L'INGEGNERE MASCHERATO
A cura di Mario Orazio
Il binomio HS, proprio uno stress! Capito il casino?
LAGGIÙ DA QUALCHE PARTE, magari non ci avete fatto caso, ma Quantel ha proprio avuto una bella idea. Mo’, non vi illudete, Quantel qualche idea strana l’ha pure avuta. Come quella per esempio che vi dovete impegna’ pure la moglie per pagare i loro accrocchi. Ma andiamo con ordine.
Quello che volevo di’ è che, almeno qui, nei buoni, vecchi USofA, ‘sto cacchio di binomio HS ci sta dando un casino di stress… che sempre qui, nei cari, dolci, ecc. ecc., quando lo pronunci fa pure rima: HS, stress. Mo’, direte voi, “Mario, ma che sghiribenzolo è ‘sto binomio HS?”. E, dunque, io lo chiamo così, H sta per High, come in HDTV, e S sta per standard, come nella televisione che ci guardiamo tutti i giorni a casa nostra. Capito il binomio? E allora, dunque. Qui nei buoni, cari quelli che volete voi, l’alta definizione c’è. Programmi in HDTV li potete vede’ già sul cavo e sul satellite, e pure nel DVB terrestre sperimentale, qualche cosa già ci stanno trasmettendo. Certo, quando la DTV funziona, può portare l’alta definizione, cascasse un… oops, e l’ho detto, no, quando funziona. Vabbe’, è vero pure che i televisori per l’HD costano una tombola, però… Sì, è vero, certi televisori in HD, oltre a costare, fanno pure un pochino schifo. Ma questo non vuol dire, ci stanno pure un sacco di televisori normali che fanno andare un poco, come si dice, di corpo. No, non è questo il problema. Come non è più un problema oggi produrre un intero programma, con apparecchi che tutto sommato so’ diventati abbordabili, e magari pure in qualche modo trasmetterlo. Il problema vero - e credetemi, è molto più grosso di quello che si pensi (visto il congiuntivo?) – è quello di mischiare insieme in uno stesso programma l’alta definizione con dei contributi standard, magari pure in bianco e nero. Allora, facciamo un esempio. Immaginate di riprendere in HDTV una bella partita del nostro bel footballone americano, che ne so, magari proprio il Superbowl. A un certo punto uno fa un’azione bellissima, che ricorda tale e quale un’altra azione che si era avuta nel Superbowl di dieci anni fa. Giustamente, il regista ordina di inserire la registrazione di quell’azione di allora, per far vedere come è uguale a quella di oggi. Mo’, è evidente, quella era una ripresa in formato standard, e allora la convertiamo raddoppiando artificialmente le righe, ma non possiamo allargarla a 16:9, allora la lasciamo con due barre nere ai lati. Però, però, non ci dimentichiamo di tutti quei poveretti che guardano la partita su un televisore normale, dobbiamo fare il simulcast, cioè trasmetterla anche in formato standard. Il che vuol dire che nel simulcast l’immagine in 16:9 viene trasmessa come letterbox. E quando arriviamo al nostro inserto di dieci anni fa? Sui televisori normali si vedrà un quadratino piccolo e miserabile al centro dello schermo. Capito il casino? Mo’, tanto per divertirci un altro poco, proviamo a immaginare che l’anno dopo la stazione che trasmette il Superbowl decide che gli apparati per le riprese HD costano troppo, e riprende tutta la partita in formato standard, convertendo in alta per il canale HDTV. E proviamo a immaginare pure che c’è, magicamente, un’azione simile a quella dell’anno prima. E giustamente, facciamo rivedere l’azione dell’anno prima, completa col suo inserto di dieci, anzi mo’ so’ undici, anni fa. Però quell’azione, per renderla omogenea col resto dobbiamo convertirla in bassa, salvo riconvertirla in alta insieme a tutto il resto per il canale HD… E alla fine di tutto ‘sto casino che ne sarà del nostro insertino? Esatto, proprio così, sarà diventato un puntino infinitesimale! Beh, voglio ammettere che ho fatto un esempio un po’ particolare, però guardate, l’ho fatto perché era più facile da spiegare, ma credetemi, di problemi così ce ne saranno tantissimi, pensate solo al mischiare insieme programmi a scansione progressiva e interlacciata. Dice “Ma, Mario, ma che c’entra Quantel?”. Ecco, appunto, Quantel, nel suo Monty, ha avuto un’idea della madonna. Insomma, è l’uovo di Colombo, anzi lo vogliamo chiamare l’uovo di Quantel? Il Monty memorizza tutti i segmenti nei loro formati originari. Se qualcosa è in HDTV 1080i lui lo memorizza così, se qualcos’altro è in volgarissimo 525/60 (625/50 per voi eurosfigatelli), lui, che gli frega a lui, lo memorizza sempre così. Così potete fare tutto l’editing che volete, senza cambiare niente. Solo al momento di convertire tutto in un determinato formato, alta o bassa che sia, lui converte il prodotto finale tutto insieme. Ma solo all’uscita. All’interno il prodotto memorizzato rimane com’era, pronto per la prossima conversione, magari in un altro formato. C’è solo un problema però. Per pagare Monty, fate il conto di smettere di fumare (vabbe’, qui da noi ormai non fuma più nessuno), ridurre al minimo indispensabile il mangiare e il bere, non uscire, non andare più al cinema né al teatro, vendere la macchina, vestirsi solo con pelli di animali selvatici catturati da voi stessi, e poi prendete i soldi risparmiati dopo sei-sette anni di ‘sta vita (ma che vita è?) e mandateli direttamente a Quantel.