L'OPINIONE

Digitale: dal dire al fare

di Andrea Rivetta (Condirettore Broadcast & Production)

L'IBTS è stato sottolineato quest'anno dalla headline "Crossmedia Marketplace": uno slogan molto impegnativo e che può persino suonare un po' troppo "avanti" rispetto alle tribolazioni di noi comuni mortali che, semmai, ci ritroviamo a correre dietro alle cose e a volte pure con un po' di fiatone. Peraltro questo voler stare avanti un passo è la ragione per cui una manifestazione come quella italiana, ma anche un NAB o un IBC, tanto per dirne due (anzi: le prime due), possa veramente proporsi come occasione per una giustificata visita. Dopo aver partecipato praticamente a tutte le fiere rilevanti dell'anno, a una conclusione di fondo ci siamo arrivati: bisogna sicuramente continuare a "guardare avanti", ma adesso bisogna anche passare ai fatti!
All'alba del 2002 è giunto il momento di lasciar perdere le chiacchiere su quello che si potrebbe o si dovrebbe fare nel mondo del broadcast: bisogna semplicemente cominciare a farlo. Il digitale adesso c'è, eccome. Non c'è elemento di produzione, post-produzione, editing, archivio, playout o trasmissione che oggi non si proponga anche con una soluzione digitale (o solo con quella). Certo la realtà della creatività audio e video in digitale è cosa fatta, mentre le trasmissioni in DVB-T o in DAB, per fare un esempio, sono ancora in divenire... ma è solo questione di tempo (ragionando non in anni, ma in mesi). Sgonfiata la bolla dell'Internet nelle sue applicazioni fuori luogo, popolarizzato o quasi il satellite, nel bel mezzo delle battaglie in atto per disegnare lo scenario del digitale terrestre nei vari Paesi, ciò che resta da fare a un broadcaster è trovare i soldi e la voglia e proporsi come protagonista di questo neo-pionierismo che vede coinvolte anche le TLC, le web company e molti altri soggetti in competizione. Pieno di eccitazione e determinazione, il broadcaster deve rimettere armi e bagagli sulla sua caracollante diligenza-impresa (quella già usata negli anni '70 e '80, per capirci) e partire verso l'Ovest dei media elettronici, verso la nuova frontiera imposta dalla convergenza (e riusiamola pure questa parola, che adesso ci azzecca davvero), per partecipare alla corsa all'oro della multimedialità applicata al business.
Come tutti i viaggi della speranza e del sogno, ovviamente anche questo nasconde sicuramente grandi rischi (compreso quello di lasciarci le penne) e delusioni cocenti... ma solo chi ci proverà e riuscirà potrà dirsi a pieno titolo operatore della comunicazione del Terzo Millennio.
Radio e tv, nazionali e locali, società di produzione e post-produzione, grandi e piccole: tutte indiscriminatamente sono chiamate a fare l'Impresa. Che dice lo slogan di una delle fiere? "Chi non c'è, non ci sarà". Mai stato così vero.
"Ma che piffero vanno cercando questi qua?" direte voi, che siete arrivati a leggere sin qui, nonostante avete un sacco di lavoro che urge. È molto semplice: siccome campiamo grazie a voi che leggete, non avete idea di quanto ci stia a cuore il vostro (e il nostro) futuro come imprenditori e/o editori (o tutti e due). Il fatto è che adesso bisogna andare al sodo: imparare bene come funzionano tutte queste opzioni digitali, scegliere se si vuole fare la radio in Internet, un canale tematico satellitare, il network provider DVB, o quello che vi pare più interessante... e farlo! Bisogna imparare a menadito la materia, trovare partner tecnologici disponibili e all'altezza e cominciare a sperimentare in prima persona le nuove strade.
Questa svolta, dal dire al fare, deve contagiare tutti, a partire da noi chiacchieroni della stampa di settore: abbiamo in mente un Broadcast&Production sempre meno disponibile (lo siamo già poco, peraltro) a fare da tribuna delle speculazioni su "quello che si dovrebbe fare". Vogliamo essere sempre più strumento per raccontare con esempi concreti di coloro che stanno davvero facendo cose nuove e originali.
Noi di B&P una modesta "provocazione", ma coerente con questo sermone, l'abbiamo anche già fatta: proprio ad IBTS, grazie alla collaborazione con Domina, Equart e Virgilio, abbiamo prodotto IBTS Channel, una web Tv dedicata alla fiera: il giornale di cara, vecchia carta stampata ha fatto la Tv (vedere www.broadcast.it per credere)! Questo per noi è stato il "crossmedia" applicato nei fatti, non solo uno slogan o... un fioretto. Siamo poi tornati nei ranghi (B&P non va solo on line e resterà on paper ancora per un po'), ma siamo contenti di aver realizzato un piccolo, ma tangibile esempio, per dimostrare come, grazie al digitale, chi vuole può dar vita a progetti concreti e inediti da subito.
La vera rivoluzione passa attraverso l'impegno individuale di tutti i player: dei broadcaster che investono, oculatamente, ma investono; delle aziende fornitrici, più orientate a partnership con i clienti nel progettare-verificare-sviluppare soluzioni immediate; delle fiere, soprattutto di quelle nostrane, che devono prestare più attenzione alle esigenze reali del mercato e fare la fatica di ripensarsi e uscire da cliché ormai superati (perché non basta "predicare" il rinnovamento e vendere metri quadri di expo: bisogna avere l'umiltà di parlare di più e preliminarmente con i propri interlocutori ed elaborare risposte più concrete). La sensazione è che nei prossimi cinque anni dovremo, proprio tutti, rimetterci in discussione e... farci "un mazzo tanto"! E se qualcuno pensava di essere "arrivato", probabilmente i fatti gli dimostreranno che aveva ragione. Sarà effettivamente arrivato... al capolinea.