L'INGEGNERE MASCHERATO

Obiettivi 16:9 e l'asino che vola

LAGGIÙ DA QUALCHE PARTE, magari non ci avete fatto caso, ma gli obiettivi sono rotondi. E quello che per la prima volta disse che "la madre dei fessi è sempre incinta" probabilmente abitava in una fabbrica di obiettivi... Magari no, ma quando disse la famosa frase non sapeva neanche la metà di quello che diceva... o dovrei dire i 9/16?

Comunque, entrate in un qualunque studio televisivo e dite le parole magiche: "16:9", e tutti vi guarderanno come un oracolo... E, allora, fermi con le calcolatrici, vediamo chi risponde per primo: qual è più largo, 16:9 o 37:20? Come non lo sapete, 37:20 è praticamente il formato più comune per il cinema di oggi... OK, OK, riprendete le vostre calcolatrici, 37:20 è lo stesso che 1,85:1, lo riconoscete mo'? Mentre invece il nostro beneamato 16:9 corrisponde a 1,77777:1, vabbeh, facciamo 1,78:1 per semplicità. E allora perché di solito non lo chiamano 1,78:1? Boh, probabilmente perché 16:9 fa più figo... Sì, sì, le ho sentite le spiegazioni, se lo schermo è 16:9 ci puoi inserire un'immagine 4:3 grande più tre piccole lungo un lato. E allora? A parte il fatto che, anche se lo chiami 1,78:1 ci puoi inserire esattamente le stesse immagini, se invece fosse 2:1, ci potresti inserire un'immagine 4:3 grande più due piccole di lato, e se invece fosse 5:3 le immaginette di lato sarebbero quattro...e così via.

Chi crede alla magia?
E poi c'è questa strana idea, che 16:9 è una specie di rapporto magico per il cinema elettronico, quello che dà luogo alla minore perdita di spazio se si considerano tutti i valori dei rapporti base / altezza, da 4:3 a 2,35:1... Beh, messa così magari è vera, però nel cinema il rapporto 4:3 ormai non esiste proprio più e sappiamo che i film girati con le lenti anamorfiche hanno un rapporto anche di 2,4:1, che a casa mia è maggiore di 2,35:1. E allora, se consideriamo questi formati, andiamo a finire su qualcosa di molto più largo di 16:9.
E allora, il 16:9 di magico non ha proprio un piffero di niente, diciamo piuttosto che è così e che ce lo dobbiamo tene'...Oooh, mo' sì che ragioniamo! E poi c'è questa storia degli obiettivi. Dice, ci abbiamo questo bell'obiettivo 16:9... Ma quando mai! Andiamo, su, ripetete insieme a me: gli obiettivi 16:9 non esistono, gli obiettivi 16:9 non esistono, gli obiett...E, se è per questo, diciamola proprio tutta, mi voglio rovinare, manco gli obiettivi 4:3 esistono, qui a 'sto punto vi dico una cosa in confidenza, ma proprio zitto zitto, tra me e quei quattro o cinque di voi: gli obiettivi so' rotondi! E quindi per cui pure le immagini che ne vengono fuori so' rotonde. E per quello che mi risulta, una roba rotonda non ci può ave' un rapporto base / altezza, perché non ci ha né la base né l'altezza, ci ha il diametro, ci ha!

Questione di rotondità
Per esempio, una telecamera con sensori da 2/3", cioè 17 mm. In pratica, considerando che 17 mm è la dimensione esterna del sensore, in realtà l'immagine che si forma ha una diagonale di 11 mm, che poi corrisponde a un diametro sempre di 11 mm. Allora, un rettangolo da 4:3 con una diagonale di 11 mm ha una base di 8,8 mm e un'altezza di 6,6 mm. Invece un rettangolo da 16:9, sempre con una diagonale di 11 mm, ha una base di 9,6 mm e un'altezza di 5,4 mm. Va bene fino a qua? Certo, vi do atto che 8,8 non è 9,6 e che 6,6 è tutta 'n'altra cosa che 5,4, però il fatto è che 11 è sempre 11, e questo è quello che gli interessa all'obiettivo.
Quindi in realtà non esistono né obiettivi 4:3 né obiettivi 16:9, tutto quello che c'è è un pezzo di vetro in più che i costruttori mettono sul retro dell'obiettivo, chiamandolo "crossover" oppure "ratio converter". Cosa tra l'altro che non mi piace per niente, perché un pezzo di vetro in più significa in ogni caso più distorsione e anche un costo maggiore. Ma, a parte questo, è chiaro che uno stesso obiettivo non darà la stessa immagine in 16:9 e in 4:3, per il semplice motivo che, come abbiamo visto un momento fa, 8,8 non è 9,6 e 6,6 non è 5,4. È chiaro allora che, se uno ottiene una certa immagine con una camera 4:3, cambiandola con una 16:9 otterrà un'inquadratura più larga (e più bassa). E allora che ti fa quel pezzo di vetro in più (detto anche "crossover" o "ratio converter")? Quello che ti fa è adattare il 4:3 di una camera 4:3 al 4:3 di una camera commutabile 4:3 / 16:9. Che, sempre nel caso di sensori da 2/3", non è più 8,8 x 6,6 mm, ma magicamente è invece 7,2 x 5,4. Cioè in pratica mantiene la stessa altezza dell'immagine 16:9 (5,4 mm), ma con una nuova base in proporzione 4:3 (appunto, 7,2 mm).
E il nostro "convertitore di rapporto" allora altro non è che un adattatore grandangolo 0,8x. Basta allora comprare un adattatore grandangolo 0,7x da montare davanti all'obiettivo, anziché sul retro e non abbiamo più problemi di "back focus", e nemmeno di obsolescenza. Dice "Ma, Mario, che c'entra mo' l'obsolescenza?" C'entra, dico io, perché il giorno in cui si girerà soltanto in 16:9 non ci sarà più niente da convertire e quel famoso pezzo di vetro non servirà più a niente...a parte continuare a introdurre "back focus" e distorsione.