hanno presentato diverse sfide: “Tutta la gente in Zaire parla francese e lingala – racconta King – così siamo dovuti andare in Costa d’Avorio e riregistrare tutta la parte audio”.
King ha successivamente sostituito le acclamazioni e i canti della folla portoghese dell’incontro “Rumble in the jungle” con quelli della gente di lingua francese e lingala. “Siamo dovuti andare ad assistere a incontri di calcio dove c’erano 50 o 60mila spettatori, – spiega King – e abbiamo dovuto pagare gruppi di persone per ricreare i canti del tipo “Alì, ammazzalo”. Questa è stata una grande sfida; siamo andati in diversi paesi e abbiamo dovuto realizzare le riprese audio prima di aver visto un solo fotogramma del film”.
Per registrare la folla è stato utilizzato un mix di vecchi e nuovi microfoni. “Abbiamo usato diversi tipi di microfoni stereo e mono per ricreare le sonorità di trent’anni fa. Dato che stavamo registrando cose così diverse, abbiamo cercato di riprenderle dal maggior numero di prospettive possibile”. Dopo aver registrato un quantitativo enorme di tracce audio, King e i co-supervisori Delpuech (effetti) e il fratello Darren King (ADR e dialoghi) hanno iniziato a editare presso lo studio Sound Dogs, la società di sound design di proprietà di King e del veterano dell’editing audio Bob Grieve.
King ha utilizzato la sala di sound design della struttura californiana durante il processo di premixing, impiegando il nuovo software Digidesign ProTools 5.1.3 accoppiato a una unità totalmente automatizzata ProControl da 32 fader. Il locale dispone anche di uno schermo cinematografico da 8,4 metri per 4,2 metri, impianto di diffusione audio e due proiettori da 35 mm settato per il formato 2:35. “Quando stai lavorando con questi grandi formati e con scene di questo genere, hai la necessità di vedere il film su uno schermo comparabile a quello delle sale cinematografiche” spiega King, il cui curriculum professionale include l’editing sonoro di film come “Save the last dance”, “Fantasia 2000”, “The Cable Guy”, “Zoolander” e “The Insider”.
Talking Big
L’assemblaggio dei dialoghi per il film da due ore e mezza si è confermato come il più accattivante aspetto del processo di editing: “Un film medio impiega da 40 a 60 GB di spazio su disco per i dialoghi; il nostro film ne ha richiesti oltre 500 – spiega King –. Il nostro tecnico del mixer, Lee Orloff, ha registrato tutto su un Nagra 4D digitale multitraccia utilizzando quattro microfoni e quattro canali... quindi abbiamo dovuto assemblare il tutto!”
King ha quindi raggiunto Nelson e Behlmer agli studi di Los Angeles della Fox per la pre edizione e il missaggio finale. Con Nelson impegnato sui dialoghi e il missaggio della musica e Behlmer occupato agli effetti sonori, il progetto ha subìto gli ultimi ritocchi nella sala Howard Hawks da 700 mq della Fox. Rinnovato nell’ottobre del 1999, il teatro di editing dispone di una nuova digital film console da 96 fader completamente automatizzata unita a un sistema di routing centralizzato della Nexus, una moltitudine di sistemi ProTools e uno spazio privato per il direttore e lo staff di produzione. Una machine room centrale contiene i rack dei dubber digitali e dei registratori della serie MM Tascam.
Nelson ha utilizzato la console digitale per il missaggio di “Alì” in un formato standard a sei tracce. Sebbene abbia richiesto molto tempo, l’ingegnere del suono vincitore dell’Oscar ammette che la pulitura fine dei dialoghi e degli effetti sonori è stata “eccellente”, mentre il processo di editing della musica è stato un po’ più complesso.
Le differenti colonne sonore, composte da Lisa Gerard (che ha anche lavorato con Mann in “The Insider”) e da Peter Burke, comprendono una combinazione di soul, musica africana e world music. Più o meno tutte le musiche del film sono state mixate dall’originale multitraccia, che ha consentito a Nelson di mantenere i brani bilanciati con il resto dell’audio.
“Ciascun singolo pezzo musicale mi è stato fornito in formato multitraccia, così che ho avuto la possibilità di accedere ed editare ogni singolo strumento musicale”.
Il piccolo esercito di editor del suono e tecnici del mixer ha ricevuto utili suggerimenti da Mann durante la fase di post produzione: “Michael è molto attento al suono” dice Says riferendosi al direttore, molto attento ai dettagli. “Si siede con noi durante la lavorazione e l’editing; il direttore apprezza molto il contributo che il suono dà al film e lavora molto duramente per questo fine”.
King evidenzia anche l’attenzione di Mann per i dettagli e aggiunge che il direttore si tira fuori da alcune produzioni di basso livello di Hollywood.
“Michael non è un direttore over the top, le scene di boxe sono autentiche e reali, così la nostra sfida è stata quella di aumentare la drammaticità e l’eccitazione prodotta dalle azioni sugli spettatori con l’audio, senza però rischiare di apparire falsi”. Entrambi sono d’accordo sul fatto che il suono sia di complemento alle immagini, ma che non debba prevalere su queste ultime.
Nelson, il suo socio Belmer e il trentaquattrenne King hanno lavorato con Mann su diversi progetti, fra cui la pellicola del 1999 “The Insider”, interpretata da Al Pacino e Russel Crowe. Il film ha ricevuto diverse nomination agli Oscar nel 2000, fra cui quella per il miglior suono. Il film segna la nona volta agli Oscar per Nelson, che ha avuto otto nomination e ha vinto il premio con il film interpretato da Tom Hanks “Salvate il soldato Ryan”.
Nelson ha iniziato la sua folgorante carriera nel campo della post produzione come tecnico alla Bbc. Dopo aver lavorato con direttori del calibro di Ken Russel e Stanley Kubrick (“Full Metal Jacket”), nel 1980, Nelson si è spostato nell’area di Los Angeles, unendosi al team di missaggio della casa di post produzione Todd-AO. L’impressionante curriculum professionale di Nelson comprende film come “Gorillas In The Mist”, “Braveheart”, “Schindler’s List”, “The Commitments” ed “Evita”.
Nelson è entrato negli studi in Twentieth Century Fox come vicepresidente dei servizi di re-recording nel 1997 e da allora ha lavorato a decine di progetti di successo internazionale, fra cui “La sottile linea rossa” e “L.A. Confidential”. L’ultimo anno è stato molto impegnativo per il nostro uomo: “Abbiamo lavorato – racconta Nelson – su “Shreck”, “Moulin Rouge”, “A.I.” e “Il pianeta delle scimmie” prima dell’ultima fatica, il film su Clay”.
Durante la lavorazione, il vero Alì si è presentato agli studi della Fox: “E’ entrato e si è seduto assieme a noi – rammenta Nelson sull’inaspettata visita – è stata veramente una grande sorpresa, improvvisamente la porta si è aperta e… eccolo! Stavamo lavorando a una scena in cui lui stava boxando e, non posso parlare in sua vece, ma penso che gli sia piaciuta”. La visita ha fatto molto piacere a Nelson. “Alì ha circa sessant’anni e, sebbene soffra per il morbo di Parkinson, conserva ancora il fisico di un uomo molto forte”.