DOSSIER
PRODUZIONE AUDIOVISIVA RELIGIOSA
In audiovideo veritas. Parola del Signore
Le istituzioni religiose affrontano da sempre la fondamentale problematica della comunicazione e lo fanno affidandosi alle metodologie più avanzate. La Chiesa a suo tempo, non dimentichiamolo, fu il primo sponsor di Guttemberg. Prima ancora furono gli amanuensi a tramandare la parola scritta oltre l’oscuro Medioevo. E oggi? La fede, tra satelliti e Web, radio e Tv, si promuove con efficacia, anche in digitale
di Alessandro Miglio
“I media cattolici devono continuare a creare nuova audience attorno ai loro programmi, ma devono anche lavorare con altri enti affinché il messaggio positivo, religioso e spirituale non venga a mancare nella variegata produzione dei media”. Questo è l’augurio che Giovanni Paolo II ha affidato alle Organizzazioni cattoliche per il cinema, la televisione e la radio, Internet, il cyberspazio e il satellite. Le nuove tecnologie mettono in discussione il mondo della comunicazione: quali scenari si vanno delineando? È possibile educare i media ai valori spirituali e comunicare valori etici tramite i media? Come reagire a un’informazione che brucia tempi e spazi? Anche per rispondere a queste domande è nata Signis, nuova associazione mondiale cattolica che riunisce operatori e gruppi impegnati nella comunicazione sociale e nei media. Signis è il risultato della fusione di due organizzazioni: Unda e Ocic, due enti che hanno tenuto il loro Congresso Mondiale a Roma dal 19 al 27 novembre 2001, presso la Domus Mariae, a cui la redazione di Broadcast&Production ha partecipato. L’Unda (“onda” in latino), Associazione Cattolica Internazionale per la Radio e la Televisione, si pone i seguenti obiettivi: assicurare uno spirito umano e cristiano a tutte le attività radiofoniche, televisive e di altri media e istituire una radiodiffusione religiosa efficace. L’Ocic è un’organizzazione non governativa che comprende 140 associazioni presenti in oltre 160 paesi e territori nel mondo. L’Ocic mantiene rapporti con diverse istituzioni intergovernative, relazioni formali associative con l’Unesco e gode di uno statuto a titolo consultivo presso il Consiglio d’Europa. L’Ocic è riconosciuta dal Vaticano come organizzazione ufficiale della Chiesa Cattolica nell’ambito del cinema. Inoltre è membro del Consiglio Internazionale del Cinema e della Televisione (CICT) e del Centro Internazionale del Film per l’Infanzia e la Gioventù (CIFEJ). “L’aspetto più rilevante del Forum è stato l’interesse per Internet e la presenza del mondo cattolico nella rete”, ha commentato Pierre Belanger, segretario generale di Unda. “Solo cinque anni fa avevamo ancora poca pratica con il Web e la posta elettronica. Al Forum di Colonia del 1996 cerano solo tredici computer. Oggi assistiamo a un’esplosione di questi media - prosegue Belanger - le cinquanta postazioni di lavoro che abbiamo preparato al Forum qui a Roma si sono rivelate appena sufficienti”. “Per quanto riguarda i programmi religiosi ed educativi per home video e televisione sentiamo l’esigenza di un rinnovamento – ha invece sottolineato Robert Molhant, segretario generale di Ocic -. La richiesta viene da Internet e dal nuovo linguaggio interattivo. Una ulteriore scossa verrà probabilmente con la diffusione del Dvd”. Tra i vari interventi, di particolare interesse sono stati quelli tenuti sabato 24 novembre dal professore Francesco Casetti, prorettore della Università Cattolica di Milano, dal reverendo Albert Van den Heuvel, presidente del WACC, dal dottore Jim McDonnell, direttore del Centro di Comunicazione Cattolica di Londra e da Ronaldo Calle, presidente dell’OCIC in America Latina. Il tema del simposio era “Comunicazione, tecnologia, globalizzazione e culture”.Ego te produco
Con le produzioni religiose dedicate al mercato televisivo, nazionale e internazionale, iniziamo questo viaggio per poi proseguire in parallelo con la televisione e la radio, in quanto i due media spesso si trovano insieme, come nel caso di BluSat e Sat2000, Radio Padre Pio e la nuova Tv che sta per partire o, ancora, per il Vaticano con Radio Vaticana e il Centro Televisivo Vaticano.
La Lux-Vide (06.683941) è l’azienda leader nella produzione di fiction di alta qualità per la televisione. Nel 2000 ha registrato un fatturato di oltre 91 miliardi di lire e un risultato operativo di circa 9 miliardi di lire. La Lux-Vide è l’unica casa di produzione televisiva in Italia e tra le poche in Europa ad avere una struttura editoriale stabile. “Il suo marchio si è imposto sul mercato internazionale con il progetto Bibbia – ci ha spiegato Giorgio Giovanetti direttore delle attività editoriali – la più grande serie televisiva mai realizzata (con un budget di oltre 250 miliardi di lire). La sua rilevanza mondiale è testimoniata dalla caratura dei gruppi che vi hanno partecipato, tra cui spiccano: Kirch, TNT (Ted Turner), CBS e Murdoch, oltre alla Rai. La serie trasmessa dalle più importanti reti televisive europee, statunitensi e dell’America Latina, ha riscosso un grande e costante successo di pubblico e di critica”.
La realizzazione della “Bibbia” - ha continuato Giovanetti - è stata resa possibile da una struttura produttiva efficiente, agile, estremamente flessibile, attenta ai contenuti, meticolosa nel curare ogni fase della lavorazione, duttile nell’adeguarsi alle diverse esigenze del mercato, pur rimanendo sempre coerente alla propria linea editoriale. L’idea guida di ogni produzione Lux-Vide è puntare sui valori positivi, senza mai scadere nella banalità o, peggio ancora, nella volgarità. Un’idea che si è dimostrata vincente: le caratteristiche di Lux-Vide l’hanno resa capace di puntare su nuove grandi produzioni internazionali. E’ già avviata la produzione del progetto 20° secolo e di Imperium, senza trascurare film e mini-serie Tv destinate al mercato italiano”.
Roma caput mundi
Dal Signis e dalla Lux-Vide passiamo alla più antica e vasta produzione religiosa cristiana che abbiamo nel mondo, quella del Vaticano. Dalla sede degli studi di Radio Vaticana e da quelli del Centro Televisivo (06.698831), situati tra il Castel Sant’Angelo e San Pietro a Roma, si realizzano i programmi che verranno poi ascoltati in tutti i Paesi del mondo.
“Radio Vaticana ha 400 dipendenti – ci racconta Padre Federico Lombardi, direttore della Radio del CTV – 200 dei quali sono occupati nella produzione dei programmi, 150 sono tecnici impegnati sulla alta e bassa frequenza e alcuni di questi si occupano anche della produzione del suono per gli avvenimenti del Vaticano (celebrazioni, convegni, ecc.) mentre tutti gli altri sono amministrativi. La radio comprende circa 40 redazioni, una per ogni programma in lingua, di conseguenza ogni giorno trasmettiamo in circa 40 lingue differenti, anche se non tutte sono quotidiane.
La trasmissione viaggia in Fm su Roma, in onda media per l’Italia e una parte dell’Europa, in onda corta per altri continenti. Abbiamo inoltre trasmissioni via satellite Eutelsat per l’Europa e Intelsat per gli altri continenti. Dobbiamo seguire vie diverse per raggiungere i vari utenti: l’onda corta, per esempio, anche se in certe zone è poco utilizzata, è essenziale in paesi come la Cina o il Vietnam, altrimenti irrangiungibili. Gli studi sono tutti concentrati nella sede della Radio Vaticana, dove le varie redazioni lavorano ognuna nella sua lingua madre, un microcosmo abbastanza internazionale, che ospita personale di 60 diverse nazionalità.
Non esiste una sola programmazione, tradotta nelle diverse lingue: i programmi sono del tutto diversi, realizzati pensando al fuso orario, alla mentalità e alla cultura dei propri ascoltatori.
Le fonti di cui dispongono sono molto varie: collaboratori, sacerdoti, laici, missionari, ma tutte inerenti alle attività del santo Padre o agli avvenimenti principali della vita della Chiesa. Su questa base aggiungiamo le notizie provenienti dalle varie agenzie di stampa internazionali e cattoliche. Tutti questi punti di informazioni vengono utilizzati dalle varie redazioni a seconda dell’impostazione che devono dare al loro programma.
Ci sono programmi molto apprezzati, sia dal mondo della politica che dai cittadini, con argomenti di attualità nazionale e internazionale trasmessi nelle principali lingue. Ci sono programmi di carattere più culturale o formativo, con approfondimenti dal punto di vista religioso, morale o culturale a seconda del tipo di pubblico a cui si rivolgono, che può essere cattolico o ortodosso o anche non cristiano, come nel caso del programma indiano o cinese. In questo caso l’impostazione dei programmi è molto ecumenica. Trasmettiamo con frequenze differenti e su canali differenti arrivando alle 50/60 ore quotidiane di trasmissione, contando anche quelle musicali che sono, su Roma, in Fm. Questo vuol dire che in alcuni momenti della giornata ci sono quattro trasmissioni contemporanee in lingue e frequenze diverse e ci sono dei momenti in cui ce ne è una sola, dipende molto dalle ore del giorno e dai fusi orari adatti all’ascolto nei diversi paesi. Le ritrasmissioni, da quando abbiamo cominciato a trasmettere via satellite nel 1993, sono cresciute moltissimo. Ci sono emittenti principalmente, ma non esclusivamente, cattoliche che ritrasmettono sulle loro frequenze i nostri programmi nella loro lingua, registrandoli in alcuni casi, in modo da poterli riproporre nell’arco della giornata.
Ora una grandissima parte dei nostri ascoltatori ci segue non più tramite le onde corte, come poteva essere nei decenni passati, ma in Fm o in onda media, grazie alla ritrasmissione delle radio locali. Adesso nel mondo abbiamo circa 700 radio che ci ritrasmettono, la metà delle quali sono nell’America Latina.
È una soluzione sempre più diffusa, anche se i costi per ricevere il nostro segnale dal satellite, sono sempre troppo alti per i paesi più poveri; c’è però anche chi ci ascolta direttamente da Internet e in Internet ci ritrasmette”.
“Il Centro Televisivo Vaticano – prosegue Borgomeo – non è una stazione televisiva, ma è un centro di produzione. Il CTV ha troupe proprie che hanno, come principale finalità, quella di riprendere e mettere a disposizione le immagini delle attività del Papa, le cerimonie, le udienze, gli angelus e tutti gli avvenimenti del Vaticano. Questi contributi vengono poi inviati, attraverso un ponte radio, a Sat2000, a TelePace, a Tv internazionali o alla Rai. Oltre alle attività del Vaticano, il CTV segue il Papa durante i viaggi all’estero, effettuando le riprese degli incontri e dei momenti che le telecamere della televisione locale non possono riprendere, mentre per tutti gli altri momenti è la televisione locale ad effettuare le riprese e poi sarà la UER o l’EBU, associazioni internazionali delle televisioni, a trasmettere il segnale e a metterlo a disposizione delle televisioni a cui interessa. All’interno del centro televisivo realizziamo il settimanale Octava Dies di 25 minuti con cinque o sei servizi e notizie di sintesi della settimana appena trascorsa, che viene messo poi a disposizione delle televisioni cattoliche e delle agenzie, ed è un programma piuttosto richiesto. Realizziamo inoltre documentari che possono essere una sintesi dei viaggi del Papa, o di avvenimenti particolari. Il reparto televisivo è molto piccolo, non arriva a 20 persone, ma dispone di un ottimo studio di montaggio digitale”.
Sicut in caelo, in terra et in Internet
Un’altra realtà sempre più importante è quella dedicata a Padre Pio, TeleRadio Padre Pio (0882.413113). Affermata emittente radiofonica per il bacino di Abruzzo, Molise e il nord della Puglia, con una programmazione di 24 ore su 24 in lingua italiana, ha da poco acquistato una frequenza locale televisiva per poi approdare sul satellite, ma già si può ascoltare la radio in tutta Europa e vedere in tutto il mondo via Internet (www.teleradiopadrepio.it), con una connettività praticamente illimitata e una qualità ottimale sia per l’audio che per il video. Padre Francesco ci illustra le principali caratteristiche di questa realtà che si basa esclusivamente sulle donazioni dei fedeli. “Nella programmazione dell’emittente radiofonica ci sono le celebrazioni principali, le lodi, i vespri in diretta dal monastero delle suore Clarisse Cappuccine di San Giovanni Rotondo, i due appuntamenti con il rosario, uno alle 17, recitato dai fedeli in chiesa, l’altro alle 20.30, recitato dai frati nella cripta intorno alla tomba di Padre Pio.
Abbiamo una messa alle 7.30 dalla cripta e una alle 18, mentre la domenica trasmettiamo quella delle 11 dal Santuario.
Tutti questi luoghi sono stati attrezzati per registrare o trasmettere le celebrazioni. Per esempio, nel caso delle suore Clarisse Cappuccine, che sono un ordine di clausura e pertanto non possono uscire, abbiamo realizzato un collegamento con una linea dedicata punto-punto. Negli altri luoghi abbiamo utilizzato microfoni e centinaia di metri di cavi. In studio abbiamo la lettura di un brano dell’epistolare di Padre Pio e il commento di Padre Luciano Lotti che è il nostro “uomo media”, inviato, quando ci sono trasmissioni esterne, in qualità di giornalista, oltre che maggior studioso di Padre Pio.
Ripetiamo il mattino il Gr di RadioVaticana, e di seguito trasmettiamo un almanacco con il santo del giorno, le previsioni metereologiche, le ricorrenze. Inoltre per qualche programma ci colleghiamo con BluSat”.
“Solo da poco siamo in grado di sdoppiare il segnale terrestre da quello satellitare – ha proseguito Padre Francesco - in seguito ci organizzeremo per dei programmi in varie lingue. Attualmente stiamo cercando di concludere l’operazione Tv, cercando di dare concretezza a quello che ad oggi è ancora solo un contratto.
Un altro progetto è quello di realizzare un nostro radiogiornale e un telegiornale. Il nostro obiettivo è quello di trasmettere su San Giovanni Rotondo e Pietrelcina: nella concessione che abbiamo acquistato è compresa questa area. Vogliamo realizzare una Tv di servizio per quegli otto milioni di pellegrini che vengono ogni anno e che la sera, alloggiando negli alberghi dei dintorni, vorrebbero avere la possibilità di seguire alcune trasmissioni su Padre Pio. Stessa cosa vale per l’Ospedale Casa Sollievo dove vogliamo portare le celebrazioni ai suoi 1300 posti, offrendo agli ammalati la possibilità di seguire la messa.
Abbiamo provato anche a chiedere informazioni per un canale satellitare, ma l’offerta più bassa è stata di 300mila euro di noleggio all’anno, più 130mila euro per l’up-link; per noi è ancora un prezzo troppo alto. Ora stiamo cercando di trovare o qualche sponsorizzazione o qualche bouquet a cui possa interessare il nostro prodotto”.
“Per quanto riguarda i locali – ha concluso Padre Francesco – abbiamo un piccolo studio televisivo con regia, telecamere digitali della Panasonic modello 550 e tutte le attrezzature necessarie in digitale. Nella chiesa nuova sono stati previsti 83 punti camera selezionati da un regista e da uno scenografo della Rai. Ora il tutto è in fase di studio per la compatibilizzazione con il progetto dell’architetto Renzo Piano. Inoltre, sotto la chiesa sono stati realizzati dei locali e alcuni possono essere adibiti a studi televisivi. Per la televisione abbiamo già molte testimonianze d’affetto. Personaggi del mondo dello spettacolo e non si sono proposti per dare il loro contributo gratuitamente”.
Una nota di interesse dal punto di vista strettamente tecnico è quella che riguarda la realizzazione delle infrastrutture che ospitano la radio e la Tv: queste sono state interamente progettate e realizzate dalla SM di Pino Stillitano (www.s-m.it). Questa azienda è ormai da anni nota in tal genere di opere e nell’edificio, chiamato “Allodola”, scelto per ospitare TeleRadio Padre Pio ha portato l’esperienza della realizzazione funzionale dei grandi studi delle imprese commerciali (pensiamo a Radio Deejay o a Video Italia, solo per citarne un paio), rispettando al contempo le finalità dell’emittente e il particolarissimo contesto in cui opera. Da questo mix sono venute scelte caratterizzate da una estrema praticità d’uso d’insieme, ma con dettagli significativi quali l’uso sobrio ed elegante delle pannellature in legno e degli inserti nei rivestimenti, realizzati nella tipica pietra locale chiamata Apricena. Nei circa 200 metri quadri di sede, al piano rialzato sono ospitati gli uffici, la sala conferenze e la redazione (dotata di unità modulari indipendenti con telefono e computer), mentre al primo piano sono stati strutturati i 3 studi regia della radio, ciascuno con relativa sala speaker, oltre allo studio di ripresa video e alla regia televisiva (questi ultimi due tuttora in fase di allestimento).
In nomine Sat
Passiamo ora alla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e al suo “braccio” mediatico: la Fondazione Comunicazione e Cultura, che produce sia radio che Tv. Iniziamo con l’emittente radiofonica BluSat, che è in onda dal 1998 con l’obiettivo di creare una banca di programmi a disposizione delle oltre 200 emittenti diocesane o di ispirazione cattolica, diffuse su tutto il territorio nazionale. Blusat irradia via satellite ogni giorno un palinsesto di 24 ore (accessibile anche sul sito www.blusat2000.it) all’interno del quale trovano spazio appuntamenti con l’informazione, spazi di approfondimento religioso ed ecclesiale, argomenti culturali, oltre all’intrattenimento e alla musica. Per la radio abbiamo incontrato Riccardo Maccioni caporedattore della redazione diretta da Dino Boffo (che ricordiamo essere anche direttore del quotidiano Avvenire, sempre della CEI). “La News Press è l’agenzia che produce l’informazione per BluSat e ha sede a Milano” ci ha spiegato Maccioni. “Da lì - ha continuato - realizziamo vari programmi di informazione, il principale dei quali è Ecclesia, che va in onda tutti i giorni (della durata di circa 35 minuti) in cui vengono trattati argomenti di attualità religiosa. Sono servizi realizzati da noi e con il contributo di associazioni e movimenti quali Caritas, Azione Cattolica e simili. Un altro appuntamento quotidiano importante è Vista da noi nel quale si affrontano temi di attualità ecclesiale, con interviste e commenti. Questi e tutti i programmi da noi realizzati sono a disposizione delle radio associate che possono, a loro volta, utilizzarli per la loro programmazione. Per l’informazione realizziamo 11 Gr brevi di tre minuti, uno ogni punto ora, 2 edizioni da 15 minuti con notizie di attualità nazionale e internazionale, una rassegna stampa subito dopo il Gr delle 7, di circa 5 minuti, e una più ampia di 14 minuti alle 7.42; un programma quotidiano di approfondimento 5 minuti di Zoom dopo il Gr delle 9, dove viene commentata la notizia del giorno con esperti; quattro appuntamenti settimanali, il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, con i fili diretti, collegamenti con le persone che possono intervenire su temi di attualità, con ospiti in studio, mentre il martedì e il giovedì la trasmissione viene realizzata direttamente dalla redazione della radio locale in modo da affrontare temi di attualità regionale.
Il pomeriggio abbiamo 2000 più uno che va in onda dalle 13.15 alle 17; nella seconda parte del programma c’è una conduzione mista, speaker, Dj e giornalista con commenti, interviste, attualità e musica. Questo programma viene trasmesso da più di sessanta emittenti sul territorio nazionale in contemporanea”.
Tra i servizi offerti ricordiamo la sempre presente Radio Vaticana, che fin dai primi anni di BluSat propone i suoi appuntamenti principali. È inoltre importante ricordare che spesso sono irradiati programmi prodotti dalle stesse emittenti aderenti al progetto, con l’intento non solo di valorizzare le professionalità presenti nelle diverse radio locali ma far circolare idee e attitudini creative diverse.
Dopo tre anni di sperimentazione e l’apprezzamento espresso dalle oltre 200 radio aderenti al progetto, la Fondazione Comunicazione e Cultura si sta operando per la creazione di una piattaforma comune volta a sostenere le radio locali, ma anche a cercare l’affermazione sul piano della visibilità nazionale.
A Milano ci sono quattro studi attrezzati con sistemi di registrazione, montaggio e post produzione.
Uno staff di cinque tecnici specializzati cura la registrazione e il montaggio dei servizi.
Il segnale prodotto nella sede di Milano viaggia verso Roma per essere irradiato via satellite tramite una linea telefonica ad alta velocità su cui ci sono, oltre al segnale audio, anche una linea FTP per lo scambio dei dati e un sistema di videoconferenza. Nella sede di Roma ci sono sei tecnici, quattro studi di produzione e post-produzione e la sala di messa in onda.
Dei quattro studi, il numero due è sicuramente il più interessante in quanto, oltre ad essere interamente digitale come gli altri, dispone di un banco a 48 canali, una vasta scelta di compressori, noise gate, equalizzatori, processori di segnale ed un ampio parco microfoni della Sennheiser per realizzare produzioni di assoluta qualità.
È qui che vengono registrati ed all’occorrenza post-prodotti concerti dal vivo con grandi artisti dei più svariati generi musicali. La radio è ricevibile dal satellite Hot Bird 2. Per la parte tecnica e organizzativa Marco Giubileo, responsabile di produzione di BluSat, ci ha spiegato che “l’intero processo di automazione è “customizzato” e realizzato secondo le specifiche da me fornite al produttore (la ditta Elte di Mestre), quindi si tratta di una soluzione in effetti non reperibile sul mercato.
Il segnale audio proveniente dalla nostra sede di via Aurelia, 796 a Roma, viene inviato alla sala ponti Rai di via Teulada a mezzo linea CDN con codifica effettuata da un Comstream DAC 700 e decodifica a mezzo Comsteam ABR 200. Le radio abbonate a News Press o aderenti all’interconnessione con Blusat 2000 sono state dotate, in comodato gratuito, di un ricevitore Elte BRXS 11 per satelliti in digitale DVB basato sulla piattaforma del ricevitore Humax F1-Fox al quale sono state aggiunte le circuiterie per renderlo professionalmente idoneo all’utilizzo, ovvero: contenitore rack standard 19” 2 unità, alimentazione maggiorata per uso continuo, uscite audio XLR bilanciate, uscite monitor audio XLR bilanciate, ripristino delle condizioni di programmazione dopo lo spegnimento o un’interruzione di alimentazione, programmazione bloccata sul canale utilizzato. Inoltre è stato aggiunto un sistema di trasmissione di telecontrolli per un totale di 16 canali nella massima configurazione, da utilizzare per il controllo remoto di regie audio o automatismi in genere”. “Il sistema di trasmissione dei telecontrolli - ha proseguito Giubileo - si basa sulla trasmissione di una portante ultrasonica (frequenza maggiore a 16 KHz) modulata a sua volta da un segnale digitale che porta le informazioni necessarie.
Una serie di filtri di alta qualità, realizzati con circuiteria LC per evitare l’introduzione di rumori rende la portante insensibile alla modulazione mentre la stessa viene soppressa all’uscita audio del ricevitore. Il contatto può essere continuo oppure un impulso di un secondo. Il sistema è stato progettato in modo da essere trasparente alla codifica Mpeg-2 del sistema satellitare. Questo sistema ci consente di inviare codici diversi a seconda del tipo di programmazione (informazione, programmi di interesse generale ecc..) dando perciò alle radio la possibilità di impostare ad hoc la propria regia automatica, che può decidere se trasmettere il programma in diretta (quando è consentito) o registrarlo ed utilizzarlo in un secondo momento.
Blusat 2000 trasmette sul satellite Hot Bird 2 con posizione orbitale 13° est, pacchetto modulante sul trasponder 54 (bouquet Rai)”. Passiamo ora dalla radio dei vescovi italiani alla loro Tv: “Sat2000 è una televisione tematica culturale di ispirazione cristiana – ha spiegato Franco Mugerli, che ne è il direttore di produzione – costituita per dare concretezza operativa, nel campo dell’emittenza radiotelevisiva, al “progetto cultura”, orientato in senso cristiano, della Conferenza Episcopale Italiana. L’emittente trasmette dal febbraio del 1998 in chiaro ed è inserita nel bouquet base di Tele+ e di Stream, ma è captabile anche attraverso un ricevitore digitale ed un’antenna parabolica, oltre ad essere ritrasmessa da alcune televisioni locali presenti sul territorio, formando, in questo modo, una vera e propria syndication con l’intento di arrivare in breve tempo a una programmazione in contemporanea di non più di 6 ore di palinsesto da parte di emittenti locali attente ai valori cristiani.
Le televisioni che faranno parte della syndication verranno a creare preziose occasioni di sinergia e coproduzione: formazione professionale per operatori televisivi e sviluppo delle singole realtà territoriali nel panorama dei media. Le televisioni che aderiscono al progetto conservano la fondamentale caratteristica di essere televisioni locali, sviluppando un loro originale rapporto con il proprio territorio. Il palinsesto quotidiano del canale satellitare è di circa 15 ore di trasmissione, dalle 10 all’1.30. La linea portante della programmazione è l’informazione, dal TG2000 per l’attualità nazionale e internazionale a Gli eventi, programma dedicato ai grandi avvenimenti ecclesiali e non, le dirette, le udienze e i viaggi pastorali in Italia e nel mondo”.
“Inoltre – ha concluso Mugerli – Sat2000 è collegata tramite ponte terrestre con la Rai, attraverso la quale è in grado di ricevere quotidianamente contributi giornalistici dai propri inviati periferici in tutte le regioni italiane.
È inoltre collegata con il Centro Televisivo Vaticano, che fornisce tutti gli eventi pontifici dal Vaticano, come pure da ogni parte del mondo durante i viaggi apostolici del Santo Padre. Attraverso il ponte radio terrestre, Sat2000 è collegata direttamente con l’emittente regionale Telelazio Rete Blu capofila della syndication”.
La produzione di Sat2000 è realizzata principalmente nella sede di Roma in via Aurelia, 796 in un complesso di oltre 2000mq, dei quali 500 adibiti a studi. Inoltre la Tv dispone di altri due studi nella Capitale e uno a Milano.
“Lo studio di Milano – ci spiega Fulvio Gallo, il responsabile tecnico che ha progettato e seguito la realizzazione dei nuovi studi – comprende tre telecamere della Sony, un mixer audio Soundcraft a 24 piste, un mixer video ForA CV 120, mentre della Leitch sono le conversioni e le distribuzioni; la post-produzione è realizzata tramite un Avid 9000”.
“La sede di via Aurelia dispone di tre studi Tv, rispettivamente di 370, 100 e 40 mq– continua Gallo – quest’ultimo con scenografia virtuale ForA VPS 400D e tre telecamere digitali Philips Broadcast (ora acquistata da Thomson – ndr) robotizzate con un sistema Autocam della Vinten. La sala di montaggio è in Digital Betacam con un mixer video DD10 della Philips con generatore di effetti Abekas, il montaggio in post-produzione avviene tramite Avid Media Composer 9000. In tutti gli studi sono montate telecamere LDK 100 per un totale di 8 telecamere.
Sono presenti sei sale di montaggio Digital Betacam, una delle quali adibita a sala di post produzione, due sale regia, ognuna delle quali è in grado di gestire tutti gli studi, due regie audio con mixer Soundcraft, uno da 24 canali e l’altro da 48, con microfoni Sennheiser e due regie video con mixer Vide DD35 con grafica aggiuntiva Deko della Pinnacle. Il software di regia è Etere Automation, i servizi vengono inviati e archiviati su Betacam, mentre per l’utilizzazione immediata vengono registrati su un videoserver SeaChange. Un’ultima particolarità riguarda tutta l’illuminazione che è stata realizzata dalla DeSisti con proiettori sia incandescenti che a tubi florescenti. Sat2000 dispone di un vasto archivio informatizzato e aggiornato quotidianamente, via satellite, da importanti agenzie come l’Ansa e la Reuters. La redazione dispone di 4 troupe ENG con telecamere Sony Betacam SP”.
Maria planetaria ora pro nobis
Torniamo alla radio e alle principali produzioni radiofoniche di Radio Maria (format religioso nato in Italia e oggi esportato ovunque, dall’America all’Asia), della nazionale NovaradioA, capofila della syndication Circuito Marconi e di Radio Evangelo, esperienza non cattolica che pure conta centinaia di chiese evangeliche sparse per l’Italia.
È possibile ascoltare Radio Maria (031.611035) in tutta Europa via satellite, Eutelsat - Hotbird 1, lo stesso che ritrasmette i programmi Rai. Chi vuole ascoltare l’emittente dal Nord America deve sintonizzarsi sul satellite Echostar 3. Oggi Radio Maria è presente in tutto il mondo, con 7 sedi in Africa, 14 in Europa, 14 nelle Americhe ed una in Asia, in Libano. Parlando dell’espansione dell’emittente, Claudio Re (direttore tecnico della rete, nella foto sotto), ci ha anche spiegato come siano riusciti a uniformare il concetto di studio di produzione radiofonica, realizzando una struttura che racchiude in pochi metri quadri tutta l’attrezzatura essenziale, in standard analogico, ma molto funzionale e affidabile, comprensiva di tutto il necessario.
Ogni qualvolta c’è bisogno di uno studio in qualche parte del mondo, uno di questi “studi-tipo” viene smontato e spedito. Il vantaggio di avere studi tutti uguali permette una facile manutenzione anche a migliaia di chilometri di distanza. “Il mixer è un Behringer MX 9000 – ci ha raccontato lo stesso Re, che è progettista ed ideatore di questo “format” tecnologico – I materiali utilizzati sono principalmente Sony. La fornitura, l’allestimento e il collaudo sono a cura della Videotelecom di Basaluzzo (vicino Alessandria).
Il costo per ogni unità è di circa 60mila Euro. La particolarità sta nella normalizzazione, in quanto tutti gli studi sono uguali, cablati nello stesso modo, dotati di schemi identici e possono quindi essere gestiti e assistiti secondo modalità “standard”.
I principali vantaggi consistono proprio nella facilità di spedizione e riassemblaggio in loco, oltre alla semplicità di assistenza a distanza. Inoltre gli studi principali e quelli di registrazione sono uguali, e montati specularmente rispetto alla sala ospiti: per cui sono intercambiabili in caso di guasto o necessità di manutenzione”.
Protestanti volontari
A Roma siamo andati a visitare anche una delle principali chiese evangeliche, la quale è coinvolta direttamente con il mondo della radiotelevisione: infatti coordina la produzione di un programma Tv e di Radio Evangelo (06.2286846). Ad aprirci le porte di questa comunità è il Pastore Cusumano, laico con la vocazione di divulgare la parola del Signore ed è lui che segue le principali attività della Chiesa assieme al direttore, Silvano Roma.
Le Chiese cristiane evangeliche sono presenti in molti comuni d’Italia e la radio trasmette attualmente in circa 40 città, con copertura maggiore nel centro-sud. Gli evangelici inoltre non hanno una propria emittente televisiva, ma acquistano spazi su altre emittenti nelle varie zone di Italia per trasmettere il programma televisivo Cristiani Oggi. “Il programma – ci testimonia Roma – ha il solo scopo di presentare il messaggio dell’Evangelo. A Milano siamo presenti su Tv SeiMilano, a Roma su Teleroma 56, a Napoli su Teleoggi, solo per citarne alcune importanti antenne tramite le quali operiamo”.
Tornando alla radio, il Pastore Cusumano ci descrive i programmi che vanno in diretta dalle 8.30 alle 16.30 e poi si ripetono per tutte le 24 ore, considerando un palinsesto fatto per il 30% da musica e per il 70% dal parlato. “Iniziamo le trasmissione con un contenitore – continua il Pastore Cusumano – che dura fino alle 12 circa con la lettura del Vangelo e il suo commento, la lettura dei salmi, una riflessione sui fatti del giorno sempre sotto l’aspetto sia laico che religioso, notiziari e buona musica. Alle 12 vengono trasmesse tutti i giorni le riunioni che effettuiamo nella nostra chiesa: riunioni che vedono la partecipazione di circa 700 persone, durante le quali si sta insieme, si canta, si prega e si vive un momento di aggregazione e felicità tutti insieme. Col montaggio della registrazione, effettuata durante l’incontro, viene realizzato un programma di circa 30 minuti, che è poi l’appuntamento più seguito della nostra programmazione. Tutta l’emittente, dal conduttore al tecnico, viene gestita da volontari, ragazzi e persone adulte che donano il loro tempo e la loro professionalità. Un altro programma di rilievo è quello del pomeriggio, nel quale viene effettuata la lettura di libri particolarmente interessanti, di temi biblici, di storie di missionari e di persone comuni. Di seguito, nel programma A domanda risponde, vengono poste delle domande dagli ascoltatori su temi che riguardano la sfera della fede o del sociale, a cui i pastori in studio rispondono.
Ci sono anche storie raccontate direttamente dagli ascoltatori che esprimono la loro testimonianza sulla propria cristianità, su come si sono avvicinati ad essa e come la vivono. L’emittente non ha un palinsesto predefinito, dovendo tener conto delle disponibilità dei volontari”. Dalla visita è risultato che la struttura tecnica è decisamente ridotta all’osso, ma in fondo anche questo è un segnale di come il mezzo radiofonico possa comunque svilupparsi ed affermarsi anche in ristrettezza di risorse.
Beati gli ultimi
Avvicinandoci alla conclusione, ecco un’altra emittente radio, ma stavolta diocesana: è la milanese NovaradioA (02.5821001), che ha scelto una programmazione ricca di appuntamenti laici e sostenuta da conduttori professionisti e che ha promosso la nascita del nazionale Circuito Marconi con altre radio cattoliche. “All’interno del palinsesto – spiega Fabio Pizzul direttore dell’emittente – troviamo dei piccoli appuntamenti quotidiani, di circa sei minuti, che abbiamo chiamato Pensieri del mattino. In onda alle 6.25 del mattino, questi spazi sono realizzati internamente da noi con il contributo di alcuni preti, diocesani o personaggi del mondo ecclesiale, i quali offrono una breve riflessione di tre minuti per iniziare bene la giornata.
Alle 7.55 abbiamo Il Vangelo del giorno in collaborazione con www.gloriaonline.it, che è un portale cattolico, nel quale viene commentato, in circa tre minuti, un passo del Vangelo. In occasione di eventi speciali ci colleghiamo con BluSat, nel caso in cui questa segua in diretta l’evento, oppure noi stessi copriamo la notizia in chiave locale per NovaradioA o anche per il resto del Circuito Marconi.
Per quanto riguarda l’uso del satellite, nelle ore di trasmissioni in contemporanea in Circuito, ritrasmettiamo attraverso il satellite il nostro segnale alle altre radio affiliate che a loro volta ritrasmettono il segnale sulla loro rete terrestre.
Questo avviene per non più di sei ore di collegamento al giorno, secondo i canoni di legge. Il collegamento più cospicuo avviene nella fascia che va dalle 16 alle 18. Come NovaradioA abbiamo una ampia copertura in Lombardia, mentre come Circuito Marconi si aggiungono le radio di Roma, di Padova, di Palermo, di Reggio Calabria, di Catanzaro e di Varese”.
Da evidenziare che in questo periodo NovaradioA sta traslocando la sua sede dagli storici studi di via Sant’Antonio alla nuovissima struttura in zona Fiera di Telenova (02.48073251). Quest’ultima è una realtà dei Paolini, che sono soci di minoranza in NovaradioA, che hanno realizzato per la loro stazione televisiva una sede di grande modernità tecnologica, in cui è stato previsto uno spazio anche per la radio, così da integrare al meglio le due esperienze.
Dal canto suo la televisione ha saputo dar vita a un palinsesto diviso tra programmazione religiosa e laica, accostando programmi attenti al sociale, alla tolleranza e al cristianesimo, con quelli dedicati allo sport.
Una televisione commerciale che con le proprie forze ha trovato un giusto equilibrio nel proporre al proprio pubblico un palinsesto diverso da quello delle altre televisioni.
“Non facciamo dei programmi religioni classici – ci ha raccontato Fioravante Cavarretta, direttore della televisione – o meglio: abbiamo anche quelli nella nostra programmazione, ma ciò che cerchiamo di fare, quando è possibile, è di inserire dei messaggi positivi o comunque inerenti anche alla vita della Chiesa in trasmissioni laiche.
Per esempio nel nostro telegiornale, dove diamo sostanzialmente notizie locali, abbiamo sempre dei servizi sulle attività della Chiesa, della Diocesi di Milano della Caritas e degli enti di volontariato e questo vale per quasi tutte le edizioni della nostra informazione.
Svolgiamo questo servizio per cercare di comunicare dei valori, quali la solidarietà, la tolleranza e la fede. Poi abbiamo dei programmi che si occupano della vita religiosa come Il tesoro nascosto che va in onda una volta alla settimana, da molti anni, con una durata di circa 30 minuti con interviste, testimonianze ed esperienze. Riteniamo che si tratti di un programma diverso dagli standard classici, in quanto non proponiamo la predica di un prete in forma di monologo, ma intervistiamo professionisti, parroci e la gente comune. Inoltre questo programma viene ceduto ad altre emittenti come BergamoTV di Bergamo e Teletutto di Brescia.
Durante la stagione televisiva abbiamo una serie di appuntamenti, una dozzina, distribuiti in circa tre mesi che trattano tanti argomenti: dal volontariato, alla famiglia, sino al mondo cristiano religioso.
In questo periodo ospitiamo Don Rigoldi (qualche tempo fa era Don Antonio Mazzi), per condurre tutti i giovedì un programma di due ore nel quale si parla dei fatti comuni della vita, con l’intervento dei telespettatori al telefono che pongono domande e raccontano testimonianze su vari temi, dalla povertà alla salute, dagli extracomunitari alla famiglia. Proponiamo anche degli appuntamenti fissi con il Cardinale Carlo Maria Martini, col quale tradizionalmente celebriamo con particolare rilevanza la Quaresima: per un mese, un’ora alla sera, in diretta, viene trattato l’argomento scelto dal Cardinal Martini.
Due importanti appuntamenti che proponiamo ai nostri telespettatori nell’arco dell’anno sono la messa di Natale e la messa di Pasqua, in diretta dal Duomo di Milano. In particolare la nostra emittente ha la particolarità di trasmettere tutti gli eventi della Diocesi di Milano nei quali è coinvolto il Cardinale, alcuni in diretta altri in differita. Va detto che, comunque, la programmazione dell’emittente è commercialmente sorretta in gran parte dalla programmazione sportiva, per lo più relativa al calcio ed esclusivamente con le grandi squadre. Abbiamo provato a trattare altre attività, tra cui basket e pallavolo, ma non hanno ottenuto lo stesso risultato, così come non hanno prodotto ritorni commerciali le categorie minori del calcio. Solo la serie A riesce a produrre inserzionisti, sponsorizzazioni e pubblico. Infatti siamo tra le prime quattro televisioni locali più seguiti nello sport, con appuntamenti quasi tutti i giorni. Questo è sicuramente curioso per un’emittente come la nostra, ma d’altronde viviamo in questo mondo e a fine mese bisogna far quadrare i conti. Quello che cerchiamo di proporre è una Tv commerciale “pulita”. All’interno del nostro palinsesto non ci sono maghi, cartomanti, spot osceni o promozione di numeri telefonici hard. Un’esperienza che potrebbe fare scuola, ma in Italia bisogna purtroppo constatare che non è così”.
Con le tecnologie si diffondono le esperienze religiose
Riportiamo qui di seguito alcune interessanti riflessioni del Prof. Francesco Casetti (nella foto), prorettore della Università Cattolica di Milano, il quale ha cercato di illustrare il nuovo significato delle parole che figurano nel titolo del dibattito: La Tecnologia per il mondo cattolico, è sempre stata considerata come mezzo per accedere ad altri strumenti. Oggi queste tecnologie rendono più forte la voce, più acuto lo sguardo. Oggi le tecnologie sono cuori culturali, sono modelli dentro cui scrivere la nostra esperienza. Quando guardiamo la televisione non soltanto vediamo meglio il mondo, ma abbiamo un'idea di vicinanza che determina la nostra esperienza della realtà. La televisione ci ha abituato a vedere il mondo da vicino e noi ormai, quando guardiamo il mondo, vogliamo vederlo da vicino, non siamo più abituati a guardarlo da lontano. Le tecnologie di comunicazione sono forme di esperienza che hanno cambiato il nostro senso della realtà. Globalizzazione vuol dire almeno due cose. In primo luogo significa uniformità in termini culturali. Mi viene in mente un format. come "The Big Brother", classico esempio di programma identico in tutti Paesi, che necessita, come viene chiama in gergo, della "bibbia", ovvero del libro dove sono segnate tutte le regole alle quali deve attenersi il programma. Questo è un'aspetto della globalizzazione che suscita qualche legittima reazione all'interno di una cultura che non voglia far parte di questa omogeneità mediatica dominante. Un altro aspetto della globalizzazione si riconnette ai processi che da sempre le comunità umane utilizzano, per uscire da sé stesse e dialogare con altre comunità, è cioè il processo dello scambio e della integrazione culturale. In questo caso parlerei di globalizzazione nel senso di fratellanza; è la famiglia umana che accoglie nuovi figli e che non ha paura di allargare i propri fronti. Se vediamo la globalizzazione sotto questo secondo aspetto, penso sia estremamente importante accettarne la sfida.
Comunicazione va anche pensata in due aspetti: per molti vuol dire "essere in contatto", per altri vuol dire "essere collegati a". Se la nostra Tv riceve 100 canali anziché 10 siamo più comunicativi. A questa idea di comunicazione si può contrapporre un secondo significato, quello di un'azione comune e di comunione, che prevede, oltre al semplice contatto, l'atto di con-sentire, ovvero sentire insieme e convergere per sentire. I due significati di comunicazione come semplice contatto e comunicazione come consenso, con-sentire, oggi si dividono tra loro. Pensare alla nostra società come a una società mediatica, che porta avanti l'idea, che l'importante è essere allacciati con molti canali contemporaneamente; non è necessariamente garanzia di conoscenza. I processi di conoscitivi sono processi sociali molto più complessi, che non si limitano alla semplice connessione con altre forme.
Nel termine Culture, colgo pure due significati contrapposti: da una parte l'idea di una identità culturale che nasce all'interno della "separatezza". Sul piano culturale le diversità spesso non sono legate alla differenza di origine, ma alla differenza di risorse. Nell'epoca della comunicazione non vorrei che nascessero due culture, separate una dall'altra, ma distinte tra loro in termini di opportunità comunicative. Da una parte chi ha opportunità comunicative e dall'altra chi invece ne è privo. Una cultura separata può essere una cultura ricca, orgogliosa della propria ricchezza, decisa a non concederla ad altri, ma può anche essere paradossalmente una cultura povera che non sa accudire e far proprie le risorse a disposizione. Contro l'idea di cultura come identità separata credo che si possa rievocare l'idea di un dialogo tra le culture, reso possibile non soltanto da una equilibrata distribuzione delle risorse, ma anche dall'ascolto e dall'attenzione verso la specificità di ciascuna cultura, legata e condizionata anche dai luoghi, dalle tradizione, dalle consuetudini. Le culture non devono dividere, ma convergere verso un'idea di cultura intesa non come "separatezza", ma come nome collettivo. Nell'epoca della comunicazione, in questa cultura mediale che tutti ci pervade, non come auspicio, ma come scelta morale, credo che dobbiamo assumerci la responsabilità di pensare alla tecnologia come a un mezzo per conoscere, la globalizzazione nei termini della fratellanza, la comunicazione nei termini del consentire. Solo così la parola culture, al plurale, acquisterà quel senso pieno e positivo che tutti ci auspichiamo".
Santo Padre Channel
Interessante ed originale esperienza anche quella di TelePace (06.68804642): per questo abbiamo incontrato il suo direttore, Monsignore Guido Todeschini, e con lui abbiamo realizzato l'intervista che segue.
La genesi Telepace?
Nasce sul Colle della Pace a Cerna di Sant'Anna d'Alfaedo, in provincia di Verona, il 27 novembre 1977 per opera di un gruppo di ragazzi giovanissimi i quali, trovandosi durante l'estate in un campo scuola diocesano, chiedevano agli educatori di poter far ascoltare i loro piccoli-grandi problemi, ai genitori lontani. Da qui è nata Telepace come "voce di chi non ha voce". È nata piccola, e viene ancor oggi considerata "piccola", in senso evangelico. Mai nessuno avrebbe immaginato che da un minuscolo trasmettitore, grande quanto un pacchetto di sigarette, l'emittente si sarebbe via via sviluppata fino ad arrivare al satellite nel Natale 1996. E mai nessuno avrebbe potuto pensare che nel Natale 2001 Telepace sarebbe sbarcata in Australia e Nuova Zelanda.
Come è cresciuta la programmazione in questi anni?
Partita con 2 ore di trasmissione alla fine del '77, è passata poi a 6 ore al giorno, quindi a 10 fino ad arrivare a 24 ore su 24, dando voce alla Chiesa per quanto riguarda le Celebrazioni Liturgiche, in modo speciale quelle presiedute dal Santo Padre a Roma, in Italia e all'estero. L'emittente ha sempre dedicato spazio e tempo anche alle attività culturali, musicali e d'intrattenimento (documentari, films, telefilms, cartoni-animati): materiale che viene sempre oculatamente valutato e opportunamente scelto.
Quante persone lavorano a Telepace?
Le persone che operano a tempo pieno a Telepace sono una sessantina, senza contare i volontari e quanti collaborano in qualsiasi modo per il cammino dell'emittente.
Quali sono i programmi principali?
Come sempre diamo la precedenza alle trasmissioni in diretta, sia per quanto riguarda la parte ecclesiale, come pure per tutto ciò che riguarda l'attualità e il sociale. Dal 1985 seguiamo il Santo Padre in tutti i paesi del mondo: le trasmissioni più seguite sono quelle che riguardano appunto le celebrazioni e gli incontri che il Papa tiene durante i Viaggi Apostolici. Anche nell'ultimo viaggio, compiuto in Kazachistan e in Armenia, Telepace ha trasmesso in diretta per ben 25 ore. A tutt'oggi l'emittente, con il Papa è stata, in 136 Nazioni dei 5 Continenti.
Come è il rapporto con i telespettatori?
Siamo una "vasta famiglia", come la chiama Giovanni Paolo II. In questi 24 anni sono arrivate al Direttore circa 120mila lettere, scritte da persone di cultura, ma anche da persone semplici e quasi analfabete. Ogni lettera viene ricevuta, letta e presentata agli ascoltatori come dono, da condividere e compartecipare concretamente. Molte persone sono state non solo ascoltate, ma altresì aiutate e salvate persino dal suicidio. Una decina di giovani sbandati, diventati ascoltatori attenti e sinceri, non hanno esitato anche a deporre le armi e cambiare vita.
Quali sono i sostentamenti dell'emittente?
Telepace vive unicamente "di" carità "per" la carità. Per statuto non fa alcun tipo di pubblicità, neppure a titolo gratuito, ma si sostiene di ciò che la divina Provvidenza manda giorno dopo giorno. Sono gli ascoltatori che provvedono con le loro "briciole" a sostenere l'emittente, il cui costo è di 15 milioni al giorno e di circa 6 miliardi all'anno. Un vero miracolo per il quale tutte le sere nella Cappella di Telepace viene cantato il "Te Deum" di ringraziamento al Signore, e dal Natale di quest'anno al canto sono invitati tutti gli ascoltatori ai quali è stata inviata una pagellina plastificata con il testo dell'inno in italiano.
Quali sono le attrezzature di Telepace?
Disponiamo di un centinaio di ripetitori terrestri, del satellite Hot Bird 2, di due regie mobili, di una decina di studi per montaggio in digitale, di uno studio grafico e di un sistema per l'archiviazione delle numerose immagini.
Telepace nel prossimo futuro?
Come accennato, dal Natale 2001 Telepace è sbarcata in Australia e in Nuova Zelanda, mentre dalla prossima Pasqua , con tutta probabilità, Telepace sarà in Canada.