Gay Tv: basta illazioni, B&P vi svela il progetto
In questi ultimi tempi avete letto su stampa quotidiana, ma anche su periodici specializzati, un sacco di chiacchiere alquanto vacue al riguardo del lancio del canale satellitare Gay Tv, dedicato ad un target (non è difficile intuirlo) omosessuale. Per quanto ci riguarda, non siamo certo scandalizzati dalla scelta editoriale, ma semmai dalla superficialità dimostrata nel dare notizie al riguardo. Siamo una rivista tecnica e dunque, come risposta nel nostro stile, ecco a voi una scheda inedita sulle scelte tecniche fatte da questa nuova iniziativa (lo reputiamo il modo migliore per passare dalle illazioni alle valutazioni).
Sono notizie raccolte sul mercato: è bastato interrogare appropriatamente gli addetti ai lavori per uscire dal pettegolezzo o dal mito e tornare, sanamente, sui fatti. Editore dell’iniziativa è la società Xat e, da una stima complessiva, possiamo dire che crede nel progetto al punto di aver investito oltre 3 milioni di Euro in infrastrutture e tecnologia. La sede milanese è stata elegantemente ridisegnata e ristrutturata dal “solito” Pino Stillitano e dai professionisti della sua SM: il risultato pare essere (neanche a dirlo) decisamente chic. La rassegna tecnologica è di prim’ordine e dispone di due studi di posa (da 200 e 600 metri quadri) con una regia a 4 telecamere. Tre sono le sale di editing e una la sala di Master Control. I cablaggi sono stati curati dalla I.Te. Impianti Televisivi e tutta la componentistica relativa a matrici, distributori e affini viene dalla sapiente fornitura di Sandro Trezzi di Video Signal (parliamo di apparati Quartz, matrici e strumenti di misura Tektronix, distributori e convertitori Grass Valley 8550 e 8900). Uno zampino di Leonardo Girardi si manifesta: Bal ed Evertz sarebbero parte del sistema, anche se per marchi ben più noti pare ci sia stata una repentina risposta della casa madre e per telecamere e banco regia la questione è, al momento di scrivere queste note, ancora aperta (nelle beghe commerciali ci sembra superfluo entrare). Anche l’audio è curato con particolare attenzione, altrimenti non si spiegherebbe la scelta dell’ottimo Orban OptimodTv 8282 (Audio Equipment). Per la gestione del tutto ci risulta sia stato scelto, una volta ancora, il connubio Etere Automation-videoserver Seachange, mentre per la gestione satellitare, come sempre più spesso accade, la onnipresente Fortress Italia ha fornito coder Scopus E-1100, ricevitori Scopus IRD-2800 e un sistema di gestione dei segnali Scopus 2800, oltre ai modulatori Radyne -Comstream. Senza risparmio anche la parte di grafica ed editing, che (a giudicare dagli acquisiti) rappresenterà una forte componente del canale: Avid 9000, Avid DS, Media Composer, Softimage XSI versione 2 sono le soluzioni adottate.
Per concludere: speriamo di non avervi annoiato troppo con questa arida “lista della spesa”, ma crediamo che, più di tante leziose teorie e fantasiose ipotesi, possa avervi dato concretamente l’idea dell’ottimo livello di qualità di questa impresa in fase di lancio. Auguri di buon lavoro allo staff, che al momento è composto da una quarantina di persone tra settore tecnico e artistico.
(Andrea Rivetta)
I padroni del vapore… pardon!… del satellite!
Quali sono e da dove operano i maggiori providers satellitari mondiali?
Quanti satelliti gestiscono? E qual è il loro giro d’affari?
Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo provato a costruire una tabella, ordinata per numero di satelliti gestiti, che include i nove principali fornitori mondiali; abbiamo cercato di “omogeneizzare” i dati, fermandoci per i ricavi a quelli del 2000, anno di cui abbiamo dati certi per tutti. Il numero dei satelliti in attività è invece aggiornato a fine 2001 ma, come quello correlato dei transponders, è in continua variazione e pertanto la tabella va ritenuta approssimata, poiché potrebbe riportare dati non aggiornati per qualche operatore.
Cosa si evince? Che sicuramente operare con più satelliti vuol dire fatturare di più, ma anche che il mercato americano è mediamente più redditizio… ecco spiegato perchè i due operatori europei SES ed Eutelsat siano entrati nell’ottica di servire anche il mercato d’oltreoceano, il primo acquisendo il 100% di GE Americom e divenendo il primo provider mondiale, il secondo creando nuove joint ventures che opereranno in America del Nord e America del Sud.
La Gran Bretagna vincerà nel digitale
Un’indagine condotta in Gran Bretagna dalla società Jupiter Media Metrix ci svela che entro la fine del 2002 il 50% delle abitazioni inglesi sarà dotato di un sistema per la ricezione della tv digitale. Il dato è decisamente rilevante se paragonato al tasso di penetrazione della televisione digitale nel resto d’Europa, limitato al 25%. In qualità di fanalino di coda ci sono Italia e Spagna, con una previsione, per la fine del 2002, che non va oltre una diffusione del 20%. Per quanto riguarda invece la diffusione del Broadband, in testa ci sono Belgio e Svezia, che già alla fine del 2002 potranno contare su una penetrazione rispettivamente del 12 e 18%. Si prevede che il resto d’Europa raggiungerà una diffusione del 15% solo entro il 2006.