DOSSIER PARTE 2

La programmazione per i ragazzi nel cinema, nella televisione, nella pubblicità

Attenzione alla dimensione fantastica dei cartoni animata, ma anche una parsimoniosa gestione dei costi. La sfida tra i titoli importati e quelli di produzione nazionale. Il rapporto con la Tv che si ampia grazie all'interattività di Internet. Questo e molto altro abbiamo scoperto nel nostro viaggio attraverso i media e le aziende di produzione

di Alessandro Miglio

Rai for baby

Rai Tre, dal gennaio 1999, trasmette tutti i pomeriggi uno spazio per bambini di cui ci parla la responsabile della Rete, Mussi Bollini: "La Melevisione" è il programma principale della rete dedicato ai bambini, della durata di circa 40 minuti, ed è trasmesso in diretta da Torino, all'interno di uno studio completamente attrezzato come un fantabosco. Nell'ambito del programma ci sono cartoni animati di produzione esclusivamente italiana o europea. Ma cerchiamo, nell'acquisizione del prodotto di animazione, di proporre delle serie realizzate con tecniche diverse. Per esempio ci sono i pupazzi animati, i cartoni a passo uno, a passo due, delle slow motion in carta o in plastilina". "In questo modo - ha proseguito Mussi Bollini - in televisione miriamo a far vedere ai bambini le diverse tipologie di animazione, per far capire che non esiste un solo cartone animato, ma sono diverse e tante le possibilità di animazione per raccontare una storia. Vogliamo quindi recuperare un po' della visione fantastica del bambino, forse in parte dimenticata dagli adulti. La dimensione fantastica, tipica del bambino, è anche un modo per relazionarsi con il mondo esterno e per diventare grande: lo scudo del fantastico è ciò che il bambino usa per imparare a conoscere il mondo esterno. I cartoni animati, attraverso la mediazione della storia, riescono a far capire al bambino il personaggio buono e quello cattivo".
"Questa filosofia del recupero della dimensione fantastica - ha concluso Bollini - ci ha premiato sul campo, procurandoci anche degli ottimi ascolti durante il programma. Una sola perplessità: oggi i programmi per bambini vanno in onda quando molti bambini non sono in casa, mentre la vecchia Tv dei Ragazzi, fino all'84, veniva trasmessa dalle 17.30 alle 19.45. Sono cambiati i bambini o siamo cambiati noi?!".

Bimbi for business

Ma vediamo quali sono i prodotti su cui la Rai investe. Dal catalogo Rai Fiction leggiamo: "Circa sei anni fa, quando la Rai decise di impegnarsi sistematicamente nel campo della produzione di cartoni animati, lo scenario dell'animazione italiana mostrava una grave crisi. Nonostante una storia passata di talenti e di grande creatività, il settore era ormai giunto al limite dell'estinzione. A partire dal 1996, l'azione della Rai ha promosso il rilancio dell'animazione italiana. Il settore "cartoons" di Rai Fiction è intervenuto in tutti i tipi di produzione di cartoni animati, puntando soprattutto sulle serie classiche di cartoni, con episodi di trenta minuti, coproduzioni europee, progetti di iniziativa italiana, lungometraggi. Con quasi 90 miliardi di lire investiti negli ultimi anni, la Rai ha fatto da volano a progetti per un budget di circa 300 miliardi di lire. Oltre che dall'industria italiana, l'iniziativa di Rai Fiction è apprezzata dalle reti Rai e soprattutto dal pubblico, bambini, ragazzi e famiglie. Se nel 1996 i cartoni animati italiani non esistevano nella televisione italiana e quelli europei erano solo il 24% del trasmesso dalle reti Rai, nel biennio '97/'98 i cartoni italiani ed europei trasmessi dalla Rai giungevano al 43% e nel biennio '99/2000 hanno raggiunto il 51%, superando quelli extraeuropei, americani e giapponesi. Quel che più conta, i cartoni coprodotti dalla Rai sono stati apprezzati dal pubblico, e sono ai primi posti nelle graduatorie di ascolto. Il magazzino Rai Fiction ha ormai superato le 270 ore televisive e l'iniziativa continua. Nuovi progetti si avvicinano, con un gusto e un talento italiano, e con una qualità tecnica e produttiva di livello internazionale. (...)". Questo ci è stato confermato da Max Gusberti, responsabile dell'animazione di Rai Fiction. "L'investimento è stato costante nel tempo, e anche quest'anno il budget assegnato alla produzione del 2001 è stato di 16 miliardi. La scelta è stata principalmente seriale per avvantaggiare le nostre Reti televisive, offrendo un prodotto che potesse durare più a lungo, il che ha generato una vera rivoluzione. In primo luogo ha significato spingere tutti gli autori italiani, che erano confinati nella dimensione dei cortometraggi d'autore o del lungometraggio, ad affrontare una dimensione industriale del prodotto, costringendoli a un lavoro non in solitario, ma di gruppo, e portandoli a relazionarsi con autori e sceneggiatori provenienti dalla fiction, in quanto capaci di raccontare una storia di largo respiro. In secondo luogo ha significato immettersi decisamente nel filone principale del mercato europeo che richiede un prodotto di 26 o 52 mezze ore, molto importante come livello di investimento, di quantità di lavoro, ma anche come possibilità di indotto. La terza scelta è stata quella di una strategia di coproduzione essenzialmente europea, in quanto il settore dell'animazione, rispetto a quello della fiction, ha una durata superiore. Abbiamo puntato su prodotti ad alta replicabilità in modo che gli investimenti possano essere ammortizzati nel tempo".

Tematici per i più piccoli

In Italia dal 1998, Disney Channel è il canale per i ragazzi e la famiglia che propone una programmazione 24 ore su 24 offrendo il meglio dei prodotti Disney e delle produzioni originali, senza interruzioni pubblicitarie. Distribuito in esclusiva su Tele+ Digitale, sia all'interno del pacchetto Superpremium sia come opzione, Disney Channel ha raggiunto quota 700mila famiglie abbonate.
"Con la firma "Libera la tua immaginazione" - ci spiega Marion Muzi Falconi dell'ufficio stampa della Disney Channel (02.25099413) - la nostra Rete televisiva intende rafforzare la caratteristica peculiare del canale: l'interattività. L'obiettivo infatti è essere un mezzo capace di liberare il talento dei ragazzi, stimolarne l'immaginazione e la creatività, anche attraverso il coinvolgimento in giochi e iniziative che aiutino a crescere, ad imparare cose nuove, sempre in un'atmosfera all'insegna del divertimento. Questo aspetto si esprime innanzitutto nelle scelte di programmazione perché, oltre alle serie di animazioni, serial per ragazzi e grandi film in prima Tv esclusiva, Disney Channel offre alcuni programmi che richiedono una partecipazione attiva, come "Art Attack", la nuova serie in esclusiva sul canale, concepita per creare, in presa diretta, opere di qualsiasi forma e tipo: sculture, dipinti, giochi e suppellettili. Altri titoli sono "Alla scoperta dei meccanismi", per scoprire i segreti più nascosti di ogni oggetto, piccolo o grande e sperimentare in casa quanto appreso durante la puntata, e "LiveZone", un programma in diretta dagli studi di Milano, tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.30, che stimola l'interazione con i ragazzi e la famiglie da casa tramite giochi e temi, come lo sport, la musica, lo spettacolo e tutto quanto è attualità. Nella sede di Disney Channel Italia a Milano lavora oggi uno staff di 40 persone e altrettanti giovani creativi (autori, registi, grafici), operatori e tecnici dello studio televisivo appositamente impegnati nella programmazione quotidiana del canale".
Un'altra importante rete televisiva dedicata interamente al mondo dei bambini è la Fox Kids Italia (06.84408701) con sede a Roma, un canale gratuito che fa parte del pacchetto di Stream, con oltre 800mila abbonati. Abbiamo incontrato Silvio Marino dell'ufficio stampa e Terrestrial Distribution Manager. "Dal primo ottobre passiamo dalle 15 alle 16 ore di programmazione al giorno finendo le trasmissioni alle 22. La nostra library dispone di molte serie cartoon e molte live action, tra cui "Piccoli brividi" che prende spunto dai romanzi pubblicati dalla Mondatori, vero fenomeno editoriale con milioni di copie vendute. "Piccoli Brividi" rappresenta un caso di successo anomalo rispetto al mercato in quanto le puntate non hanno dei protagonisti fissi, ma variano ogni volta. Considerando che il nostro target è compreso tra i 2 e i 14 anni, questa serie interessa quei ragazzi che ne occupano la fascia più estrema".
"E' stata un'esperienza fantastica - commenta Silvio Marino, ricordando la collaborazione con Ezio Greggio per "Le Storielle di Ruggero" -. Si tratta di un intrattenimento di circa 30 secondi per 750 episodi che viene inserito tra un cartone animato e l'altro. "Le Storielle di Ruggero" fanno parte di un'idea molto semplice: utilizzare dei guanti da cucina, truccati e personalizzati dandogli una voce e un carattere. Greggio è stato fantastico nel dar vita ai 12 personaggi e nel caratterizzarli sia con il tono della voce sia con il dialetto, tanto che, sia per il successo ottenuto sia per il relativo basso costo, abbiamo intenzione di ripetere l'esperienza".
La Fox Kids Italia dispone di altri promo che vengono invece realizzati della Sermi film di Roma (06.3728807). "Quando realizziamo un promo classico - ci spiega Alessandra d'Adamo Production Manager di Sermi - per una serie di cartoni animati, registriamo tutto nuovamente. Scegliamo le scene del cartone che meglio ne rappresentano lo spirito e che nello stesso tempo facciano capire di che tipo di cartone si stia parlando, poi lo ripuliamo dall'audio e lo doppiamo inserendoci dei nuovi effetti. Tutto questo lo realizziamo per produrre i nostri promo: Classici, Coming Next, Menu e ovviamente i De Luxe. Gli apparati che utilizza la Sermi sono degli Avid 1000 (con HD 72Gb) Macintosh per il montaggio e la scomposizione delle immagini in maniera virtuale, per poi essere scaricati in pellicola. Edit on line: Mixer Video DVS 2000 con centralina di montaggio BVE 2000 Recorder Digital Betacam della Sony DWA 500 P, Betacam SP Sony. Nella grafica viene utilizzato un Edit Box Quantel FX (5 layer + background/full paint) che ci permette di scomporre i 24 singoli fotogrammi che compongono ogni secondo per effettuare delle modifiche o dei montaggi. Quando il filmato è pronto passiamo alla fase dell'incisione dell'audio inserendo degli effetti con Protools 24 MIX Plus 5.01 con 63Gb di HD con 30 Cd di effetti della Digieffects. Lavoriamo su tre livelli: quello dello speaker, della musica e degli effetti. Questo ci permette di ricostruire totalmente la colonna sonora dei nostri promo. Per ultimo passiamo in sala di doppiaggio dove viene utilizzato un Protools 24 Core System con 60Gb di HD per l'inserimento delle voci".

La radio in miniatura

Dalla televisione ora passiamo alla radio. Scopriamo come i bambini si avvicinano a questo mezzo e quanto la radio faccia ancora poco per loro, occupandosene solo quando fanno notizia: pedofilia, fame, omicidi e la pubblicità, che li vede come nuovi acquirenti. Ma capita anche di incontrare qualcuno che è coinvolto direttamente con i giovani. E' l'esperienza di Nicola Pennelli, professore all'Istituto Professionale di Stato "Mozzoni" di Mestre, da dieci anni impegnato nell'insegnamento alle medie e alle superiori, quindi a contatto quotidiano con giovani di un'età compresa tra i 10 e i 18 anni. Un'esperienza che potrebbe ispirare qualcuno a replicare tali "case histories". "Realizzavamo - spiega Nennelli - un rotocalco d'informazione con radiogiornali e rubriche all'interno dei quali affrontavano i temi che i ragazzi di volta in volta sceglievano autonomamente. Si parlava dei personaggi del cinema, della musica e della televisione, oppure si affrontavano problematiche del posto. Realizzavamo delle interviste anche a scrittori e autori per ragazzi. Si inventavano e scrivevano anche delle fiction, interpretate dai ragazzi stessi, che in questo modo si avvicinavano al mondo della radio, vivendola dall'interno e toccando con mano tutte le problematiche che bisogna affrontare nel costruire un programma radiofonico. Questo ha permesso di andare oltre la visione dell'apparecchio come un mero mezzo attraverso il quale ascoltare musica"ß.
"Questo tipo di attività didattica - prosegue Pennelli - è durata per sei anni dal '90 al '96. In questo periodo siamo stati anche in collegamento con la Rai e ogni tanto ci invitavano a Palazzo Labbia, che ospita la sede della Rai di Venezia, per intervenire durante il programma "Tempo Giovani" su Radio Due".
"Per promuovere tale attività anche nelle altre scuole - ricorda Pennelli - insieme alla Nuova Venezia, che è un giornale locale, abbiamo promosso un concorso che si chiamava "La Radio per la Scuola". Il concorso richiedeva da parte delle scuole la realizzazione di un reportage, di una fiction o di un radiogiornale. A fine concorso una commissione di giornalisti, attori, autori e altri professionisti premiavano i servizi più meritevoli per le varie categorie, e le scuole vincitrici ricevevano materiali audio per poter fare attività didattica con la radio".
Oggi Pennelli insegna tecnica pubblicitaria negli istituti superiori, e all'interno della sua scuola ha realizzato un piccolo studio di registrazione dove si producono spot radiofonici sulla comunicazione sociale. Ogni anno si realizzano delle campagne con i ragazzi su temi come la lettura, l'educazione stradale e l'ambiente: il materiale prodotto viene inviato a concorsi o alle emittenti della zona. "Realizziamo un rotocalco radiofonico - spiega Pennelli - con una serie di rubriche e informazioni curate da un'intera classe, che viene trasmesso sulle frequenze di Radio Carpini San Marco. Il laboratorio è molto semplice, in analogico, direi quasi casalingo, composto dallo stretto indispensabile, con un tecnico che fa assistenza durante le registrazioni: sappiamo tutti, purtroppo, quali siano i budget scolastici. Cerchiamo sempre di fare della radio un elemento psicologico di coinvolgimento e siamo riusciti a coinvolgere anche ragazzi portatori di handicap. L'intento è quello di aiutare il ragazzo a essere più critico con se stesso e a crescere mediante questo strumento".
Oltre ai casi sporadici di iniziative come quella appena descritta da Nicola Pennelli, sensibili alla comunicazione e all'intrattenimento dei giovani, ci sono anche strutture e staff che lavorano per loro. E' il caso di RadioBaby (02.69016221), un progetto radiofonico italiano interamente dedicato ai bambini che può essere ricevuto gratuitamente da chiunque sia in possesso di un decoder digitale (Hot Bird 13° est FR. 12.673). L'emittente è coinvolta con diverse strutture no-profit, come il Cesvi o l'Unicef e si rivolge a professionisti del mondo della pedagogia nella creazione dei suoi programmi.
"L'emittente è costantemente presente nelle principali città e manifestazioni con eventi sul territorio - ci spiega Emanuela Borri di Radio Baby del Gruppo Euromedia di Enzo Palazzolo - dalle fiere alla partecipazione con la Rai in occasione della 43° edizione dello Zecchino d'Oro. Nelle manifestazioni c'è un forte coinvolgimento dei bambini, che lasciano libero sfogo all'immaginazione. Il target dell'emittente è under 12 e trasmettiamo 24 ore al giorno musica, favole, giochi, informazione e intrattenimento, il tutto affidato nelle mani dei due nuovi conduttori: Emanuele di sette anni e Lucrezia di quasi nove. Direttore artistico è il noto conduttore Franco Fasano e il direttore di rete è Mauro Dani. Non manca il sito www.radiobaby.it dove ci sono tanti giochi e informazioni sulle attività della radio. Registrandosi gratuitamente si potranno ricevere queste informazioni presso la propria e-mail".
"Tutta la parte tecnica - conclude Borri - viene realizzata dall'altra nostra società, la Skyrec, che si occupa di produrre tutto quello che trasmette Radiobaby, promo, jungle, le pubblicità e così via mentre la Mar.Com.Web si occupa del mondo Internet". "Negli studi di Skyrec - ci illustra Alberto Pucci responsabile degli studi Skyrec - utilizziamo per la post produzione Protools 5 su hardware Apple G4, monitor Genelec per gli ascolti e un banco di regia Yamaha 02 tutto in digitale. Comunque su www.skyrec.it è possibile trovare tutto il mondo delle attrezzature utilizzate dalla Skyrec nelle varie produzioni".

Le aziende produttrici

L'esperienza raccontata da Rodolfo Marcenaro, storico personaggio della pubblicità e dei cartoni, della omonima azienda (0522.695101 www.marcenaro.it) è tra le più singolari. Ro, questo il diminutivo con cui è conosciuto da tutti, è stato il primo autore della plastilina del Fernet Branca oltre che firma di alcune canzoni per bambini andate in onda allo Zecchino d'Oro, come "Il valzer del moscerino" (1968) o "Monta in mountain bike" (1991) e poi utilizzate, anche per delle produzioni in cassette, nel mercato delle edicole.
"I nostri principali clienti - ci spiega Mercenaro - sono il mercato americano e quello coreano: realizziamo delle serie di cartoni su sceneggiature da loro presentate e ultimamente abbiamo individuato una procedura per realizzare cartoni animati ad un basso costo e in alta definizione senza dover utilizzare le impegnative macchine della Silicon Graphics, ma semplicemente lavorando con dei Pc normalissimi e tre programmi, Photoshop per la colorazione dei disegni, After Effect per il montaggio delle singole scene e Premier per il montaggio complessivo comprensivo dell'audio, il tutto trasformato per il mercato televisivo attraverso le macchine Avid. Il vero problema lo abbiamo riscontrato con il personale: purtroppo in Italia non ne esiste di specializzato. Per questo motivo abbiamo fatto richiesta e ottenuto dall'Unione Europea, dalla Regione Toscana e Emilia Romagna e dal Ministro del Lavoro la possibilità di fare dei corsi di formazione diplomando circa 120 persone che siano in grado di padroneggiare le tecnologie da noi utilizzate, e che quando non lavorano per noi sono comunque in grado di effettuare lavori su Internet, realizzare Cd-Rom o lavorare per altre aziende produttrici di cartoni animati. Tutta questa crescita tecnologica ci ha permesso di allargare i nostri confini ed oggi grazie ad Internet lavoriamo con clienti che non abbiamo mai visto di persona, perché tutto il lavoro si svolge tramite e-mail".

Un successo tutto italiano: Tommy e Oscar

"Il mercato del cartone animato a livello internazionale è molto difficile - puntualizza Iginio Straffi direttore generale della Rainbow (071.7573679) - perché c'è grandissima produzione nel mondo, soprattutto da parte dei colossi americani e giapponesi, ma anche i francesi e gli inglesi producono molto e hanno dei budget che permettono loro di spingere queste produzioni all'estero. In Italia, al di là della nostra eccezione, che ci ha visto iniziare con la vendita dei Cd e proseguire con la realizzazione delle serie televisive, c'è stata una lunga crisi. Un brutto periodo che è terminato quando la Rai, ormai da circa tre anni, ha intrapreso una politica di autoproduzione dei cartoni, anche se non al 100%. Oggi l'intero fatturato delle aziende che in Italia producono sia per il mercato interno che estero dovrebbe essere intorno ai 70 miliardi. La Rai acquista i diritti dei cartoni cooprodotti e, con la vendita, raccoglie delle percentuali di guadagno che vanno a finanziare altre produzioni in Europa e in Italia. Questa politica ha consentito al mercato dei cartoni animati italiano di risalire di qualche posizione rispetto all'Europa e al mondo, anche se la situazione di partenza era vicina alle ultime posizioni. Il nostro successo è "Tommy e Oscar" una serie che presta grande attenzione alla storia, che deve essere coinvolgente e con un grande studio in fase di progettazione. Ultimo aspetto, un po' più commerciale, è quello di far attenzione a ciò che si vuole produrre e proporre: i buyer televisivi sono abituati a certe offerte e quindi le novità devono essere presentate. Altrimenti un prodotto troppo innovativo rischia la bocciatura". "Per la produzione - prosegue Straffi - usiamo Animo, un sistema inglese completo sia per la colorazione che per il composing delle scene. Altri programmi sono Toonz e US Animation, mentre per l'acquisizione dei disegni utilizziamo uno scanner della Ricoh e uno della Sharp. Una volta completato, il disegno viene renderizzato ad alta risoluzione, tramite una scheda che esce senza compressione sul Digital Betacam. Per il montaggio, le dissolvenze e quant'altro lavoriamo con un DPS Velocity e sempre in quest'ambito sincronizziamo l'audio, montiamo la musica e gli effetti sonori. Infine realizziamo il master in Digital Betacam".

Rever: la storia del cartone animato italiano

Alla Rever, azienda presente nel mercato del cartone animato dal 1927, Marco Pagot ci ha confermato che le prime produzioni italiane sono state realizzate da Luciano Staffa negli anni 80 in collaborazione con il Giappone e con la partecipazione della Rever stessa. E' il caso di Sherlock Holmes del 1980. "Staffa fu uno dei primi ad andare in Giappone - afferma Marco Pagot - per verificare quali fossero le possibilità di investimento da parte giapponese su un soggetto italiano. Presentò alcuni soggetti, tra i quali il nostro di Sherlock Holmes e fu proprio questo ad essere scelto e poi coprodotto dai due Paesi. Noi ci occupammo dei testi e tutta la produzione fu curata dal miglior staff disponibile a quei tempi in Giappone, sotto la direzione del famosissimo Hayao Miyazaski, considerato tuttora il numero uno. Ancora oggi esportiamo il prodotto italiano maggiormente nelle televisioni asiatiche, vendiamo il soggetto e la creatività, poi la realizzazione esecutiva spesso viene effettuata in Asia".
Come sono cambiate le tecniche di realizzazione in questi anni?
"Sono cambiate negli ultimi cinque o sei anni. Il computer era utilizzato solo marginalmente per qualche coloritura, ma costava di più che far dipingere il prodotto in Asia. Solo in qualche grande produzione americana, che prevedevano sostanziosi budget, o in qualche esperimento seguito dai giapponesi, si utilizzavano dei computer. Grandi passi avanti si sono fatti con il 3D. Con Final Fantasy si possono apprezzare le grandi potenzialità che possiede questa tecnica, con le sue caratteristiche estremamente veristiche ma anche con tutta una serie di aspetti che sono ancora riconoscibili nel cartone animato. Inoltre oggi le attrezzature necessarie sono alla portata di tutti, bastano dei buoni Pc ricchi di Ram e HD capienti per realizzare un filmato 3D. Da quando la compagnia leader del settore 3D, la Softimage, ora passata ad Avid, si è convertita dal sistema Unix, costoso e complesso, all'ambiente Pc, questo mercato si è sviluppato molto, grazie anche all'uscita di prodotti realizzati sempre per macchine Pc come 3D Studio Max. Un'altra nuova tecnica per il Web, è Flash, nato propriamente per animazioni all'interno dei siti e oggi utilizzato nelle serie dei cartoni animati. Tra le primi a utilizzare questa tecnica è stata la serie di South Park. E' una tecnica ancora molto limitata, ma la trovo anche molto interessante. Mi sembra di essere tornato indietro, al periodo del Carosello, in cui, a tutta una serie di limiti, si doveva supplire con la creatività".
Sembra che chiunque a casa sua possa realizzare il proprio cartone animato?
"Sembra, ma quello che costa è la preparazione e l'esperienza del personale, soprattutto in un mercato nel quale non ci sono scuole valide di formazione che effettivamente preparino ad usare queste tecnologie. Quando abbiamo realizzato "Carnaby Street", che va in onda su Mediaset (un cartone animato estremamente verista, con figure molto reali) è stato difficile reperire disegnatori in grado di eseguire i disegni. Per questo per una produzione si devono calcolare almeno 5/6mila dollari al minuto, al contrario de "I Simpson", cartone molto semplice, lineare, con pochi tratti e di conseguenza poco costoso".
Pagot conclude ricordando che "a livello governativo si sta lavorando su un progetto simile a quello francese, che consiste nell'applicare una tassa a chi acquista prodotti all'estero, specialmente provenienti dall'America e dal Giappone. Questi fondi vengono reinvestiti a favore della produzione locale, in modo da arrivare a un finanziamento del 30 o 40% a fondo perduto".

Da Antenna Media contributi per la produzione di film animati

Ecco una informazione utile per chi si volesse avvicinare alle produzioni dei film animati. In Italia, oltre agli aiuti della Rai ci sono anche quelli erogati da Antenna Media di Torino (011.539853, www.antennamedia.to.it), che è l'ufficio italiano di rappresentanza del programma Media dell'Unione Europea, per il sostegno del settore audiovisivo. "I settori principali - ci spiega Silvia Sandrone, coordinatrice insieme al direttore, Alessandro Sinietto, di Antenna Media - sono: quello della produzione per lo sviluppo di nuovi progetti; quello della distribuzione a sostegno di società per la diffusione sia televisiva che cinematografica; quello della formazione per finanziare corsi di scrittura, di gestione d'impresa e di applicazione delle nuove tecnologie; infine quello della promozione, come nel caso del Festival di Torino e di Venezia che hanno avuto il sostegno del programma Media. Stessa cosa vale per i mercati televisivi, come il Sunny side of the DOC a Marsiglia, per la circolazione o diffusione dei documentari, o il MIP Tv per il mercato televisivo che ha luogo ad aprile a Cannes, o ancora il MIF per il cinema. Il nostro è un servizio gratuito che offre consulenza e assistenza alle imprese che vogliono far domanda per un sostegno al programma Media. Forniamo i bandi di concorso e li traduciamo e offriamo assistenza per la compilazione, dopodiché l'azienda invierà direttamente a Brouxelles la documentazione completa per essere esaminata. In caso di accettazione il programma Media finanzia fino al 50% del progetto".

Piccoli attori al Museo dei Bambini

Qualcuno potrebbe rimanere fulminato e scoprire in pochi istanti cosa fare per il resto della propria vita. Il museo dei Bambini di Roma cela al suo interno un mini studio Tv, dove i più piccoli possono cimentarsi con vere telecamere, grazie alle quali improvvisarsi attori e registi. Un'idea originale, realizzata anche grazie al contributo di Sony, che ha fornito delle telecamere, quelle solitamente utilizzate per funzioni di sicurezza. L'installazione è stata realizzata dalla Rai, che ha ideato della carenature con le quali avvolgere le telecamere per darle delle sembianze simili alle apparecchiature broadcast. Le telecamere Sony sono del modello Exwave HAD CCD, i video sono modello SSM-504/724AMR, il mixer è un SRP-V110 Compact 8 Bus, l'unità di controllo per il montaggio è un FXE-120P.