DOSSIER

SCUOLE, CORSI E FORMAZIONE

Impara l’arte e mettila...in azione!

Ci sono tante scuole e aziende che offrono corsi per principianti e di specializzazione, a pagamento e non, per aspiranti addetti ai lavori e per operatori già inseriti nel mondo del broadcast e della produzione e post-produzione audiovisiva. Ecco a voi un’ampia rassegna di opportunità

di Alessandro Miglio

Chi abbiamo citato in questo dossier:
Accademia Int.le delle Arti e delle Scienze dell’Immagine - www.accademiaimmagine.org
AVID - www.avid.it
B&C Network - www.bcnetwork.it
Cefriel - www.cefriel.it
Digital Culture - www.digitalculture.it
Ist. di St. per la Cinematografia e la Televisione “R. Rossellini” - www.romacivica.net/rossellini
Matrox - www.3gvideogroup.it
Mediaset - www.mediaset.it
Music Art & Show MAS (Mi) - www.mas.it
Pro Workshop - www.audioequipment.it
RAI - www.sgrtv.it
Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media (Mi) - www.scuolecivichemilano.it
Scuola Nazionale di Cinema (Roma) - www.snc.it
Sentieri Selvaggi - www.sentieriselvaggi.it
Softimage - www.upgrade-atc.com
Tektronik - www.tek.com
Titania - www.corsodoppiaggio.it
Università Bocconi I-LAB - www.i-lab.uni-bocconi.it
Università degli Studi di Milano Corso DTV - http://saturn.media.dsi.unimi.it/masterdtv
WOW - www.radiosa.com

Quando abbiamo iniziato a lavorare su questo dossier in verità non ci eravamo nemmeno resi ben conto di quanto vasto fosse l’argomento. Invece, seguendo una sorta di filo di Arianna, ci siamo imbattuti via via in scuole, in corsi, a pagamento e gratuiti, per apprendisti o per esperti in via di perfezionamento. Cosa consigliare a chi fosse interessato a frequentare tali occasioni di qualificazione professionale? Suggeriamo che la scelta sia fatta in modo oculato, analizzando bene le caratteristiche del programma che viene offerto. Un altro consiglio che possiamo dare per orientarvi in questa “giungla” del sapere è quello di chiedere alle persone che hanno già frequentato questi corsi le loro impressioni al riguardo; dovete anche controllare che siano preferibilmente riconosciuti da qualche ente pubblico o associazione di categoria, il che significa che sono stati valutati da una commissione esterna rispetto all’azienda promotrice. Quando è possibile, cercate anche di scoprire, una volta terminata la formazione, le reali possibilità di proporvi sul mercato, in base alle capacità tecniche o culturali che avete acquisito. Fate attenzione: più che alle lezioni sporadiche di quello o quell’altro personaggio di spicco, informatevi su chi siano i “veri” docenti, che vi accompagneranno per tutta la durata del corso, e su quale sia stato il loro cammino professionale. Anche qui l’esperienza di un amico che già ha effettuato il corso da voi scelto può aiutarvi ad orientarvi sulle reali potenzialità di sbocco nel mondo del lavoro. Ultimo suggerimento: determinante è la vostra dedizione, il vostro sacrificio, la vostra passione che peraltro sono condizioni che stanno alla base di qualsiasi professione vogliate intraprendere. Ci scusino sin d’ora gli “assenti”: anche volendo, non avremmo mai potuto citare tutti. In alcuni casi ignoravamo l’esistenza di tale opportunità, in altri casi, come quello dell’Università di Siena, che organizza dal prossimo ottobre un corso di Linguaggio della Radiofonia e dello Spettacolo, abbiamo cercato con insistenza il curatore, professor Enrico Menduni (www.media.unisi.it/menduni), ma alla fine non siamo riusciti ad incontrarlo in tempo utile. Siccome il tema è vasto e potremmo tornare a trattarlo, invitiamo ufficialmente chiunque sia interessato e sia stato escluso in questa occasione a segnalarci altre scuole, altri corsi di formazione o workshop promossi da aziende, che potrebbero diventare protagonisti di una futura puntata sul tema. Le segnalazioni vanno inoltrate via e-mail a bpitalia@tin.it. Ma passiamo senza altri indugi alla presentazione di questa ampia rassegna di iniziative formative disponibili sul mercato, presentatei in… ordine sparso!

Accademia Internazionale delle Arti e delle Scienze dell’Immagine
Qui si affronta lo studio dell’immagine nei suoi aspetti più complessi. I corsi di Cinematografia, Grafica Pubblicitaria, Fotografia e tutto ciò che ha una relazione con le immagini hanno un costo di circa 2.600 Euro l’anno. I corsisti provengono da tutte le parti d’Italia, e anche dall’estero; ad ogni nuovo anno accademico ci sono dai 20 ai 30 nuovi iscritti di età media 25 anni. Alcuni intendono specializzarsi dopo l’università, altri già lavorano e desiderano approfondire la materia, altri ancora, dopo la scuola secondaria superiore, vogliono direttamente intraprendere gli studi dell’Accademia. All’interno di questi corsi ci sono diverse materie, filosofia del linguaggio, filosofia dell’immagine, storia del cinema, storia dell’arte, alcune con obbligo di frequenza ed altre no. Il programma di Cinematografia è curato da Marco Incagnoli, per la parte tecnica, e da Vittorio Storaro per l’aspetto più “filosofico” della materia. “I corsi – racconta Incagnoli – dopo i primi tre anni, uguali per tutti, sono divisi in due bienni separati; uno creativo, incentrato sul prodotto, quindi realizzato sulle figure del regista, dell’autore, dello sceneggiatore, del direttore della fotografia, del montatore, che sono le professionalità tipiche di chi produce cinema; mentre l’altro ramo è quello di direzione e organizzazione della produzione. Nel biennio di specializzazione si realizzano delle monografie, sotto il coordinamento di Storaro; per esempio al quarto anno è richiesto un cortometraggio su un artista o un opera d’Arte e nel quinto anno un corto su un soggetto a scelta del corsista. Alcuni di questi vengono presentati ai vari Festival del Cortometraggio, a partire da quello di Venezia. Stiamo cercando di stabilire il rapporto studente/lavoro, ritrovando il concetto della Bottega Rinascimentale. Per esempio ora stiamo lavorando a un corto con la regia di Peter Del Monte, che ne è anche l’autore e lo realizziamo in Accademia con gli studenti stessi. In questo modo gli studenti possono confrontarsi con tutte le figure professionali nei loro ruoli e fare esperienza sul campo partecipando direttamente alla realizzazione”.

Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media
La scuola ha il fine di formare tecnici e creativi per il cinema, la televisione e i nuovi media. Ai corsi tradizionali di sceneggiatura, regia, produzione, ripresa, montaggio, tecnica audio-video e cartoni animati, si affiancano corsi brevi, workshop e master class di specializzazione rispondenti a specifiche esigenze del mercato audiovisivo. Ci sono i corsi di base che sono biennali e il loro costo è di 900 Euro all’anno. La direzione della scuola è affidata a Daniele Maggioni produttore cinematografico di numerosi filmati tra cortometraggi, documentari, lungometraggi e autore del manuale “Professione Filmaker”. Abbiamo chiesto a Maggioni come si trova in questa nuova veste manageriale: “Mi trovo benissimo. Anche se provengo dalla produzione, ho uno splendido rapporto con i ragazzi e poi negli anni ’70 io ho frequentato questa scuola, quindi è un’emozione in più”. “Lo scorso anno – spiega Daniele Maggioni – il Comune di Milano ha costituito una fondazione che, pur continuando ad avere un controllo pubblico, è aperta anche a privati e al suo interno il Comune ha inserito alcune delle scuole tipiche come la Scuola di Cinema, la scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, la civica scuola di Musica Villa Simonetta e l’Istituto Superiore Interpreti e Traduttori. Queste quattro realtà sono il nucleo originario di una fondazione che si allargherà anche ad altre scuole in futuro. Ne è conseguita una maggiore potenzialità operativa. La prima trasformazione è partita dal nome che è diventato Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media: la produzione di intrattenimento in questi ultimi anni è molto cambiata, non è più legata solo al cinema. Se pensiamo che in Italia si producono circa 120 ore di film all’anno, corrispondenti a circa una settantina di film, mentre si producono più di mille ore di fiction, lo “spostamento” della scuola è inevitabile. Vogliamo essere in stretta relazione con le esigenze di mercato e formiamo dei professionisti che possano trovare lavoro. L’ottima reputazione della scuola è attestata da un’indagine fatta dall’SWG di Trieste sugli alunni diplomati negli ultimi tre anni di scuola, da cui risulta che l’87% dei diplomati ha trovato lavoro entro i primi sei mesi nel campo per cui si era formato, ma questo non ci basta. Non dobbiamo dormire sugli allori, soprattutto in un settore in cui l’evoluzione tecnologica è esponenziale. Stiamo mettendo a punto nuovi programmi, iniziative e vogliamo fare un appello anche alle aziende del settore, soprattutto a quelle produttrici di tecnologie, affinché entrino in relazione con noi. La scuola non può permettersi, ogni volta che esce una nuova tecnologia o un nuovo programma, di acquistarlo, perché sarebbe un onere insostenibile per la collettività, ma possiamo trovare degli accordi con le aziende alle quali possiamo offrire strutture di formazione, dei corsi ad hoc per loro; in cambio i nostri studenti potrebbero utilizzare nella formazione le loro tecnologie. Abbiamo concluso un accordo con una grande azienda per cui, durante il periodo estivo, dei nostri studenti hanno lavorato sui nuovi sistemi di playout per la trasmissione satellitare e sugli stessi netserver utilizzati dalla redazione di Studio Aperto di Italia1. Per la scuola questo è l’unico modo possibile per seguire lo sviluppo delle tecnologie. Ci sono vari master class dalla durata di tre o quattro settimane, però sono corsi intensivi e molto specializzanti. Per esempio ne abbiamo in corso uno con Avid per il quale l’azienda ci mette a disposizione, per le due settimane del corso, una DigiSuite da 360mila Euro e i suoi tecnici formano gli iscritti, che poi vengono segnalati dall’Avid. Sempre con Avid abbiamo realizzato un corso di base, che ha ottenuto un grande riscontro. Un altro progetto che intendiamo realizzare è quello di moltiplicare stage e tirocini presso le aziende e a questo riguardo stiamo lavorando a degli accordi con alcune aziende: Interactive, Ventiquattrore.tv, Eurosport. Crediamo nella cultura dell’imparare facendo e non dell’imparare ascoltando. Ogni anno realizziamo prodotti a tutto campo, sia cortometraggi (i migliori dei quali partecipano ai festival), sia prodotti per aziende esterne. Ultimamente stiamo anche sperimentando dei modelli di sitcom, che in Italia non sono efficaci come in America, e lo facciamo di concerto con Mediaset.

Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione “Roberto Rossellini”
Meglio conosciuto come Cine Tv, è la scuola secondaria superiore che da oltre 35 anni costruisce il polo formativo di Roma per i tecnici del settore audiovisivo. La scuola dispone di una sede centrale di via della Vasca Navale, 58 e di una succursale in via G. Libetta, 14 dove ci sono principalmente i corsi di grafica e di fotografia. Non ci sono titoli preferenziali d’accesso, numero chiuso o preselezione, il costo dell’iscrizione è di circa 100 Euro, mentre per il corso serale è di 125 Euro e comprende un’assicurazione che tutela lo studente anche nel tragitto casa/scuola. Vengono affrontate tutte le materie teoriche e culturali di base: italiano, storia, inglese, matematica e informatica, scienze e biologia, diritto ed economia, educazione fisica, religione (o in alternativa educazione ambientale) che, con le materie specifiche del corso che si sceglie, raggiungono le 40 ore settimanali complessive. Le iscrizioni sono aperte a tutti coloro che possiedono almeno un diploma di terza media e tra le due sedi si contano circa 850 alunni. L’istituto è spesso il riferimento per le aziende del settore impegnate nella ricerca di personale tecnico: sono occupati la quasi totalità dei diplomati. Il Cine Tv ha sede negli ex stabilimenti cinematografici Ponti-De Laurentis, dove sono stati girati molti film che hanno fatto la storia della cinematografia italiana. L’istituto è dotato di due teatri di posa, uno cinematografico e l’altro televisivo, attrezzati con impianti illuminotecnici a comando elettronico, macchine da ripresa 16 e 35 mm, regia televisiva, sala cinematografica da 80 posti con Dolby SR, un dipartimento audio completo di doppiaggio, sala mixage e di tutte le apparecchiature per la ripresa sonora; un dipartimento di montaggio per le lavorazioni cinematografiche ed il trattamento delle immagini televisive, sia con sistemi analogici che digitali (Avid); un dipartimento fotografico dotato di una sala posa, laboratori di sviluppo e stampa, elaborazione digitale delle immagini; un laboratorio di produzione ed edizione. Nella succursale ci sono il dipartimento di grafica con laboratorio di grafica convenzionale e digitale e un laboratorio di produzione multimediale, uno di ripresa, uno di montaggio e uno del suono. Inoltre entrambe le strutture sono dotate di palestra, biblioteca, videoteca, aula di informatica, televisori, videoregistratori, collegamenti satellitari ed Internet e tre campi sportivi polivalenti. Come in tutta l’istruzione professionale i corsi durano cinque anni e sono strutturati in un triennio e un biennio. Al termine del triennio iniziale si consegue il diploma di qualifica professionale corrispondente all’indirizzo scelto all’atto dell’iscrizione (audiovisivo, fotografico, grafico pubblicitario). Il biennio post qualifica prevede che lo studente approfondisca la preparazione professionale in maniera più specifica anche grazie a corsi avanzati e stage presso aziende del settore per un totale di 600 ore: tale attività viene denominata “Terza Area”. Il corso si conclude con l’esame di Stato che comporta il conseguimento di un Diploma di Scuola Secondaria Superiore assegnato dallo Stato e un Diploma Professionale Regionale di II livello Tecnico dell’Industria Audiovisiva, Tecnico della Produzione dell’Immagine Fotografica, Tecnico della Grafica Pubblicitaria, rilasciato dalla Regione. Da tre anni la scuola offre la possibilità di frequentare dei corsi serali, nei quali lo lo Stato offre la possibilità di potersi diplomarsi in quattro anni anziché in cinque.

Scuola Nazionale di Cinema
L’ex Centro Sperimentale di Cinematografia è la più antica scuola di cinema al mondo, insieme a quella di San Pietroburgo. Dal 1940 le attività della scuola si svolgono nella sede romana di via Tuscolana. Nel corso dei suoi oltre 60 anni di vita, la scuola ha formato intere generazioni di cineasti. Da Antonioni alla Cavani, da Bellocchio a Virzì, da Loy all’Archibugi, da Maselli a Verdone, molti rappresentanti di punta della cinematografia italiana sono passati per i teatri di posa del Centro Sperimentale di Cinematografia. Altrettanto illustri e autorevoli sono stati i docenti che hanno messo la propria arte a disposizione dei giovani cineasti: Alessandro Blasetti, che è stato anche l’ideatore del Centro, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti. Nove i corsi già attivi, tutti di durata triennale: fotografia; montaggio; produzione; recitazione; regia; sceneggiatura; scenografia, arredamento e costume; tecnica del suono; animazione (che si svolge presso la sezione distaccata di Torino della SNC). A questi si aggiungerà a breve, presso la sede distaccata di Palermo, un corso di realizzazione di film-documentario. Nato come scuola di cinema, il Centro Sperimentale di Cinematografia (trasformato nel 1997 da Ente Pubblico in Fondazione e denominato SNC), ha progressivamente ampliato le sue attività. Attualmente la Scuola Nazionale di Cinema si articola in quattro diversi settori: Biblioteca e Attività Editoriali, Cineteca Nazionale, Formazione Ricerca e Sperimentazione, Produzione e Promozione Culturale. A questi si è aggiunta di recente una nuova sezione: Didattica e Formazione Scuola Preuniversitaria. L’intenzione è quella di contribuire all’alfabetizzazione cinematografica degli studenti italiani. La Scuola, insieme ad altre istituzioni del settore, ha elaborato un progetto nazionale che prevede lo svolgimento di corsi di educazione al linguaggio cinematografico e audiovisivo, da svolgersi nelle scuole di ogni ordine e grado.

Scuola di Giornalismo di Perugia
Nata nel 1992 da un’intuizione della Rai e dell’Università di Perugia, si ispira alla creazione di professionalità giornalistiche radiotelevisive. Da questa unione è scaturita una efficace modalità di accesso alla professione giornalistica, equilibrata tra l’aspetto strumentale, pratico e operativo, e quello culturale. Il direttore della scuola è da sempre un giornalista Rai di grande spessore professionale, ma per il resto l’ente radiotelevisivo pubblico delega la struttura universitaria. Gli azionisti di questa associazione no profit sono: Rai, Università di Perugia, Ordine Nazionale dei giornalisti, Regione dell’Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e la Fondazione Bonucci (fondazione storico culturale di Perugia, proprietaria dello stabile dove avvengono i corsi, concesso in comodato gratuito alla scuola). La Rai è l’azionista di maggioranza assoluta e gli altri sono soci ordinari: il bilancio annuale, di circa un milione di Euro, ogni anno chiude in perdita e ogni anno viene risanato per il 99% dalla Rai e il restante 1% dalla Regione e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. “Oltre ai corsi della scuola di giornalismo – racconta Vittorio Fiorito, direttore della scuola dal 1998, dopo 19 anni al Tg Rai e dopo essere stato a Rai Educational e al Televideo – si tengono altri master di aggiornamento. Nel caso della redazione di RaiNews24, quasi tutta la redazione è venuta in questa scuola per un corso di formazione alle tecniche della radiotelecronaca. Attualmente i contratti per corsi di formazione di questo tipo sono stipulati esclusivamente con la Rai, ma non è escluso che un domani vengano aperti anche ad altre aziende. Quaranta giornalisti, divisi in due o tre classi, per un mese di formazione tecnico-professionale costano 130mila Euro tutto compreso, una cifra ben al di sotto di quanto si fanno pagare altre aziende private; inoltre chi viene ai nostri corsi, vuole sempre tornarci!”. C’è poi un attivo rapporto con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti che ha sempre riconosciuto le due caratteristiche principali della scuola: la prima è quella di essere un’autentica testata giornalistica con totale autonomia e la seconda è quella di avere un’altissima qualità nella formazione pratica dei giornalisti su tutti i prodotti specifici. La scuola di Giornalismo RadioTelevisivo di Perugia è una tra le migliori in Italia, ma ricordiamo le altre, che sono quelle di Milano, di Urbino e di Roma (alla Luiss). Ogni corso accademico dura due anni: il tempo necessario per far sì che i 24 ragazzi che la frequentano diventino giornalisti professionisti. Il corso è molto duro e impegnativo, ma lo è ancor di più potervi accedere. Sono molte le caratteristiche che il candidato deve avere e la laurea rappresenta un elemento determinante nella graduatoria finale, in quanto rappresenta il punteggio più elevato. Il costo è di circa 2.600 Euro l’anno, ma dal 1998, tranne un anno, la scuola è riuscita ad ottenere delle borse di studio dalla Regione, per tutti i partecipanti, che vengono erogate a fine biennio. Oltre al corso accademico si svolge in contemporanea un biennio di pratica giornalistica. All’inizio del corso i ragazzi vengono registrati all’Ordine Nazionale dei Giornalisti come praticanti e alla fine del corso, e dopo un periodo di stage, sostengono l’esame per professionisti; il turno di presenza alla scuola va dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00. Spiega ancora Vittorio Fiorito: “I ragazzi in questo biennio lavorano in vere redazioni. Abbiamo studi televisivi e radiofonici, sale di montaggio, news room, computers, Internet e tutto quello che è necessario a un giornalista. Tutti i giorni realizziamo i prodotti giornalistici, realizziamo un giornale quotidiano, sia stampato che on-line, inviamo troupe in esterno a registrare dei servizi che vengono poi montati e utilizzati in telegiornali o radiogiornali. Ognuno deve conoscere tutte le materie del giornalismo dallo sport all’economia, dalla politica alla cronaca. Gli allievi quando escono dalla scuola sono professionisti completi che possono essere utilizzati in qualunque settore produttivo per tutti quanti i prodotti giornalistici”. I ragazzi, oltre a sviluppare il lavoro che viene normalmente svolto da tutti i praticanti in tutte le redazioni, hanno la fortuna di avere come docenti noti protagonisti del giornalismo italiano e internazionale. Oltre ad arricchirsi di esperienza sul campo, ne ottengono altrettanta dallo studio e dall’esperienza dei testimoni che intervengono durante il biennio. Una curiosità: da non perdere, per chi ha la fortuna di visitare la scuola, è la limonaia della villa! Le oltre 100 piante di limoni che risalgono al XIX secolo sono un patrimonio storico-ambientale protetto che è parte integrante della villa.

A.D.R. - Attori Doppiatori Riuniti
Questa è una cooperativa di attori doppiatori professionisti del settore. Attraverso la tecnica del doppiaggio è possibile acquisire una notevole padronanza del linguaggio verbale, utile sia per la vita quotidiana che lavorativa. Comunicare significa principalmente farsi capire, esprimersi in modo diretto e chiaro, conoscere le tecniche per catturare e mantenere desta l’attenzione di chi ascolta. Il doppiaggio è caratterizzato da una recitazione assai tipica e precisa: pulita, diretta, naturale e priva di ogni manierismo. Da qui nasce la sua efficacia. Titania è uno stabilimento con studi di registrazione e sale di doppiaggio audiovideo attivo fin dagli anni ‘70. “Organizziamo due corsi all’anno, a febbraio e a ottobre – racconta Massimo Di Cicco, responsabile della cooperativa –. La nostra non è una vera struttura scolastica, ma un insieme di vere e proprie sale musicali e di doppiaggio che affittiamo a seconda delle richieste. Attualmente la ADR sta lavorando sulla colonna sonora del musical “Killer per signora” (regia di Gianluca Guidi e musiche di Riccardo Biseo) e in contemporanea, in altre sale, si sta doppiando una soap opera. In questi ultimi 7 anni abbiamo cominciato ad offrire dei corsi di doppiaggio gestiti autonomamente. In questi corsi le persone hanno le caratteristiche più disparate, dal Nord al Sud d’Italia, giovani e adulti, uomini e donne, chi lo fa per curiosità e chi per lavoro”. Il corso è suddiviso in 14 lezioni pratiche in sala di doppiaggio, di tre ore ciascuna, due volte alla settimana e si può scegliere il turno di mattina o quello serale. I docenti sono attori doppiatori professionisti ed il suo costo è di circa 490 Euro. Il corso si svolge in sala di doppiaggio già dalla prima lezione. L’allievo ha così la possibilità di registrare la propria voce e riascoltarla subito dopo. Ciò permette un facile e veloce apprendimento per gli allievi che si divertono molto e, divertendosi, quasi non si accorgono che stanno imparando a usare l’impostazione della voce, l’intonazione, la dizione.

Università Bocconi - I-Lab
Margherita Pagani è la coordinatrice del laboratorio di New Media e del Tv Lab del centro ricerca I-Lab dell’Università Bocconi di Milano. Il laboratorio è strutturato in maniera tale che un’azienda possa diventare sponsor pagando un’iscrizione di 13mila Euro all’anno. L’azienda definisce, insieme alle altre aziende sponsor, le tematiche di ricerca dell’anno e, a fine corso, ha diritto a ricevere il rapporto finale di ricerca. Al lavoro del 2001 hanno partecipato dieci aziende tra le quali Mediaset, MTV, Philips, Ventiquattrore.tv. Una volta stabilito il programma, partecipano di norma circa cinque persone per ogni azienda. Alla fine dell’anno c’è un importante convegno aperto a tutti nel quale vengono presentati parte dei risultati di ricerca che sono stati sviluppati, mentre il rapporto complessivo è di esclusivo dominio delle aziende sponsor. Lo scorso dicembre in Bocconi sono stati presentati i risultati della ricerca “Televisione-Internet”, sulle opportunità della convergenza. Obiettivo di I-Lab è quello di avere un ruolo propositivo, di creare ricerca, studiare quello che avviene in Italia, ma soprattutto all’estero, in Europa e in America, in merito alle nuove tecnologie, all’evoluzione dei new media, in che modo queste nuove tecnologie modifichino le tradizionali attività delle imprese di broadcast, il modo di produrre contenuti, il modo di archiviarli. Stiamo parlando di aziende di rilevanti dimensioni, che si devono inserire in un contesto competitivo che è in continua evoluzione. I-Lab ha mappato tutti i servizi di Tv interattiva in Europa, Paese per Paese, tecnologia per tecnologia, in modo da scoprire quale sia il contenuto che viene veicolato, secondo quali tecnologie e quali siano i modelli di business su cui si reggono. In questa struttura si studia come si evolve il contesto competitivo in America e in Europa e siccome il settore dell’evoluzione tecnologia è molto rapido (e soprattutto ha delle implicazioni economiche molto forti), prima di iniziare qualsiasi progetto è bene cercare di avere una conoscenza molto approfondita. Il beneficio che trae l’azienda partecipante consiste nel fatto che, invece di investire individualmente in uno studio di questo tipo, divide l’impegno con altre aziende: questo non va ad intaccare gli obiettivi strategici della singola azienda, perché si tratta di uno studio molto ricco, in partnership con le altre università, dal quale ogni azienda può sviluppare i propri orientamenti strategici. I-Lab si propone come centro di ricerca indipendente e neutrale.

Università degli Studi di Milano Master DTV
Il Dipartimento di Scienze dell’Informazione, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Milano, con il finanziamento del Fondo Sociale Europeo, promuove il Master DTV, per formare esperti in Televisione Digitale e Tecnologie Interattive. La durata è di 800 ore complessive ripartite in parti uguali per tutte e tre le attività principali: stage, lezioni in aula e in laboratorio. Cesare Massarenti (nella foto a destra) ne è il coordinatore: laureato alla Bocconi, insegnante alla Stanford University per molti anni, si è poi trasferito a Parigi dove è rimasto fino al 1998 per un programma dell’American Film Institute, lavorando anche come produttore a Hollywood e come regista e produttore a Parigi e a Londra. “Circa un terzo dei partecipanti – spiega Cesare Massarenti – sono neolaureati e gli altri due terzi oltre che essere laureati hanno già avuto esperienze di lavoro. L’età media è di 27/28 anni, le aree di maggior provenienza sono quelle umanistiche, socio-economiche e ingegneristiche. L’obiettivo è quello di formare un middle manager che sappia gestire le risorse: hardware, software e umane. Le persone che escono da questo master sanno quali sono gli aspetti tecnologici, le potenzialità e i limiti; sanno realizzare budget su progetti specifici”. “La frequenza è dal lunedì al venerdì - continua Massarenti - sei ore al giorno. I laboratori sono portati avanti per tutto il ciclo di produzione, dall’ideazione fino all’andare in onda, nei vari canali, Web, Tv, ecc… secondo due linee direttrici: la prima tecnologica, quella dei data base, che è fondamentale per capire come si organizza il materiale digitale. L’altra linea direttrice è quella della gestione delle risorse. Sia durante le lezioni in aula che in laboratorio affrontiamo tutto con una logica temporale, ad ogni azione analizziamo il suo effetto. Le materie insegnate toccano aspetti tecnologici, contenutistici, economici e gestionali. I coordinatori dei cinque corsi sono: Franco Visintin, ex direttore tecnico della Rai, vicepresidente per il Comitato Europeo dell’HDTV dall’86 al ’96, per la parte tecnica; Chiara Boeri, regista e creative director fin dagli anni ’70 sia in America che in Inghilterra, responsabile del dipartimento effetti speciali e montaggio 2D e 3D; Stefano Raina, direttore generale della Blu Gold, per la parte budget e post produzione; Elisa Bertino per il Data Base; io mi occupo del coordinamento di tutte le varie aree e svolgo anche lezioni in aula e in laboratorio, in particolare sulla parte interattiva. Quasi sempre le lezioni contemplano l’intervento di due o tre docenti per affrontare le varie tematiche sotto tutti i punti di vista. Ovviamente realizziamo degli stage con la Rai di Milano, Blu Gold, Esperia, D&T Data Base and Tecnology società americana per i data base, e.Biscom e tante altre”. La struttura è situata in una palazzina nuova l’Officina Multimediale Concordia che è gestita dall’Agenzia Sviluppo Nord Milano che coordina le attività per il rinnovo sul territorio dei quattro comuni Bresso, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Cologno Monzese. Gli studi attuali sono divisi in due principali aule, equipaggiate con tutte le strutture necessarie, con collegamento satellitare, DVD, Betacam SP, oltre a tre laboratori informatici con 60 computer.

MAS, Music Art & Show
Questo è un centro milanese di formazione “a 360 gradi” per lo spettacolo. Nato nel 1995 da un’idea di Daniele Luppino, ispirato dalla famosa scuola americana “Fame”, è un centro polifunzionale di 4mila mq, capace di individuare giovani talenti, valorizzarli e introdurli nel mondo dello spettacolo. Il MAS prevede due Accademie di formazione artistiche principali, entrambe della durata di tre anni: “Professione MAS” per lo spettacolo e “TV Show” per l’indirizzo televisivo. Proprio su questo secondo indirizzo, che è poi quello più recente, ci siamo soffermati con il fondatore dell’istituto. “Nell’ambito della comunicazione – racconta Daniele Luppino – realizziamo corsi di doppiaggio, recitazione, dizione, conduzione televisiva e radiofonica e disk jokey”. Tutti questi corsi costano mediamente 150/200 Euro al mese ed hanno una durata di circa tre mesi. I corsi radiofonici sono tenuti da Paolo Dini, di Radio Monte Carlo, e quelli televisivi da Roger Mantovani. Per entrambi i corsi la scuola ha al suo interno dei veri studi attrezzati in modo tale che, a seconda dei corsi, i ragazzi possono ascoltarsi o vedersi e, insieme ai docenti, individuare gli errori da correggere. I corsi di recitazione hanno una durata maggiore e si svolgono da ottobre a giugno, con la docenza di Carmen Piga. Il ciclo completo è di tre anni, il primo di base, il secondo intermedio, il terzo avanzato, ma è possibile farne anche uno solo e il costo è di circa 100 Euro al mese. I corsi di doppiaggio e speakeraggio hanno come docente Alex Poli, voce ufficiale di Rete4, di RTL, della Mercedes e di tanti prodotti pubblicitari importanti. In questo corso l’età media è di circa 30 anni, contro i 24/25 di tutti gli altri corsi. Un’altra particolarità dei corsi di recitazione, conduzione, doppiaggio e simili è che c’è una forte prevalenza di partecipanti femminili!

Cefriel - Politecnico di Milano
Nel broadcast il Cefriel ha investito molto, sia in termini economici sia professionali ma, nel corso degli anni, si è specializzato sempre più nelle telecomunicazioni. A Roberto Radaelli abbiamo chiesto quali siano state le circostanze che hanno motivato questa scelta. “Le telecomunicazioni stanno assumendo un’importanza sempre più marcata all’interno della nostra società. La logica conseguenza di questo trend crescente si traduce in una maggiore richiesta, da parte sia delle piccole e medie imprese sia delle aziende di maggiori dimensioni, di figure professionali con competenze a vari livelli nella progettazione di sistemi digitali per le telecomunicazioni e Internet. Per questo abbiamo sviluppato, oltre alle tecnologie per le trasmissioni digitali satellitari radio e Tv, quelle della comunicazione per reti radio mobili cellulari di 3° generazione, ovvero il futuro della telecomunicazione mobile. Proprio in questa direzione abbiamo vari corsi di specializzazione: corsi di base delle reti locali cablate (Ethernet) e delle reti a pacchetto; conoscenza di base di tecniche di trasmissione; conoscenza di base delle reti per le comunicazioni digitali; un corso sulle tecnologie di accesso a larga banda, sia wireless che wired e altri. Nello specifico della trasmissione televisiva digitale abbiamo un corso che spiega come poter trasmettere un segnale diverso da quello Pal. Oggi si sta studiando il sistema Dvb-T, si analizzano le caratteristiche del segnale, i vantaggi del sistema rispetto a quello attuale, la possibilità di poter trasmettere, a parità di banda utilizzata, un maggiore numero di canali, che è quattro o cinque volte maggiore a seconda del tipo di informazione che si vuole trasmettere. Oggi con 24 MHz di banda si trasmettono RaiUno, RaiDue e RaiTre; nel prossimo futuro sarà possibile trasmettere sulla stessa banda 15 canali”. I corsi durano dai 2 ai 4, 5 giorni a seconda del tipo di approfondimento o dell’argomento e il costo viene stabilito all’azienda a seconda della durata. Di solito una giornata di formazione costa circa 1.300 Euro. Se si tratta di più aziende il costo può essere diviso tra le società committenti, ogni una della quali può partecipare con quante persone vuole.

Radio Master Classes
L’associazione WOW Women on work ha organizzato il primo Radio Master Classes, un corso-incontro e upgrading formativo per i dirigenti delle radio toscane. Il Radio Master Classes è un’occasione di approfondimento e aggiornamento professionale per i manager delle emittenti locali nonché un importante momento di incontro per dibattere sulle prospettive di sviluppo del mercato della radio in Toscana. Il corso fa parte del progetto “Lezioni di Radio”. La responsabile del corso della WOW è Valentina Grasso, che ci spiega: “Il tutto è iniziato con un progetto della Regione Toscana, il PIR (programma d’iniziativa regionale) legato al mondo della radio. C’è stata una prima fase, incentrata sullo studio della managerialità e imprenditorialità delle emittenti radiofoniche toscane, in collaborazione con l’Università di Firenze, Dipartimento Scienze Aziendali, tramite interviste approfondite ad una quarantina di editori sui vari aspetti della gestione dell’impresa radio. A seguito dei risultati ottenuti, gli stessi intervistati hanno partecipato a questa formazione riguardante non soltanto gli aspetti manageriali, ma anche quelli tecnologici, legislativi e organizzativi. Sono state realizzate due sessioni di circa venti persone ognuna, ripetute in maniera simile, per permettere l’approfondimento di vari argomenti anche in base a specifiche richieste dei singoli. L’iniziativa ha avuto abbastanza eco ed ora stiamo cercando fondi e modi per poterla offrire anche alle radio di altre regioni, sempre gratuitamente”. Tra i corsi offerti dalla WOW ricordiamo quello per speaker radiofonici, che ha visto la partecipazione di una quindicina di donne, un corso come producer radiofonico, un altro per esperti in comunicazione e marketing dedicato all’informazione sul lavoro che ha coinvolto radio e Internet. Per saperne di più vi rimandiamo al sito Internet: www.radiosa.com.

B&C Network
Questa è una società di comunicazione con una sede principale a Roma e una secondaria a Sassari che opera nel settore dei corsi dal 1997. Il corso di giornalismo, il più attivo, è arrivato quest’anno alla XII° edizione per la sede di Roma dove si tengono tre edizioni l’anno: è un corso base per chi si vuole avvicinare a questo mondo con un minimo di cognizione, la durata è di tre mesi, con un massimo 35 partecipanti, le lezioni si tengono due volte alla settimana, per due ore al giorno, al costo di circa mille Euro. “L’età media dei partecipanti è piuttosto bassa ed i corsi sono concepiti in modo che i partecipanti possano tirar fuori le loro passioni ed attitudini. Vengono inoltre ricreate in aula delle redazioni fittizie in cui gli alunni possono mettere in pratica quello che hanno appreso in teoria” ci spiega Nicoletta Pucci, presidente e responsabile delle pubbliche relazioni. “Inoltre – interviene Marialisa Carboni, giornalista e docente dei corsi – chiediamo l’intervento dei maggiori giornalisti, della carta stampata, della radio e televisione, proprio per raccontare piccoli segreti ed esperienze che hanno vissuto durante la loro carriera, ottenendo così un procedimento inverso, ovvero raccontando esempi pratici e realmente accaduti, i docenti spiegano come li hanno potuti affrontare e risolvere. Alla fine del corso viene effettuata una prova scritta su un lancio di agenzia e una prova video, che chiamiamo “di immagine”, che verifica il modo di porsi di fronte alla telecamera, la dizione, la lettura. Infine quelli che si saranno distinti maggiormente avranno la possibilità di fare degli stage in ambito locale, da uno a tre mesi, presso testate giornalistiche, emittenti radio-televisive o uffici stampa. Alcuni hanno trovato un lavoro all’interno dell’ufficio stampa del movimento dei consumatori, altri in Rai o in emittenti locali e così via”. Per completezza d’informazione citiamo gli altri componenti della struttura che sono Ennio Salomone, giornalista, Caterina e Maria Laura Berlinguer nelle pubbliche relazioni. Un Corso di Sceneggiatura viene realizzato per coloro che vogliono sperimentare il proprio talento: la durata è di tre mesi, con frequenza bisettimanale di tre ore ciascuna e con un massimo di 30 allievi, al costo di circa 1.200 Euro. A fine corso viene realizzato un soggetto cinematografico, che sarà poi analizzato da un produttore. Il responsabile di questo corso è Luca De Benedittis che è stato uno degli sceneggiatori di “Azzurro”, film di Paolo Villaggio. Anche qui molti sono gli interventi e ne citiamo solo alcuni: Age, Ettore Scola, Ennio Morricone, Gillo Pontecorvo.

Sentieri selvaggi
Questa è una rivista specializzata che realizza da alcuni anni corsi per aspiranti critici cinematografici e, da quest’anno, per filmakers. I corsi si dividono in due livelli: il primo è quello base ed è caratterizzato da buone indicazioni teoriche che si integrano con laboratori operativi, sia di produzione analitico-critica (per quel che riguarda le lezioni di critica) che di realizzazione video (per il corso Scrivere e girare un cortometraggio). Il secondo livello è sostanzialmente un workshop che, contemporaneamente, recupera alcune essenziali informazioni teoriche utili soprattutto per coloro che decidono di affrontare, immediatamente, un percorso operativo. “Il corso di critica permette, – spiega Federico Chiacchiari responsabile dei corsi – di affrontare il complesso mondo della scrittura per il Web facendo realizzare articoli e pezzi per la rivista on-line, mentre il corso di realizzazione video prevede la costruzione e la messa in scena, per ogni singolo allievo, di un cortometraggio. I partecipanti sono studenti universitari che stanno terminando gli studi e che mirano ad approfondire, attraverso i nostri corsi, tematiche ed elementi professionali che non riescono a soddisfare attraverso il percorso accademico. I nostri corsi sono molto operativi, anche se non mancano le necessarie lezioni teoriche finalizzate al lavoro pratico verso il quale tendiamo. I corsi hanno durata variabile: quelli “base” durano circa sei mesi, mentre quelli più operativi e avanzati durano due o tre mesi con una frequenza per lo più settimanale”. I corsi per critici cinematografici si avvalgono della presenza di professionisti accreditati come Enrico Ghezzi o Alberto Abruzzese. I corsi di realizzazione video hanno goduto della presenza dei registi Mimmo Calopresti e Guido Chiesa, dello sceneggiatore Marco Martani e del direttore del Torino Film Festival Stefano della Casa. Il costo del corso di critica cinematografica è di 700 Euro mentre quello di realizzazione video è di 1.100 Euro; per quanto riguarda i corsi base, variano da 500 a 1.550 Euro per i workshop. “Gli allievi dei corsi di produzione video critica - aggiunge Chiacchiari - imparano a gestire una storia da utilizzare dinamicamente per un racconto televisivo, apprendono l’uso delle macchine, fanno esperienza di organizzazione produttiva, lavorano con gli attori per la realizzazione di un cortometraggio che loro stessi definiscono. Attualmente gli allievi effettuano stage interni alla rivista e al corso. Sono previsti, in futuro, stage presso set per gli allievi di realizzazione video. Tutti i nostri corsi si svolgono presso il Cineclub Detour di Roma, che dispone di una sala cinematografica di circa 70 posti, e ci permette di poter utilizzare la struttura di videoproiezione su grande schermo oltre al collegamento no-stop a Internet”.

RAI - Formazione e Comunicazione Interna
Abbiamo incontrato Antonio D’Avino (nella foto a pagina 34) della Direzione Risorse Umane e Responsabile della Formazione e Comunicazione Interna. “L’organizzazione aziendale della Rai- esordisce D’Avino - dal 1999 è stata configurata secondo un modello divisionale. In armonia con questo disegno, anche le responsabilità di formazione sono state rimappate. Oggi la Divisione Produzione, la Divisione Radiofonia e RaiWay sono responsabili dell’aggiornamento tecnologico del proprio personale, mentre la Direzione Sistemi ICT (Information Communication Technology) predispone, per tutto il personale del Gruppo Rai, corsi di formazione riguardanti sistemi e strumenti informatici. Il beneficio di questa operazione è evidente: sono i centri di competenza a trattare, direttamente, la formazione sui contenuti da essi stessi gestiti. In questo quadro sarebbe stato un controsenso mantenere la vecchia impostazione centralizzata. Esiste ovviamente un coordinamento funzionale da parte nostra, finalizzato a dare coerenza al sistema di erogazione”. “L’aggiornamento tecnologico - prosegue D’Avino -è da sempre erogato e percepito secondo un modello di formazione continua, legato all’evoluzione degli apparati, dell’offerta e dei modelli organizzativi: per citare un esempio, pensi alla formazione che abbiamo dovuto organizzare per sostenere il processo di RaiNews24, che richiedeva un continuo aggiornamento in merito allo sviluppo dei software e delle tecnologie. Anche gli stessi destinatari sono consapevoli del fatto che la mancata formazione su questi argomenti significherebbe rimanere indietro, non solo all’interno della nostra Azienda, ma rispetto all’intero mercato. Per gli stage siamo passati da circa 70/80 stagisti all’anno, la media degli anni ’90, agli oltre 400 del 2001. Questo risultato è stato reso possibile, oltre che dalla decisione aziendale di favorire in ogni modo i contatti fra impresa e sistema formativo del Paese, grazie alla disponibilità delle strutture interne che hanno accolto degli stagisti mettendo a disposizione un “tutor” e curando, per ogni tirocinante, il raggiungimento degli obiettivi didattici stabiliti. Abbiamo circa 80 convenzioni aperte con Università, Istituti superiori di formazione e scuole secondarie”. “Per quanto riguarda i corsi esterni - continua D’Avino - la nostra mission è quella di garantire la formazione, lo sviluppo e l’aggiornamento delle risorse interne. I dati di consuntivo sono, secondo me, quantitativamente rilevanti: eroghiamo circa 250 mila ore di formazione l’anno (cioè oltre quarantamila giornate), il che significa (ferma restando la poca rilevanza delle medie aritmetiche in questo campo) che mediamente ogni persona del Gruppo Rai riceve quattro giorni di formazione ogni anno. A queste attività va ad aggiungersi ovviamente l’impegno per gli stagisti esterni, del quale abbiamo parlato prima. Per le risorse esterne all’azienda predisponiamo attività di formazione secondo una logica da “vivaio”, cioè, quando ne abbiamo bisogno formiamo giovani professionisti per avvalerci eventualmente del loro apporto. L’attività più nota è il corso sulla scrittura delle sceneggiature per la fiction, giunto alla sua sesta edizione, che ci ha consentito di scoprire dei veri talenti: vi si accede tramite una selezione, mentre gli interni possono partecipare come uditori. Abbiamo in cantiere un’altra iniziativa molto interessante: un master per autori. Abbiamo aperto la selezione sia alle risorse interne che ai collaboratori esterni, identificando una quindicina di idonei. L’impianto è simile a quello di un corso di specializzazione post universitario e si articola in due anni a tempo pieno. Sono previste diciannove materie di insegnamento, con particolare riferimento all’area realizzativa, culturale e tecnico/economica; l’obiettivo è quello di formare autori con la sensibilità del servizio pubblico, con lo spirito dell’azienda Rai, ma anche con capacità di tipo industriale, che sappiano utilizzare al meglio le risorse umane ed economiche e ovviamente sviluppare tutti quegli elementi culturali e di freschezza ideativa propri dell’autore televisivo”.

Mediaset
Invece dei “soliti” corsi di formazione per gli interni dell’azienda, in casa Mediaset hanno deciso di valorizzare quelli per gli esterni, e qui evidenziamo quello per autori (che è stato sospeso per ragioni aziendali, ma si spera che presto possa riprendere) e quello sulla specializzazione in tecnologie digitali. “Ad oggi abbiamo realizzato due edizioni del corso per autori – ci spiega la responsabile Paola Capra – . Il corso aveva una durata di un anno: sei mesi di aula e sei mesi di stage e produzione. Nel corso dei sei mesi di aula le materie studiate variavano, da quelle più accademiche a quelle di cultura generale. Negli altri sei mesi si studiavano i processi industriali televisivi e i laboratori con autori professionisti. L’iniziativa ha avuto successo, lasciando un segno positivo all’interno all’azienda, ma per il momento, anche per la limitata capacità di assorbimento di forza lavoro, è stata momentaneamente sospesa”. Oltre alla scuola di Fiction di Roma, che fa capo a Maurizio Costanzo, riguardo alla quale potete trovare le informazioni necessarie sul sito mauriziocostanzoshow.com, un altro corso di particolare interesse è quello iniziato lo scorso anno e che si conclude in queste settimane. Ci spiega il responsabile Marco Santi: “Dall’ottobre 2001 al marzo 2002 abbiamo realizzato il primo corso di formazione e specializzazione sulle tecnologie digitali, denominato Campus Lex et Media, rivolto a sedici neolaureati in discipline tecnologiche, giuridiche ed economiche: è un corso a partecipazione gratuita, grazie a un finanziamento dall’Unione Europea, strutturato in 800 ore, metà delle quali trascorse in aula e l’altra metà in una delle aziende appartenenti al gruppo Mediaset. Lo stage verte sulla realizzazione di un progetto che utilizzi le tecnologie digitali. La figura che esce da questo corso è una persona competente in merito a tutte le possibilità che offre il digitale, dal punto di vista tecnologico e dei contenuti, ma anche sulle nuove frontiere giuridiche”.

Le aziende broadcast non stanno a guardare: tre esempi di quelle che fanno formazione

Audio Equipment A&DT
“Principalmente i Pro Workshop tecnici che organizziamo in ottobre– spiega Marco Porro della Audio Equipment, primo distributore audio in Italia – hanno una durata di meno di un’ora e sono per una decina di persone alla volta; più che dei veri corsi sono delle presentazioni che riguardano una tecnologia, una soluzione o una applicazione legata ad un prodotto. In questo caso ci sono i tecnici delle case madri che vengono ad illustrare le caratteristiche e le sue applicazioni. Durante questi Pro Workshop abbiamo realizzato dei corsi veri e propri: ultimamente ne abbiamo avviati due, uno della DBX sui processori e sul settaggio dei sistemi di amplificazione, e l’altro sul sistema Levo della JBL che ha l’autoequalizzazione integrata, della durata di circa tre ore. Un altro corso, della stessa durata, è stato fatto per i negozianti e per i rivenditori sulle caratteristiche e i componenti dei diffusori della JBL. Tutti questi corsi rientrano all’interno di quello che è il nostro servizio per i clienti e quindi sono tutti realizzati gratuitamente. Per quest’anno con l’A&DT, nostra nuova società, sono previsti dei corsi per le aziende commissionarie, per le quali sono previsti dei rimborsi per le spese di formazione. Dovrebbe partirne uno di tre o quattro giorni per i fonici televisivi, commissionato da Rai e da Mediaset. Verranno riproposti dei workshop tecnici, sia sugli impianti di diffusione che sulle installazioni. In totale quest’anno dovremmo realizzare una decina di incontri tra workshop e corsi”.
Softimage - Avid
L’azienda dispone di un centro di formazione autorizzato e certificato per l’insegnamento dei programmi Adobe, Alias Wavefront, Autodesk, Avid, Discreet e Softimage. Da sempre è attenta alle potenzialità multimediali del software applicato al mondo della grafica tradizionale, della modellazione 3D, del video digitale e Web multimedia. I punti di forza sono il costante aggiornamento tecnologico e l’esperienza maturata come supporto alla produzione per aziende del settore. Tutti i corsi sono rivolti sia ai privati sia alle aziende e per soddisfare le diverse esigenze Softimage organizza oltre ai corsi collettivi, anche corsi individuali personalizzabili svolti presso la propria sede o quella del cliente. Oggi il progetto Distance Learning consente alla scuola un ulteriore passo avanti nel conseguimento di un obiettivo tanto innovativo quanto interessante: la formazione a distanza. Grazie ad avanzate tecnologie, è possibile raggiungere ogni utente su tutto il territorio nazionale, offrendo la possibilità di frequentare i corsi comodamente a casa propria o in ufficio.
Tektronix
“Abbiamo corsi specifici – spiega Franco Chiusa VBU Account Manager della Tektronik – su diversi strumenti di misura (generatori, monitor, misuratori per l’analisi e il controllo degli standard Tv analogici e digitali, normali e per l’alta definizione, Mpeg2 e Dvb, per il mercato europeo, ma anche tecnologie per gli altri standard americani e giapponesi). Alcuni di questi strumenti sono molto semplici, mentre altri sono estremamente complessi, come quelli per il video compresso; in questo caso realizziamo corsi di apprendimento sulle macchine per capire come funzionano ed altri sulle tecnologie utilizzate. Per esempio, con la graduale diffusione dell’audiovisivo ad alta definizione, molti tecnici, che fino ad oggi hanno utilizzato il normale digitale o addirittura l’analogico, si trovano di fronte a tutte le problematiche che possono nascere con questa nuova tecnologia. Insegnare e spiegare come funzionano le apparecchiature, come leggerne i dati e quale è l’operazione da fare successivamente per ottenere quello che si sta cercando, è l’obiettivo del nostro insegnamento. Oltre ai corsi a pagamento per le aziende, la Tektronik realizza dei seminari a titolo gratuito su temi particolari, in concomitanza di fiere. Attualmente l’azienda ha da poco acquisito l’Adherent, un’azienda di Cambridge specializzata nella realizzazione di strumenti di rilevazione, monitoraggio di Mpeg, in ambiente video compresso, con tutte le applicazioni MHP e il DataBroadcasting. Sono i settori su cui stiamo puntando maggiormente, in parallelo con gli strumenti di rilevazione per l’alta definizione, e lavoriamo anche in termini di formazione con tutte le aziende di riferimento del settore”.

Conduttore, redattore e producer nelle radio del 2000

Come cambiano le figure professionali, come capire quali siano le esigenze di riqualificazione professionale

La radio, grazie alle sue caratteristiche (immediatezza, portabilità e gratuità prima di tutte), vive, nel contesto di trasformazione dei media, un processo di forte rivalutazione nel quale gli aspetti qualitativi dei contenuti saranno sempre più determinanti. L’esigenza di immediatezza, già supportata da rinnovate tecnologie nelle emittenti più evolute, determina routines produttive profondamente differenti da quelle tradizionali: dunque si vengono a creare nuove figure professionali o è comunque necessario l’aggiornamento di quelle esistenti. Consideriamo, ad esempio, il conduttore, il redattore e il produttore: tre figure tradizionalmente presenti nelle stazioni radio. Proviamo ad osservarle nel contesto di alcuni anni fa e poi in quello attuale. Se guardiamo i profili di chi operava nelle radio private agli esordi, troviamo principalmente “deejay” che lavoravano nelle discoteche e come intrattenitori, i tecnici o gli appassionati di radiocomunicazioni che costruivano gli impianti e, in qualche caso, i giornalisti della carta stampata che curavano i “giornali radio”, dedicando quindi all’informazione un programma specifico e lasciando il resto del palinsesto all’intrattenimento. Oggi la figura del disc jockey “puro” è presente solo in quelle stazioni o in quei programmi incentrati esclusivamente sulla musica (dance in particolare) o sull’intrattenimento leggero, mentre in molti casi c’è stata una sovrapposizione con la figura del giornalista o la conduzione è stata affidata ad artisti o esperti provenienti da altri campi. Nella maggiore parte dei casi, davanti al microfono non si trova più un “deejay”, ma un “conduttore”. Il deejay aveva accesso diretto ai dischi e li selezionava e suonava quasi sempre al momento, in base alla propria sensibilità artistica e all’umore del programma. Il successo di una stazione era collegato a queste capacità. Il deejay disponeva di pochi strumenti: piatti, mixer, microfono, telefono e spesso li gestiva tutti in prima persona. Il conduttore oggi non lavora più solo dal vivo e in tempo reale, ma dedica buona parte dell’impegno alla preparazione degli interventi, insieme ai collaboratori (che, a seconda della dimensione della stazione e del tipo di programma, possono essere redattori, produttore, fonico ecc.). Alcuni strumenti a disposizione del conduttore sono: scaletta (contiene non solo i passi musicali, ma anche annotazioni sulla posizione, il tipo e la durata degli interventi), testi e spunti (preparati ad esempio dai redattori o in gruppi di lavoro o da fornitori esterni), terminali di telecomunicazione verso l’esterno (lettura di SMS, e-mail, ricerca di contenuti in Rete ecc.) e verso l’interno della stazione (tramite la rete dati/fonia interna). Il conduttore, dunque, oltre alle ovvie qualità nell’uso della voce e nella predisposizione al rapporto con il pubblico, deve essere soprattutto in grado di gestire le durate degli interventi, di muoversi in tempo reale tra i contenuti del programma e di coordinarsi con i collaboratori. Il conduttore deve sapere interpretare appieno il formato dell’emittente o del programma tematico, seguire le indicazioni del produttore, e liberare la propria creatività e capacità d’improvvisazione senza perdere di vista questi capisaldi. Gli strumenti di comunicazione sono stati gli artefici di una forte evoluzione che si riscontra, in particolare, all’interno della redazione. O, almeno, di quelle redazioni che sono state costituite o ristrutturate recentemente. La possibilità di condividere contenuti e di riprodurli virtualmente in qualsiasi luogo, consente una gestione più agile delle notizie e una più immediata pubblicazione delle medesime, ma comporta una ridefinizione della organizzazione delle risorse umane. Non solo: le stesse figure del tecnico, del redattore di testi, dello speaker, per il confezionamento di contributi semplici e laddove le condizioni contrattuali lo consentono, sono confluite in quella di un solo “reporter” che in totale autonomia è in grado di reperire le fonti, elaborarle e rendere disponibile la clip audio finita. Le attuali tecnologie consentono di svolgere tutte le operazioni di produzione, messa in onda e controllo con un semplice computer portatile, in qualsiasi luogo fisico dove ci sia una connessione Internet. Paradossalmente, ciò che ne frena l’applicazione è la mancanza di una piena consapevolezza di tutte le potenzialità e una conoscenza pratica approfondita dei sistemi. Questi elementi consentirebbero. a una persona che abbia già una discreta esperienza sui mezzi tradizionali, di organizzare correttamente i flussi e le routines e di aumentare conseguentemente la qualità del prodotto. Nella pratica, oltre a conoscere le basi dell’attività giornalistica tradizionale, si tratta di sapere organizzare opportunamente gli archivi informatici, di avere dimestichezza con l’elaborazione elettronica di testi e audio (compreso un editing multitraccia elementare) e, nel caso ci sia la responsabilità della impaginazione e “chiusura” del programma informativo, bisogna porre attenzione ai livelli sonori di basi musicali, delle intersigle e, più in generale, alla “pulizia” nel confezionamento. Ci siamo focalizzati sull’operatività e gli strumenti, ma non dimentichiamo l’importanza di alcuni accorgimenti stilistici per la redazione dei testi. La convergenza tra i diversi media, la condivisione dei contenuti pubblicati su giornali, Internet, radio e televisione grazie alla piattaforma digitale, ha accentuato fortemente la disponibilità di materiale, ma non bisogna, ad esempio, cadere nell’errore di utilizzare in radio un testo scritto per la carta stampata senza rielaborarlo con le precise regole stilistiche proprie ed esclusive di questo medium. Solo Internet, che veicola messaggi molto sintetici, più degli altri media si presta alla pubblicazione di testi scritti per la radio senza che siano necessarie pesanti rielaborazioni. Per la figura del produttore è infine necessaria una ulteriore distinzione: c’è il produttore di un singolo programma a tema e il produttore inteso come responsabile dello studio di produzione, colui che ha la supervisione sulla realizzazione di jingle, promo e tutti quegli elementi coerenti che concorrono al “suono” complessivo della stazione, dandole una precisa personalità nella percezione degli ascoltatori. Il produttore di un singolo programma radiofonico coordina le attività del conduttore, dei creativi, dei fonici sia durante le fasi di preparazione, sia durante la diretta. Cura il “suono” del programma, le sigle, le basi, e anche i promo da trasmettere per invitare all’ascolto delle diverse puntate, e si coordina con il direttore artistico e il programmatore musicale per l’inserimento nel clock degli spazi di intervento, per le eventuali selezioni musicali ad hoc. In conclusione: la piena padronanza dei mezzi produttivi è necessaria per capirne le potenzialità e organizzare di conseguenza le risorse in modo da essere competitivi. Dai contatti e dalle numerose visite ad un elevato numero di emittenti radio italiane si evince che i tempi sono oggi maturi per l’attivazione di corsi di formazione rivolti al personale che deve lavorare nello scenario descritto. Anzi, l’aggiornamento di operatori e coordinatori è un passo cruciale per tutte quelle emittenti, locali in particolare, che intendono cogliere e sfruttare le opportunità di crescita aperte finalmente anche a loro, prima che sia troppo tardi. (Piero Rigolone – ProRadio piero@proradio.it)

Il telecineoperatore sempre al passo coi tempi

L’Associazione Italiana Telecineoperatori investe molto in formazione, organizzando corsi con certificazione finale e dei workshop su temi suggeriti dai soci. Il tutto anche con il supporto e la collaborazione di aziende qualificate come la TAV

L’azione formativa dell’Associazione Italiana Telecineoperatori (AITC) è diretta soprattutto ai propri soci e a tutti i colleghi che già lavorano nell’ambito dell’audiovisivo. Perciò realizza specificatamente occasioni di aggiornamento con workshop su temi suggeriti da soci e simpatizzanti. Gli ultimi, per esempio, sono stati “Fondamenti di illuminazione in esterna” con la docenza di Marco Incàgnoli (noto per aver curato la fotografia di programmi come “Domenica In” e “Il Grande Fratello”) e “Approccio al Jib” con la docenza di Alessandro Alessandrini, Amerigo Anticoli e Franco Fiocchi. Ma esiste anche un’attività di corsi con certificazione finale (e non semplice attestato di partecipazione), generalmente su mezzi speciali quali Steadicam, telecamere alta definizione ed altro. Ma l’attività di aggiornamento prosegue tenendo anche conto dell’estrema volatilità del tempo degli operatori di ripresa. Infatti, il nostro trimestrale Campolungo, è diventato il luogo in cui si raccontano esperienze, si compiono analisi di location e programmi, si affrontano argomenti come la struttura del linguaggio della ripresa nell’audiovisivo in elettronico. Esiste una più limitata attività di formazione di base, rivolta ai tanti ragazzi che ci scrivono all’e-mail del nostro sito chiedendoci come si fa a diventare operatori. È in progettazione un “Corso intensivo di base per operatore di ripresa” della durata di sei settimane. Il corso esula un po’ dall’attuale offerta di corsi per questa mansione, perché si pone l’obbiettivo di lasciare i corsisti pronti al lavoro, anche se, ovviamente, senza reale esperienza. Ciò rientra nell’impostazione di fondo di un’associazione come la nostra: siamo dei professionisti che hanno cura nell’insegnare perché, poi, ci ritroveremo a lavorare spalla a spalla con questi allievi. Ed è bene che sappiano stare al mondo. I corsi sono generalmente a pagamento, ma i soci godono di consistenti sconti. Infine, l’AITC organizza anche corsi ad hoc per le aziende o le emittenti locali che vogliano formare e aggiornare il proprio personale di ripresa, tanto per una formazione di base, quanto su mezzi speciali o fotografia televisiva. Chi voglia avere maggiori ragguagli, può consultare la nostra pagina della Formazione nel nostro sito Web (www.aitc.it). Ricordiamo infine che, lo scorso 23 gennaio, AITC e Trans Audio Video hanno realizzato una giornata di presentazione e prova del Polecam: il nuovo mezzo di ripresa che sta sbarcando in Italia in queste settimane. Già ribattezzato scherzosamente “la canna da pesca”, il Polecam deriva effettivamente da una tecnologia da pesca sportiva. Realizzato in fibre di carbonio in moduli da 1,2 m è estensibile fino a 6 metri. Ci ha stupito anche la straordinaria definizione della microcamera che equipaggia la testata. Si usa su un cavalletto leggero o si indossa con un corpetto è ha una versatilità che ne fa un attrezzo straordinario che, a nostro parere, vedrà una forte diffusione nei prossimi mesi. Noi l’abbiamo provato e abbiamo visto che il Polecam ha anche dei limiti evidenti di impiego che sarà compito dei nostri colleghi tenere sempre presente. Un mezzo che non è né uno Steadicam, né un Jimmy Jib: avrà una sua collocazione e un suo range di impiego naturalmente proprio. Stefano Paolillo - Vicepresidente AITC e Responsabile Formazione

Facoltà di frequenza
Dicevamo in apertura di questo ampio dossier che per motivi contingenti non siamo riusciti a sentire, come pure avremmo voluto, Enrico Menduni per presentare adeguatamente il nuovo Corso di Laurea in Radiofonia di Siena. Però possiamo darvi comunque una segnalazione, che aiuta a capire quanto tale iniziativa voglia concretamente formare nuove e qualificate leve per il mondo della “scatola parlante”. A Siena infatti, a latere del vero e proprio corso è già da tempo attiva l’emittente radiofonica “Facoltà di Frequenza”. Ce ne parla il suo station manager, Romeo Perrotta: “L’iniziativa è nata nell’aprile del 1999 come semplice programma su Antenna Radio Esse. Nel settembre 2000 abbiamo avviato la trasmissione on line (www.facoltadifrequenza.it) di un palinsesto completo; poi da marzo 2001 abbiamo lanciato il simulcasting con la diffusione in Fm sui 99.450 messi a disposizione da Vasco Bonci di Radio Siena: un service che per una cifra tra i 250 e i 300 milioni all’anno comprende ogni tipo di struttura e di assistenza”. Romeo Perrotta, a sua volta laureatosi a Siena, coordina il lavoro di un centinaio di studenti, suddivisi tra area tecnica, speaker (musica, cultura o intrattenimento) e redazione. Dopo una mattinata di flusso più “di servizio” per l’Università, il pomeriggio evolve in un format a programmi, aprendosi alla città e dintorni. La nostra visita ha evidenziato che la struttura e veramente molto “basic” e quindi in questa sede lanciamo una provocazione: c’è qualche azienda che, nella prospettiva di formare le nuove qualificate leve della radio, avrebbe disponibilità a sostenere FdF fornendole una regia digitale e altri apparati che abituino questi giovani a lavorare secondo le metodologie più “moderne”? Se qualche mecenate si farà avanti, noi di B&P daremo il risalto che merita tramite le nostre pagine. Per contatti: Romeo Perrotta - 0577 232273 o radio@unisi.it, oppure scrivete alla redazione di B&P.