WORLD WIDE WEB
A cura di Francesco Straticò
Telefonia nella presa elettrica
A Grosseto 6mila famiglie sperimenteranno nuovi sistemi di comunicazione utilizzando esclusivamente la normale linea elettrica. Tutti i servizi che si possono erogare attraverso le linee telefoniche (Internet, telefonia fissa, telecontrollo, telelavoro) saranno disponibili attraverso la presa elettrica. Garantite prestazioni superiori anche a quelle della banda larga. Il progetto partirà nei prossimi mesi: Enel fornirà gratuitamente computer e modem alle famiglie selezionate per questa sperimentazione, la prima in Europa.
Banda larga troppo cara
Se le tariffe non scendono in mondo drastico non ci sarà il boom della banda larga. È quanto è emerso da un sondaggio realizzato dalla società di ricerche internazionale GartnerG2 che ha intervistato 6 mila navigatori inglesi, francesi e tedeschi: il 10% degli intervistati ritiene che la banda larga davvero non valga quello che costa e più della metà ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di passare alla banda larga nei prossimi 3 anni.
Attualmente solo il 2% delle famiglie tedesche, francesi e inglesi ha una connessione a banda larga che paga dai 45 ai 60 euro al mese.
E in Italia? La task force governativa ha proposto alcuni interventi di carattere fiscale per sostenere lo sviluppo della banda larga. Tra questi un “bonus fiscale” all’utente finale, agevolazioni fiscali per investimenti, sospensione del pagamento del canone di concessione e del pagamento dell’IVA, diverso calcolo delle imposte passive.
Per quanto riguarda il territorio nazionale, la task force ha individuato tre zone nelle quali lo sviluppo potrà essere diverso.
Non si tratterebbe di una divisione fra Nord, Centro e Sud, anche se alla fine a questo si arriva, ma la divisione sarebbe legata alla densità abitativa e alle infrastrutture tecnologiche già presenti.
Web Hosting: futuro roseo
Un ricerca di Colt (azienda di servizi di telecomunicazione e Internet a banda larga) rivela che in Italia i servizi di Internet hosting sono destinati ad aumentare: nei prossimi 4 anni genereranno affari per 647 milioni di euro (oggi sono 158 i milioni prodotti dal settore).
Nel 2001 erano 400 mila le aziende italiane con un sito Web: nel 2005 aumenteranno a 760 mila, e un quarto di queste, circa 190 mila, affiderà la gestione del proprio sito Internet ad una Web farm.
Nuovo sito Screen
La Screen Service Italia ha inaugurato il suo nuovo sito Web (www.screen.it). Disponibile in quattro lingue, rappresenta un tipico esempio di utilizzo delle pagine Internet come efficace supporto marketing. Il catalogo è completo e di agile navigazione, la funzione "cerca" è attiva ed efficiente (cosa non affatto scontata). Da segnalare l'originale servizio "Repair by Exchange", una soluzione rapida ed economica per rimpiazzare un modulo guasto con uno nuovo ricondizionato e collaudato in fabbrica. On line c’è il catalogo dei moduli disponibili.
Una Web Tv per l’informazione aziendale
È partita l’Internet Tv di Intesa BCI: ha quattro redazioni e vi lavorano venti persone. Il palinsesto è strutturato in maniera da interessare e coinvolgere i dipendenti del gruppo: l’obiettivo è quello di accompagnare l’integrazione fra le tre grandi banche (le ex Cariplo, Ambroveneto e Comit fuse in Banca Intesa) tramite questo strumento di comunicazione interna. Il progetto risale allo scorso giugno, mentre la Tv ha cominciato a trasmettere il 2 gennaio.
La redazione centrale è a Milano, dove sorgono anche lo studio tecnico e la regia; altre tre redazioni locali sono a Roma, Napoli e Mestre. I programmi vengono registrati nello studio di Milano o in service esterni. Il palinsesto occupa la fascia pomeridiana, per permettere ai dipendenti di guardare i programmi proposti.
Un Tg quotidiano va in onda alle ore 13 ed è composto per metà di notizie interne al gruppo e per metà di notizie esterne di natura economica e finanziaria.
Non mancano i programmi di approfondimento. Si può accedere alla Web Tv solo dalla rete Intranet aziendale.
Internet: Italia ultima negli accessi domestici
Internet rallenta nei Paesi dell’Unione: lo attesta un documento della Commissione Europea volto a accertare lo stato del progetto e-Europe, partito nel 2000 per favorire lo sviluppo della Rete. La percentuale di penetrazione di Internet nelle case dei cittadini europei si è assestata sul 38% nel dicembre scorso.
É ancora grande il divario nei vari paesi: se il 60% di svedesi e olandesi si connettono da casa, gli italiani che navigano tra le pareti domestiche sono solo il 30%, percentuale molto al di sotto della media europea.